Grazzano Visconti: Storia e Fascino di un Borgo Medievale Ricostruito

Dove passare una giornata indimenticabile in provincia di Piacenza? La risposta è Grazzano Visconti, un luogo che incanta con i suoi edifici di aspetto medievale, curati nei minimi dettagli. Ciò che appare subito evidente è la minuziosa cura nella ricostruzione, tanto da far sorgere spontanea una domanda: sono originali o frutto di un restauro?

Effettivamente, la "recente" riqualificazione del borgo riporta fedelmente all'epoca medievale, anche se non si può considerare completamente autentico. Tuttavia, le origini di Grazzano Visconti risalgono al 1300, e la sua storia è indissolubilmente legata a una delle famiglie più nobili e illustri dei secoli passati: i Visconti.

Quella che segue è una narrazione che si intreccia con le vicende di una delle famiglie più celebri d'Italia: "I Visconti di Milano". Nel 1483, il castello fu espugnato da Ludovico il Moro e successivamente, nel 1521, dai dragoni francesi, che lo incendiarono e rasero al suolo l'intero borgo. Nel 1689, il castello subì alcune modifiche, con la sostituzione del ponte levatoio originale con una struttura in muratura.

La proprietà rimase agli Anguissola fino al 1870, quando, alla morte del conte Filippo, passò in eredità alla moglie Francesca Visconti. Alla morte di Francesca, nel 1883, l'intero sito fu ereditato dal nipote Guido. Fu solo all'inizio del 1900 che Giuseppe Visconti (I Visconte di Modrone e figlio di Guido) si dedicò alla riqualificazione dell'area e alla ricostruzione del castello di Grazzano Visconti. Giuseppe si impegnò a trasformare non solo il castello, con merlature ghibelline e armoniose facciate in mattoni, ma anche a sostituire le poche case cadenti del borgo circostante con magnifiche dimore.

Oggi, questo borgo è uno dei centri più visitati del piacentino. Se si nomina Luchino Visconti, è quasi certo che tutti sappiano di chi si sta parlando: uno sceneggiatore e regista di fama mondiale, considerato uno dei più importanti artisti del XX secolo. Forse, però, non tutti sanno che il nome completo di questo grandissimo regista era: Luchino Visconti di Modrone, 4° figlio di Giuseppe Visconti.

Giuseppe Visconti nacque a Milano nel 1879; nel corso della sua vita, si distinse come un personaggio eccentrico, visionario e appassionato. Si occupò della realizzazione del nuovo impianto urbanistico di Grazzano Visconti, scegliendo come assistente del progetto l'architetto Alfredo Campanini. Nonostante la presenza di questo eccellente professionista, Giuseppe intervenne personalmente per progettare, dipingere e affrescare.

Nei primi anni del ‘900, fu partecipe del Consiglio di amministrazione del Teatro alla Scala di Milano, che la famiglia Visconti finanziava, e prese in gestione anche il Teatro Manzoni. Dopo aver sposato nel 1900 Carla Erba, nipote dell’omonimo industriale farmaceutico, il conte Visconti si impegnò a inventare nuovi profumi: "Contessa azzurra" e "Giacinto innamorato" furono fragranze famose a quei tempi! Negli anni '30, fondò una propria azienda, la Gi. Vi.

Durante la ricostruzione del borgo di Grazzano Visconti, Giuseppe venne spesso criticato per l'ambientazione leggermente "kitsch"; lo definivano megalomane e lui per risposta decise di dipingere su numerosi muri del borgo un garofano rosso con un cartiglio che riportava questa frase: “otla ni adraug e enetapipmi”. Cosa significa? Prova a leggerla al contrario… “Impipatene e guarda in alto”.

Originariamente, il borgo di Grazzano Visconti era un piccolo villaggio situato su un territorio coltivato intorno al castello. Il borgo è ancora oggi abitato, con le sue casette affrescate che si affacciano su stradine bianche lastricate, con i portici e numerose statue. Grazzano Visconti si sviluppa a ferro di cavallo, circondando il castello. Venne progettato in questo modo per far sì che gli abitanti avessero tutto ciò che potesse essere comodo a portata di passo.

