Il caffè è una delle bevande più amate e consumate al mondo, parte integrante della routine di milioni di persone. In Italia, poi, rappresenta un vero e proprio rito quotidiano: un momento di pausa, un'occasione di convivialità, un piacere irrinunciabile.
Il 1° ottobre, in occasione della Giornata Internazionale del Caffè, istituita nel 2015 dall’Organizzazione Internazionale del Caffè (ICO) per celebrare l’intera filiera, dai coltivatori ai baristi, è il momento ideale per guardare oltre l’aroma e la crema. Qual è il costo nascosto dietro questo rito?
Negli ultimi anni, le ricerche scientifiche hanno confermato ciò che molti intuivano da tempo, ovvero che il consumo moderato e regolare di caffè può apportare numerosi benefici alla salute. Ma non tutti i caffè sono uguali. La qualità dei chicchi, la provenienza, il metodo di lavorazione e soprattutto la torrefazione fanno una grande differenza nel garantire proprietà benefiche e salutari del consumo del caffè.
È qui che entra in gioco la filosofia della torrefazione artigianale Trinci, che da decenni lavora per ottenere un prodotto di qualità superiore, producendo un caffè etico e salutare.
Ma quali sono i principali benefici del caffè per l’organismo?
Il primo beneficio, noto a tutti, è la capacità del caffè di combattere la stanchezza e migliorare l’attenzione. La caffeina stimola il sistema nervoso centrale, favorendo:
- Maggiore prontezza mentale
- Miglioramento della concentrazione
- Riduzione della sensazione di affaticamento
Questo effetto è particolarmente utile durante la giornata lavorativa, negli studi o nei momenti in cui serve una spinta di lucidità. È importante, tuttavia, non eccedere.
Il caffè è una delle principali fonti di antiossidanti nella dieta quotidiana. Gli antiossidanti sono fondamentali per la prevenzione di molte malattie croniche e per mantenere un corpo sano ed efficiente. In particolare, sono estremamente efficaci nel:
- Neutralizzare i radicali liberi
- Contrastare l’invecchiamento cellulare
- Supportare le difese immunitarie
La torrefazione industriale spesso brucia parte di questi preziosi composti. La caffeina stimola la produzione di dopamina e serotonina, i cosiddetti “ormoni della felicità”.
In un modello lineare, tutto questo materiale finisce in discarica, generando costi di smaltimento ed emissioni di metano.
La trasformazione degli scarti del caffè è un campo in piena effervescenza, dove ricerca e innovazione stanno aprendo scenari sorprendenti. I fondi di caffè possiedono un alto potenziale energetico. Una delle applicazioni più dirette è la loro trasformazione in pellet per stufe e caldaie, un biocombustibile che offre un’alternativa più sostenibile ai combustibili fossili.
La ricerca, però, si è spinta oltre: a Londra, ad esempio, alcuni dei celebri autobus a due piani sono alimentati da un biodiesel (B20) che contiene un 20% di bio-componente derivato dall’olio estratto dai fondi di caffè raccolti in città. Ogni tonnellata di fondi può produrre circa 200 litri di biocarburante.
I fondi di caffè si stanno rivelando un componente prezioso per la creazione di nuovi materiali sostenibili. Incorporati in polimeri riciclati o bio-based, danno vita a composti termoplastici utilizzati per stampare oggetti di design, complementi d’arredo e molto altro. Startup italiane come Coffeefrom stanno trasformando tonnellate di fondi esausti dell’industria alimentare in granuli pronti ad una nuova vita.
Le applicazioni circolari non si fermano qui. La silverskin, la pellicola del chicco, contiene grassi e antiossidanti che, una volta estratti, possono essere utilizzati dall’industria cosmetica per produrre rossetti o creme anti-age. Uno degli utilizzi più virtuosi è, però, il ritorno alla terra: i fondi sono un eccellente fertilizzante per l’orto e il giardino, ricco di azoto, potassio e magnesio e possono essere usati anche come substrato per coltivare funghi commestibili, come i Pleurotus, trasformando lo scarto di un bar in cibo a chilometro zero.
Se la gestione degli scarti chiude il cerchio a valle, l’economia circolare applicata al caffè richiede un ripensamento anche a monte, a partire da come viene coltivato. Qui entra in gioco l’agricoltura rigenerativa, un approccio che va oltre la semplice sostenibilità e mira a ripristinare attivamente la salute degli ecosistemi agricoli. Nel caso del caffè, questo si traduce principalmente in pratiche di agroforestazione ovverosia la coltivazione delle piante di caffè all’ombra di alberi nativi più alti.
Questo sistema può apportare molteplici benefici. Qualità e reddito: spesso, le piante di caffè che crescono all’ombra producono chicchi di qualità superiore.
