Il salame di cioccolato è un dolce molto semplice da preparare, a base di biscotti e cioccolato, perfetto per feste di bambini o cene tra amici. Ma da dove proviene questo dolce e come è nata l’idea di unire il cioccolato con la forma del salame? Conoscere le origini di un piatto non solo ci permette di apprezzarne di più il sapore, ma ci offre anche un interessante spaccato sulla cultura e le tradizioni culinarie di un luogo o di un periodo storico.
Il salame di cioccolato, nonostante il nome possa trarre in inganno, non ha nulla a che vedere con il salame tradizionale. Si tratta di un dolce al cucchiaio, tipico della tradizione italiana, che prende il suo nome dalla forma che ricorda appunto quella del salame. La sua creazione risale probabilmente al dopoguerra, un periodo in cui in Italia si iniziò a sperimentare nuove ricette dolciarie, utilizzando ingredienti semplici e facilmente reperibili, come il cacao e i biscotti. Il salame di cioccolato era infatti un dolce economico, che non richiedeva cottura e che poteva essere facilmente preparato anche in casa.
La sua origine è piuttosto incerta e dibattuta. Alcuni lo attribuiscono alla tradizione culinaria del Nord Italia, in particolare della Lombardia e del Piemonte, regioni famose per la produzione di cioccolato di alta qualità. Altri invece, lo collocano nel Sud Italia, in particolare in Sicilia, dove la cultura del dolce è molto radicata.
La genesi del salame al cioccolato non è documentata in modo univoco, e la ricostruzione storica rimane in parte legata alla tradizione orale e ai repertori regionali. Parallelamente, in Italia compaiono più tradizioni locali: la Sicilia lo ha codificato nella sua versione nota come “salame turco” ed è stato inserito fra i prodotti agroalimentari tradizionali della regione, mentre in Piemonte esiste la variante nota come “salame del Papa”, legata a tradizioni locali dell’area di Alessandria.
Diversi nomi e più varianti: proprio in Sicilia è conosciuto come “salame turco”, il nome non si riferisce tanto all’origine geografica del dolce quanto al colore che potrebbe ricorda quello dei “Mori”. In Sicilia l’aggettivo “turco” viene utilizzato spesso nel parlare quotidiano. Ad esempio, per indicare una persona molto abbronzata si dice “sii niuro com’a ‘n turcu”, e “turche” si definiscono le melanzane dalla buccia nera.
Chi era, come me, un giovincello (o una giovincella) negli anni Sessanta e Settanta, se lo ricorderà probabilmente con il nome di salame vichingo. C’è una ragione abbastanza curiosa per la quale si chiama anche salame Vichingo. È questo il nome di una ricetta dal mitico ricettario per bambini Manuale di Nonna Papera: erano gli Anni ’70, e alcuni ancora la ricordano con affetto. Nel Manuale di Nonna Papera, pubblicato negli anni 70, il Salame di Cioccolato è chiamato Salame Vichingo. Secondo “Nonna Papera”, che dedica un intero capitolo ai dolci preparati al di fuori dell’Impero Romano, i Vichinghi viaggiavano per mare ed amavano esporre sui fianchi delle proprie navi scudi alternati di colore nero e giallo; sarebbe stata proprio la colorazione degli scudi ad ispirare la presenza nel dolce del cioccolato (nero) e dei biscotti (gialli).
In altre zone è salame inglese o ancora salame del Re, non allontanandosi dal riferimento ‘papale’ del Piemonte. Come mai, a Torino e dintorni, prende proprio questo nome? Verrebbe banalmente da pensare al suo gusto pieno e un po’ d’altri tempi, che lo rende degno dei palati più eminenti. Ha forse qualche ragione in più la tesi per cui il dolce, che mima il classico insaccato, fosse un’alternativa al consumo di carne durante il periodo di limitazioni religiose della Quaresima. Così succede anche in Piemonte, dove tuttavia il salame del Papa è apprezzato e prodotto tutto l’anno. ll salame di cioccolato è senza dubbio uno dei dolci più conosciuti nel mondo della pasticceria italiana.
