Il cinema ha spesso utilizzato il cibo come metafora della vita, delle relazioni e delle sfide personali. In questo articolo, esploreremo le trame di tre film diversi, ma accomunati da un elemento centrale: la torta. Analizzeremo "Sitting in Bars with Cake", "Una Torta da Favola" e "Cake", evidenziando come il cibo si intreccia con le vicende dei protagonisti.
Sitting in Bars with Cake: Amicizia e Torte a Los Angeles

Ispirato a una storia vera, "Sitting in Bars with Cake" segue le vicende delle due migliori amiche Jane (Yara Shahidi) e Corinne (Odessa A'zion) che si trovano ad affrontare la vita nei loro vent'anni a Los Angeles.
Corinne, estroversa per eccellenza, convince la sua timida ma estremamente talentuosa, migliore amica e pasticcera casalinga Jane a impegnarsi a sfornare torte per un anno e a portarle nei bar, pratica conosciuta anche come "cakebarring", con l'obiettivo di incontrare persone e sviluppare fiducia in se stessa.
Nel corso del loro anno di "cakebarring," Corinne riceve una diagnosi che le cambia la vita, e le due ragazze si ritrovano ad affrontare una sfida diversa da qualsiasi prova mai affrontata fino ad ora.
Una Torta da Favola: Rivalità e Amore in una Pasticceria Reale
Una Torta da Favola, il film diretto da Bruno Hernández e Damián Romay, si svolge nella piccola cittadina di Meadow Ridge dove i principi James e Henry di Samava (Christian Howard e Edward Lewis French) si recano per scegliere la migliore pasticceria di zona in vista dell'imminente incoronazione di Henry.
Vengono selezionate quelle di Allie e Marily (Ansley Gordon e Hannah Brantley), una volta amiche ma ora acerrime rivali che si trovano una di fronte all'altra. Le due pasticcere vengono convocate dal principe James che le mette in gara. La vincitrice avrà il privilegio di preparare i dolci per la grande cerimonia.
Quando Marily si accorge di una sintonia speciale tra il principe e Allie, teme di essere in svantaggio e mette in atto tutte le sue astuzie per attirare l'attenzione di James e vincere la competizione.
Cake: Dolore, Perdita e Ricerca di Redenzione

Jennifer Aniston affronta la “terapia del dolore” di Hollywood in "Cake", un film indie che esplora l'elaborazione del lutto. Il film può essere visto come il classico film indie sull’elaborazione del lutto, tanto perfetto per la carriera di un attore quanto ordinario e incolore per lo spettatore.
Claire Bennett è una donna ricca e scontrosa che porta sul volto, sul corpo e nel carattere i segni di un grave incidente. Cinica, dipendente dagli antidolorifici, sembra non interessarsi minimamente al prossimo, finché il suicidio di una giovane compagna che frequentava il suo stesso gruppo di terapia la porta a interrogarsi sui motivi del gesto e a bussare alla porta del vedovo.
Pezzi di vita e fette di torta cercano di confondersi in Cake, dove la torta del titolo rappresenta una sorta di “ideale di felicità”, un mantra da seguire nei momenti più bui della vita e che la protagonista in cerca di una via d’uscita da una depressione dolorosa e dolorante coglie come un’epifania.
Una torta che si inserisce quindi all’interno di un percorso di formazione vero e proprio, a cui Jennifer Aniston decide di prestarsi in toto: non solo attrice, ma anche produttrice; non solo senza trucco, ma anzi deformata da una lunga cicatrice sul volto.
La Trasformazione di Jennifer Aniston
Nelle carriere degli attori, c’è sempre un momento in cui un uomo o una donna decidono di imbruttirsi, deformarsi o trasformarsi radicalmente nel volto e nel corpo per aumentare l’aura di dramma e intensità del ruolo da interpretare ed entrare nel radar degli Oscar.
La Aniston aveva finora fatto a meno di sottoporsi a questa “terapia del dolore” di Hollywood grazie a una serie di ruoli di “bitches” isteriche e crudeli per varie commedie più o meno leggere che le hanno consentito di non restare incastrata nel ruolo di fidanzatina d’America e di non uscire di scena una volta conclusa la celebre serie tv Friends.
La prova del fuoco arriva con questo film, con il quale tenta nuovamente di affacciarsi alle produzioni indie (dopo The Good Girl e Friends with Money), utilizzando per la prima volta la cosmesi non per esaltare il suo viso ma per imbruttirlo e concentrare l’attenzione di critici e spettatori sulla recitazione e le espressioni di dolore.
Missione parzialmente compiuta, se si considera che Cake offre davvero una prova notevole dell’attrice, ma incastrata all’interno delle fragili mestizie della media delle produzioni indipendenti americane e di un racconto orizzontale quanto la posizione continuamente cercata dalla protagonista per alleviare il suo mal di schiena post-traumatico.
Temi Profondi e Comprimari dal Cuore d'Oro
Depressione, tendenze suicide, misantropia, terapia di gruppo, dipendenza da farmaci: gli elementi per una favola grigia da costruire con lo stesso schematismo delle cinque fasi dell’accettazione del lutto ci sono tutti, più qualche comprimario dal cuore d’oro a indicare la via della redenzione.
Con questi stessi ingredienti, Daniel Barnz cerca di costruire una ricetta appetibile ai palati del grande pubblico, glassata con un incredibile amalgama di grandi attori.
Dettagli del Film "Cake"
Di seguito, una tabella riassuntiva con i dettagli del film:
| Categoria | Dettaglio |
|---|---|
| Genere | Drammatico |
| Titolo originale | Cake |
| Paese/Anno | USA | 2014 |
| Regia | Daniel Barnz |
| Sceneggiatura | Patrick Tobin |
| Fotografia | Rachel Morrison |
| Montaggio | Kristina Boden, Michelle Harrison |
| Interpreti | Adriana Barraza, Anna Kendrick, Felicity Huffman, Jennifer Aniston, Sam Worthington, William H. Macy |
| Colonna sonora | Christophe Beck |
| Produzione | Cinelou Films, Echo Films We're, Not Brothers Productions |
| Distribuzione | Warner Bros. |
| Durata | 102' |