Magazzino della Pizza: Una Storia di Passione e Innovazione

L'annuncio è arrivato sui canali social della catena: Magazzino della Pizza sta per aprire un nuovo locale a Como, aggiungendosi alle sedi già operative a Brescia, Crema, Bergamo e Piacenza. Questa espansione testimonia il successo di una pizzeria che pone particolare attenzione alla birra artigianale e alla qualità degli ingredienti.

Magazzino della Pizza si distingue per l'attenzione specifica verso la birra artigianale prodotta dal loro birrificio. Le pizze sono cucinate con farine di grano macinate a pietra, alta idratazione e lunga lievitazione (24 ore) per una migliore digeribilità. Offrono anche pizza tipica romana con farina classica e rustica.

L'Inizio di un Progetto Coraggioso

Il progetto Magazzino della Pizza nasce dalla passione comune per i cereali perduti di Mirko, grafico, e Damiano, pizzaiolo. Tutti quei cereali che l’uomo e il mercato hanno “manipolato” a favore del dio denaro e in forza di una maggiore produzione, sono stati riscoperti e riutilizzati, ridando valore alla ricchezza nutrizionale, alla biodiversità, e rispettando realmente l’ambiente.

L’attenzione alle materie prime è di fondamentale importanza. Il core business è costituito dal galletto, che acquistiamo dalla Vallespluga, e dalla birra artigianale, prodotta dal nostro Agri-birrificio. Ho scelto personalmente l’allevamento e il macello da cui arrivano gli hamburger di Fassona piemontese, mentre lo gnocco fritto viene prodotto esternamente su nostra ricetta e lo stesso vale per le ribs.

La Storia di F.lli Anelli: Un Esempio di Impegno e Costanza

Per un’impresa riminese, la giornata di giovedì scorso, 15 maggio, non è stata una giornata come tante altre. Il 15 maggio del 1960, infatti, nasceva F.lli Anelli dall’iniziativa di tre fratelli: Alvaro, Alberto (detto Berto) e Bruno. Gli anni in cui F.lli Anelli prese vita erano quelli del boom economico.

"Uno sviluppo miracoloso, in dieci anni dal nulla siamo diventati grandi - ricorda Alvaro Anelli, oggi 85enne -. Avevo dodici anni. Dicevano che ero piccolo, ma avevo una gran forza. Da lì è iniziata la mia storia, fino all'inaugurazione nel 1960 della nostra azienda familiare. Se ricordo il primo giorno di lavoro? Certo. Minuto per minuto. Ricordo che a mezzogiorno avevamo già incassato 15 lire, eravamo stracontenti. Rimanevo in magazzino 14 ore al giorno, con il babbo e i miei fratelli.

"Non siamo solo un'azienda, ma una grande famiglia - tiene a precisare -. Siamo due fratelli (Bruno è scomparso nel 2014, ndr), con otto figli maschi. All'appellativo imprenditore, Alvaro preferisce quello di “commerciante”. Nel 1994 fu insignito Cavaliere del lavoro dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, mentre nel 2022 l'allora sindaca di Santarcangelo, Alice Parma, lo premiò con l'Arcangelo d'Oro, il più alto riconoscimento della città clementina.

Nonostante la crisi edilizia ed episodi come la perdita dell’amato fratello Bruno, la famiglia Anelli non ha mai smesso di lottare. "Abbiamo stretto la cinghia, investendo i nostri patrimoni, ma siamo rimasti in piedi, senza strani stratagemmi, mentre in tanti, tra le imprese più grandi di Rimini e provincia, sono fallite, facendo il passo più lungo della gamba - osserva -. Noi, invece, abbiamo continuato a fare quello che sappiamo fare meglio: produrre manufatti in cemento e vendere materiale per l'edilizia.

L’obiettivo di Alvaro, come da lui stesso dichiarato, è di arrivare a festeggiare i 70 anni di F.lli Anelli lavorando fino a 90 anni. La pensione? "Non ci penso neanche, ho ancora tanta voglia di lavorare. Oggi il mercato è cambiato, ci sono tante aziende improvvisate, molti gruppi locali hanno chiuso bottega e la concorrenza dei grandi gruppi da fuori si è fatta agguerrita, ma siamo solidi e proiettati nel futuro. Spero di arrivare a brindare per i 70 anni di Fratelli Anelli.

