Spaghetti degli Apostoli: Un Viaggio nel Gusto e nella Tradizione Italiana

La cucina italiana è ricca di piatti che affondano le loro radici nella storia e nelle tradizioni regionali. Tra questi, gli spaghetti degli apostoli rappresentano un'esperienza culinaria unica, con varianti che spaziano dalla Puglia alla Calabria, fino alla Sicilia. Scopriamo insieme le diverse interpretazioni di questo piatto affascinante e delizioso.

Le "Dita degli Apostoli" nel Carnevale Pugliese

Le “Dita degli Apostoli” affondano le loro origini nelle profondità del Carnevale Pugliese. Si racconta che questi dolci abbiano radici antichissime, forse intrecciate a riti religiosi. Ogni paese della Puglia ha la sua versione delle “Dita degli Apostoli”, arricchita da quel tocco locale che può essere mandorle, liquori o altri ingredienti che non ci è dato sapere.

In Puglia, le dita degli apostoli sono delle frittatine dolci molto sottili (simili a delle crepes) farcite con ricotta, zucchero e cacao amaro in polvere, arrotolate e spolverate di zucchero a velo e cannella. La ricetta appartiene alla tradizione contadina delle zone di Capitanata, di Bari e del Salento, risale alla metà del XIX secolo e le vuole preparate e consumate in occasione del Carnevale (ma anche della Pasqua). Localmente sono chiamate anche cannelloni dolci di carnevale proprio per la loro tipica forma di cannolo farcito e arrotolato.

L’impasto delle frittatine è aromatizzato con la scorza di limone grattugiata e liquore dolce profumato (tipo Strega, San Marzano o rum) e, dopo la cottura, vengono lasciate riposare. Solo successivamente sono farcite con la ricotta vaccina, precedentemente setacciata zuccherata e miscelata con il cacao amaro in polvere, fatta riposare in frigorifero, poi spolverizzate con zucchero aromatizzato alla cannella e servite fredde. Non mancano ovviamente le variazioni: cioccolato in scaglie invece del cacao amaro, vaniglia al posto della cannella, scorza d’arancia invece che di limone.

La Ricetta delle Dita degli Apostoli Pugliesi

Per preparare le dita degli apostoli, segui questi passaggi:

  1. Mettete a scolare la ricotta in un colino.
  2. Sbattete gli albumi insieme con la scorza di limone grattugiata ed il sale, con una frusta a mano, senza montarli ma facendoli solo spumeggiare.
  3. Scaldate una padella da 20 cm di diametro, dopodiché ungetela con del burro aiutandovi con della carta da cucina per non scottarvi.
  4. Versatevi un mestolo di composto di albumi, distribuendolo bene con l’attrezzo apposito, o facendo roteare la padella, in uno strato molto sottile e fatelo cuocere a fuoco moderato per qualche minuto.
  5. Quando i bordi inizieranno a staccarsi dalla padella, girate la crespella aiutandovi con una paletta. Una volta cotta, fatela scivolare delicatamente su un piatto e ripetete l’operazione fino ad esaurire gli albumi, ungendo ogni volta la padella.
  6. Amalgamate tra loro in una ciotola tutti gli ingredienti per la farcitura. Poi al centro, di ogni crespella, formate una striscia con il ripieno ed arrotolatevi attorno la pasta in modo da ottenere una specie di cannolo.
  7. Infine, spolverizzate con zucchero a velo e cannella. Vi consiglio di servire le dita degli Apostoli tiepide o fredde.

Varianti Regionali: Calabria e Sicilia

Con il nome dita degli apostoli sono indicate ricette differenti tra loro per territorialità. In Calabria, la versione - jiriti d'apostolu - ha ottenuto il riconoscimento PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale) da parte del Ministero delle Politiche agricole e forestali. La leggenda narra che un pasticcere di Bagnara realizzasse queste piccole dolci delizie per gli amanti che le scambiavano come doni e manifestazione d’amore.

Nel palermitano, le dita dolci degli apostoli vengono chiamate al singolare - Dito d’Apostolo - e sono fatte di una pasta all’uovo soffice molto simile ad un pan di spagna sottilissimo e spumoso, farcita con una crema vellutata di ricotta e panna aromatizzata con la cannella.

Spaghetti al Limone di Amalfi: Un Omaggio al Territorio

Spaghettini all'acqua di limone, olio e provolone del monaco - Le ricette di Peppe Guida

Ad Amalfi si fa presto a dire limone! Lo spaghetto al limone è un modo per condire la pasta che già gli antichi utilizzavano, fatto di ingredienti semplici ma di grande resa, un piatto pieno di tipicità e territorio che, cucinato rispettando piccoli segreti, lascerà tutti soddisfatti.

Rocco Bellogrado, oste della sua “Cantina Miseria e Nobiltà”, è solito preparare ai suoi ospiti questa antica ricetta. Per prepararlo c’è bisogno di pochi ingredienti, i giusti e gli immancabili per una grande resa che sa non solo di limone ma anche di Amalfi!

Con pochi accorgimenti può diventare un primo piatto che, nella sua totale semplicità, si lasci ricordare. Lui ha rubato la ricetta ad uno zio e con il tempo ne è diventato esperto realizzandolo per gli amici e anticipando la preparazione con la raccolta delle erbe, in montagna, un momento di convivialità e divertimento.

La Ricetta degli Spaghetti al Limone di Rocco Bellogrado

Tempo di preparazione: 20 minuti
Tempo di cottura: 10 minuti

Ingredienti per 4 persone:

  • 2 Limoni Sfusato Amalfitano
  • 1 Spicchio di Aglio
  • Q.B. Basilico, Prezzemolo, Salvia, Alloro, Rosmarino, Finocchietto Selvatico (da sostituire in base alle disponibilità)
  • Q.B. Sale
  • Q.B. Olio Evo
  • 400 gr. Spaghetti

Preparazione:

  1. Lavare i limoni e togliere le bucce che verranno disposte in padella con qualche pizzico di sale, aglio ed un mix delle spezie sopra citate come alloro, finocchietto selvatico, rosmarino, basilico, prezzemolo, salvia.
  2. Al composto unire il succo dei limoni precedentemente sbucciati ed unire una cospicua dose di olio evo.
  3. Mescolare i vari ingredienti a freddo, lasciarli in macerazione per circa 15 minuti.
  4. Cuocere la pasta in abbondante acqua salata e ormai cotta, unirla alla padella con il composto preparato.

Altre Delizie della Cucina Italiana

Oltre alle ricette degli spaghetti degli apostoli e degli spaghetti al limone, la cucina italiana offre una vasta gamma di piatti tradizionali e deliziosi. Ecco alcuni esempi:

  • Pasta e patate: Il piatto povero della tradizione campana è un monumento della gastronomia regionale.
  • Spaghetti all’Assassina: Gli spaghetti al pomodoro, peperoncino e aglio dalla mitica crosticina sono oramai un classico pugliese.
  • Trippa alla romana: Oggi si ordina in tante trattorie, classiche o moderne, ma un tempo la trippa a Roma si cucinava a casa di sabato.
  • Gnocchi alla romana: A base di semolino, poi gratinati in forno, quelli alla romana sono gnocchi un po’ più speciali degli altri.

La cucina italiana è un tesoro di sapori e tradizioni, e gli spaghetti degli apostoli ne sono un esempio perfetto. Che si tratti della versione dolce del Carnevale pugliese, delle varianti calabresi e siciliane, o degli spaghetti al limone di Amalfi, ogni piatto racconta una storia e celebra il territorio.

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