Acque Dolci in Sicilia: Laghi e Fiumi, un Patrimonio da Tutelare

La Sicilia, isola ricca di storia e bellezze naturali, si trova oggi a fronteggiare una crescente problematica legata alla siccità. Come in un racconto di Andrea Camilleri, la realtà e l'illusione si confondono, rendendo difficile discernere le cause e le soluzioni per la gestione delle risorse idriche.

Carta fisica della Sicilia

Un Viaggio nella Storia dell'Acqua in Sicilia

La storia della Sicilia è indissolubilmente legata all'acqua. L'isola è stata la prima area italiana ad essere colonizzata da diversi popoli: Sicani, Cretesi, Elimi, Greci, Fenici, Punici, Romani, Bizantini, Arabi, Normanni, Svevi, Francesi e Spagnoli. Palermo, in particolare, era rinomata per la sua abbondanza di risorse idriche, grazie a fiumi navigabili come il Kemonia e complessi sistemi di qanat, cunicoli sotterranei di origine mediorientale che permettevano di prelevare e distribuire l'acqua.

Il mercante di Baghdad Ibn Hawqal, nel 943, rimase colpito dalla ricchezza d'acqua di Palermo, descrivendo come gli abitanti si dissetassero con l'acqua dei pozzi delle proprie case. Anche il viaggiatore arabo-andaluso Ibn-Ubayr, visitando Palermo nel 1185, narrò di giardini, torri di guardia e canali che adornavano la città.

Tuttavia, a partire dal secondo Novecento, la fertile pianura della Conca d'Oro è stata vittima di una deregulation urbanistica che ha portato alla scomparsa di fonti d'acqua, pozzi, falde e qanat, seppellendo anche i fiumi Papireto e Kemonia.

La Crisi Idrica Attuale: Un'Emergenza Endemica

Nonostante la sua ricca storia, la Sicilia si trova oggi a fronteggiare una crisi idrica che sembra essere diventata una condizione endemica. Il 12 marzo 2024 è stato dichiarato l'ennesimo «Stato di crisi e di emergenza per l'acqua potabile fino al 31 dicembre». In molte zone, come nell'agrigentino, la "turnazione" dell'acqua è la norma, con l'acqua che arriva ogni tre o quattro giorni, e i contenitori di plastica sono diventati un elemento comune nei balconi e nelle terrazze per accumulare l'acqua.

Le cause di questa crisi sono molteplici: investimenti insufficienti, mancata applicazione delle leggi nazionali, comuni costretti ad acquistare l'acqua dai "grossisti" come nel Medioevo, impianti obsoleti con reti che perdono anche il 100% della risorsa, e difficoltà nello spendere i miliardi stanziati per acquedotti e depuratori.

Un problema fondamentale è l'assenza di aziende del servizio idrico integrato. Il 68% dei comuni, con il 47% della popolazione regionale, affida ancora il servizio idrico a dipendenti degli uffici tecnici comunali, senza adeguate capacità tecniche, personale, mezzi e risorse finanziarie.

Invasi e Precipitazioni: Un Paradosso Siciliano

Un altro paradosso siciliano è rappresentato dagli invasi, le dighe-lago che dovrebbero garantire l'approvvigionamento idrico. I due invasi maggiori, le dighe-lago di Lentini e dell'Ogliastro, in pieno inverno invasavano solo una piccola parte della loro capienza. Anche la diga Rosamarina di Caccamo e la diga Poma nel palermitano erano ben al di sotto della loro capacità massima.

Eppure, sulla carta, la Sicilia riceve ogni anno volumi di acqua sufficienti a soddisfare ogni fabbisogno. I 588 mm di pioggia caduti nel 2023 equivalgono complessivamente a circa 15,2 miliardi di metri cubi d'acqua all'anno. Il problema risiede nell'inefficienza degli invasi e delle reti di distribuzione.

Su 26 grandi dighe controllate dalla Regione, 3 risultano fuori esercizio, 5 con limitazioni per ragioni di sicurezza e 10 in attesa di collaudo. Un esempio emblematico è la diga Trinità, costruita tra il 1954 e il 1959, che non è mai stata collaudata e che dovrebbe dare acqua a 8.000 ettari di coltivazioni nel trapanese. A causa di limitazioni, il gestore è costretto a svuotarla, e da mezzo secolo sono "in corso verifiche sulla stabilità sismica".

Anche le precipitazioni, pur abbondanti, sono distribuite in modo irregolare. La progressiva tropicalizzazione del clima ha portato a eventi estremi, come le tempeste subtropicali che hanno colpito il ragusano nel febbraio 2023, causando alluvioni e danni.

Se la Regione indica per l'intera Sicilia un fabbisogno medio di 1,750 miliardi m3 di acqua l'anno, bisogna essere coscienti che quei 588 mm di pioggia caduti nel 2023 sui 25.711 km2 dell'isola, pur con differenze di cumulati tra aree geografiche, equivalgono complessivamente a circa 15,2 miliardi di metri cubi d'acqua all'anno.

