Gnocco Fritto: La Ricetta Perfetta della Tradizione Emiliano-Romagnola

Lo gnocco fritto è una prelibatezza dell'Emilia-Romagna, perfetto per un antipasto o un aperitivo sfizioso. E’ una preparazione facile, ma ricordate poche regole : 1) anche se la versione con olio è più leggera, l’uso dello strutto regala un sapore indimenticabile. 2) Tirate la pasta a mano sottile. 3) Il riposo è fondamentale per ottenere l’effetto “cuscinetto” .

Preparare lo gnocco fritto è abbastanza semplice, la ricetta richiede pochi ingredienti, e il risultato è sempre eccezionale. Scopri come cucinare in casa lo gnocco fritto come da tradizione emiliana seguendo la nostra ricetta passo dopo passo e lasciati conquistare dai sapori di una delle regioni più rinomate d'Italia.

Lo gnocco fritto è un antipasto tipico dell’Emilia Romagna, uno dei miei comfort food preferiti: rettangoli di impasto lievitato con farina, acqua, lievito, strutto (o olio) che una volta tuffati nell’olio bollente, si gonfiano come piccoli cuscinetti dorati e vuoti dentro, pronti ad accogliere salumi e formaggi.

Gnocco fritto un lievitato fritto tipico di Modena e Reggio Emilia anche se è molto diffuso in tutta la bassa pianura emiliana e poi ormai preparato in altre regioni di Italia.

Lo gnocco fritto è una preparazione tipica della cucina emiliano romagnola e lombarda, dove viene consumato come street food o antipasto, nonché come finger food per aperitivi informali e gustosi. Si tratta di un impasto lievitato, che viene tirato in sfoglie e fritto in olio bollente, in modo da renderlo gonfio e fragrante.

Il modo migliore per gustarlo è accompagnato con salumi appena affettati, latticini freschi, olive e -perché no?- qualche verdura fresca, ma anche con il tradizionale friggione. Insomma, chi più ne ha più ne metta!

Ottimo caldo, tiepiedo o freddo, magari con una spolverata di fiocchi di sale. Se volete realizzare lo gnocco fritto senza strutto: l’olio extravergine regalerà un nota aromatica alla preparazione, il burro, (da utilizzare rigorosamente morbido) donerà un sapore burro e una consistenza un pò più morbida.

Il mio consiglio, se già immaginate che non riuscirete a consumarli, di dividere impasto a metà e congelare impasto in questo modo potete conservarlo per 6 mesi.

Il risultato? Fate lievitare coperto da una pellicola a temperatura ambiente se fa caldo, altrimenti forno spento con luce accesa fino a quando non raddoppia di volume e si formano tante bollicine in superficie. Coprite con una pellicola e lasciate lievitare in luogo temperato. forno spento con luce accesa.

Per un prodotto più profumato e digeribile, finita la seconda lievitazione, potete rovesciare l’impasto, formare una palla e lasciare maturare in frigo per 12 - 48 h.

Lo gnocco fritto può essere utilizzato e servito come sostituto del pane per aperitivi a base di salumi e formaggi misti e vi assicuro che una volta provato lo preparerete spessissimo.

GNOCCO FRITTO FATTO IN CASA: Ricetta originale modenese

Andiamo quindi a vedere tutti gli ingredienti e il procedimento per preparare insieme lo gnocco fritto e mi raccomando, fatemi sapere se vi è piaciuto!

Una volta pronto consiglio di servire e consumare subito lo gnocco fritto; puoi congelare l’impasto dopo la lievitazione o dopo aver tagliato gli gnocchi, che puoi congelare prima su un vassoio e accumulandoli solo dopo in un sacchetto alimentare.

Lo gnocco fritto ( come del resto tutte le fritture) danno il meglio di loro nel breve tempo, quindi entro 5 - 6 h massimo entro 24 h .

