La Storia e la Preparazione del Panino con il Wurstel: Un Viaggio Gastronomico

Ogni città ha un profumo e un sapore caratteristico. Ad esempio, Copenhagen sa di hot dog. Quando si gira per le strade della città, aleggia nell’aria la presenza insistente del maiale, e ogni volta che viene voglia di uno spuntino veloce, l'hot dog è la risposta.

Dalla Germania alla Danimarca: La Storia del Panino con il Wurstel

I chioschi di hot dog sono una vera e propria istituzione culturale in Danimarca da ben 100 anni. Il 18 gennaio 1921, infatti, sei piccoli carretti bianchi iniziarono a vendere per le strade di Copenhagen le prime salsicce accompagnate da pane e senape, ispirandosi al comfort food tedesco. Un secolo dopo, il classico hot dog danese può essere ancora gustato nei chioschi per le strade della Danimarca.

Hazel Evans, scrittrice e critica gastronomica di Copenhagen e fondatrice di Mad About Copenhagen, racconta la storia del celebre panino. Già diffusi in Germania, durante la prima guerra mondiale i chioschi di hot dog cominciarono a prendere piede anche in Svezia e in Norvegia, ma solo nel 1921 arrivarono finalmente in Danimarca.

Prima di allora, gli aspiranti venditori avevano presentato ripetute domande al comune per ottenere l’autorizzazione alla vendita in strada dalla chiusura dei ristoranti fino alle 2:30 del mattino. Tutte le loro richieste erano state respinte con varie motivazioni che andavano dai timori di intralcio al traffico al fatto che mangiare per strada era ritenuto disdicevole.

I primi furgoni per hot dog danesi erano molto diversi da quelli che conosciamo oggi. Erano piccoli carretti con grandi ruote in legno, e solo quelli più elaborati avevano un tettuccio sotto il quale il venditore poteva ripararsi. Le salsicce costavano 25 øre e per il pane era richiesto un extra di 5 øre. Poca roba per i nostri standard, ma negli anni '20 era una cifra considerevole e non tutti potevano permettersi un hot dog. Eppure fu un vero successo!

Nel giro di pochissimo tempo i chioschi conquistarono non solo le strade della capitale, ma anche quelle di Odense, Aarhus e Aalborg. Negli anni '30, quando gli hot dog divennero ancora più diffusi, in Danimarca cominciò a nascere un movimento di protesta. La maggior parte dei furgoni di hot dog, infatti, era in mano a ricchi imprenditori che guadagnavano tra le 140 e le 700 corone a settimana per furgone, mentre lo stipendio medio dei venditori era di 25 corone a settimana.

Vendere Hot Dog in Danimarca è una "Questione Personale"

Nel 1942, alcuni venditori di hot dog di Copenhagen si unirono per protestare su questo tema e presentare al sindaco un’istanza di revisione delle leggi sui chioschi di hot dog. La richiesta fu accolta e le nuove norme stabilirono che i venditori di hot dog fossero lavoratori autonomi con permessi individuali alla vendita in determinate zone della città.

Nella Danimarca degli anni '40, però, potevano essere lavoratori autonomi solo i disabili o gli individui per qualche ragione impossibilitati a svolgere un lavoro tradizionale. Questa riforma cambiò radicalmente il settore della vendita di hot dog a Copenhagen e in molte altre città della Danimarca. Ora che i venditori non erano più dei dipendenti, si dedicavano con maggiore attenzione agli affari, e naturalmente alla preparazione degli hot dog!

La Massima Espansione fino a 400 Chioschi

Nei decenni successivi alla seconda guerra mondiale, l’hot dog diventò un vero e proprio simbolo della Danimarca. Ogni cittadina e stazione ferroviaria del paese aveva il proprio chiosco e le vendite raggiunsero livelli mai visti. Nel 1950 si contavano 400 chioschi solo a Copenhagen. Sebbene ne siano rimasti solo il 10% rispetto a quando raggiunsero il periodo di massima diffusione, i chioschi di hot dog sono ancora un simbolo del paese e occupano un posto speciale nel cuore dei danesi che difficilmente verrà rimpiazzato da altri fast food.