Nel borgo vivevano, lavoravano e studiavano grazie ai numerosi edifici dedicati all’insegnamento che si affiancavano alle abitazioni: le botteghe, l’asilo per i bimbi, la scuola, il teatro e gli spazi dedicati alle lezioni gratuite di igiene e di tecniche agricole all’avanguardia. Il percorso che seguirai durate la tua visita include il Cortile, le Sale di rappresentanza riccamente arredate (il Salone d’onore, la biblioteca, la Sala da Pranzo) e le camere da letto con i bagni privati, una vera novità per quell’epoca.

Come ogni castello che si rispetti, anche quello di Grazzano Visconti ha un parco. Si trova nella parte sud-est del borgo ed è l’edificio più antico del paesello, infatti risale al 1200. Il suo attuale aspetto lo si deve a rifacimenti avvenuti intorno al 1650. In quel secolo la facciata che originariamente apriva a est verso il cimitero venne spostata sul lato ovest e vennero aggiunte le cappelle laterali.

Nel centro del borgo trovi un piccolo tempio che venne costruito tra il 1905 e il 1910. La sua facciata a capanna è decorata con archi in cotto e sopra il bel portale in legno vi è posto un piccolo rosone marmoreo. Il Palazzo dell’Istituzione venne costruito tra il 1908 e il 1930; la sua architettura riprende lo stile medievale, evidenziata soprattutto dalla merlatura ghibellina. Un grande portico delimitato da archi contraddistingue il piano terra che ospita il Museo delle Torture, mentre la particolarità del secondo piano è data da due balconcini.

Il Pozzo, costruito in pietra e marmo rosa, si trova poco distante dal palazzo. Alcune leggende narrano che questo pozzo porti alla realizzazione di un desiderio gettando una moneta, ma del resto, questo è un tipico comportamento che puoi notare in moltissimi luoghi italiani. Si tratta di una grande area che era una vera e propria corte agricola. L’enorme aia, oggi utilizzata per una mostra permanente ed eventi che radunano auto d'epoca, trattori e altri antichi mezzi meccanici, è circondata da edifici contraddistinti da un’architettura che sottolinea la civiltà contadina di parecchi decenni fa.

Poteva forse mancare un fantasma nel castello di Grazzano Visconti? Passeggiando per il borgo noterai alcune statue che raffigurano una donna, piuttosto in carne e con le mani unite ed appoggiate sul grembo. Ecco, quella è Aloisa, il cui spettro si aggira da secoli nella dimora. Ma chi era Aloisa e perché non riesce a riposare in santa pace? Si dice che il Duca Giuseppe Visconti incontrò il suo spettro e rimase così colpito da ritrarla in un quadro e in alcune statue. Sembra inoltre che lo spettro di Aloisa si manifestava nelle stanze da letto del castello quando un uomo vi soggiornava, comportandosi in maniera manesca, tirando i piedi e schiaffeggiando l’ospite. Sarà vero? O chissà, forse l’estroso conte riuscì anche in questo caso a creare un perfetto lavoro di marketing!

Il borgo di Grazzano Visconti non narra solo la storia dell’ambizioso progetto di Giuseppe Visconti ma anche di un percorso artigianale di tutto rispetto. È uno dei negozietti più tipici, un piccolissimo spazio fornito di numerosissimi souvenir (libri, collane, soprammobili, calamite, decorazioni e tanto altro) con il principale tema dei gufi.

Siamo in Val Nure, una valle dei Colli Piacentini che prende il nome dal torrente Nure che la attraversa. Grazzano Visconti si trova nel comune di Vigolzone, a 12 km a sud-est da Piacenza ed è facilmente raggiungibile dall’autostrada A1 e dalla A21.

Come arrivare:

  • Treno: Devi sapere che a Grazzano Visconti non esiste una stazione ferroviaria. Quella più vicina si trova a Piacenza, raggiungibile con i numerosi treni regionali ed intercity che vi transitano giornalmente.
  • Autobus: I bus dell’azienda SETA che raggiungono il borgo partono da Piacenza e la fermata a cui dovrai scendere è quella di “Grazzano Visconti”.

