Nel cuore del Veneto, nel lontano 1891, la cittadina di Pieve di Soligo e i suoi dintorni risuonavano di note musicali e fermento culturale. Attraverso le pagine della Gazzetta di Treviso, possiamo ricostruire un vivace panorama di eventi, spettacoli e iniziative che animavano la vita sociale e artistica dell'epoca.

Veduta di Pieve di Soligo
Il Teatro e la Scena Trevigiana
Il teatro era un punto focale della vita culturale. A Treviso, ad esempio, si annunciava la rappresentazione del dramma I Barbarò di Gerolamo Rovetta, una novità per il pubblico locale. La forte spesa voluta dall'autore costrinse il capo comico ad aumentare il biglietto d'ingresso a 75 centesimi, nella speranza di riempire il teatro. Allo stesso tempo, si preparava la messa in scena del dramma Ella è pazza di Scribe.
Le cronache teatrali riportavano il discreto successo di pubblico per I Barbarò di Rovetta, andata in scena per la prima volta a Treviso. Inoltre, si segnalava l'apprezzamento per l'attore Alamanno Morelli per la sua interpretazione del personaggio di lord in Ella è pazza.
Non mancavano le serate d'onore dedicate agli artisti, come quella per l'attore brillante Pasquale Ruta, la cui beneficiata ebbe un discreto successo nonostante le avverse condizioni meteorologiche. In un'altra occasione, Vincenzo Salvuzzi presentò il suo fonografo, realizzando esperimenti vocali e strumentali, anche se con scarso successo.
Opere e Compositori in Ascesa
La Gazzetta di Treviso seguiva con attenzione anche il panorama operistico internazionale. Si rendeva noto che l'opera La cavalleria rusticana del maestro Mascagni, oltre che a Budapest, sarebbe stata rappresentata in numerose città europee e a Nuova York. Da Nuova York, si apprendeva del grande successo de Il vassallo di Szegedek di Smareglia, su libretto di Illica e Francesco Pozza.
Giuseppe Verdi era al centro dell'attenzione per la composizione di una nuova opera, Falstaff. Si riportava di una sua lettera indirizzata ad Eugenio Cecchi e si menzionava la ricerca di un baritono, Camera, per affidargli la parte del protagonista. Allo stesso tempo, si segnalava una nuova traduzione di questa "gaia commedia".

Giuseppe Verdi
Il Carnevale e le Feste Popolari
Il carnevale era un periodo di grande fermento e divertimento. A Ceneda, un comitato di cittadini organizzò tre veglioni mascherati e una grande cavalchina al Teatro Sociale. Anche a Treviso si preparavano festeggiamenti in grande stile, con veglioni mascherati al Teatro dell'Accademia e spettacoli attraenti.
Tuttavia, non mancavano le difficoltà organizzative. La Società del Casino fu liquidata e il Politeama Garibaldi aprì solo per uno o due veglioni. Il questore appose il veto alla realizzazione di due carri allegorici che alludevano a Crispi, mentre il comitato del carnevale scelse un progetto di gigantesca pantofola contenente il sultano con le sue odalische.
L'impresario teatrale Lorenzo Bresolin inaugurò la stagione del carnevale aprendo il teatro Favaro con un ballo pubblico, offrendo prezzi accessibili a tutti. La Società Filarmonica organizzò una festa da ballo nelle sale dell'ex Circolo Filodrammatico.
Di seguito una tabella riassuntiva degli eventi principali del carnevale:
| Località | Evento | Data |
|---|---|---|
| Ceneda | Veglioni mascherati | 1, 8, 10 febbraio |
| Ceneda | Cavalchina mascherata | 5 febbraio |
| Treviso | Veglioni mascherati al Teatro dell'Accademia | Durante il carnevale |
| Treviso | Ballo pubblico al teatro Favaro | Inaugurazione della stagione del carnevale |
Musica e Cultura Oltre il Teatro
La passione per la musica si manifestava in diverse forme. In casa dei coniugi Maran, la sera dell'Epifania, si diede l'avvio alle feste di carnevale. In occasione dell'onomastico dell'abate Iginio Mazzarolo, si organizzarono festeggiamenti con suoni, canti e dialoghi d'occasione.
La Gazzetta di Treviso riportava anche notizie dal mondo musicale internazionale. Si apprende da Nizza che Adelina Patti avrebbe cantato in Romeo e Giulietta, Lucia di Lammermoor e Il barbiere di Siviglia o Rigoletto. A Londra, si costruiva un battello cappella-magazzino con un organo per concerti gratuiti destinati all'evangelizzazione degli Indiani.
Inoltre, si segnalava l'approvazione del sussidio annuo di L. 200 alla Società Filarmonica di Mogliano.
Questo quadro vivido e dettagliato offre uno spaccato della vita culturale e musicale a Pieve di Soligo e nel Veneto nel 1891, un'epoca di fermento artistico e sociale che merita di essere riscoperta e valorizzata.