Nella città di Modena si una mangiare lo gnocco fritto anche a colazione, accompagnato da cappuccino o caffelatte, proprio come avviene per la focaccia con cipolle in Liguria!

Lo gnocco fritto o "il" gnocco fritto per i locali, è un antipasto tipico della tradizione emiliana, in particolare delle province di Modena, Parma e Reggio Emilia, diffuso in generale in tutta l'Emilia Romagna.

Il nostro Michele Ghedini ha realizzato questo tipico street food emiliano nella versione tipica modenese, senza lievito, solo con: farina, acqua frizzante, strutto, bicarbonato e sale.

Nella ricetta tradizionale dello gnocco fritto non è previsto nessun agente lievitante, perché con la presenza dell'acqua frizzante, si compie una sorta di lievitazione naturale però, per velocizzare il processo, abbiamo inserito in pizzico di bicarbonato.

Se vuoi cimentarti nella ricetta originale: ometti il bicarbonato e fai riposare l'impasto per 2-3 ore avvolto in un canovaccio a temperatura ambiente.

Lo gnocco fritto può avere altri nomi in base alle città dove viene preparato come per esempio crescentina a Bologna, torta fritta a Parma, chisulén o chisolino, pinzino a Ferrara o pinsìn a Mantova.

Lo gnocco fritto si prepara con farina, acqua, lievito e strutto, se non lo trovate o volete sostituirlo vi consiglio di farlo con burro piuttosto che con l’olio.

Alcuni per praticità e velocità di esecuzione preparano lo gnocco fritto con lievito istantaneo e quindi senza lievitazione ma quando ho deciso di preparare questa ricetta ho pensato, dal momento che è una vecchissima ricetta, se poteva essere possibile che le nonne e le bisnonne utilizzassero il lievito istantaneo e mi sono risposta da sola utilizzando nella mia ricetta il lievito di birra.

Lo gnocco fritto, in dialetto gnocc frett, gnocc, gnoch frétt e chisulén, è conosciuto anche come "crescentina" a Bologna, "torta fritta" a Parma, "chisolino" nella Bassa piacentina, "pinzino o pinsìn" a Ferrara e Mantova e così.

Addirittura, per quanto è rinomato questo piatto, esiste pure una confraternita, chiamata "Gnocco d'oro".

La ricetta si differenzia di famiglia in famiglia, in base agli usi e alle abitudini del posto e può prevedere o meno l'impiego del lievito di birra, per un risultato più soffice.

Lo strutto è un ingrediente immancabile, invece, fondamentale per conferire allo gnocco fritto una fragranza e una croccantezza davvero unici e si usa anche per friggerli, in quanto si tratta di un grasso animale che assicura il giusto punto di fumo e dona sapore e fragranza, permettendo di ottenere uno gnocco fritto morbido e ben gonfio.

Prova anche le tigelle, la piadina romagnola e la crescente bolognese, altre specialità dell'Emilia Romagna.

Nella tazza della planetaria munita di gancio, metti la farina e il lievito di birra disidratato. Aziona la macchina e versa a filo l’acqua in cui avrai disciolto il sale.

Trascorso il tempo di lievitazione, stendi l’impasto con il mattarello, su un piano infarinato per ottenere un rettangolo di circa 2 mm di spessore.

Immergi nell’olio tre o quattro gnocchi al massimo per volta e friggili fino a notare una doratura uniforme (ci vorranno un paio di minuti al massimo) da entrambi i lati.

Servili accompagnandoli con formaggi, salumi misti e spiedini composti da olive, mozzarelline e pomodorini!

Amalgama con una forchetta, aggiungi lo strutto e un pizzico di sale, iniziando a impastare con una mano.

Taglia la pasta a strisce larghe almeno tre cm.

Metti a scaldare lo strutto in una casseruola profonda, e quando sarà sciolto e ben caldo, inizia a friggere gli gnocchi pochi alla volta, massimo 3 o 4.

Vedrai che appena toccano lo strutto bollente si gonfiano subito.