I colpi di scena sono stati tanti. Così gli alti e bassi. Di fronte ai quali non si è mai scomposto. «Fanno parte della storia e della vita di ogni imprenditore» confida, «anche perché non puoi controllare tutto». Lui, comunque, non crede ai colpi di genio, ma «a un lavoro fatto di impegno e costanza quotidiani: solo così si ottengono i migliori risultati».

Ruben Gallia: Da Ingegnere a Imprenditore della Ristorazione

Da ingegnere gestionale a imprenditore della ristorazione sulle orme paterne. E ora che ha trovato la quadra, punta in alto: gestire 26 locali entro il 2026 con la crescita continua di 2-3 locali l’anno. Lui è RubenGallia, 46 anni, bresciano, studente-lavoratore, laurea, come si diceva, in Ingegneria Gestionale conseguita all’Università degli Studi di Brescia, impiego da ingegnere per alcuni anni, un ripiego da assicuratore, oggialla testa (con due soci) di un gruppo che fattura già 12 milioni l’anno. Una storia imprenditoriale che merita di essere raccontata.

«Durante gli studi ho sempre lavorato al “Pinko” di Brescia, una delle gelaterie di mio padre. Nel 2006, dopo la laurea in Ingegneria, ho sostenuto l’esame di Stato e ho trovato impiego in una società che gestiva aree industriali controllata dal Comune di Soncino. Lo stipendio non era granché, ma il lavoro mi piaceva. Contemporaneamente continuavo e seguire le attività di famiglia che si stavano ampliando con l’apertura dei ristoranti a Padernello, nel Bresciano».

Ma facciamo un tuffo all’indietro. Siamo nel 1998 a Padernello, paesino di 60 anime, dove si è accesa la scintilla che porterà alla rinascita del piccolo borgo rurale: da un lato un pugno di visionari che si è messo in testa (riuscendoci) di far tornare al suo antico splendore il castello ridotto a un cumulo di macerie; dall’altro il padre di Ruben, Natale Gallia che, intuendo con largo anticipo ciò che negli anni a venire sarebbe successo un autentico Rinascimento, decise di aprire l’“OsteriaAquila Rossa”, seguita nel 2000 dalla “Locanda del Vegnot”, dalla “Merenderia Il Fornello” e dal “Ristorante La Bianca” (2009). Del 2007 c’è stata, invece, l’apertura del Sedicesimo Secolo, ristorante di pesce aPudiano, frazione di Orzinuovi.

«Quando mi fu proposto di entrare in società, decisi di lasciare l’impiego di ingegnere per dedicarmi alle attività di famiglia con l’intento di creare un gruppo che potesse crescere ulteriormente; ma questa non era l’idea di mio padre che, ad un certo punto, considerando concluso il ciclo di Padernello, preferì affittare i ristoranti a terzi».

Vedendo vanificato il suo progetto, nel 2010 Ruben decise di rimettersi in gioco come ingegnere, ma si era reso subito conto che, dopo uno stop di tre anni, rientrare nel giro era quasi impossibile. «Nel 2010» continua a raccontare, «mio zio Gilberto stava aprendo il Tramvai di Orzinuovi, il secondo di quella che sarebbe diventata una lunga lista di Risto-Pub divenuti famosi soprattutto per il galletto alla brace e la birra artigianale. È iniziatacosì una collaborazione che ha portato all’apertura del Tramvai di Fidenza e del Tramvai di Cremona».

A questo punto le attività sono diventate quattro e Ruben ha un’intuizione che si rivelerà vincente: aprire un birrificio artigianale per servire i locali del neonatoTramvai Group.

«Il 2013 è stato per me l’anno della svolta. Di fianco al Tramvai di Orzinuovi decisi di aprire il birrificio artigianale “La Fenice”, con sette proposte di birra, una per ogni vizio capitale, da cui presero i nomi».