Ma anche all’estero si possono trovare versioni di questo dolcetto, in Portogallo ad esempio il “salame de chocolate” è molto diffuso; io l’ho scoperto in un modo inaspettato: me l’hanno servito durante un volo transoceanico, su un aereo della compagnia di bandiera portoghese. La disputa c’è e i portoghesi hanno da dire la loro. Un po’ come la rivendicazione di Sant’Antonio e forse con la stessa accesa emozione, dato che questo dolce assume spesso accenni di fanatismo religioso. Comunque sia portoghese o italiano la verità è che il salame di cioccolato è qui per durare e regnare (un altro dei tanti nomi è Salame del Re).
Quando si parla di salame si pensa subito a qualcosa di salato, eppure io lo associo sempre alla mia infanzia e alla golosa versione dolce a base di cioccolato. Era immancabile alle feste di noi bambini - è passato tanto tempo, e ora ho l’impressione che non si usi più tanto - ma resta un dolce conosciuto e preparato in tutta Italia. Così mi sono documentata, e vi presento un po’ la storia del mio dolce preferito: semplice e buonissimo! Riguardo alle sue origini non vi sono fonti certe: anche se molti dicono che sia una produzione d’origine portoghese, dove viene chiamato salame de chocolate, la versione italiana pare sia nata in terra siciliana, e anche piuttosto recentemente: probabilmente verso l’inizio del Novecento. Nel 2012 è stato inserito nella lista dei P.A.T. Siciliani (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.
Per la semplicità della preparazione è il campione dei dolci domestici, senza tuttavia ciò significhi che si tratta di un piatto banale e privo di storia. Si ritrova infatti anche nei ricettari portoghesi e del Sud America, ma è nel nostro Paese che esiste in un bel numero di varianti, sparse su tutto il territorio.
La ricetta tradizionale prevede l’uso di cioccolato fondente, biscotti secchi sbriciolati, burro, zucchero e uova. Il tutto viene amalgamato per formare un impasto che viene poi dato la forma di un salame e lasciato raffreddare in frigo. Nel corso degli anni, la ricetta del salame di cioccolato ha subito numerose variazioni, con l’aggiunta di ingredienti come nocciole, mandorle, rum o marsala. In alcune varianti, si utilizza anche il cioccolato al latte o il cioccolato bianco.
La ricetta base del salame di cioccolato prevede un impasto di burro, uova e cioccolato fuso, al quale si aggiungono poi biscotti ed un po’ di rum. Una volta lavorato il tutto, si da’ la forma tipica del salame e si fa riposare in frigo.
Ingredienti base:
- Biscotti secchi spezzettati grossolanamente (a ricordare la grana del grasso del salame)
- Cacao
- Uova
- Burro
- Zucchero
- Rum (opzionale)
Alcuni utilizzano altri liquori - come il gin - e in diverse zone d’Italia il cacao viene addizionato, se non addirittura sostituito, al cioccolato fondente fuso. Altri ancora, utilizzano il cioccolato bianco arricchendolo all’interno con frutta secca e canditi.
SALAME DI CIOCCOLATO AL CAFFÈ Fatto in Casa da Benedetta - Ricetta Facile Senza Uova
La tradizione dolciaria piemontese poi, lo rende quanto più simile possibile all’insaccato a cui si fa riferimento nel nome del dolce. I pasticceri piemontesi, infatti, lo avvolgono nella rete elastica ed aggiungono ai biscotti secchi presenti all’interno anche Nocciole del Piemonte IGP e Gianduja, rendendolo un dolce di qualità elevata. Nel nord-ovest è conosciuto come salame del Papa; viene spesso avvolto in una rete elastica (come si fa per il salame) e vengono aggiunte all’interno anche nocciole del Piemonte e gianduja, rendendolo un dolce di qualità elevata.
Anche in Sicilia, esistono alcune varianti del salame turco. Infatti, a seconda della zona si aggiungono ai biscotti secchi, ad esempio, le mandorle di Avola o i pistacchi di Bronte ed il rum viene sostituito con il Marsala.
Il salame di cioccolata è molto diffuso anche a Napoli, la sua ricetta infatti la ritroviamo nel rinomato libro di piatti partenopei “Frijenno Magnanno”. Insomma, ovunque voi lo prepariate e qualunque nome gli diate, il salame al cioccolato ha sempre un gran successo!