Gira delicatamente la pasta con una schiumarola così da farla dorare da ambo i lati.

Riponi gli gnocchi fritti in un grande piatto.

Per gustarne appieno la bontà, lo gnocco va servito ben caldo e mangiato subito.

Eventualmente puoi conservarlo sopra un piatto coperto con un panno.

Storia del Gnocco Fritto

Il gnocco fritto è una delle specialità simbolo della cucina emiliana, le cui origini sono da ricercarsi nella tradizione culinaria dei Longobardi che hanno conquistato la zona dopo la caduta dell’Impero Romano e le lotte con i Bizantini.

Nel 527, con l’avvento dell’imperatore bizantino Giustiniano, Ravenna diventa sede del governatore d’Italia e vive un periodo di grande splendore, testimoniato dalle basiliche di san Vitale e sant’Apollinare in Classe.

Nel corso del VI secolo l’unità politica della regione viene interrotta dall’invasione dei Longobardi, che occupano vari territori ma non riescono a sconfiggere definitivamente i Bizantini.

I Longobardi occupano l’Emilia fino a Bologna e Imola e, infine, si concentrano a Reggio; ai Bizantini resta la zona adriatica, che prende il nome di Romagna perché apparteneva ai Romani di Bisanzio.

I Longobardi, grazie alle discendenze celtiche, introducono l’uso del grasso animale nella cucina emiliana, la cui gastronomia è ricca di proteine e grassi animali, come i cinghiali e i maiali.

Inizialmente il gnocco fritto è un semplice sostituto del pane, un impasto realizzato con ingredienti semplici, come farina, acqua, sale e, ovviamente, strutto, usato sia nella stesura della pasta sia nella frittura.

Vista la facilità di preparazione e gli ingredienti poveri, nel corso dei secoli il gnocco fritto conquista tutta la regione e, fino alla metà del ‘900, con il cosiddetto "miracolo economico italiano" e l’abbandono delle campagne per le grandi città, diventa il cibo preferito dei contadini.

Oggi questa prelibatezza è diventata famosa in tutta Italia pur mantenendo una fortissima impronta locale, tant’è che il miglior abbinamento possibile è con la Mortadella di Bologna Igp, il Culatello di Zibello, il prosciutto crudo, la spalla cotta, i ciccioli o la meravigliosa coppa piacentina, accompagnati da un’abbondante cucchiaiata di formaggio tenero, tipo squacquerone o stracchino.

Buonissimo anche con le cipolline all’aceto balsamico o con il friggione bolognese.

Ovviamente il vino migliore è il lambrusco, neanche bisogna stare a pensarci.

Anche nell’articolo abbiamo scritto "Lo" e "Il" gnocco fritto, ma per quale motivo? Ovviamente le norme grammaticali della lingua italiana impongono l'uso dell'articolo "lo" (e "gli" per il plurale) davanti al gruppo consonantico "gn" ma, in Emilia, spesso si usa "il" nella forma colloquiale.

A sostegno dell’articolo "Il" addirittura Tullio De Mauro, un grande linguista napoletano scomparso qualche anno fa.

Il professore scrisse un articolo in cui affermava che "talvolta un solecismo, una forma linguistica che la grammatica definisce scorretta, può essere giustificato se il suo uso risulta continuo e radicato in una determinata area geografica".

In Emilia-Romagna l’uso di questo articolo è figlio della lingua gallo-italica che utilizza un unico articolo determinativo maschile per ogni cosa.

Re degli antipasti, principe degli aperitivi, ospite d’onore di sagre e feste di paese.

Spostandosi di città in città, però, è facile rendersi conto che ne esistono tante varianti; le differenze principali risiedono nel nome, ma talvolta si notano anche lievi variazioni nella forma e negli ingredienti.

Ma la sostanza rimane sempre la stessa: un involucro di pasta dalla consistenza morbida e gonfia, tagliato a losanghe e poi tuffato nell’olio bollente.

