L'interesse per la sicurezza alimentare è sempre più focalizzato sulla presenza di pesticidi nei cibi che consumiamo quotidianamente, inclusa la pasta. In Italia, dove la pasta è un alimento fondamentale consumato in grandi quantità, è cruciale sapere quali marchi non contengono glifosato.
Negli ultimi mesi, la questione del glifosato nelle marche di pasta ha sollevato un vero e proprio polverone. Recenti analisi hanno messo in luce che quasi tutte le paste in commercio contengono questa sostanza, oggetto di numerose polemiche per il suo presunto effetto cancerogeno. È un dato inquietante, soprattutto considerando quanto sia centrale la pasta nella dieta mediterranea e, più in generale, nella cucina italiana. Ma c’è una buona notizia: un marchio si distingue per la sua assenza di glifosato ed è uno dei più conosciuti e apprezzati dai consumatori.
Ma quali sono i rischi reali e come possiamo orientarci tra gli scaffali del supermercato? Questo articolo approfondisce le analisi condotte, i marchi coinvolti e le possibili alternative per un consumo più consapevole.
Come difenderci dal rischio glifosato nella pasta?
Cos'è il Glifosato e Perché Preoccupa?
Il glifosato è un erbicida ampiamente utilizzato in agricoltura per combattere le infestanti. Sebbene sia approvato in molti paesi, la sua sicurezza è stata messa in discussione da vari studi. Secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, è stato classificato come “probabile cancerogeno per l’uomo”.
La verità? Nessuno te lo dice, ma il glifosato non è solo un problema per la salute umana; influisce anche sull’ambiente. Eppure, molti consumatori non si rendono conto dell’impatto che ha sulle coltivazioni e sull’ecosistema. Ho imparato sulla mia pelle che, quando si parla di alimentazione, la trasparenza è tutto.
Oltre alla probabile cancerogenicità ipotizzata dall’Agenzia internazionale sul cancro, l’erbicida ha accumulato su se molti sospetti. Una delle ultime ricerche è quella pubblicata sulla rivista ScienceDaily dai ricercatori dell’Università di Turku in Finlandia che ha trovato come il 54% delle specie batteriche intestinali del nucleo umano sono potenzialmente sensibili a presenze anche ridotte di questo erbicida. E gli effetti sul microbiota umano, la popolazione di 500 specie diverse di batteri che vivono nel nostro intestino, potrebbero essere ovviamente molto seri.
Preoccupano, poi, le continue evidenze che il glifosato influenzi il nostro sistema endocrino. In un articolo pubblicato sulla rivista Chemosphere intitolato “Glyphosate and the key features of an endocrine disruptor: A review“, un trio di scienziati ha concluso che il glifosato sembra avere otto caratteristiche chiave su dieci associate a sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino.
Analisi Recenti: Cosa Hanno Rivelato?
La pasta, essendo un alimento base in molte case italiane, è particolarmente vulnerabile a questa problematica. Le analisi effettuate hanno mostrato che il glifosato è presente in quasi tutte le marche di pasta, anche in quelle di alta qualità. Chi vive in città e fa la spesa nei supermercati potrebbe non rendersi conto di quanto possa essere diffusa questa sostanza nei prodotti alimentari di uso quotidiano.
Le analisi condotte su vari campioni di pasta hanno rivelato la presenza di glifosato in percentuali diverse. Alcuni marchi hanno superato i limiti consentiti, mentre altri hanno mostrato tracce, seppur minime. Questo scenario solleva interrogativi importanti: come possono i consumatori scegliere una pasta sicura?
È interessante notare che la maggior parte delle paste analizzate proviene da grano importato, spesso trattato con glifosato durante la fase di essiccazione. In Italia, invece, ci sono produttori che utilizzano metodi di coltivazione più sostenibili, evitando l’uso di pesticidi chimici. Tuttavia, non tutti i marchi sono trasparenti riguardo ai loro processi produttivi, e questo complica ulteriormente la scelta per il consumatore.
Nonostante sia trascorso più di un anno dalle ultime analisi, l’esito dei nuovi controlli conferma - sebbene, in generale, a livelli molto più bassi rispetto al passato - la presenza diffusa di glifosate nella pasta italiana. In tutte le marche sono presenti residui di Glifosate entro i limiti di legge per gli adulti.
Il famoso erbicida non è però l’unico pesticida che abbiamo cercato nella pasta ma è quello che maggiormente abbiamo trovato nei campioni analizzati e anche in maniera maggiore rispetto al precedente test (novembre 2018): in quell’occasione solo in due paste (Eurospin e Lidl) riscontrammo glifosato.
Tuttavia è un’informazione sempre più ricercata dai consumatori (e obbligatoria per legge) e per questo l’abbiamo riportata nelle schede in queste pagine.
Test GranoSalus
Il nuovo Test GranoSalus (effettuato tramite primario laboratorio accreditato) conferma la presenza di glifosate nella pasta a marchio Divella, Barilla, De Cecco, Garofalo, Rummo, Riscossa (sia nella linea normale che in quella 100% Italia). Mentre sono state trovate soltanto tracce di presenza di Glifosate negli spaghetti Voiello (linea 100% grano Italia), La Molisana e Granoro 100% Puglia; il che significa che la rilevazione, in questi ultimi casi, si attesta sotto i livelli di quantificazione minima (pari a 0,010 mg/kg) e per tale ragione tecnicamente si parla di “traccia” di tale sostanza non potendo quantificare precisamente tale presenza.
Ecco la quinta tabella delle analisi commissionate da GranoSalus ad un primario laboratorio europeo accreditato, che dimostra quanto sia ancora distante una politica zero residui da parte dell’ industria italiana.