L’hot dog è stato il primo esempio di fast food danese e ancora oggi è considerato quasi un piatto nazionale. Si mangia condito con cipolle crude e fritte, sottaceti a fettine e tre tipi di salse (ketchup, senape e remoulade). Indipendentemente dal condimento, la maggior parte dei chioschi di hot dog propone delle variazioni sul tema.

Di solito, oltre al "ristet pølse" (il classico hot dog costituito da una salsiccia infilata in un pezzo di pane con un buco al centro) si trova quello "con la coperta" (in cui la salsiccia è avvolta nella pancetta), il tutto insaporito da maionese, senape, remoulade e ketchup e guarnito da cipolle fritte e cetriolini sott’aceto. Del classico hot dog oggi si possono trovare anche versioni rivisitate biologiche, nordiche e persino versioni gourmet, vegane e altre originali varianti.

Esperienza Genuina: I chioschi di hot dog sono tra i pochi luoghi in cui i danesi mangiano da soli, cosa abbastanza rara in Danimarca. Per questo, spesso è proprio qui che ci si ritrova a conversare con un estraneo. C’è solo l’imbarazzo della scelta, i chioschi di hot dog sono ovunque in Danimarca: nelle principali stazioni, nelle piazze centrali e agli angoli delle strade più note della capitale.

Hot Dog: Un Simbolo Americano con Radici Europee

È un simbolo degli Stati Uniti al pari della Statua della Libertà, del Mount Rushmore e di Hollywood: un semplice panino farcito con un würstel viennese, spesso condito con ketchup o senape, o più semplicemente, l'hot dog. Ci troviamo davanti allo street food più famoso del mondo, onnipresente tra le strade americane, negli stadi, con i carrettini ambulanti, è diffuso in ogni parte del globo. Nelle nazioni in cui la tradizione gastronomica non è così pregnante, l'hot dog è diventato un cibo locale, andandosi a fondere con ingredienti del posto.

L’insaccato di carne emulsionata che costituisce la base dell’hot dog è il Frankfurter (salsiccia di Vienna), un würstel sottile e allungato, molto popolare in Germania. Con l’immigrazione tedesca d’oltreoceano, fu introdotta, oltre a specialità alimentari, anche una razza canina tipica fino a quel momento solo dell’Europa Centrale: il dachshund, ovvero il bassotto.

Così come la storia dell’hot dog si presta a svariate interpretazioni, anche le sue ricette ammettono più possibilità di preparazione, soprattutto per ciò che riguarda i metodi di cottura: può essere bollito, fritto oppure grigliato. Elemento chiave è il pane che deve essere morbido e dolce, e per essere farcito può essere tagliato a metà con un coltello oppure forato con l’apposito macchinario.

Gli statunitensi chiamano i würstel utilizzato per l’hot-dog sia wiener che frankfurter ed entrambe le definizioni indicano lo stesso prodotto di carne suina. Se non trovate la salsiccia di Vienna, ricordatevi che il würstel dovrebbe essere lungo 18 cm, con una circonferenza di 4 cm, e rigorosamente di suino.

Le salse devono essere infilate sotto la salsiccia ben in profondità, in modo che non schizzino in giro, e sono ketchup e mostarda americana (senape) - no maionese. Altri condimenti ammessi sono (al massimo tre): burro brasato, cipolle (no fritte, no crude, solo al vapore o bollite), bacon, cetriolini, formaggio, crauti, cetrioli e pomodori.

Esistono anche speciali macchine cuoci hot dog che scaldano il pane e praticano un foro di forma appropriata per contenere il würstel, che quindi può essere inserito nel pane senza che sia necessario tagliarlo.

Varianti Regionali dell'Hot Dog negli Stati Uniti

Le varianti americane prendono comunemente il nome dalle regioni geografiche che presumibilmente li hanno ispirati invece che dalle regioni in cui sono più popolari. Ad esempio, nel Michigan, sono noti anche come hot dog bianchi e popolari nello stato di New York, mentre quelli di Coney Island sono popolari nel Michigan.

Peperoni, cipolle e patate saltati trovano la loro strada negli hot dog italiani fritti del New Jersey. Gli hot wurstel, o weenies, sono un alimento base nel Rhode Island, dove sono venduti nei ristoranti. Gli hot dog del Texas sono varianti piccanti che si trovano nello stato di New York e in Pennsylvania, ma non in Texas.