Abituati all’uso dello strutto per la preparazione del cibo, i Longobardi avrebbero diffuso questo ingrediente presso la popolazione locale, e da lì sarebbe giunto fino a noi. Lo gnocco fritto ne è un esempio.

Ma come si prepara lo gnocco fritto? Questo street food è talmente conosciuto e apprezzato in tutta l’Emilia che ogni famiglia (e ogni ristorante) ha la sua ricetta.

NomeLocalità
Gnocco FrittoModena e Reggio Emilia
CrescentinaBologna
Torta FrittaParma
Chisulén/ChisolinoPiacenza
Pinzino/PinsìnFerrara e Mantova

Questo tipico street food della cucina emiliana assume diversi nomi a seconda della zona in cui viene preparata: torta fritta, crescentina, pinzino, chisulèn… sono tutti modi per riferirsi alla stessa ricetta, i famosi straccetti di pasta fritta che vengono serviti come antipasto per accompagnare formaggi e salumi.

Noi ci siamo rivolti alla "Confraternita dello Gnocco d'Oro" e ad uno chef emiliano DOC, proprietario del ristorante “Il luppolo e l’uva” e l"Osteria Santa Chiara", presidente del Consorzio “Modena a tavola”, che l’ha preparato per noi come da tradizione, ovvero fritto nello strutto!

In una ciotola capiente unite le farine 4 e lo strutto ammorbidito 5. A questo punto versate il liquido in cui avete sciolto il lievito 7 e mescolate fino a farlo assorbire, poi continuate a lavorare aggiungendo a filo l’acqua e il latte restanti 8.

In ultimo aggiungete un pizzico di sale 10 e impastate ancora per amalgamarlo, poi trasferite il composto sul piano di lavoro e continuate a lavorare per circa 5-10 minuti utilizzando il palmo della mano 11.

L’impasto dovrà risultare non troppo elastico, ma nemmeno troppo morbido: se vi dovesse sembrare un po’ troppo duro inumiditevi le mani e continuate a impastare.

Tagliate la sfoglia in quadrati di dimensioni irregolari utilizzando una rotella liscia 16.

A questo punto fate sciogliere lo strutto in un pentolino e portatelo alla temperatura di 190°, poi friggete pochi gnocchi per volta 17.

Scolate 19 e trasferite su carta paglia 20.

Stefano Corghi è il proprietario del ristorante “Il Luppolo e l’uva” e di "Osteria Santa Chiara" di Modena, presidente di Modena a tavola. Nei suoi locali si possono assaggiare prelibatezze della tradizione, anche rivisitate in chiave gourmet.

In questa ricetta vi spieghiamo in che modo realizzare lo gnocco fritto per poi gustarlo con affettati e formaggi.Lo gnocco fritto è una delle ricette della tradizione Emiliana diffusa in tutto il mondo.

Lo gnocco è preparato con una pasta da pane, "ingolosita" dallo strutto, che viene fatta lievitare, poi viene stesa in una sfoglia sottile e tagliata a losanghe.

Ogni losanga, che prende appunto il nome di gnocco, viene poi fritta in abbondante olio di semi, d'oliva, o come vuole la tradizione nello strutto.

Gli gnocchi fritti vengono poi serviti con una tagliata di salumi misti e formaggi ed il modo migliore per mangiarli è proprio tagliarli a metà e farcirci con i salumi.

Per assaporarli in tutto il loro splendore è bene consumarli ancora caldi.

Le denominazioni che vengono utilizzate per indicare lo gnocco fritto sono diverse e differiscono in base alla località specifica dove questo viene preparato.

Come si suol dire "ogni mondo è paese" ed ogni paese ha il suo nome!

