Il Panino di Zio Frank: Storia e Delizie di un'Icona Napoletana

Se mi dovessero chiedere “qual è il tuo panino preferito in assoluto?”, la risposta sarebbe senza alcun dubbio il Paninissimo di Paninoteca da Francesco. Un vero e proprio tempio del gusto situato a Piazza Sannazaro 65, a Napoli.

Paninoteca da Francesco è diventata famosa per i suoi panini alla brace, in particolare quelli a base di porchetta, grazie all'estro e alla passione di Zio Frank, il proprietario e gestore del locale.

Zio Frank, originario di Portici, ha portato a Napoli la sua arte culinaria, diventando un'icona per gli amanti del panino.

Il Paninissimo: Un'Esplosione di Sapori

Il Paninissimo è una vera specialità: pane alla brace, morbido dentro e croccante fuori, farcito con porchetta, provola, prosciutto cotto, salsiccia e patate alla piastra sminuzzate con provola e sottiletta.

Lo Zio Frank: Un Altro Panino da Non Perdere

Un altro panino da non perdere è sicuramente lo Zio Frank con porchetta completa, bacon e costatella di maiale a straccetti. Davvero gustoso.

Contorni a Volontà

Quando il panino è pronto, si passa davanti alla vetrina dei contorni e se ne possono scegliere anche tre diversi senza costi aggiuntivi.

Rapporto Qualità-Prezzo Imbattibile

Non a caso, qui il rapporto qualità prezzo è invincibile. Un panino costa in media 10 euro.

Attenzione al Weekend

Attenzione, durante il weekend non fanno le patate alla piastra, quindi consiglio di andarci in settimana perché senza quelle si gode solo a metà!

Altri Templi del Panino a Napoli

Oltre alla Paninoteca da Francesco, Napoli offre altre opzioni interessanti per gli amanti del panino:

  • Family Burger: Un panino sano e genuino, molto diverso dai classici prodotti stile food porn. La carne qui è pazzesca, consiglio assolutamente di scegliere il loro classico hamburger Family, cottura al sangue, e optare per dei condimenti basic. Il mio preferito è il classico cheeseburger con sottiletta, insalata, pomodoro e bacon croccante. Il pane è morbido e si sposa perfettamente con il concept del panino. Il prezzo è giusto per la qualità offerta, un panino si aggira intorno ai 12€.
  • Pollo e patate: Una validissima alternativa per me è il loro iconico panino Pollo e patate in Via Petrarca 1: panino lungo morbido piastrato, ripieno di pollo allo spiedo dissossato, provola, patate al forno, insalata e chiaramente il sughetto del pollo che, insieme a un tocco di maionese completano alla perfezione il tutto! Sicuramente più sano e leggero dei panini ripieni di carne rossa e salsine varie. Il costo medio è di circa 11€.
  • Ciro Mazzella dal 1974: Un chioschetto a Monte di Procida che, dal 1974, ha fatto la storia dei panini. Il signor Ciro è l’icona di questo locale nella zona flegrea famoso per il panino con la “cistecca”, letteralmente carne a straccetti e formaggio fuso. Chiusa la sede storica nel 2024, ora potete gustare i famosi panini al Mazzella Gastropub in via Panoramica 123. Si tratta di un panino semplice, non all’avanguardia. Pane sardo cotto su brace a carbone che diventa croccante come una bruschetta ripieno di carne di ottima qualità. Oltre all’iconico “Cheese Steak”, la salsiccia e la porchetta parlano da sole, per non parlare della scamorza che si scioglie piano piano sulla brace ardente. Una menzione speciale va ai contorni: la parmigiana di melanzane -che non si può non prendere -, i friarielli, i peperoni. Il costo medio di un panino è 9€.
  • Puok burger: Quando si parla di panini a Napoli non si può non parlare di Egidio Cerrone, alias Puok. Due sedi, quella storica di Via Cilea 104 al Vomero e quella al centro storico, a Spaccanapoli in Via Nilo 9. Non il classico panino con l’hamburger, ma un panino studiato nei minimi dettagli, a partire dalla tipologia di pane, l’impanatura e la cottura degli ingredienti e l’aggiunta di piccoli particolari che sconvolgono proprio come l’uvetta e il pinolo nel suo ultimo panino, braciola supernova. Ogni panino ha una sua identità, e la cosa più divertente sono i nomi che Egidio e il suo team attribuiscono ad ogni nuova creazione. Il mio preferito è sicuramente “Genovese Astro spaziale”, sì, astro spaziale nel vero senso della parola: rosetta artigianale con carne di manzo sfilacciata alla genovese, caciocavallo alla piastra, cipolle infarinate e fritte e maionese alla genovese. Descritto così sembra una bomba, o forse lo è, ma è goduria allo stato puro! Ogni panino ha un costo medio di 11€.