La Biodiversità delle Acque Dolci Siciliane

Nonostante le difficoltà, le acque dolci siciliane ospitano una ricca biodiversità. Tra le specie ittiche presenti nei laghi e fiumi dell'isola, si possono trovare:

  • Alborella (Alburnus alburnus alborella): Pesce gregario che si alimenta di zooplancton e larve di insetti.
  • Anguilla (Anguilla anguilla): Specie catadroma che si riproduce in mare e vive in acque dolci.
  • Carpa (Cyprinus carpio): Pesce onnivoro che si alimenta di invertebrati e vegetali.
  • Gambusia (Gambusia affinis): Specie alloctona introdotta per la lotta alla zanzara malarica.
  • Persico Trota (Micropterus salmoides): Specie alloctona introdotta per la pesca sportiva.
  • Tinca (Tinca tinca): Pesce onnivoro che si nutre di organismi di fondo e vegetali.
  • Triotto (Rutilus aula): Specie autoctona italiana che si alimenta di larve d'insetti e alghe.
  • Trota Fario (Salmo trutta fario): Specie autoctona che si alimenta di invertebrati e pesci.

Questi pesci presentano una struttura di notevole interesse, in quanto, insieme a caratteri di specializzazione, ne palesano altri decisamente primitivi. La loro presenza è minacciata dalla distruzione delle zone di riproduzione, dall'eccessiva pesca e dall'inquinamento delle acque.

Specie Distribuzione in Sicilia Alimentazione
Alborella Fiume Alcantara (Me), lago Pozzillo (En), lago S. Zooplancton, larve d'insetti, insetti adulti, detrito vegetale
Anguilla Diffusa un po' da per tutto. In particolare: fiume dell'Alcantara (Me), lago Pozzillo (En), lago S. Invertebrati acquatici, piccoli pesci e uova, rane, girini, vermi
Carpa Lago Pozzillo (En), lago Nicoletti (En), lago d'Ancipa (En), diga d'Olivo (En), lago Rosamarina (Pa), lago Piana degli Albanesi (Pa), lago Dirillo (Ct), lago Gurrida (Ct), lago S.Rosalia (Rg). Invertebrati di fondo, larve di insetti e, scarsamente, vegetali
Gambusia - Piccoli invertebrati e larve di insetti
Persico Trota - Invertebrati, pesci, uova, anfibi, serpenti acquatici e ratti
Tinca Lago Pozzillo (En), lago Nicoletti (En), diga d'Olivo (En), lago Rosamarina (Pa), lago S. Rosalia (Rg), lago d'Ancipa (En), lago Gurrida (Ct), lago Arancio(Ag). Organismi di fondo (anellidi, insetti e molluschi) e vegetali
Triotto Fiume dell'Alcantara (Me), lago Ogliastro (En), lago Olivo(En), lago Morello (En), lago Nicoletti (En), lago Pozzillo (En). Larve d'insetti, piccoli invertebrati, alghe e macrofite acquatiche
Trota Fario - Invertebrati acquatici e terrestri, pesci

Zone Umide: Un Ecosistema Fondamentale

Le zone umide, nonostante le loro ridotte dimensioni, sono tra gli habitat più ricchi di biodiversità. Forniscono un'elevata quantità di servizi ecosistemici, tra cui la regolazione dei cicli idrogeologici, la mitigazione dei cambiamenti climatici e la depurazione delle acque. Sono anche estremamente importanti per la riproduzione dei pesci e di conseguenza per la pesca, essenziale per molte popolazioni locali.

Tuttavia, le zone umide sono sempre più a rischio. Circa 2/3 delle zone umide d’Europa sono scomparse negli ultimi 50 anni a causa dello sviluppo degli insediamenti urbani, dell’agricoltura intensiva, dell’inquinamento, delle modificazioni del regime idrogeologico, dell’introduzione di specie invasive e dei cambiamenti climatici.

Zona umida

Le Sfide Future: Gestione Sostenibile e Tutela della Biodiversità

La Sicilia si trova di fronte a sfide importanti per la gestione delle sue risorse idriche e la tutela della sua biodiversità. È necessario investire in infrastrutture efficienti, promuovere l'uso responsabile dell'acqua, proteggere le zone umide e contrastare l'inquinamento. Solo attraverso un approccio integrato e sostenibile sarà possibile garantire un futuro in cui l'acqua sia una risorsa accessibile a tutti e in cui la ricchezza naturale dell'isola sia preservata per le generazioni future.

I report pubblicati sul sito web di Arpa Sicilia relativi alle attività di monitoraggio 2021 delle acque del territorio siciliano, evidenziano che per quanto riguarda lo stato chimico, è stato riscontrato nel 71% dei corpi idrici monitorati uno stato “buono”, “non buono” nei restanti 29%. A completamento del monitoraggio 2021 i dati ottenuti rivelano che le stazioni “conformi” alla destinazione d’uso “vita dei pesci” sono sul Fiume Sòsio ( “Ponte Sosio_2 pesci”) e sul Fiume Ciane (“F. Ciane”). Le altre stazioni, sul fiume Alcantara “Vecchio Mulino”, sul fiume Simeto “Simeto 101 Pietrarossa” e sul fiume Anapo “F.

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