Alla media di due locali aperti l’anno, il gruppo è arrivato ad avere 15 Risto-Pub Tramvai e 3 Risto-Pub Cresta Alta sparsi tra Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, 4 pizzerie (“Magazzino della Pizza”), a cui si aggiungono il ristorante “Cascina La Bassa” di Padernello, inaugurato nel luglio 2021 e l’“Agribirrificio del Graal” che, nel frattempo, ha preso il posto del birrificio “La Fenice”, entrambi di proprietà degli stessi soci ma con quote diverse rispetto ai locali del Gruppo Tramvai.

A questo punto, Ruben e lo zio Gilberto hanno deciso di prendere strade diverse. Oggi il “Tramvai Group” è di proprietà di tre soci: Ruben Gallia, il padre Natale Gallia e l’amico Alessandro Tosini.

Una storia imprenditoriale è fatta di cadute e risalite, è una regola che vale quasi per tutti. Quali sono stati i momenti più difficili?

«Il periodo del Covid è stato complicato. Ci siamo indebitati per i successivi quattro anni. Nonostante ciò, grazie agli aiuti dello Stato e al grande impegno dei nostri dipendenti, siamo riusciti a rimanere inpiedi garantendoci un futuro. Inoltre, potendo contare su una flotta di 30 vetture siamo stati fra i primi ad organizzarci per la consegna a domicilio. In questo caso, il merito è tutto di mio padre perché l’idea di introdurre il delivery in tutti i locali già prima del Covid è stata sua. Grazie alla turnazione e alla cassa integrazione, siamo riusciti ad assicurare gli stipendi al nostro staff; tutto questo ha rinsaldato i rapporti umani e consolidato il rapporto di fiducia tra proprietà e collaboratori. Le difficoltà, comunque, non ci hanno impedito di continuare a investire: in pieno periodo Covid abbiamo spostato il birrificio da Orzinuovi a Padernello, ampliandolo e aumentando la produzione, mentre a luglio 2021 abbiamo inaugurato la “Cascina La Bassa”, progetti già approvati e finanziati dalle banche».

Altri colpi mancini?

«Un colpo altrettanto duro è venuto dalla crisi energetica del 2022quando abbiamo dovuto pagare in bolletta un totale di 500mila euro. L’incertezza era tanta, ma se decidi di fare l’imprenditore devi metterti in testa che i problemi e gli imprevisti sono la normalità perché fanno parte del gioco. Per fortuna dal 2023 siamo ripartiti e ora stiamo portando avanti il progetto “Magazzino della Pizza” con quattro nuove aperture aCrema, Brescia, Piacenza e Bergamo».

A una caduta fa seguito una risalita. Quali sono stati i momenti più esaltanti?

«Se devo essere sincero, non ho ricordi di essere stato pienamente soddisfatto di quello che ho fatto. Senza dubbio vedere ogni giornola crescita del birrificio, che considero una mia creatura, mi rendemolto felice. Anche “Cascina La Bassa” è un grande successo, cosìcome il “Magazzino della Pizza” a Brescia. Altri locali fanno più fatica a decollare, ma questo è fisiologico».

I grandi numeri sono la vostra forza. Nonostante questo sietesempre attenti alla qualità dei prodotti.

«L’attenzione alle materie prime per noi è di fondamentale importanza. Il nostro core business è costituito dal galletto, che acquistiamo dalla Vallespluga, e dalla birra artigianale, prodotta dal nostro Agri-birrificio. Ho scelto personalmente l’allevamento e il macello da cui arrivano gli hamburger di Fassona piemontese, mentre lo gnocco fritto viene prodotto esternamente su nostra ricetta e lo stesso vale per le ribs».

Che cosa significa essere un imprenditore oggi?