Panini d'Autore in Italia: Un Viaggio di Gusto

Dal classico cheese burger in stile americano al lampredotto, poi le versioni gourmand e quelle per cultori del food porn, fino al panino di mare. Da Milano alla costa dei trulli cinque indirizzi da segnare in agenda:

  • The Bar at Ralph Lauren, Milano: Nel cuore del quadrilatero della moda, in una delle vie più chic di Milano, Ralph Lauren Bar è un locale elegante in stile americano. Letteralmente un “fashion bar”. Gli interni richiamano il mondo dei cottage e della campagna inglese. Nelle stagioni estive è possibile invece accomodarsi nel meraviglioso cortile pergolato con sedie in vimini e arredi floreali. Aperto dalla colazione fino all’aperitivo, sabato e domenica anche brunch. Naturalmente da non perdere è il famoso Ralph’s Burger, preparato a regola d’arte secondo la storica ricetta americana. Hamburger di manzo di alta qualità, cheddar, bacon, pomodori e lattuga, accompagnato da french fries fritte perfettamente.
  • Da Gigione Gourmand, Pomigliano d’Arco: Passiamo ora dal panino “zozzo” a quello più ricercato. Nata come macelleria hamburgheria locale, oggi l’attività dei fratelli Cariulo è diventata Gourmand. “Ogni panino è un’opera d’arte, curato con la stessa attenzione di un piatto gourmet”, questa è la loro filosofia. Qui è la qualità della carne che fa la differenza, si aggiunge poi la creatività dei maestri che ha portato all’evoluzione del concetto di hamburger. Da Gigione non si possono non provare i panini “on top”, aperti a metà e farciti sulla parte superiore con ingredienti ricercati come i funghi shiitake, le chips di n’duja o il tartufo, che naturalmente variano in base alle stagioni. Oltre ai piatti gourmand e ai tagli di carne più particolari, il menù offre anche patatine e altri sfizi e la possibilità di comporre il panino “come vuoi tu”. Consiglio assolutamente hamburger chianino, taleggio Dop, cipolla caramellata, bacon croccante e uovo all’occhio di bue. Non accetta prenotazioni.
  • Tripperia Pollini, Firenze: Ci spostiamo a Firenze, dove è impossibile non citare il famosissimo lampredotto, il tipico panino toscano farcito con l’abomaso, il quarto stomaco del bovino, cotto in un brodo ricco e saporito. A pochi passi dal mercato di Sant’Ambrogio, è possibile assaggiare uno dei miglior lampredotti della città. Aperto ormai da 23 anni, Tripperia Pollini è un chiosco guidato da Sergio e il figlio Pierpaolo che ogni giorno preparano panini a base di “frattaglie cotte lentamente”, davvero gustosi e di qualità. Consiglio il “Lampredotto classico alla vecchia maniera” accompagnato da un bel bicchiere di vino rosso. Ottimo rapporto qualità prezzo, aperto tutti i giorni dalle 9 alle 16, preparatevi ad attendere un po’.
  • Pescaria, Polignano a mare: Il primo fast food italiano con panini di mare, aperto a Polignano a Mare nel 2015 ma oramai presente in tutta Italia. “Un nuovo modo di mangiare il pesce, crudo e cotto”, questa la filosofia. Pescaria è un brand molto attento alla sostenibilità, completamente plastic free e predilige attività di pesca certificate. Da giugno 2024 Peppe Guida, famoso chef stellato di Vico Equense, firma le ricette Pescaria. L’obiettivo è sempre quello di offrire una cucina di mare che sia essenziale, naturale e sostenibile. Il must dell’autunno è senza dubbio il panino di Peppe “Carciofi e Lampuga” a con di bistecca di lampuga, carciofi sott’olio, scaglie di grana, pesto al prezzemolo e crema di carciofi. Per tutto l’anno consiglio il loro panino storico a base di polpo fritto, rape, aglio, mosto cotto di fichi, ricotta di artigiana e pepe, olio alle alici.