Perché la parola salame viene accostata al cioccolato? Pare non si tratti solo di una questione di forme e somiglianze: già in uno dei classici della cucina italiana, il ricettario di Pellegrino Artusi del 1891 La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, tra i dolci segnalati si trovano ricette con sangue di maiale mescolato al cioccolato, tra cui il famoso sanguinaccio napoletano e il migliaccio di Romagna, in cui il sangue di maiale veniva mescolato con il dolcificante che si aveva a disposizione, miele o sapa (ovvero mosto concentrato), frutta fresca o secca, canditi, aromi e liquori dolci, vinsanto ed appunto la cioccolata. Alcuni sostengono che proprio in queste ricette sia l’origine del nostro salame al cioccolato. Se così fosse, il maiale ha lasciato interamente il posto al cioccolato che, solo nella forma e nel nome, richiama uno dei suoi prodotti più ghiotti, il salame per l’appunto!
Nella tradizione il salame di cioccolato viene preparato soprattutto durante le festività pasquali, ma anche nel periodo di Natale è molto apprezzato! È un dolce semplice, molto amato dai bambini (nella sua versione senza liquore) ma anche dai grandi che non finiscono mai di sperimentare le sue infinite varianti! E dunque, io sono una donna d’azione e tutto questo parlare mi ha messo fame. Mani in pasta! Io quando lo servo, lo ricopro di briciole di biscotti e uso un po’ di spago per arrosti come decorazione, adagiandolo su un tagliere.
Non vi è alcuna certezza circa le origini di questa preparazione, che però è di fatto entrata a far parte della tradizione culinaria e dolciaria italiana e che è stata inserita nella lista dei P.A.T. Gli ingredienti per la preparazione di questo dolce sono biscotti secchi spezzettati grossolanamente (a ricordare la grana del grasso del salame), cacao, un uovo, burro, zucchero e rum.
La scelta degli ingredienti è fondamentale: la qualità dei componenti determina il sapore finale del dolce, influenzando la sua consistenza e il suo aroma. Biscotti secchi spezzettati grossolanamente, cacao, uova, burro, zucchero e, a piacere, un pò di rum. La presenza di uova crude impone che esse siano freschissime.
Varianti Regionali e Veg:
In alcune zone d’Italia il cacao viene addizionato, o addirittura proprio sostituito, al cioccolato fondente fuso, ed esistono versioni di salame dolce che utilizzano il cioccolato bianco, arricchendolo all’interno con frutta secca e canditi.
Se preferite una versione adatta a chi soffre di intolleranze alimentari o per chi segue un’alimentazione vegetale vi basterà sostituire il burro con del burro vegetale od olio di cocco, e le uova con 60 ml della vostra bevanda vegetale preferita.
In Emilia Romagna non c’è pranzo pasquale che si concluda senza una fetta di questo dolce tanto semplice quanto goloso.
Il salame di cioccolato è un dolce composto da un impasto a base di cioccolato o cacao (per l’appunto), burro, biscotti sbriciolati e talvolta frutta secca o liquori, modellato a forma di cilindro come il salume e spolverizzato di zucchero a velo per richiamarne l’aspetto. La preparazione non richiede cottura: il composto si compatta raffreddando in frigorifero e si affetta per servire.
Il salame al cioccolato ha avuto un grande successo perché coniuga semplicità e resa gustativa: ingredienti poveri, lunga conservabilità e nessuna cottura lo resero particolarmente adatto alle cucine domestiche e alle pasticcerie che volevano offrire un dolce goloso senza troppo impegno tecnico.

Alla base del fascino del salame al cioccolato ci sono tre elementi: il contrasto tra la morbidezza del cioccolato e il croccante dei biscotti, la facilità di preparazione e la forte carica emotiva che il dolce porta con sé, legata ai ricordi d’infanzia.
Si serve a fette spesse, a temperatura fresca ma non gelata per apprezzarne profumi e texture; può accompagnare un caffè, un bicchierino di liquore, un calice di vino dolce o un distillato amabile.
Insomma, indipendentemente dalle sue origini, il salame di cioccolato è un dolce che ha saputo conquistare tutti grazie alla sua bontà e semplicità.
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