«Significa alzarsi ogni giorno con la voglia di far crescere la propriaazienda mettendosi costantemente alla prova. Credo poco ai colpi di genio. La maggior parte degli imprenditori è gente caparbia che ama il detto “adelante con juicio”. A mio figlio Edoardo faccio sempre questo esempio: il calciatore Antonio Cassano, sicuramente era un giocatore talentuoso, ma non avendo costanza, metodo e professionalità ha concluso ben poco. Di contro, Gennaro Gattuso, altro calciatore con meno talento, ma allenando si e impegnandosi tutti i giorni, in carriera ha vinto tutto quello che un calciatore può sognare. Il massimo sarebbe essere un genio e avere tenacia e perseveranza, ma di calciatori come Zidane, Messi e Cristiano Ronaldo ce ne sono pochi. In futuro il mio lavoro sarà quello di trovare persone capaci a cui delegare i compiti che oggi svolgo in prima persona, passando così da imprenditore a talentscout».

Quanto è importante la comunicazione per lei?

«Ce ne sono di due tipi: quella interna all’azienda e quella con l’esterno. Nella comunicazione interna, fino a qualche tempo fa, eravamo pessimi. Ma, dopo il Covid, abbiamo fatto molti passi in avanti: le relazioni interne si sono umanizzate».

Com’è la comunicazione con la clientela?

«L’ho affidata a una risorsa interna che si occupa dei social network. Io, comunque, sono molto attento e collaboro a stretto contatto con la social media manager. Controllo settimanalmente i report relativi a insights, impression, costo per click e così via, mentre la parte creativa preferisco delegarla. Tenere monitorate le statistiche è fondamentale per capire se la nostra strategia comunicativa è efficace oppure se bisogna aggiustare il tiro».

Oggi molti imprenditori lamentano difficoltà nel reperire personale qualificato. Vale lo stesso anche per voi?

«Durante il periodo del Covid si è creato uno zoccolo duro di dipendenti che ci ha permesso di superare le difficoltà nel reperire personale nel dopo-pandemia. Ragazzi e ragazze sono stati eccezionali dimostrando attaccamento all’azienda e per questo li ringrazio».

Che cosa chiede al mondo della politica per il settoredella ristorazione?

«Chiedo solo che mi lascino lavorare. Seguo con interesse la politica, ma faccio affidamento solo su me stesso, non su chi ci governa. Mi piacerebbe pagare meno tasse per poter garantire ai nostri dipendenti un compenso netto più alto in busta paga. Ok al taglio del cuneo fiscale, ma credo che un governo dovrebbe innanzitutto premiare chi investe nel 4.0 e nel 5.0, dunque nell’innovazione e nella digitalizzazione della propria azienda».

Che cosa c’è nel futuro del Tramvai Group?

«Tra i progetti già avviati c’è l’apertura di un “Magazzino della Pizza”, il nostro nuovo concept, accanto a ogni “Tramvai” e a ogni “Cresta Alta”. Questo vale anche per le aperture future. Oggi siamo in trattativa con potenziali investitori per lo sviluppo del marchio Tramvai. L’obiettivo sarebbe quello di arrivare a quota 26 locali entro il 2026, con una crescita organica di 2-3 locali l’anno. Inoltre, grazie a un finanziamento regionale, abbiamo avviato il progetto “GAIA”, e dovremmo essere operativi entro lametà del 2024. Si tratta di un tablet con assistente virtuale dotato di Intelligenza Artificiale, GAIA appunto, che consentirà ai clienti di ordinare direttamente dal proprio tavolo. Si tratta di un progetto finalizzato a fornire un servizio migliore al cliente.

Il Nostro packaging per la pizza in HT Board, realizzato interamente in carta, offre numerosi vantaggi in termini di sostenibilità e funzionalità. Sicurezza Alimentare: sono certificati per il contatto diretto con alimenti. Design e Formato: La confezione è progettata per mantenere la pizza al caldo e proteggere la sua integrità durante il trasporto. L’adozione dei Nostri packaging in HT Board per la pizza è una scelta sostenibile che può ridurre l’impatto ambientale e migliorare l’efficienza del riciclo. Con la giusta progettazione e materiali adeguati, è possibile garantire la sicurezza alimentare e la funzionalità del packaging senza compromettere la qualità del prodotto.

