Pasta in Bianco: Amica o Nemica della Tua Dieta?

Nella cultura italiana, mangiare in bianco è spesso sinonimo di leggerezza e salute. Si sceglie spesso in caso di disturbi gastrici, per seguire un'alimentazione più digeribile o anche per perdere peso. Questa pratica ha origini antiche: già nel 1200, si servivano pasta o riso in bianco come simbolo di purezza. Ma la pasta in bianco è davvero così innocua come sembra? Scopriamolo insieme.

Quante Calorie Contiene la Pasta in Bianco?

Ciò che sappiamo come dato di fatto è il suo apporto calorico, che è di circa 360 Kcal per 100 grammi (peso a crudo): insomma, per un alimento scondito, si parte già da una considerevole quantità di zuccheri. Nonostante l’apparente semplicità, la pasta in bianco ha un apporto calorico significativo. Ogni 100 grammi di pasta cruda forniscono circa 360 kcal, un valore che aumenta con l’aggiunta di condimenti.

Pasta La Molisana, realizzata con solo grano italiano presenta questi valori nutrizionali per una porzione di 100g:

NutrienteValore per 100g
Calorie351 kcal
Grassi1g
Carboidrati70g
Zuccheri4g
Fibre3g
Proteine14g
Sale0,02 g

L'Impatto dei Carboidrati sulla Glicemia

I carboidrati nfatti, che nella semplice pasta in bianco rappresentano l’80% del prodotto, non sono nient’altro che zuccheri potenzialmente nocivi per la nostra salute. Inoltre, essendo composta per l’80% da carboidrati, provoca un rapido aumento della glicemia.

Come abbiamo già accennato, gli zuccheri presenti nei carboidrati vengono assorbiti dal nostro intestino causando un diretto aumento della glicemia, un dato significativo per comprendere quanti zuccheri sono presenti nel sangue. Un eccessivo consumo di carboidrati comporta quindi un elevato valore glicemico, che scatena nell’organismo l’innalzamento dell’insulina e che, a lungo andare, può davvero essere dannosa per la salute.

Sembrerebbe che il “segreto” stia tutto nelle quantità del nostro piatto di pasta in bianco, ma è bene analizzare anche le possibili criticità dettate dai condimenti. Spesso, per rendere la pasta più gustosa, si aggiunge burro credendo di non appesantire troppo il piatto.

PASTA al TONNO in BIANCO Spaghetti al Tonno in bianco capperi olive pasta al tonno

Come Bilanciare la Pasta in Bianco per una Dieta Equilibrata

Affermare che una semplice pasta in bianco sia dannosa è forse eccessivo, ma avendo illustrato le conseguenze dirette che i carboidrati hanno sull’organismo, è lecito affermare che il segreto stia nella quantità e nella frequenza con la quale si consuma la pasta. Consumando quantità ridotte e calibrate di carboidrati, quindi, saremo in grado di produrre la giusta energia da consumare nell’arco della giornata senza eccedere con gli zuccheri e senza pericoli per la salute.

Abbiamo capito come un semplice piatto di pasta in bianco non sia poi così “leggero” e salutare, ma non dobbiamo per questo rinunciare a coccolarci quando abbiamo voglia di carboidrati. Semplicemente, è necessario imparare a bilanciare correttamente gli alimenti all’interno di un piatto, aggiungendo quelli che sono in grado di abbassare l’apporto glicemico: le proteine.

Per ridurre l’impatto glicemico della pasta e renderla più equilibrata, il trucco è abbinarla alle proteine. Inserire un condimento proteico rallenta l’assorbimento degli zuccheri, migliorando la digestione e il senso di sazietà. Un piatto di pasta condito con pomodoro e macinato di bovino magro, ad esempio, ci regalerà una digestione più lenta e - soprattutto - un rallentamento dell’assorbimento degli zuccheri, non comportando quindi variazioni nella glicemia.

Carboidrati e Sensazione di Benessere: Realtà o Mito?

Si dice che “i carboidrati rendano felici”, un detto popolare che è vero…solo in parte. Se il senso d’appagamento e di sazietà che fornisce un piatto di pasta in bianco è certamente superiore ad un’insalata, è altrettanto vero che subito dopo esserci fatti una scorpacciata di carboidrati ci sentiamo spesso stanchi, senza forze e sonnolenti.

Non sono sensazioni da sottovalutare e, soprattutto, non sono casuali: il brusco calo della glicemia - anche detta ipoglicemia postprandiale - non solo ci fa sentire senza forze, ma aumenta anche il senso di fame. Ciò significa che, in conseguenza di un calo energetico importante, avremo anche voglia di mangiare di più.

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