La storia di Colussi S.P.A., una realtà imprenditoriale privata italiana operante nel settore alimentare, è un racconto di tradizione, innovazione e sostenibilità. Un viaggio lungo più di duecento anni alla scoperta delle origini di uno dei marchi italiani più longevi nel suo settore.
La sua storia però comincia molto prima, e in particolare nella Venezia di fine Settecento - come racconta anche la recente monografia Colussi 1791.

Le Origini Veneziane: Una Storia di Famiglia e Fornai
La storia della famiglia Colussi, originaria di Pianàz, in alta Val di Zoldo, nel Bellunese, si intreccia con l’epopea di una catena migratoria zoldana di venditori ambulanti che scendeva in massa a Venezia nei mesi invernali. Alcuni di loro, come i Colussi del casato dei Manéta, diventano fornai e proprietari di forni a partire almeno dal XVII secolo, tanto da scalare le gerarchie nella nobile Arte dei fornèri.
Pur in presenza di fonti certe antecedenti di almeno un secolo, è stato preso come riferimento imprenditoriale il 1791, anno di nascita di Giacomo Colussi Manéta, proprietario di un forno a Venezia in rio terà San Leonardo, antesignano di una tradizione familiare di fornai e produttori di biscotti - tra i quali il baìcolo, famoso prodotto della storia dolciaria veneziana - arrivata fino ai giorni nostri. 1791: questo l’anno di nascita del primo Giacomo Colussi, agricoltore a Zoldo, in Cadore.
Dopo decenni di andirivieni e vendite tra le calli, la famiglia si trasferì in laguna nel 1880, aprendo un esercizio stabile di pane in Rio Terà San Leonardo.

L'Ascesa Industriale nel Novecento
Nel Novecento le nuove generazioni Colussi riescono a trasformare le loro attività artigianali in veri e propri biscottifici industriali. Nel 1911 Angelo Colussi, figlio di Giacomo II, inaugura con i proventi della vendita di alcuni immobili una prima, piccola fabbrica di biscotti a Venezia. Angelo e i suoi figli saranno i protagonisti di questo cambiamento con l’apertura di nuove fabbriche, pasticcerie e negozi a Venezia e in gran parte del Nord Italia. Trova il modo di superare gli anni della Prima Guerra, con una piccola interruzione per il disastro di Caporetto, riprendendo spinta subito dopo.
Sono gli anni delle prime impastatrici, delle macchine stampatrici e dei forni moderni, gestiti da un gruppo di 50 operai. Nel ’21 si installa nel giardino dell’acquisito Palazzo Zanardi di Cannaregio una nuova fabbrica, dove ci si mette in moto anche su wafer, piccola pasticceria e panettoni (diventati, nel mentre, una specie di ‘tipicità inventata’). Arriva poi un nuovo sito di produzione a Vittorio Veneto, insieme, però, a una nuova guerra.
“A mio papà piaceva progettare fabbriche, all’epoca bisognava sviluppare tecnologie, impianti moderni, essere efficienti”, spiega Angelo Colussi a proposito dell’idea di aprire nel 1949 la Colussi Perugia a Fontiveggie. Uno snodo pratico per distribuire i prodotti anche al centro e al sud del Paese.
Oltre che per la posizione geografica - Perugia poteva essere utilizzata per la penetrazione nel mercato meridionale - Colussi sceglie di stabilirsi in Umbria per sfruttare le agevolazioni concesse dalle amministrazioni locali a favore dell’installazione di impianti industriali nella regione, all’epoca in una fase di profonda crisi economica. Alla fine del 1949 costituisce la Società immobiliare industriale di Perugia srl, in posizione di socio maggioritario. Nel giugno del 1950 inizia la produzione nella fabbrica situata nella zona della stazione ferroviaria di Fontiveggie.
Per circa due anni lo stabilimento Colussi di Vittorio Veneto produce savoiardi, amaretti e wafer, poi spediti a Perugia per essere immessi nel mercato meridionale. In seguito, la produzione viene concentrata interamente nell’impianto di Fontivegge. Colussi struttura subito una rete di distribuzione tramite una fitta serie di contatti commerciali, arrivando a coprire un’estesa porzione del mercato nazionale, prima con i cosiddetti “biscotti a rilievo” (realizzati con una macchina a rotativa in grado di sfornare biscotti più raffinati di quelli compatti), e poi diversificando la produzione con wafer e altri alimenti da forno.
Nel 1949, con la fondazione dello stabilimento di Perugia, è avviata una produzione sempre più moderna che porta al lancio, nel 1955, del frollino Gran Turchese.
La generazione successiva, tuttora presente in azienda, è riuscita a concentrare tutte le attività di famiglia, a svilupparsi con successo attraverso importanti acquisizioni e a entrare in nuovi mercati internazionali.
Nel 1952, con l’importazione di un secondo forno dalla Germania, avvia la produzione dei frollini, e nel 1955 nasce il Gran Turchese, il biscotto frollino divenuto presto uno dei prodotti più conosciuti dell’azienda. Lo stesso Colussi ricorda di aver avuto l’idea del Gran Turchese anni prima, durante un viaggio con i genitori al museo archeologico di Pompei, dove aveva visto uno stampino di forma rotonda e bucherellata. Diventato da allora protagonista della colazione degli italiani, questo biscotto deve la sua forma a uno stampino romano, tondo e traforato, visto da Giacomo Colussi durante una visita a Pompei.
1956 segna l’inizio di un nuovo capitolo nella storia imprenditoriale di Colussi: decide allora di costruire un nuovo stabilimento a Casalnuovo di Napoli, trasformando l’azienda in società per azioni e aumentando il capitale sociale. La sede della società è trasferita a Napoli e dal 1959 l’impianto di Perugia continua la produzione come filiale della società campana.
In questi anni Colussi punta all’espansione nel mercato meridionale, in cui l’azienda è già presente grazie alla fabbrica di Catania, che dal 1953 svolge prevalentemente funzioni di distribuzione. Nel 1957 compie importanti investimenti in seguito a un mutuo accordato dall’Isveimer (Istituto per lo sviluppo economico dell'Italia meridionale) e finanziamenti ottenuti dalle banche: acquista nuovi macchinari e forni e avvia i lavori per la costruzione di nuovi impianti. Colussi persegue in questo modo un incremento della produttività e l’affermazione su di un mercato più vasto, sfruttando anche i vantaggi del basso costo della manodopera locale.
🍪 Gran Turchese - il mitico biscotto Colussi (1997) #1997