Anche tra rifugi alpini e castelli medievali, ormai, si possono trovare pizze deliziose e ragginate. Il Sud Tirolo - il territorio della provincia di Bolzano insomma, che noi italiani chiamiamo Alto Adige - ha saputo interpretare la pizza con quella precisione artigianale che caratterizza ogni aspetto della sua cultura gastronomica. Qui, dove il tedesco si mescola all'italiano e dove gli ingredienti di malga incontrano le tecniche di lievitazione più raffinate, sono nate pizzerie capaci di stupire anche i palati più esigenti.

Pizzerie Degne di Nota in Alto Adige

  • Fermento: significa un ambiente giovanile, elegante, in una zona di Bolzano lontana dai portici del centro storico. Merito di un bel gruppo di giovani che hanno deciso di portare in questo quartiere popolare una cucina fresca e una offerta di pizza contemporanea ben eseguita e fantasiosa. Manuel De Filippo, appassionato pizzaiolo con il pallino dei lievitati, dirige la giostra dove spiccano anche alcuni piatti di cucina e qualche proposta di pesce e non solo, segnaliamo le Tagliatelle al ragù di cortile e il Pacchero di mare, non banali. Tra le pizze, da provare la linea “sfumature di fermento” a spicchi con la Bra-va arricchita di crema di patate, provola affumicata e salsiccia di Bra. La San Martino invece prevede purea di castagne, lardo alle erbe, aglio orsino, olio evo al peperoncino e miele.
  • Zio Alfonso: Si tratta di quella di Vincenzo Canzanella, per tutti Zio Alfonso (è diventato anche il nome del suo locale), che è un vero maestro e propone nella sua carta moltissime pizze della tradizione, ma anche con la giusta contaminazione. Oggi è suo figlio Armando a “dirigere” il forno a legna, mentre Vincenzo gestisce l’ospitalità e spesso si ferma in sala a chiacchierare con i clienti. Di padre in figlio, lo standard di qualità dell’impasto resta di altissimo livello e anche la scelta degli ingredienti per i topping è di prima scelta. La mia pizza del cuore?
  • Soulfood: Dal “backificio” di Lana (Bolzano) - che non unisce solo i due termini per "panificio", in italiano e tedesco, ma anche le due rispettive culture della panificazione (filo conduttore la lievitazione naturale) - a questa pizzeria poco distante dal centro storico di Merano in posizione strategica, il passo è stato breve e quasi obbligato. Pur utilizzando per ora ancora lavorazioni convenzionale, la pizza a cornicione alto di Soulfood si distingue per l’estrema precisione della lievitazione e la notevole qualità degli ingredienti. Deus ex machina è sempre Francesco Previati, con la moglie e il cognato. I tre si sono gettati nell’avventura ripagati da un immediato riscontro.
  • Santo Gabriele e Fabiana Cardinali: Santo Gabriele e Fabiana Cardinali hanno ricreato un angolo di Sud in quella Piazza della Vittoria che per trent’anni li ha visti gestire uno dei più apprezzati caffè bistro della città. Di quella esperienza oltre ai piatti di cucina mediterranea - la celebre Amatriciana, la Pasta al pomodoro e provola... - hanno mantenuto lo stile elegante ed ecclettico, caldo e colorato come una maiolica di Sciacca. Santo, che con la pandemia ha riscoperto l’antica passione per la pizza, ha contagiato anche il figlio Francesco che oramai lo sostituisce al bancone e al forno, mentre Fabiana si occupa dei piatti della cucina e della bella carrellata di dolci (l'altro figlio, Federico, è responsabile dell’organizzazione aziendale e del personale): buonissimo il cannolo siciliano. Il menu prevede soprattutto pizze napoletane contemporanee proposte con eleganza e ricchezza di ingredienti: la Regina Margherita in cui si distingue il san marzano dell’Agro sarnese nocerino, la Coast to coast con provola, ‘nduja calabrese, origano selvatico e cipolla di Tropea a crudo.
