I biscotti di San Francesco, noti anche come mostaccioli di San Francesco, sono un dolce tradizionale italiano dal sapore unico, legato alla figura del Santo Patrono d'Italia. Questi biscotti, preparati con mosto, mandorle e miele, erano particolarmente amati da San Francesco d'Assisi. Scopriamo insieme la storia e la ricetta di questo delizioso dolce.

I mostaccioli di San Francesco preparati dalla "Coca deji Angeli"
San Francesco d'Assisi: Un Breve Profilo
Francesco nacque ad Assisi tra il 1181 e il 1182 da una famiglia benestante. Iniziò ad occuparsi dell’attività paterna conducendo una vita allegra e spensierata con i giovani aristocratici di Assisi. Nel 1203-1204, dopo un periodo di malattia e riflessione, abbandonò i suoi progetti e tornò ad Assisi, diventando sempre più schivo e silenzioso, interessandosi sempre di più ai poveri e alle loro necessità. Iniziò a vendere i beni di famiglia per aiutare chi ne aveva bisogno, e dopo una pubblica rinuncia ai beni paterni, intraprese una nuova vita dedicata alla cura dei lebbrosi e al restauro di chiese.

San Francesco d'Assisi
Francesco con i compagni si recarono a Roma per ottenere l’approvazione dal Papa della regola di vita, nacque così l’ordine dei frati minori. Nel 1223 a Greccio, in provincia di Rieti, rievocò per la prima volta, la nascita di Gesù, da quell’episodio iniziò la tradizione del presepe. Morì il 3 Ottobre del 1226. La ricorrenza di San Francesco è il 4 Ottobre, è Patrono d’Italia, dell’Umbria, di poeti, commercianti e dell’ordine dei frati minori cappuccini.
L'Amicizia con Frate Jacopa e i Mostaccioli
Francesco conobbe Jacopa de’ Settesoli durante il suo viaggio a Roma, nel 1210, lo aiutò a trovare alloggio a Roma. Diventarono amici e lui la chiamava affettuosamente frate Jacopa. I mostaccioli erano i biscotti preferiti di San Francesco. Durante il suo viaggio a Roma nel 1190, conobbe la nobildonna Jacopa de’ Settesoli che gli fece assaggiare quello che sarebbe diventato il suo perenne “peccato di gola”. I biscotti “boni e profumosi”- così li descriveva Francesco.
In punto di morte Francesco dettò una lettera da inviare a Jacopa, voleva rivederla prima di morire e le chiese di potargli quei dolcetti che lei preparava per lui quando era a Roma e che lui tanto amava. Ma lei arrivò ad Assisi prima che la lettera venisse spedita, portando con se, proprio quei dolcetti che Francesco tanto desiderava prima di morire.
Si tramanda che Jacopa arrivò appena Francesco, ormai in punto di morte, ebbe terminato di dettare la lettera a lei indirizzata. “Aprite le porte e fatela entrare, perché per frate Jacopa non c’è da osservare la clausura stabilita per le donne”e Francesco, lui per primo, dicono i Fioretti, ebbe “grande allegrezza e consolazione nel vederla” e i frati furono stupiti da quella venuta.
La Ricetta dei Mostaccioli di San Francesco
Esistono diverse varianti della ricetta dei mostaccioli di San Francesco, tramandate dalla tradizione contadina. Originariamente, questi biscotti erano preparati con pasta di pane, miele, mosto d'uva e anice. Nel tempo, la ricetta si è evoluta, arricchendosi di nuovi ingredienti e varianti regionali.
MUSTACCIOLI Ricetta Facile - Fatto in Casa da Benedetta
Ecco una possibile ricetta:
Ingredienti
- 250 g di mandorle tritate finemente
- 150 g di farina 00
- 125 g di miele
- 2 albumi
- 1-2 cucchiai di mosto
- Cannella a piacere
- Pepe a piacere
Preparazione
- Preriscaldate il forno a 170 gradi. Rivestite una teglia con la carta forno.
- In una ciotola mettete le mandorle, il miele, gli albumi, il mosto, il pepe e la cannella e iniziate a mescolare con una forchetta.
- Unite anche la farina e impastate con le mani, spolverizzate un piano da lavoro con della farina, rovesciate l’impasto e stendetelo ad uno spessore di circa 5 mm.
- Ritagliate dei biscotti a forma di losanga, larghi circa 4 cm.
- Sistemate i biscotti nella teglia e infornate per circa 15 minuti.
- Sfornate e fate freddare completamente prima di servire.

I mostaccioli pugliesi
Varianti Regionali e Curiosità
Oggi, praticamente quasi ogni regione italiana ha elaborato una propria ricetta di mostaccioli. Quelli più vicini alla tradizione antica sono probabilmente i laziali e gli abruzzesi, a base di farina, miele e mosto cotto; i pugliesi, che però utilizzano il cotto di fichi al posto del mosto ed i ben noti “mustazzola” di Ragusa, in Sicilia, preparati con farina, vino cotto e poi irrorati di miele fuso e mandorle tritate.
I mostaccioli avevano una forma obbligata, importante. Erano romboidali e di una grandezza che sfiorava circa i dieci centimetri. La forma a losanga dei biscotti, di cui esistono ancora oggi collezioni di antichi stampi, sta a significare, nel triangolo doppio che contiene, la dualità delle energie maschile e femminile, alfa e omega. Il simbolo del rombo appare in ogni epoca, cultura, tradizione spirituale con il significato di “autentico”, “immutabile”, “indistruttibile”, “indomabile”.
Abbinamenti Consigliati
Quale vino scegliere per omaggiare questa preziosa ricetta? Per rispondere a questa domanda, si consiglia un vino passito, come il "Grande Commendarie" di Cipro, un vino con origini antichissime, apprezzato per la sua dolcezza e complessità aromatica. Questo vino, prodotto con uve autoctone e affinato in botti di rovere, si sposa perfettamente con la dolcezza dei mostaccioli, creando un'esperienza gustativa unica.
In conclusione, i biscotti di San Francesco rappresentano un tesoro della tradizione culinaria italiana, un dolce semplice ma ricco di storia e significato, capace di evocare sapori antichi e legami profondi con la figura di San Francesco d'Assisi.