La presenza di vigneti e la produzione di vino è la caratteristica principale dei colli Piacentini. I Colli Piacentini sono una regione geografica collinare situata in provincia di Piacenza, fra la pianura padana piacentina e il confine ligure, posti tra Piemonte, Lombardia ed Emilia. Tutte le zone sono state popolate sin dall’antichità, dimostrato dall’elevato numero di castelli presenti, dai numerosi ritrovamenti archeologici e dai manoscritti rinvenuti durante il corso degli anni. L’intera area è composta da quattro vallate principali: Val Trebbia, Val Nure, Val Tidone e Val d’Arda. Ogni corso d’acqua presente, è un affluente del Fiume Po.

La Valle più gettonata dagli appassionati di trekking è la Val Trebbia. Quando Ernest Hemingway soggiornò qui, la definì come “la valle più bella del mondo”. Una valle dai mille colori: dai campi di grano, ai girasoli fino alla rosissima lavanda.

Dolci colline e molti castelli: sono i due ingredienti che rendono unica la Val Nure. In Val Tidone si possono visitare la Rocca d’Olgisio, il Museo Archeologico della Val Tidone, la Rocca di Pianello e la Parrocchia S.

Il medioevo "truccato" a Grazzano Visconti

Abbiamo visitato velocemente Parma, ma mai i suoi dintorni e non mi ero ancora mai spinta in provincia di Piacenza. Partiamo da Piazza Duomo, uno degli angoli più belli e armoniosi della città. Il Battistero in marmo rosa di Verona è un vero gioiello. Passiamo poi al Duomo e alla sua cupola affrescata dall’immenso Correggio in cui vedrete l’assunzione della vergine. Partiamo poi alla scoperta della sua provincia e iniziamo con i musei del cibo.

Oggi resta una dimora privata, un luogo dove osservare collezioni inaspettate, come quelle del Museum in Motion. Spostandoci nei sotterranei, ecco che spuntano i guerrieri di Xi’an, fedeli riproduzioni dei guerrieri dell’esercito di terracotta della Cina. Fedeli riproduzioni autorizzate e autenticate dal Governo Cinese. Il “falso storico” più riuscito e affascinante d’Italia.

Fu il genio visionario di Giuseppe Visconti di Modrone (il padre del celebre regista Luchino Visconti) a cambiare tutto. Si narra che il castello sia popolato dallo spirito di Aloisa, una giovane dama, moglie di un militare, che morì di crepacuore per la gelosia e il tradimento del marito.

La Rocca Viscontea (Potere Militare) domina il borgo dall’alto, imponente e austera. È uno dei Borghi più Belli d’Italia e si accede solo a piedi. Potete visitare il Mastio e accedere al Camminamento di Ronda.

Un’altra curiosità! All’inizio degli anni ’20, il castello fu acquistato dalla Principessa Maria Ruspoli de Gramont, una figura affascinante e cosmopolita. Il duca Giuseppe Visconti di Modrone decise all’inizio del XX secolo di realizzare il suo ideale di luogo perfetto. Il borgo si sviluppa come di consueto intorno al castello, dove si estende un meraviglioso giardino pieno di alberi e fontane.

Nel borgo di Grazzano Visconti ci sono diversi negozi di prodotti tipici e botteghe artigianali dove fare acquisti. I ristoranti del borgo sono, ovviamente, un po’ turistici. Se siete amanti del Natale non vi potete perdere i mercatini di Natale dentro il Borgo di Grazzano Visconti.

A poca distanza da Milano, più precisamente nella zona compresa tra la provincia di Piacenza e Parma, già in territorio emiliano, sorgono numerosi borghi e castelli medievali in ottimo stato di conservazione che mantengono ancora intatto tutto lo splendore del loro glorioso passato. Sono i manieri che un tempo appartenevano al Gran Ducato di Parma e Piacenza, luoghi immersi in splendidi contesti paesaggistici che offrono anche l’opportunità di trascorrere piacevoli week-end all’insegna della storia, del buon cibo e del divertimento.

Le manifestazioni sono quasi sempre accompagnate da intrattenimenti, quali rievocazioni storiche con persone vestite con costumi d’epoca o cene a tema, che raccontano storie di gesta antiche di nobili dame e cavalieri. Grazie alla varietà delle sue eccellenze gastronomiche è anche conosciuta anche come la Food Valley.