Nell’area metropolitana di Filadelfia, il Texas Tommy si riferisce a una variante di hot dog condito con formaggio fuso (spesso cheddar) e avvolto nella pancetta. Nel Midwest l’ hot dog in stile Chicago è servito su un panino con semi di papavero e condito con senape, pomodori freschi, cipolle, peperoni, salsa verde, sottaceti all’aneto e sale di sedano.

Il “New York dog ” o “stile newyorkese” è un würstel di manzo con involucro naturale condito con crauti e senape marrone piccante, con cipolle opzionali, inventato e reso popolare a New York City. Alcune squadre di baseball hanno hot dog caratteristici, come i “Dodger Dogs” al Dodger Stadium di Los Angeles e i “Fenway Franks” al Fenway Park di Boston.

Perché l'Hot Dog si Chiama Così?

La traduzione letterale è "cane caldo", non ha senso. Ma allora perché l'hot dog si chiama così? In inglese questa locuzione vorrà dire qualcos'altro? No, hot dog si traduce proprio con "cane caldo". Non c'è una vera spiegazione sull'origine di questo termine ma, nel tempo, siamo risaliti a due possibili versioni:

  • La più accreditata è una geniale quanto inquietante mossa di marketing. Nel 1867 un venditore di würstel disperato si sarebbe inventato che nei suoi salsicciotti ci fosse carne di cane. Vista la riuscita dell'operazione tanti colleghi lo avrebbero imitato abbreviando però lo slogan in "cane caldo!".
  • La seconda teoria ci porta nel luogo più indicato per mangiare hot dog, uno stadio. A una partita dei New York Giants c'è Harry M. Stevens nelle vesti di gelataio ma in inverno i gelati sono difficili da vendere così decide di acquistare delle salsicce tedesche, le "dachshund sausages". L'idea funziona e vende tantissimo, così tanto da terminare la carta oliata in cui serve il prodotto. A questo punto Stevens chiede a un parente di portargli dei panini, più facili da reperire rispetto alla carta e crea inconsapevolmente l'hot dog. Il nome sarebbe stato coniato da un cliente molto importante, P.A. Dorgan, celebre fumettista del tempo, che vedendo la forma del prodotto e non riuscendo a scrivere la parola "dachshund", ossia bassotto, scrive su un foglio "hot dog" e disegna un fumetto con questo bassotto in un panino.

Harry M. Stevens in America è considerato l'inventore dell'hot dog e la sua famiglia conserva ancora il primo disegno di Dorgan.

La Storia dell'Hot Dog: Il Vero Street Food Globalizzato

La storia dell'hot dog è per certi versi simile alla storia dell'hamburger: entrambi i prodotti hanno origine tedesca, sono stati ideati da immigrati, rappresentano un simbolo a stelle e strisce e un'evoluzione nel modo di mangiare degli Stati Uniti. L'hamburger rappresenta la possibilità offerta a tutti di andare al ristorante, l'hot dog è invece umile, molto economico, gustosissimo e si mangia camminando per strada.

La storia dell'hot dog parte, in un certo senso, nel XIII secolo a Francoforte: le "Frankfurter Würstchen" sono il dono che Massimiliano II, imperatore del Sacro Romano Impero, fa alla popolazione ed è una salsiccia composta da carne di manzo e maiale. Gli emigranti dalla Germania e dall'Austria portano queste salsicce che inizialmente sono quasi totalmente di manzo: a Ellis Island il maiale non può entrare quindi viene "mescolato" abilmente in grandi quantità di manzo, un po' come fanno i nostri avi col caciocavallo dell'emigrante.

Le prime tracce "ufficiali" di questo prodotto in America ci portano nel Midwest, in una grande strada di St.Louis: un immigrato tedesco, venditore di würstel, ha la brillante intuizione dello street food e serve queste salsicce bollenti per strada corredate da guanti per non bruciarsi le mani. Questi guanti sovente non vengono restituiti, portando grande danno economico al carettino. Sua moglie si ingegna e trova la soluzione: mettiamole nel pane.

La vera origine degli hot dog non la sapremo mai. Gli unici elementi certi che abbiamo sono la fame degli immigrati in America di inizio ‘900 e la voglia di creare qualcosa di nuovo: una nuova idea, un nuovo business, una nuova via culturale.