- Divella: Gli spaghetti Divella presentano 0,068 milligrammi di glifosate per chilogrammo di pasta.
- Riscossa: Le due linee di spaghetti Riscossa presentano 0,146 milligrammi di glifosate per chilogrammo di pasta (linea convenzionale) e 0,012 milligrammi per chilogrammo per la linea 100% grano italiano.
- Garofalo: Gli spaghetti di Gragnano della Garofalo presentano 0,030 milligrammi di glifosate per chilogrammo di pasta.
- De Cecco: Gli spaghetti della De Cecco presentano 0,017 milligrammi di glifosate per chilogrammo di pasta.
- Rummo: Gli spaghetti della Rummo presentano 0,016 milligrammi di glifosate per chilogrammo di pasta.
- La Molisana: Gli spaghetti de La Molisana presentano tracce di glifosate.
- Granoro: Anche la pasta Granoro (linea Dedicato 100% Puglia) presenta glifosate seppur in tracce.
Studio della rivista svizzera K-Tipp
La rivista svizzera K-Tipp ha condotto uno studio su 18 marchi di pasta venduti in Italia e altri paesi europei. Tra questi, 13 utilizzavano grano duro e 5 grano da agricoltura biologica. I risultati hanno mostrato che la pasta Barilla, prodotta con grano duro e integrale, era l'unico marchio non biologico privo di tracce di pesticidi. In particolare, gli spaghettoni e le penne rigate integrali di Barilla non presentavano residui di pesticidi, rendendoli tra le scelte più sicure disponibili sul mercato.
Barilla: Un'Eccezione Virtuosa
In questo panorama preoccupante, emerge un marchio che si distingue per la sua qualità e trasparenza: Barilla. Questa azienda, conosciuta a livello nazionale e internazionale, ha fatto della qualità e della sicurezza alimentare una delle sue bandiere. Ma cosa rende Barilla così diversa dagli altri produttori?
Un fattore chiave è l’attenzione alla filiera produttiva. Barilla è nota per controllare l’intero processo, dalla coltivazione del grano fino alla lavorazione in pasta. Inoltre, l’azienda collabora con agricoltori che seguono pratiche agricole sostenibili, riducendo al minimo l’uso di pesticidi e fertilizzanti chimici.
Ah, quasi dimenticavo una cosa: il marketing di Barilla è molto attento a comunicare queste informazioni ai consumatori. Infatti, hanno investito molto nella trasparenza, informando i consumatori sui propri processi produttivi e sull’assenza di glifosato nei suoi prodotti. Questo approccio ha contribuito a costruire fiducia nei confronti del marchio.
Sai qual è il trucco? Non basta solo etichettare i prodotti come “senza glifosato”; è necessario dimostrare questa affermazione con dati e prove. Inoltre, è importante sottolineare che i consumatori hanno il potere di fare la differenza. Quando scegliamo di acquistare marchi che adottano pratiche sostenibili, supportiamo un cambiamento positivo nell’industria alimentare.
In una situazione in cui un pacco di pasta su sette prodotto in Italia è fatto con grano canadese, si tratta di una svolta storica della principale industria pastaia del mondo che risponde alle sollecitazioni che vengono dai consumatori che chiedono garanzie di sicurezza alimentare.
Ora da Barilla fanno sapere di aver investito 240 milioni in progetti che coinvolgono 5.000 imprese agricole italiane che coltivano una superficie di circa 65 mila ettari “con un incremento del 40% dei volumi di grano duro italiano nei prossimi tre anni.
È quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo in riferimento all'annuncio della Barilla che ha “aggiornato i parametri qualitativi per questa materia prima strategica” e chiede “ai produttori di grano duro di tutti i Paesi di non usare il glifosato prima del raccolto” come avviene in Canada che fino allo scorso anno era il principale fornitore straniero dell’Italia.
Finora firmato nessun contratto per le importazioni dal Canada.
Gli agricoltori per una giusta remunerazione del proprio lavoro sono pronti ad aumentare la produzione di grano duro in Italia dove è vietato l’uso del glifosato in pre-raccolta, a differenza di quanto avviene in Canada ed in altri paesi.
Alternative e Consigli per i Consumatori
Te lo dico per esperienza: è fondamentale informarsi prima di acquistare. Proprio per questo, è ora di essere più consapevoli e responsabili nelle nostre scelte alimentari.
Un tipo di la pasta sicura ed esente da sostanze chimiche dannose è sicuramente quella biologica. Purtroppo con in caro prezzi e lo stipendio sempre uguale, non tutti riescono ad acquistare la pasta biologica, che ha un costo più elevato, quindi si preferisce consumare quella non biologica per risparmiare qualcosina a fine mese. Tutto questo a caro prezzo, perché i consumatori finiscono colo portare in tavola prodotti, in questo caso la pasta, con residui di pesticidi.
Noi italiani siamo i maggior consumatori di pasta, la mangeremmo a colazione, pranzo e cena. Quindi è importante conoscere quali marchi non hanno glifosato.

Ecco alcuni consigli utili:
- Scegliere pasta biologica: La pasta biologica è prodotta senza l'uso di pesticidi sintetici, incluso il glifosato.
- Informarsi sull'origine del grano: Preferire pasta prodotta con grano italiano, dove l'uso del glifosato è più controllato.
- Leggere attentamente le etichette: Cercare marchi che indichino l'assenza di glifosato o che siano trasparenti riguardo ai loro processi produttivi.
- Variare i marchi: Alternare diversi marchi di pasta per ridurre l'esposizione a eventuali contaminanti.