Come emerge, la transizione verso una filiera del caffè completamente circolare e rigenerativa è un processo complesso che richiede l’impegno di tutti gli attori. Le aziende hanno la responsabilità di investire in ricerca, ridisegnare le filiere e supportare i coltivatori che adottano pratiche a minor impatto.
Tuttavia, anche i consumatori hanno un potere enorme: scegliere caffè proveniente da commercio equo e solidale o corredato da certificazioni ambientali (come Bio, Rainforest Alliance, Regenagri®) significa inviare un segnale forte al mercato (attuando il famoso principio del votare con il portafoglio).

La Giornata Internazionale del Caffè ci ricorda, quindi, che ogni tazzina che beviamo ha una storia.
Caffè come al bar
Benefici del Commercio Equo e Solidale
Il commercio equo e solidale mira ad accrescere la quota di ricavi che va agli agricoltori poveri, mettendoli in condizione di ottenere prezzi più elevati per le stesse produzioni. Nestlé ha creato delle strutture locali per misurare la qualità del caffè sul punto d’acquisto, il che le ha consentito di pagare direttamente ai coltivatori un sovrapprezzo per la fornitura dei chicchi di miglior qualità e quindi di accrescerne gli incentivi.
“Grazie alla scelta dei soci di ACPCU di produrre caffè biologico e alla grande attenzione alla qualità, i contadini ora hanno un reddito sicuro e dignitoso. Mentre prima venivano fortemente sfruttati a sopravvivevano grazie a un’agricoltura di sussistenza, ora i soci delle 20 cooperative possono usufruire di numerosi benefici.
Anche nei villaggi più remoti sono state costruite scuole elementari e i bambini (di media 5/7 a famiglia) non devono più vivere lontano dalla famiglia per andare a scuola, come avveniva in passato per chi se lo poteva permettere. Il sovrapprezzo pagato dal Commercio Equo e Solidale è servito per costruire una piccola clinica in cui un medico visita la popolazione e segue alcuni progetti specifici per combattere la malaria e prevenire la diffusione dell’Aids. Molte case di argilla sono state sostituite da case di mattoni con un tetto e sono state costruite finalmente delle strade.
Inoltre, per la maggior parte delle materie prime, è previsto il pagamento di un prezzo minimo fairtrade. I consumatori italiani che hanno acquistato prodotti Fairtrade hanno sostenuto la crescita e lo sviluppo delle comunità per una cifra pari a 1 milione e 640 mila euro.
Ancora da una ricerca condotta da Nielsen, che è stata presentata all’incontro, si è scoperto che sempre più italiani dichiarano di acquistare prodotti etici nei negozi alimentari generici. Per quello che riguarda Fairtrade, la fonte principale di conoscenza del marchio restano i prodotti stessi. Seguiti dalla rete internet.
Tra le novità che si prospettano per l’anno in corso, l’introduzione, a livello internazionale, dei “Marchi di ingrediente Fairtrade”. Il modello è già entrato in vigore per tutte le categorie di prodotto tranne caffè e banane.
Il sistema di certificazione Fairtrade, nasce per ridurre le ingiustizie del commercio internazionale. Attraverso un sistema rigoroso di standard, regola i rapporti commerciali tra aziende e organizzazioni di contadini e lavoratori; in modo che a questi ultimi venga assicurato il pagamento di un prezzo minimo, il Prezzo minimo Fairtrade. Una remunerazione tale da coprire i costi medi di una produzione sostenibile.
Il circuito rappresenta 1,6 milioni di agricoltori in 73 paesi di Asia, Africa e America Latina. Più di 35.000 prodotti finiti sono in vendita sugli scaffali di negozi e supermercati di oltre 140 paesi nel mondo.
Fairtrade Italia rappresenta il Marchio di Certificazione Fairtrade nel nostro paese dal 1994. Questo a garanzia del controllo delle filiere dei prodotti provenienti dai Paesi in via di sviluppo. Supporta le aziende nell’approvvigionamento di materie prime certificate e nel consolidamento delle filiere in base alle richieste specifiche dei propri partner.
Caffè Biologico ed Equo Solidale: Marche Consigliate
Il caffè biologico è coltivato senza sostanze chimiche, e con rispetto nei confronti dell’ambiente, quindi senza disboscare per ottenere più chicchi di caffè. I concimi usati sono naturali e le pratiche agronomiche sono eco-friendly. L’uso dei pesticidi è bandito.
Ma quali sono le cosiddette marche eco-friendly di caffè?
- Ecor: disponibile sia in qualità 100% arabica classico che decaffeinato.
- Alce Nero: caffè fairtrade biologico coltivato sulle montagne di Costa Rica, Nicaragua e Perù, e viene venduto in qualità 100% arabica.