Cosa Contengono gli Hot Dog?

La domanda delle domande: ma questi hot dog cosa contengono? Ancora oggi si fa ironia sulla "carne di cane" perché solitamente la qualità del prodotto è piuttosto bassa. Curiosamente questa ironia sugli ingredienti dei panini c'è da sempre: i primi venditori di hot dog si piazzano furbescamente nei dintorni delle università e gli studenti li chiamano "dog wagons" sia per la forma allungata sia in modo dispregiativo e irridente nei confronti del prodotto assimilabile al cibo per cani.

L'hot dog in sé per sé è un würstel e dovrebbe contenere solo suino, al massimo carne suina e bovina. I veri salsicciotti si limitano ai maiali, ci sono poi quelli di pollo o tacchino, questi ultimi sono li hot dog più economici e di scarsa qualità.

Per non lasciare il lettore a “bocca asciutta” cogliamo l’occasione per proporre una delle ricette di hot dog presenti in questo misterioso volume francese… chissà se è un vero hot dog!

Ricetta: Hot Dog Viennoise, Mozza, Tomate Confite

Per 1 hot-dog pronto in 15 minuti:

  • 1 pane da hot-dog fatto in casa o in commercio
  • 1 salsiccia viennese (60 g)
  • 30 g di mozzarella
  • 40 g di pomodori confit
  • 2 cucchiaini di mostarda al basilico fatta in casa o in commercio
  • 2 cucchiaini di ketchup

Preparazione:

  1. Fate bollire dell’acqua in una casseruola, poi spegnete il fuoco e immergete la salsiccia per 4-5 minuti. Veigliate a ritirarla prima che scoppi.
  2. Tagliate il pane in due parti e avvolgetelo d’alluminio, poi mettetelo in forno a metà altezza e riscaldatelo per 3 minuti a 160 °C.
  3. Tagliate la mozzarella a strisce e guarnite il pane caldo. Distribuite i pomodori confit.
  4. Aggiungete la salsiccia e distribuite la mostarda al basilico e il ketchup. Chiudete il tutto e servite subito.

Per trovare l’origine dell’hot dog, la quintessenza della grigliata estiva americana, bisogna andare indietro nel tempo di molti anni, addirittura più di mille: la salsiccia, o würstel, è stata menzionata nell’Odissea di Omero nel IX secolo a.C. Tuttavia, le prime fonti accertate della presenza dei würstel nelle cucine vengono fatte risalire all’era del famigerato imperatore romano Nerone, il cui cuoco, Gaio, potrebbe essere stato l’inventore di questa pietanza.

Successivamente, i würstel hanno viaggiato attraverso l’Europa, arrivando infine all’odierna Germania. I tedeschi adottarono il würstel come proprio, creando decine di versioni diverse da gustare con birra e crauti. In effetti, due città tedesche competono per essere il luogo di nascita originale del moderno hot dog.

Nel 1987, la città di Francoforte ha celebrato il 500° compleanno dell’hot dog, rivendicando il fatto che il würstel sia stato creato e sviluppato per come lo conosciamo oggi lì nel 1487, cinque anni prima che Cristoforo Colombo salpasse per il nuovo mondo. Tuttavia, la guerra per la nascita del würstel non si limita alla sola Germania: la gente di Vienna, Austria, indica il termine “wiener” per dimostrare che la loro città è il luogo di nascita dell’hot dog. A quanto pare, è probabile che l’hot dog nordamericano provenga da una diffusa salsiccia europea comune portata negli Stati Uniti da macellai di diverse nazionalità.

In dubbio c’è anche chi per primo abbia servito il würstel con il pane. Un rapporto dice che un immigrato tedesco li ha venduti, insieme a panini al latte e crauti, da un carretto a Bowery a New York negli anni ’60 dell’Ottocento. Il 1893 è un anno importante per la diffusione dell’hot dog: a Chicago quell’anno, l’Esposizione Colombiana portò orde di visitatori che consumavano grandi quantità di würstel vendute dai venditori. Alla gente piaceva questo cibo facile da mangiare e poco costoso.