Come fare lo gnocco fritto emiliano

👩‍🍳 Come fare lo gnocco fritto emiliano 40 minuti 3 ore 10 minuti

Sebbene per assaggiare il vero ed autentico gnocco fritto sarebbe opportuno provarlo in Emilia e assaporare questa preparazione in tutto il suo splendore preparata ad arte dalle massaie o dai ristoratori che lo preparano per tradizione, se volete sapere la ricetta dello gnocco fritto fatto in casa, sappiate che la preparazione non è complicata, dovrete preparare una pasta, che poi è tipo una pasta da pane, che viene resa friabile ed elastica grazie all'utilizzo dello strutto.

Qualche consiglio per fare uno gnocco perfetto! La tradizione vuole che gli gnocchi vengano poi fritti nello strutto, ma se ritenete che sia "eccessivo" o se volete renderlo un po' più "leggero" potrete tranquillamente friggere lo gnocco nell'olio; io lo faccio sempre in questo modo e mi trovo benissimo.

Per quanto riguarda il liquido da aggiungere alla ricetta, normalmente viene aggiunta una porzione di latte, per rendere l'impasto (e il risultato finale) ancora più morbido, ma volendo potrete utilizzare anche solo l'acqua.

Lo strutto è sicuramente l'ingrediente che non dovrebbe mai mancare, poichè è proprio questo grasso che gli conferisce quella particolare sfogliatura; nella quantità che può variare leggermente, in base alla sfogliatura che preferite dare al vostro gnocco.

Chiaro che anche in questo caso, se non lo trovate o se preferite farlo senza strutto, potete tranquillamente sostituirlo con il burro.

Altro consiglio che mi sento darvi riguarda la farina, la ricetta può essere eseguita con una tradizionale farina 00, ma se volete dare più elasticità all'impasto (il che comporta un bel rigonfio delle losanghe) potete sostituirne una parte con una farina manitoba.

Detto questo non mi resta che augurarvi una buona preparazione.

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Ingredienti per 6 persone

Per la Pasta:
  • 500 gr di farina 00
  • 120 ml di acqua
  • 125 ml di latte
  • 50-80 gr di strutto
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 10 gr di lievito di birra
  • 10 gr di sale
Per Friggere:
  • q.b. di olio di semi (o strutto)
Strumenti Utilizzati
  • Ciotola (terrina) in vetro
  • Impastatrice o Planetaria

Preparazione

Sciogliere il lievito e unirlo alla farina

Per preparare lo gnocco fritto iniziate a sciogliere nell'acqua il lievito di birra sbriciolato, aggiungendo anche un cucchiaino di zucchero. Poi mettete la farina nella ciotola di una planetaria e aggiungete l'acqua nella quale avete sciolto il lievito.

Lavorare con latte e strutto

Aggiungete anche il latte e avviate la lavorazione dell'impasto, con l'impastatrice munita di gancio o energicamente a mano. Quando l'impasto inizia ad essere lavorato, aggiungete anche lo strutto (che dovrà essere morbido, quindi a temperatura ambiente), poco alla volta, aggiungendone altro solo quando il precedente è stato completamente assorbito dall'impasto. La quantità di strutto può variare dai 50 agli 80 gr a seconda di quanto volete che lo gnocco risulti sfogliato.

Quando avrete terminato con lo strutto, e l'impasto appare ben lavorato e incordato, aggiungete anche il sale e proseguite la lavorazione per qualche altro minuto.

Far lievitare l'impasto

Trasferite poi l'impasto su una spianatoia, dategli una forma sferica regolare, e sistematelo in una ciotola capiente. Coprite con la pellicola per alimenti e mettete a lievitare in un luogo riparato (come il forno spento con la luce accesa) per 2-3 ore o fino al raddoppio del volume.

A questo punto riprendete l'impasto, dividetelo in due parti e stendetene uno alla volta, formando una sfoglia di circa 2 mm di spessore, che andrete a ritagliare a losanghe.

Friggere le losanghe

Riscaldate abbondante olio (o strutto come vuole la tradizione) e friggete gli gnocchi, 2-3 alla volta, girandoli a metà cottura, facendoli dorare bene su ambo i lati.

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