Prodotti da accompagnare con gli eccellenti vini dei colli piacentini, come il Barbera, il Bonarda, il Gutturnio, l’Ortrugo e il Malvasia, tutti provenienti da vitigni autoctnoni. Punto di partenza di un possibile percorso è l’Abbazia di Chiaravalle Della Colomba, situata a pochi chilometri da Fidenza, pregevole testimonianza del periodo cistercense.

Il periodo migliore per visitare questa chiesa, fondata intorno al 1135, è durante la festa del Corpus Domini, che si tiene solitamente tra fine maggio e inizio giugno. In questi giorni è possibile ammirare la cosiddetta “infiorata”, splendido tappeto di fiori allestito dai monaci per perpetuare un’antica tradizione e per conferire solennità a questa santa festività. Degno di nota è, inoltre, lo splendido chiostro del ‘300, le cui colonne sono ornate da capitelli tra i quali spicca quello «delle colombe», simbolo del nutrimento spirituale delle anime.

Si prosegue, quindi, per Vigoleno, uno dei borghi più belli e meglio conservati d’Italia, che si erge su una collina che domina la valle sottostante. Il borgo, il castello e il Mastio sono un tutt’uno. È sufficiente camminare per i suoi vicoli, visitare la suggestiva chiesa romanica di San Giorgio e lasciar vagare lo sguardo verso l’orizzonte dall’alto del camminamento della ronda, per sentirsi immediatamente trasportati indietro nel tempo.

La storia del castello è legata al casato degli Scotti, che ne tennero la proprietà fino agli inizi del XX secolo. Nell’800, grazie alla Contessa Maria Ruspali Gramon divenne un ambito luogo d’incontro di scrittori, attori ed eminenti personaggi del periodo. Assolutamente da non perdere è la visita degli interni, riservata agli ospiti, durante la quale è possibile ammirare anche il teatrino delle marionette, il più piccolo esistente al mondo, un’autentica bomboniera unica nel suo genere, che per tanto tempo ha intrattenuto personaggi illustri.

Ultima tappa della giornata è il Castello di Gropparello, col suo splendido parco delle fate dedicato ai bambini. Qui potete visitare l’omonima fortezza costruita sulla roccia che risale al VII secolo e trascorrere una serata fuori dal comune. Spesso, nella Taverna Medioevale annessa al Castello sono organizzate serate a tema, come “Il banchetto dei nobili”, “Cena per uomini e donne da marito” e “Cena con delitto”, che prevedono la vestizione in abiti d’epoca, l’animazione di un gruppo di attori e la cena a base di ricette antiche, rivisitate in chiave moderna.

Tra i must da non perdere c’è il Castello di Rivalta, che si erge a picco sul fiume. Questa sontuosa residenza signorile, già nominata nei documenti dell’anno 1000, è ancora di proprietà dei Conti Zanardi Landi che continuano a risiedere tra le sue mura. Gli interni sono veramente stupefacenti ed in perfetto stato di conservazione. Sono visitabili il salone d’onore, la sala da pranzo, la cucina, le cantine, le prigioni, le camere da letto, la torre, la sala delle armi, la galleria, la sala da biliardo, il museo del costume militare. Il castello offre anche 12 esclusive camere di lusso.

Tra gli ospiti del Castello sono annoverati diversi componenti della famiglia reale inglese, tra cui la Regina Margherita e persino un fantasma. La leggenda narra che nel Castello si aggiri ancora lo spirito del misterioso cuoco Giuseppe, ucciso nel Settecento dal maggiordomo di cui aveva insidiato la moglie, che si manifesta durante la notte accendendo e spegnendo gli interruttori. Il piccolo borgo conserva ancora l’architettura tipica di strutture private, taverne, ristoranti e strutture religiose medioevali.

Per la sua suggestiva bellezza, soprattutto di notte, e fedeltà storica, è la meta ideale per festeggiare Halooween e Capodanno in modo originale e diverso. Nel Caffè di Rivalta, oltre ad un buon caffè si possono gustare piatti tipici piacentini, tra cui primi preparati con pasta fresca, mentre nella ” Locanda del Falco” si può fare shopping nella “Bottega”, un locale di grande suggestione che colpisce per i suoi colori e profumi, oppure d’estate si può pranzare nel dehor o nelle sale interne.