Indipendentemente dalla città che ha originato questa particolare salsiccia, il vero responsabile della diffusione dell’hot dog negli Stati Uniti, non era né tedesco né austriaco: il suo nome era Nathan Handwerker, un ebreo immigrato dalla Polonia. Nel 1915, Handwerker lavorava in un chiosco di hot dog a Coney Island, dove guadagnava ben 11 dollari a settimana per affettare panini. Era un uomo d’affari esperto: sapendo che il suo ex capo faceva pagare 10 centesimi a testa per i panini, Handwerker chiedeva solo 5 centesimi. I clienti accorrevano da lui, il suo concorrente ha cessato l’attività ed è nato Nathan’s Famous.

Con la Depressione, gli hot dog di Nathan erano conosciuti in tutti gli Stati Uniti. In effetti, erano così apprezzati che venivano persino serviti ai reali. Quando il presidente Franklin Roosevelt ospitò re Giorgio VI d’Inghilterra e la regina a un picnic ad Hyde Park nel 1939, la first lady Eleanor decise di inserire gli hot dog alla griglia nel menu, una scelta che all’epoca ricevette molta attenzione dalla stampa.

Il nome di Nathan’s Famous è oggi indissolubilmente legato all’Hot Dog Eating Contest, una gara per mangiatori di hot dog che si tiene ogni anno il 4 luglio, giorno dell’indipendenza degli Stati Uniti. La prima gara in assoluto si è tenuta il 4 luglio 1926. Si dice che tre uomini che discutevano su chi fosse il più patriottico decisero di risolvere la discussione con una gara a chi riusciva a mangiare più hot dog in poco tempo.

Oltre all’origine, un’altra storia che divide gli storici dell’hot dog è come sia nato il suo nome. Alcuni dicono che la parola sia stata coniata nel 1901 al New York Polo Grounds in una fredda giornata di aprile. Non sicuro di come si scrivesse “bassotto” (“dachshund”), il fumettista Tad Dorgan ha semplicemente scritto “hot dog!”

Proprio le “patatine e wurstel” hanno soppiantato l’hotdog nelle preferenze degli italiani diventando un piatto fisso di pub, tavole calde, paninoteche, pizzetterie e autogrill. Per molto tempo demonizzato il wurstel è stato ampiamente riabilitato tanto da abbandonare il classico hotdog e diventare protagonista di aperitivi e piatti gourmet. Assieme alle patatine fanno essere la pizza omonima (patatine e wurstel) tra le più richieste.

In tedesco wurstel significa letteralmente “salsicciotto”. Wurstel, infatti, è il diminutivo della parola wurst, salsiccia. Non ci sono fonti certe sull’origine di questa prelibatezza. Cari amici carnivori, oggi lezione di storia. Scopriamo insieme come nasce l’hot dog e tutte le curiosità sul panino col wurstel più famoso del mondo. Delizioso ed economico, è uno degli street food più “salsa-vita” che ci sia. Vi sta venendo già voglia di fare un viaggio a New York?

Anche questa premessa però non regge quando ci troviamo davanti a una traduzione tanto bizzarra come quella del “cane caldo”. Perché l’hot dog si chiama così?

Un’altra storia racconta che i venditori ambulanti americani hanno iniziato a sentirsi un po’ come i pubblicitari di Mad Man, dove Mad sta probabilmente per matti ma anche per Madison Avenue, la famosissima strada di Manhattan in cui è nata la pubblicità. Gli ambulanti hanno imitato un collega che promuoveva i suoi panini urlando “cane caldo, cane caldo”, fingendo fossero fatti di carne di cane per vendere di più e evidentemente ha funzionato.

Solitamente la salsa per accompagnare i wurstel è il ketchup oppure la senape, che porta ad un vero appagamento delle papille gustative. Sempre in Germania non si può non assaggiare il currywurst, un piatto a base di wurstel, o bratwurst come lo chiamano i tedeschi, condito con una salsa al curry e passata di pomodoro, di solito accompagnato con patatine fritte.

Anche la tradizione nostrana propone una vasta scelta di wurstel, salami e salsicce italiane, di diversa stagionatura e consistenza, da mangiare fresche o essiccate. Vi è venuta fame? L’insaccato di carne emulsionata che costituisce la base dell’Hot Dog è il Frankfurter, un würstel sottile e allungato, molto popolare in Germania.

