Eminem: La Storia di un Rapper che Ha Rivoluzionato la Musica Pop con un Tocco... Culinario?

Se il cibo è una determinante umana, cantanti o band non si sono fatti mancare l’ispirazione cogliendola da un ingrediente o da una ricetta. Per un pezzo, per il nome d’arte o per un concept. In questo articolo, faremo una carrellata spericolata di artisti e gruppi che hanno a che fare con il cibo e raccontarvi anche qualche aneddoto curioso.

Eminem: Da Snack a Superstar

Partiamo dal notissimo Marshall Bruce Mathers III, ovvero il rapper che si è fatto chiamare anche Marshall Mathers o Slim Shady ma che tutti conoscono come Eminem. Eminem deriva dal primo nome degli esorti M&M, che altro non era che le iniziali del nome Marshal Mather, ma che si riferiva, anche, al nome del noto snack em and em, che poi, storpiato, divenne Eminem.

La volta che un tizio coi capelli ossigenati ha iniziato a sfondare nel mondo del rap, non sembrava vero che i bianchi potessero iniziare a fare (magistralmente) la musica dei neri. Come non sembrava vero che quel tizio, che ora si faceva chiamare Eminem ma anche Slim Shady, fosse in grado di farlo, e pure meglio.

A quel punto il calendario segnava il 1999: erano passati due anni da quando Dr. Dre aveva trovato il demo di The Slim Shady EP nel garage di Jimmy Iovine (il presidente della Interscope Records); le etichette Interscope e Aftermath Entertainment avevano inserito Eminem nella propria scuderia; gli Stati Uniti avevano già iniziato a vedere trasmesso il primo video del primo singolo di quel ragazzo che faceva rap con la maestria di un nero, ma (novità) era bianco.

Eminem, al secolo Marshall Bruce Mathers III, è un rapper che ha segnato un'epoca. Con oltre 220 milioni di dischi venduti è anche uno degli artisti musicali più venduti di sempre. A rendere unico il suo stile sono l’indiscussa padronanza linguistica e tecnica, le rime difficili, la rapidità di esecuzione insieme ai testi crudi e diretti, ma altamente narrativi.

Nel 2000, con l'uscita di "The Marshall Mathers LP", Eminem ha consolidato la sua posizione come uno dei rapper più influenti al mondo. L'album ha venduto quasi 1,8 milioni di copie nella prima settimana. Nel mondo arriverà a superare quota 25 milioni di copie.

La sua influenza sul mondo dei rapper, soprattutto bianchi, fu enorme, perché dimostrò che era possibile confrontarsi con i grandi nomi del genere senza timore, a patto di avere le cose da dire, l'estro e la tecnica necessari.

Il presupposto di questo successo clamoroso risiede nel cambiamento di paradigma causato proprio da "The Marshall Mathers Lp". Il secondo album di Eminem, "The Slim Shady Lp" (1999), è anch'esso un grande successo di pubblico, ma a confronto dei due successivi i suoi traguardi in termini di copie vendute sono assai più modesti. "Infinite" (1996) non fu, invece, esattamente un successo, così Eminem decise di affidare il secondo album a un alter ego al contempo violento e cartoonesco.

Espediente narrativo e grandiosa trovata comunicativa, lo Slim Shady buca lo schermo, ottiene l'attenzione di un pubblico enorme e attecchisce anche presso una platea internazionale che prima ha osservato l'hip-hop mantenendo una certa distanza.

L'INCREDIBILE STORIA DI EMINEM 💫

Altri Artisti e il Loro Legame con il Cibo

Ma Eminem non è l'unico artista ad aver tratto ispirazione dal cibo. Ecco alcuni altri esempi:

