Negli ultimi anni, è diventata sempre più evidente la necessità di adottare modelli di consumo circolare (fare - usare - differenziare - riciclare), in cui si dà priorità al riutilizzo dei prodotti e dei rifiuti, abbandonando i modelli di consumo lineare (fare - usare - smaltire).
In relazione alla green economy e alla sostenibilità ambientale, si parla molto di raccolta differenziata e di materiali biodegradabili e/o compostabili. Ma cosa c'entrano le scatole della pizza con il riciclo, la biodegradabilità e la compostabilità? In realtà, hanno molto a che fare tra loro!
Come possiamo allora riciclare in maniera corretta il cartone della pizza dopo aver gustato un'ottima pizza napoletana a casa?

Il Cartone della Pizza e il Riciclo: Cosa Sapere
La maggior parte delle persone considera il cartone della pizza un rifiuto destinato alla raccolta della carta perché si tratta di materiale cartonato. Nel suo smaltimento, però, il problema non deriva dal materiale di cui è composto, bensì dai residui di cibo che lo hanno macchiato e impregnato.
Se il cartone fosse intonso, non ci sarebbe nessun ostacolo al riciclo, tuttavia è più frequente il caso che il fondo sia macchiato di olio e residui di condimento come pomodoro e mozzarella.
In questo caso, oltre a non essere riciclabile, il cartone può rovinare un'intera partita di carta destinata alla riqualificazione. Pertanto, per un corretto smaltimento bisognerebbe distinguere un cartone completamente pulito da quello sporco di pizza.
Cartone Pulito vs. Cartone Sporco: Come Distinguere
Il cartone è sporco o pulito?
Se il cartone è privo di residui, allora lo si getta tranquillamente nel contenitore della carta; lo si differenzia insieme al resto delle altre carte. Ma se invece il cartone è sporco di olio (molto spesso) o di altri ingredienti, allora si separa il coperchio - che solitamente resta pulito - per gettarlo nella carta; il resto dell’imballaggio lo si differenzia nel bidone dell’umido.
L’ideale sarebbe separare le parti pulite da quelle sporche in maniera accurata, magari con l’aiuto di un paio di forbici. In questo modo il cartone pulito, in genere il coperchio e i bordi laterali del contenitore, potrà essere gettato nel bidone della carta e riciclato.
La parte sporca e impregnata di condimento dovrebbe finire nel bidone dell’organico, ma per esserne veramente certi si controlla quali rifiuti sono ammessi in questa sezione nel proprio Comune di appartenenza.
Se il rifiuto non fosse conforme al regolamento comunale, il cartone sporco dovrà essere gettato nei bidoni per la raccolta differenziata del secco o nei cassonetti pubblici della raccolta indifferenziata.
Dunque se nel proprio Comune di residenza non dovesse essere ancora attivo il servizio di raccolta della spazzatura umida, allora, come regola generale, il cartone sporco va buttato nell’indifferenziato.
In ogni caso è sempre bene appiattire il cartone quando lo si getta negli appositi contenitori e cassonnetti, sia per diminuirne visibilmente il volume che per favorire il futuro processo di compostaggio. Un'accortezza che andrebbe adottata con tutti i tipi di scatole e imballaggi in cartone.
Le Tre Regole d'Oro per il Riciclo del Cartone della Pizza
Il contenitore della pizza è un materiale perfettamente riciclabile e per farlo possiamo seguire questi tre consigli:
- Se il cartone è pulito e privo di residui di cibo va gettato insieme alla CARTA, così come un normale imballaggio.
- Se invece è visibilmente sporco di olio, mozzarella, pomodoro o altro, va gettato nell’ORGANICO.
- È buona abitudine strappare il coperchio che solitamente è ancora pulito, e conferirlo nel contenitori della carta. Spezziamo il tutto per accelerare così il processo di compostaggio!
Per una corretta raccolta, prima di buttare il cartone della pizza è utile ridurne il volume e appiattirlo.
ATTENZIONE a non gettare mai il cartone della pizza nell’indifferenziato! Molte persone pensano che questo debba essere conferito nell’indifferenziato, ma è una convinzione del tutto sbagliata, perché il contenitore della pizza è un materiale che si ricicla benissimo!
