I Migliori Hamburger in Italia: Una Classifica Basata su Recensioni e Qualità

Sabato sera, ore 19.50, improvvisa voglia di una serata spensierata a base di hamburger. Ma il macellaio di fiducia è chiuso e tocca ripiegare sugli hamburger in vendita al supermercato. E qui la scelta è vastissima.

Questo articolo vuole essere una guida per orientarsi meglio nella scelta. Prima di procedere, però, è bene fare alcune considerazioni. Siamo tutti d’accordo che l’hamburger preparato dal macellaio di fiducia è un prodotto diverso. Sarebbe come paragonare un aereo e un’automobile: entrambi mezzi di trasporto, ma con differenze macroscopiche.

I prodotti in vendita al supermercato non sono il male assoluto e vanno considerati prodotti di largo consumo, proposti a una clientela che spesso fa del supermercato il proprio punto di riferimento. Alcuni di quelli assaggiati sono molto interessanti e oggettivamente buoni.

Gli hamburger che abbiamo provato sono tutti frutto di un compromesso, come si evince leggendo l’etichetta. Criticare chi fa acquisti nei supermercati è come criticare chi assiste a una partita di calcio perché si ama un altro sport meno praticato. Sarebbe auspicabile che da questo articolo partisse un sano processo di miglioramento da parte di tutti gli attori che portano i loro prodotti nei supermercati.

Per questo confronto, abbiamo visitato quattro delle più importanti catene di supermercati presenti in Italia, ritenendo che sia una buona base rappresentativa.

Hamburger al Supermercato: Analisi e Valutazioni

Carrefour Selection

La presenza del Grana Padano si fa sentire in questa Selection Carrefour. È un hamburger di Angus che prova a essere ruffiano e che vorrebbe piacere a tutti. Tenero e succoso, emana il profumo caratteristico di Angus durante la cottura. La persistenza in bocca è però ingombrante e il risultato finale è troppo sapido e confusionario. La percentuale di carne dichiarata in etichetta è solo del 78,5%. Proposto nella versione da due hamburger da 150 grammi, costa 4,99 euro (16,6 euro al kg). Il calo peso è inferiore al 10%. Giudizio finale: sufficiente ma non troppo.

Fiorani (Carrefour)

Sempre da Carrefour, abbiamo trovato l’hamburger firmato Fiorani, confezionato in uno skin con pochi fronzoli e dalla grammatura notevole: 250 grammi per una monoporzione (ideale per gli amanti dei burger XL). La carne compare addirittura al 95%, ma è accompagnata da una sapidità eccessiva, con il sale all’1,4% nella dichiarazione nutrizionale. Il calo peso di questo prodotto si attesta intorno al 10-15%. Questo hamburger monoporzione da 250 grammi è stato acquistato al Doc per 4,49 euro (quasi 18 euro al chilogrammo!).

Cooperativa Zootecnica Scaligera (Doc)

Tenero, delicato, con la giusta sapidità e zero effetto gomma da masticare. È un hamburger che può essere mangiato da solo. Il packaging scelto dalla Cooperativa Zootecnica Scaligera è ben studiato e ricco di informazioni, con tanto di QR code che rimanda al sito. Sappiamo che stiamo mangiando un hamburger di scottona, adatto ai celiaci e proveniente da bovini allevati in Italia per un periodo minimo di 4 mesi. Oggettivamente, è un prodotto interessante. È un hamburger che si fa apprezzare, con un carattere spiccato e una personalità decisa anche in virtù del 18% di grasso. In cottura ha perso circa il 20%, passando da un peso da crudo di 200 grammi a un peso da cotto di 167 grammi.

Salumificio Sandri (Doc)

Questo maxi hamburger da 250 grammi, prodotto dal Salumificio Sandri, è realizzato con capi nati e allevati in Maremma. È sincero, con pochi fronzoli, e va dritto alle papille gustative. Non è ruffiano come altri che vogliono piacere a tutti i costi. Se questo prodotto voleva trasmettere il mood dei butteri e della Maremma, ci è riuscito discretamente bene: è campestre e bucolico, leggermente ruvido nel senso buono del termine. La speziatura è appena accennata ma piacevole, e la percentuale di grassi del 15% è un ottimo compromesso. Leggermente troppo sapido, con una percentuale di sale dell’1,5%. In cottura ha perso circa 50 grammi.