Altra tappa interessante poco lontana è Grazzano Visconti, città d’arte riconosciuta come una delle principali attrazioni turistiche del piacentino. Grazzano Visconti fu costruito nel 1900 per volere di Giuseppe Visconti di Modrone, geniale e colto nobile milanese, per realizzare un sogno: creare un luogo dall’aspetto medievaleggiante. Sebbene, in verità, il paese non è autentico e conserva ben poco di medioevale, vale la pena comunque fermarsi in questo pittoresco paesino per la bella atmosfera e per curiosare tra i caratteristici negozietti artigianali (ispirati all’antico concetto di Arti e Mestieri del Medioevo) che fanno da cornice al Castello.

Contatti Utili

  • Abbazia di Chiaravalle della Colomba - fraz. Chiaravalle della Colomba - 29010 Alseno (Piacenza). 897034.
  • Castello di Gropparello - Via Roma, 84 - 29025 Gropparello (Piacenza). +39 0523.855814. Fax: 0523.855818.
  • Residenza Torre del Borgo - Via Gavazzini, 11 - 29025 - Sariano di Gropparello (PC) ITALY.

L’itinerario che condivido con voi, tra Piacenza e la Val Tidone, è un viaggio in cui - come vedrete - storia, personaggi storici e gusto si intrecciano. La nostra visita di Piacenza è cominciata a Palazzo Farnese, in occasione della mostra “I fasti di Elisabetta Farnese. Ritratto di una regina”. Antonio Iommelli, direttore dei Musei civici, ci ha accompagnato lungo il percorso, raccontandoci la storia di questa affascinante figura storica e di come la sua vita s’intrecciò con i prodotti del suo territorio.

«Altro che monete d’oro e d’argento o preziosi ninnoli. Scrive così il Cardinale Giulio Alberoni, un protagonista illustre della storia piacentina e poi europea, che riuscì a influenzare le politiche delle corti europee del ‘700 a colpi di - o meglio dire, a profumo di - coppa e salame piacentini. Aveva origini umili (era figlio di un ortolano), ma era un un ottimo diplomatico e un grande comunicatore. Seppe fare buon uso dei salumi e dei vini del suo territorio per consolidare relazioni lungo tutto l’arco della sua carriera.

Diventato segretario generale del francese Vendôme e giunto alla corte di Versailles, il Cardinale Alberoni riuscì in due imprese. Stabiliti contatti con la corte di Spagna, convinse gli aristocratici spagnoli ad accettare Filippo V, il nipote del Re Sole, come re. Una volta a Madrid, si scoprì che Farnese era tutt’altro che la donna sempliciotta che era stata descritta da Alberoni. Si rivelò una donna di grande cultura, che parlava e scriveva in quattro lingue e sapeva governare. Elisabetta Farnese, ghiotta dei salumi di casa, continuò a chiedere ad Alberoni di rifornirle la dispensa reale; e i salumi piacentini continuarono a essere usati per promuovere le relazioni di corte.

Se volete approfondire la storia di Alberoni, consigliamo di visitare il Collegio Alberoni con una guida. È ancora un seminario attivo, ma alcune sue sale sono visitabili e ospitano importanti opere d’arte, tra cui arazzi fiamminghi, una pinacoteca e un Cristo di Antonello da Messina. A questo punto potete immaginare il desiderio che avevamo noi di assaggiare questi favolosi prodotti DOP che hanno fatto la storia! È successo il secondo giorno.

Su consiglio del direttore del Consorzio dei Salumi Piacentini, dopo circa un’ora e mezza di pedalata abbiamo raggiunto Strà in alta Val Tidone. Quiè d’obbligo fare una sosta al Salumificio Grossetti, uno dei 12 salumifici del Consorzio Salumi Piacentini, adiacente al sentiero cicloturistico. Dopo esserci goduti questa merenda, ci siamo fermati a Borgonovo Val Tidone, nei pressi di Bilegno. Si tratta di una piccola frazione di case di una volta, dove abbiamo scovato una gemma nascosta: il ristorante La Palta. Le due titolari, Isa e Monica, coniugano la tradizione locale con l’esperienza della cucina stellata di Isa.

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