Biodegradabile vs. Compostabile: Qual è la Differenza?
Spesso si parla di materiali biodegradabili e compostabili, soprattutto in relazione ai contenitori per alimenti da asporto. Ma qual è la differenza?
In generale, qualsiasi materiale di origine vegetale sarà biodegradabile, poiché composto da cellulosa. Ma ci sono molti altri materiali che sono biodegradabili, come carne, gusci d’uovo, legno, lana, cotone, escrementi, ecc. Alcuni di loro saranno anche compostabili, come ad esempio gli scarti di frutta e verdura, ma non tutti, genericamente.
Le principali differenze tra biodegradabile e compostabile potrebbe essere riassunta in:
- Il tempo necessario per biodegradarsi, che è minore nei materiali compostabili.
- Il risultato di quella decomposizione, che nel caso dei materiali compostabili sarà fertilizzante.
Che qualcosa sia compostabile significa che quando quel materiale organico si biodegrada diventerà compost, un tipo di fertilizzante organico molto nutriente per il suolo. Inoltre, un materiale compostabile si biodegrada in breve tempo (da 8 a 12 settimane) e in determinate condizioni.
Il compost è un fertilizzante naturale usato nell’agricoltura estensiva ed ecologica ed è utilizzato anche come fertilizzante per giardini.
Insomma, possiamo dire che un materiale compostabile è sempre biodegradabile, ma un materiale biodegradabile non necessariamente è anche compostabile.
In effetti ci sono sacchetti cosiddetti biodegradabili che sono in realtà fotodegradabili, ovvero si decompongono in microparti alla luce del sole.
Altre confezioni biodegradabili che vengono utilizzate per il cibo da asporto sono realizzate in PLA, un polimero derivante dalla lavorazione degli zuccheri del mais, della barbabietola ed altri prodotti naturali: in genere si usano per il cibo freddo, sono trasparenti, hanno un tappo a chiusura ermetica e sembrano di plastica, ma si decompongono in poche settimane.
SPETTACOLARE FERMA LIBRO CON RICICLO CARTONI DELLA PIZZA
Come Differenziare Tutti i Contenitori di Cibo da Asporto
Ordinare del cibo che arrivi direttamente a casa è un'abitudine sempre più diffusa anche in Italia, i vari lockdown e restrizioni hanno contribuito all'espansione di questa modalità di consumo.
Ne deriva la necessità di smaltire i contenitori con poche semplici regole, la prima delle quali è che il cartone pulito va separato da quello sporco.
Nel caso delle vaschette di plastica, queste vanno gettate nel contenitore della plastica e dei metalli.
Ormai comunque, in virtù di una maggior attenzione per l’ambiente e la sostenibilità, sia le catene di ristorazione che le pizzerie si affidano a contenitori biodegradabili e compostabili.
L'Impegno dell'Italia nel Riciclo della Carta e del Cartone
Grazie alla raccolta differenziata dei rifiuti della carta e del cartone ed alle lavorazioni per riciclare questo materiale, come Paese Italia, siamo in grado di recuperare in modo particolarmente efficiente oltre il 75% di questa importante materia prima.
Questa pratica non è soltanto severamente vietata dalla legge, ma anche proibito dall’etica di aziende produttrici come la nostra, che lavorano solo con carta di pura cellulosa e senza contenuti di macero e con inchiostri a base d’acqua senza metalli pesanti.
Tabella Riassuntiva: Dove Gettare il Cartone della Pizza
| Condizione del Cartone | Dove Gettarlo |
|---|---|
| Pulito e senza residui di cibo | Contenitore della carta |
| Sporco di olio, mozzarella, pomodoro o altro | Contenitore dell'organico (se compostabile) o indifferenziato (se non compostabile) |
| Coperchio pulito e fondo sporco | Coperchio nel contenitore della carta, fondo nel contenitore dell'organico o indifferenziato |
C PAP 84: è il codice che identifica il tetrapak.
C PAP 81: è il codice che identifica il tipico materiale di cui sono costituiti i sacchetti dei biscotti.