  • Meat Loaf: Qua le origini del nome sono indefinite; lo stesso artista ne ha raccontato diverse versioni. Quella più accreditata è che alla nascita, il bimbo-meat avesse la pelle sempre rossa e la madre ironizzava con il padre che quel bimbo sembrasse proprio un pezzo di carne, e come se ci avessero attaccato sopra un’etichetta avrebbero potuto esporlo sul bancone di una macelleria. Loaf sarebbe arrivato qualche anno dopo, durante la scuola, dove un coach irritato gli disse in malo modo di allontanarsi apostrofandolo pezzo di polpettone!
  • Fiona Apple: Molti pensano che il nome d’arte di Fiona Apple, derivi da un omaggio alla sua città: New York, ovvero the Big Apple: la Grande Mela. In realtà Apple è proprio il suo secondo nome - la cantante si chiama effettivamente Fiona Apple Mc Fee Maggart; forse un po’ troppo lungo e artisticamente accorciato in Fiona Apple.
  • Black Eyed Peas: Continuiamo la nostra carrrellata con il gruppo dei fagioli dall’occhio nero: i Black Eyed Peas. In America si associa questo legume al cosiddetto soul food; probabilmente anche Mr. Taboo fece la stessa associazione per dare una svolta al gruppo, che era in crisi, passando da nome originale di Black Eyed Pods a quello che oggi è noto e conosciuto.
  • Red Hot Chili Peppers: Il cantante Antony Kiedis racconta che il nome fu scelto per rimarcare la differenza tra la musica della band rispetto a quella suonata dagli altri gruppi; tutti mettevano le parole red e hot, oppure chili o pepper nel loro nome; ma nessuno aveva mai pensato di metterli tutti insieme.
  • Vanilla Ice: Dal freddo al freddo ecco Vanilla Ice al secolo Rob Van Winkle che deve il suo nome al fatto che era l’unica ragazzo bianco del quartiere a fare break dance. I suoi compagni lo chiamavano vaniglia per il colore della pelle. La parola Ice invece deriva da una sua figura di break simile ad una scivolata sul ghiaccio.
  • Cranberries: Se italianizzato appare un po’ ridicolo - I Mirtilli - in inglese suona decisamente meglio: ecco i Cranberries forse uno dei gruppi più famosi degli anni ’90, la cui storia si è interrotta troppo presto per la prematura scomparsa della cantante Dolores O’Riordan. La prima versione del nome era Cranberry Saw Us, un riferimento alla celebre salsa anglosassone e anche al pezzo a Strawberryfields dei Beatles.
  • Cake: Un po’ meno poetica la derivazione del nome Cake. Il cantante John Mc Crea, scelse il nome riferendosi non tanto al dolce quanto al significato letterale di cake, cioè un qualcosa che si insinua nella tua vita. Un doppio significato di qualcosa di sporco che si incrosta.
  • Cream: Rimanendo in tema di dolci (ma quelli veri) ci sono i Cream - nella traduzione di panna - la formazione di Eric Clapton, Ginger Baker e Jack Bruce. Il nome viene da the cream of the crop che potremmo dire la crème de la crème, o in italiano il meglio del meglio.
  • Spice Girls: Prima erano le Touch, poi dopo innumerevoli discussioni con il loro manager il nome fu cambiato in Spice Girls ovvero le ragazze speziate; nome che ben rappresentava le loro differenze. L’intuizione sul cambio di nome venne a Geri Halliwell (Ginger Spice); pirma solo come Spice; ma il nome era già preso da un’altra band, si optò per abbinarlo a girls.
  • Cibo Matto: Concludiamo con la coppia formata Miho Hatori e Yuka Honda ovvero le Cibo Matto. Il duo si affermò nei night club di New York con la loro divertente satira musicale, ispirata alle varietà di prodotti dei supermercati americani.

Birre e Musica: Un Matrimonio Perfetto

Non solo i nomi degli artisti possono essere ispirati al cibo, ma anche le birre possono avere un legame con la musica. Artisti e band hanno sempre dato molta importanza al merchandising: t-shirt, poster, spille e altra gadgettistica varia. Tenete presente che il matrimonio birra e musica ha da sempre svolto un ruolo simbolico all’interno dell’industria musicale: la birra è da sempre la bevanda prediletta da gustare durante gli show, sia da parte del pubblico che degli stessi artisti tra un brano e l’altro per bagnare l’ugola affaticata.

Ecco alcuni esempi di birre ispirate a gruppi musicali:

Birra Gruppo Musicale Descrizione
Trooper Iron Maiden Golden Ale ideata da Bruce Dickinson
Destroyer Kiss Lager prodotta dal birrificio svedese Krönleins Bryggeri
Budweiser Metallica Metallica Birra in lattina completamente nera
Faithfull Ale Pearl Jam Golden Ale in stile belga, dal sapore fruttato e con la presenza di ribes nero.
Queen Bohemian Lager Queen Pilsner prodotta dalla Schwarzenberg brewery di Protivín
Australian Hardrock Ac/Dc Birra tedesca, hardrock australiano. Lager che infiamma la lingua come TNT
Bastards Lager Motorhead Lager ad alta prestazione
666 Red Ale Slayer Rossa caratterizzata dalla presenza di cinque malti differenti e dal perfetto equilibrio dei luppoli El Dorado e Mosaic
Sepultura Weizen Sepultura Weizen di classico stampo tedesco. Il sapore richiama molto i sentori di banana e chiodi di garofano
XXV Anniversary Imperial Stout Opeth Imperial Stout da 9,2% vol. dieci tipi di malti differenti selezionati dal mastro birraio Russell Bisset

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