Il Gran Turchese: Un'Icona del Made in Italy
In Italia chi c’è riuscito è stato Colussi, azienda gigante di biscotti, cracker e piccola pasticceria, la cui fortuna è legata a un prodotto iconico nato nel Dopoguerra: il frollino tondo e reticolato Granturchese. Mentre fino ad allora, diversamente da savoiardi e amaretti, i frollini erano rimasti specialità da pasticceria - dove si formavano con sac à poche sulla teglia di cottura - l’industria non aveva ancora trovato il modo di estrarre i biscotti dagli stampi in grandi tirature, senza danneggiarli.
Dalle pubblicità di Carosello agli scaffali dei nostri supermercati, il Granturchese è rimasto così. E a Venezia, dove è partito il percorso di quella che un tempo era una famiglia di ambulanti, si trova ancora spesso nelle scatole di latta dal sapore vintage.
Chiunque abbia provato a fare i frollini a casa sa bene quanto l’impasto, burroso e friabile, sia fragilissimo appena sfornato. È proprio per questo che, agli albori dell’industrializzazione dei prodotti da forno, questa tipologia non fu proprio tra le più semplici a entrare in produzione.
Espansione e Diversificazione
Ha inizio la prima diversificazione della produzione: alla produzione tradizionale dei biscotti vengono affiancate nuove linee dedicate a fette biscottate e cracker. Colussi acquisisce la maggioranza delle azioni Dr. Klaus Karg’s KG (Dr. Karg’s), azienda tedesca produttrice di sostitutivi del pane e snack salutistici.
L'Impegno per la Sostenibilità
Oggi una delle chiavi imprescindibili di questo sviluppo è la sostenibilità, nel rispetto di valori ormai consolidati. Il Gruppo COLUSSI S.P.A. si impegna nel coniugare lo sviluppo economico con quello ambientale e sociale, integrando la sostenibilità nelle proprie strategie e decisioni aziendali. Tale approccio è allineato ai Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite. Fanno parte del gruppo alcuni dei marchi più noti della tradizione alimentare italiana, riconosciuti come rappresentanti del Made in Italy a livello globale.
Oggi il gruppo Colussi si impegna “nel diffondere un’alimentazione d’eccellenza promuovendo un modello sostenibile attraverso l’innovazione e il saper fare italiano”.
Colussi 1791: Una Monografia Celebrativa
“Colussi 1791. Una ricetta di famiglia” è frutto di più di tre anni di ricerca, che ha visto gli autori, in costante rapporto con la famiglia Colussi, impegnati nell’individuazione, nello studio e nella consultazione incrociata di molteplici fonti provenienti da archivi (pubblici, ecclesiastici, aziendali e privati), collezioni di materiali pubblicitari e di packaging da risorse, anche rare o inedite, in campo bibliografico, iconografico e filmico.
“Con questa monografia vogliamo condividere con orgoglio ed entusiasmo la lunga e affascinante scoperta delle origini della nostra famiglia, svelando una storia che risale a più di tre secoli fa”, afferma Angelo Colussi Serravallo, Presidente Colussi Spa.
“Abbiamo percorso questo itinerario, lungo e appassionante, spinti da una motivazione forte: dare merito alle generazioni che ci hanno preceduto. Il segreto della longevità della nostra azienda risiede nell’efficace lavoro di tutte le persone coinvolte in ogni fase della nostra storia. Il nostro passato ci serve da guida preziosa per il presente e da fonte di ispirazione per il futuro, per continuare ad evolverci nella ricerca dell’eccellenza mantenendo vivi i valori di un tempo: la qualità, l’autenticità, l’innovazione e la sostenibilità”.
Una storia d’impresa, dall’antica bottega veneziana al gruppo industriale di oggi, che è anche una storia della cultura alimentare italiana, conosciuta e apprezzata nel mondo.