- Bioitalia: caffè sempre arabico, che trae tutti i benefici dell’agricoltura biologica.
- Pura Vida Cafè: biologico e ‘mono-origine’, derivante da un’unica area geografica come Brasile, Etiopia, Messico, Santo Domingo o Sumatra.
- Dicaf e San Lorenzo: disponibili anche nella linea biologica.
Se invece cercate delle marche di caffè equosolidale, è importante che la confezione del vostro caffè abbia un certificato ‘Fairtrade’, che attesta che il prodotto è stato messo a punto nel pieno rispetto dei Paesi del Sud del mondo.
A tal proposito, è possibile provare le cialde monodose di caffè equosolidale Equocaffè, o ancora tutti i prodotti, anche bio, in vendita sul sito di Altromercato, con varie tipologie di caffè sia biologico che non.
Sia biologico che equosolidale è il caffè di Pangea, una cooperativa sociale che diffonde il commercio equo e solidale. Il caffè di Pangea è di vari tipi, dal classico al biologico al decaffeinato all’orzo.

L'Impegno di Coind per la Sostenibilità
In stretta connessione con ciò che il Gruppo attua per l’impegno sociale, la sostenibilità ambientale rientra in pieno in quello spirito sensibile e solidale che anima l’azienda sin dagli albori. Uno degli accorgimenti che il Gruppo attua per essere più sostenibile a livello ambientale riguarda l’efficientamento degli impianti di condizionamento, in modo tale che a minori consumi corrisponda una più alta efficienza del sistema. Accanto a questo, l’azienda produce piccole quantità di energia termica che viene riutilizzata all’interno dei processi produttivi.
Anche le certificazioni testimoniano la sensibilità e l’impegno green di Coind: su tutti gli stabilimenti produttivi è adottata la Certificazione ISO 14001:2004 che specifica i requisiti del sistema di gestione ambientale (SGA).
Il Gruppo è inoltre socio Fairtrade e fonda i propri principi su quelli che sono alla base del commercio equo e solidale, il che si traduce in una vita più dignitosa, dal punto di vista del salario, dei produttori e dei coltivatori. L’impegno di Coind basato sui principi Fairtrade si concretizza nel pagamento di un prezzo giusto a produttori e coltivatori, in modo che possano condurre una vita dignitosa e possano ricavare anche dei margini per poter fare degli investimenti.
Sempre per tener fede ai suddetti principi, l’azienda è disponibile a prefinanziare gli acquisti dei lavoratori e produttori, scongiurando così l’indebitamento che si otterrebbe ricorrendo a usurai et similia.
Coind si impegna attivamente anche nella produzione di imballaggi per prodotti con minor impatto inquinante. Coind è un grande sostenitore del riciclo: infatti gli imballaggi secondari impiegati sono realizzati con oltre il 50% di materiale riciclato.
La premiazione di Coind, in ambito ambientale, è stata ottenuta per la progettazione di un nastro adesivo che andasse a sostituire l’avvolgente in plastica della linea multipack del caffè.
Sulla linea della sostenibilità, che va a braccetto con la sensibilità, Coind è da molti anni promotrice della donazione di cibo non più commercializzabile a enti di beneficenza e associazioni caritative. Ad aumentare il circolo virtuoso del riciclo vi è anche un secondo tipo di donazione che fa Coind e si tratta della cessione ad altre aziende degli scarti di prodotti vegetali (ad esempio quelli del caffè).
Un’impresa lungimirante attua scelte più responsabili, aumentando gli investimenti per quel che concerne l’efficienza energetica, la qualità delle risorse, la riduzione degli sprechi e si impegna per limitare al massimo l’impatto dei propri imballaggi.
Società Benefit: Un Nuovo Valore
La teoria economica a oggi dominante ritiene che il compito della società sia quello creare valore per gli azionisti. Eppure oggi, negli anni venti del nuovo millennio, queste teorie stanno manifestando tutte le loro debolezze: per ben funzionare un’impresa ha bisogno del contributo di tutti gli stakeholder sia pure in forme e gradi diversi e il ruolo dell’imprenditore sarà sempre più quello di gestire la sua impresa in modo tale da creare valore per tutti costoro dal momento che i loro interessi specifici devono essere messi tutti sullo stesso piano: è lo stakeholder approach teorizzato da E.
Il concetto di valore condiviso si può definire come l’insieme delle politiche e delle pratiche operative che rafforzano la competitività di un’azienda migliorando nello stesso tempo le condizioni economiche e sociali delle comunità in cui opera. Le imprese, tuttavia, non hanno quasi mai affrontato i problemi sociali in una prospettiva di valore, ma li hanno sempre considerati aspetti periferici.