Supermercato Tigre

Comprato in offerta al Supermercato Tigre a 2,81 euro, questo burger da 180 grammi ci ha deluso. È un prodotto industriale pensato e proposto ai clienti secondo logiche industriali: le papille gustative vengono confuse da sapori e aromi che devono notarsi. È la dimostrazione che non basta scrivere sul packaging che la carne è “italiana al 100%” per avere un buon prodotto. In cottura escono molti liquidi e la perdita di peso è di circa il 20%. In questo hamburger, dove la carne di bovino è all’87%, l’eccessiva sapidità è solo uno dei difetti.

Fiorfiore Coop

Niente aromi per disorientare il nostro gusto e per aggiungere picchi di sapore tramite scorciatoie. Questo Fiorfiore Coop è di una semplicità quasi imbarazzante ed il bello è che, in questa mancanza di artifici, il sapore delicato della scottona emerge e la fa da padrone. Nonostante un packaging davvero cheap, questo hamburger realizzato da Coop e confezionato in vaschetta è un prodotto di tutto rispetto. Il gusto è una carezza carnivora che non rimane intrappolata in bocca e la perdita di peso è inferiore al 10%. Un prodotto molto buono. Niente effetto segatura, al morso regge, non si sfalda e in bocca apre il suo ventaglio di sfumature sensoriali. Le spezie ci sono, ma si percepiscono appena.

Vincitore Assoluto: Un'Eccezione Locale

Prodotto che dà una spallata a tutta la concorrenza e si posiziona senza ombra di dubbio sopra gli altri. Il packaging, giustamente, spiega tutto e in maniera dettagliata. La perdita in cottura è inferiore al 10%; è composto dal 98% di carne, il sale è sotto l’1% e niente acqua aggiunta. Il principale difetto è che questo hamburger si trova solo in una quindicina di supermercati dalle parti di Verona, rendendolo difficile da assaggiare per chi non è della zona. È un vincitore anomalo, perché non può essere definito un hamburger da GDO. Chi lo produce afferma che riuscirebbe a tenere gli stessi standard anche se la GDO dovesse chiedergli una fornitura a livello nazionale, ma non avendo la controprova, dobbiamo limitarci a riportare le buone intenzioni del produttore-allevatore. Lo abbiamo inserito perché secondo noi è un modello da seguire e perché è la prova che non è impossibile fare un hamburger di ottima qualità in declinazione GDO.

La Classifica di TripAdvisor: I Migliori Burger Restaurant d'Italia

TripAdvisor, con le sue recensioni, ha stilato una classifica dei migliori burger restaurant in Italia. La top 10 si basa sul parere dei viaggiatori che hanno provato i panini, con ristoranti che hanno un punteggio medio superiore o uguale a 4 su 5 e almeno 100 recensioni (dati aggiornati a giugno 2018).

Ecco la top ten:

  1. Manik - L'Officina del Burger - Sanremo
  2. Burger Wave Colonne - Milano
  3. Goss Grill Restaurant - Bergamo
  4. Ecce Bombo - Perugia
  5. Il Masetto - Genova
  6. Oblò Comfort Food - Verona
  7. Spritz & Burger - Desenzano del Garda
  8. Leo's Hamburgeria - Sirmione
  9. Ham Holy Burger - Stazione Termini - Roma
  10. Mystic Burger - Como

Questi ristoranti si distinguono per la qualità delle materie prime, la varietà dei menù e l'ambiente accogliente.

Il Contest Burger Battle: Il Re dell'Hamburger Gourmet 2024

Il contest Burger Battle, giunto alla sesta edizione, ha decretato il re 2024 dell’hamburger gourmet: Daniele Barra, del pub “Excalibur” di Revello, in provincia di Cuneo. Barra si è distinto grazie al suo Mistery, un hamburger di scottona avvolto in soffice pane multiseed, sour creem, tabasco, gorgonzola, alici del Cantrabico, zucca e funghi porcini.

Il 28 maggio si festeggia in tutto il mondo l’Hamburger Day, una giornata dedicata a uno dei pilastri dello street food, oggi reinterpretato con una varietà di ingredienti e combinazioni che possono soddisfare anche i palati più esigenti. In Italia e nel resto del mondo, l’hamburger è proposto sia nelle versioni più classiche, come quella del bacon cheese burger, chicken burger o burger tradizionale, ma anche in versioni gourmet e burger veg.

Meglio del fast food! Ricetta classica per lo Smash Burger

Non esiste l’hamburger perfetto, ma in alcuni abbiamo trovato spunti interessanti, in altri macroscopici difetti. È su quelli che vi consigliamo di dirottare il vostro acquisto, di comunicarci che ne pensate e, se ne avete l’occasione, di confrontarli tra loro emancipandovi da logiche da “tifo da stadio”.

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