Le Pizzerie di Bergamo: Un Panorama di Eccellenza

Bergamo, gioiello lombardo ai piedi delle Alpi, non è solo celebre per il suo straordinario patrimonio artistico e culturale, ma anche per la sua eccellente tradizione culinaria che include, naturalmente, la pizza. Le pizzerie a Bergamo si distinguono per la qualità degli ingredienti utilizzati, molti dei quali provenienti dal ricco territorio circostante, e per la maestria dei pizzaioli che, con passione e dedizione, preparano impasti leggeri e digeribili, lievitati a lungo e cotti alla perfezione.

Ma quante pizzerie ci sono a Bergamo?

Pizzerie Consigliate a Bergamo

  • Pizzeria Assaje: Situata nel cuore di Città Alta, offre un’autentica esperienza napoletana con impasti leggeri e dal cornicione alto.
  • Taverna del Colleoni: In Piazza Vecchia, unisce l’arte della pizza alla tradizione enogastronomica bergamasca con pizze gourmet e prodotti tipici locali.
  • Ristorante Pizzeria Al Colle: Offre una vista panoramica mozzafiato sulla Valle di Astino e una pizza dalla pasta sottile e croccante con ingredienti di prima qualità.
  • Pizzeria da Franco: Un’istituzione di Città Alta, con un ambiente informale e familiare e pizze preparate secondo la tradizione italiana.
  • Da Mimmo: Combina l’eccellenza della cucina italiana con pizze di alta qualità, con pasta sottile e croccante cotta in forno a legna.
  • Pizza alla Fara: Pizzeria d’asporto vicino alle mura venete, offre eccellenti pizze realizzate con sapienza.
  • Il Circolino: Situato in un ex monastero, offre pizze realizzate con un impasto a farina di grano tenero 2 macinato a pietra e con poco glutine.
  • Il Fornaio: Un’istituzione per la pizza al taglio, offre una valida alternativa per chi desidera un pasto veloce ma di qualità.
  • Pizzeria Mauro: Non solo pizza al trancio, ma un vero e proprio paradiso gastronomico con un’ampia selezione di specialità da asporto.
  • Pizzeria Bella Napoli: Porta la tradizione partenopea in città con pizze dal cornicione alto e morbido e ingredienti provenienti direttamente dalla Campania.
  • Il Roccolino: Si distingue per l’ambiente elegante e la proposta gastronomica ricercata, con pizze dalla pasta sottile e croccante.
  • Antica Fiera: Un punto di riferimento per gli amanti della pizza classica italiana, con un ambiente moderno e accogliente.
  • Sfiziosa Pizza: La particolarità di questo locale è la pizza con impasto sfogliato che crea molteplici strati.
  • Pizzeria Nasti: Gestita da una famiglia napoletana, offre pizze preparate secondo la tradizione partenopea con ingredienti autentici.
  • Pizzeria Byron: Propone un connubio tra tradizione italiana e influenze internazionali, con farine biologiche e ingredienti selezionati.
  • Caprizza: Specializzati in pizza con farina di grano saraceno e altri cereali alternativi, è il paradiso per chi cerca opzioni più salutari.
  • Pizzeria Al Bacio: Ideale per cene a due o serate tranquille, offre pizze gourmet con ingredienti premium.
  • Da Luca: Un’istituzione della pizza al taglio a Bergamo Bassa, offre una pizza alta e soffice che ha conquistato generazioni di bergamaschi.

Birrificio Graal: Un'Esplosione di Sapori Unici

Il birrificio Graal si distingue per la qualità degli ingredienti utilizzati. Ogni bottiglia è un'esplosione di sapori e aromi unici, grazie a ingredienti selezionati con cura e a un processo produttivo meticoloso. Dietro queste creazioni c'è Alfredo Riva, il maestro birraio, una vera autorità nel settore. La sua esperienza e passione assicurano che ogni birra, dalla Weiss alla IPA, sia sempre eccezionale.

Le birre del Birrificio Graal, perfette per accompagnare una pizza, offrono un'avventura di sapori unica.

STORIE DI PIZZA: il Documentario Definitivo sulla Pizza Napoletana | HD | Italiano

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