Ma la leggenda più gettonata in merito al nome vuole che Tad Dorgan, un famoso vignettista del New York Journal, si trovasse al Polo Grounds di New York in una fredda mattina di aprile del 1901. I venditori richiamavano l’attenzione del pubblico infreddolito al grido “Hot Dachshund! Get your Dachshund while they’re hot!” (Dachshund caldi! Comprate il vostro dachshund finché è caldo!). Dorgan decise di immortalare la scena in una vignetta ma non sapeva come scrivere il nome “dachshund”. Sapeva però che era il nome con cui veniva chiamato anche quel buffo cane tedesco.

Gli studenti li chiamavano in modo dispregiativo e irridente “dog wagons” alludendo alla forma del bassotto. Ma allo stesso tempo ironizzando sulla qualità della carne usata per i Frankfurter.

Festeggiamo l’Hot Dog Day!

La storia dell’hot dog affonda le sue radici in diversi Paesi, infatti nonostante sia un simbolo degli Stati Uniti d’America, la paternità della ricetta è da attribuire alla Germania: il grande successo del panino con la salsiccia negli USA, sarebbe quindi merito degli immigrati tedeschi che l’avrebbero esportato oltreoceano!

Sarebbero poi stati i suoi connazionali emigrati negli USA, nostalgici delle pietanze di casa, a farne conoscere la ricetta agli americani. Le sue ricette ammettono più possibilità di preparazione, soprattutto per ciò che riguarda i metodi di cottura: questo sandwich può essere infatti bollito, fritto oppure grigliato. Elemento chiave in qualsiasi tipo di hot dog è il pane che deve essere morbido e dolce, quasi quanto un panino al latte e che per essere farcito può essere tagliato a metà con un coltello oppure forato con l’apposito macchinario.

Poi c’è l’abbinamento: crauti, cetriolini, verdure stufate o formaggi. come lo preferite condito? con ketchup o senape? Però in questa giornata potreste divertirvi a sperimentare diversi condimenti: gorgonzola sbriciolata, fagioli al forno, ananas grigliato, fagiolini sottaceto, cipolle caramellate e molto altro. Non lo sai fino a quando non lo provi!

Non tutti sanno che l’hot dog, simbolo dello street food americano, è un panino dalle origini decisamente europee. Come nasce il wurstel? Il salsicciotto chiamato wurstel è un insaccato fatto di carne emulsionata solitamente di maiale (ma ne esistono anche versioni di pollo, bovine o addirittura vegetariane) che costituisce la base dell’Hot Dog e la sua principale farcitura. Nasce in Germania dove è tuttora un alimento molto tradizionale: il frankfurter, dalla forma sottile e allungata.

La soluzione ideale per venditori e consumatori era mettere il wurstel all’interno di un panino speciale, dalla forma consona a ospitare il lungo frankfurter.

La teoria più veritiera riguardo alla nascita del nome hot dog è quella che coinvolge Tad Dorgan, il rinomato vignettista del New York Journal che notò nel 1901 come negli stadi di baseball dell’Upper Manhattan uno street food stesse diventando sempre più popolare: il buonissimo panino con salsicciotto condito con senape, cipolla e cetrioli sott’aceto. I venditori immigrati tedeschi incitavano all’acquisto i clienti urlando a squarciagola “Hot Dachshund!” (ovvero Dachshund caldi) e l’ironico giornalista, che sapeva della correlazione con il buffo cane tedesco decise di chiamare il panino con un nome più locale, semplicemente come Hot Dog nella sua vignetta.

Il pane da hot dog è detto anche hot dog bun, si tratta di un panino dolciastro solitamente non artigianale, abbastanza economico e molto leggero fatto di farina bianca di manitoba, dalla forma tipicamente allungata e tagliato a metà nel senso della lungezza.

Vi sembrerà strano perché di solito gli americani non sono pignoli con il cibo (lo siamo molto di più noi italiani con le nostre ricette tradizionali) ma per l’hot dog c’è una perfetta etichetta da rispettare rigorosamente nella preparazione e soprattutto nei condimenti.

Hotdog New York Style - La Mia Ricetta

Valori Nutrizionali per 100g di Wurstel
Nutriente Valore
Calorie 271 kcal
Grassi 23.5 g
Proteine 12.3 g
Carboidrati 3.8 g

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