  • La Smorfia: Ricca di novità e di nuove collaborazioni l’avventura golosa del giovane imprenditore partenopeo Carlo Scutiero a Merano: il suo locale, La Smorfia, aperto nel 2014, oggi è diventato un punto di riferimento per la pizza napoletano-contemporanea e per la cucina mediterranea nella città sudtirolese, grazie a un intrigante mix di piatti classici della tradizione campana, come gli Gnocchi alla sorrentina fatti in casa o le specilità di mare come il Filetto di pescato all’acqua pazza, cui si aggiunge i classico compendio di crocchè e pizza fritta che Scutiero fu il primo a proporre in Sud Tirolo. Su pizze e lievitati si distingue per la collaborazione con il mulino di Merano con il quale ha studiato un mix di grani per creare una farina che si fa notare e ricordare.
  • Piccerè: Da Piccerella a Piccerè: il nuovo nome della pizzeria che ha fatto tanti proseliti nel centro di Bolzano, con la sua schietta e golosa proposta di cucina e pizze in stile partenopeo, segnala anche il nuovo assetto proprietario. Ora al timone del bel locale di Via Crispi - di cui aveva già curato l’avvio e l’impostazione - è Valeria Picone, giovane bolzanina di origini campane. Nulla cambia nella formula, con il trionfo di pizze napoletane classiche in chiave contemporanea combinate con i grandi classici della cucina partenopea (ragù napoletano, genovese) e ampia sezione dedicata ai fritti, pizza fritta in testa. A fare furore sono anche i crocchè (di patate o con salsiccia e friarielli) e la Frittatina alla carbonara, solo per fare qualche esempio. Tra le pizze, si distingue la calligrafica Margherita, e l’affondo nei sapori campani che ritroviamo in Terra mia: pomodoro, provola di Agerola, melanzane fritte, basilico.
  • Hardimitz’n: Adoro passare in pizzeria i momenti di condivisione con il team e con la mia famiglia. Capita soprattutto la domenica sera, quando sovente vado a mangiare una buona pizza e così scelgo un indirizzo di valore e che si trova a poca distanza - meno di quattro chilometri - dal mio Atelier Moessmer. Si tratta di Hardimitz’n. È, insieme, ristorante, steakhouse e insieme pizzeria. Il locale risulta di per sé molto accogliente, con la luce giusta, l'ambiente confortevole, ci sente a proprio agio. Poi, certo, sono anche diventato amico del proprietario, ho imparato a conoscere lui e come fa lavorare i suoi ragazzi. Così è diventato il mio posto di cuore.

Paninoteca da Francesco è un'esperienza culinaria autentica, un viaggio nel cuore del gusto napoletano. Un panino che racchiude la storia, la passione e la tradizione di una città unica al mondo.

Non perdete l'occasione di assaggiare il Paninissimo e di scoprire gli altri tesori gastronomici che Zio Frank ha da offrire. Un'esperienza che vi lascerà a bocca aperta e con la voglia di tornare ancora e ancora.

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