La Via della Pizza: Storia e Origini di un Mito Gastronomico

La pizza è uno dei piatti più amati e conosciuti al mondo, ma la sua storia è molto più ricca e affascinante di quanto si possa immaginare.

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Le origini della pizza possono essere fatte risalire a diverse culture antiche, tra cui quella degli Egizi e dei Greci, che preparavano forme di pane piatto condito con vari ingredienti. Tuttavia, la pizza così come la conosciamo oggi è il risultato di secoli di evoluzione, con forti radici nella tradizione gastronomica italiana.

Le Origini Antiche

Già nell’antichità, civiltà come gli Egizi, i Greci e i Romani consumavano focacce cotte su pietra, simili a una base per pizza. Scoperta la cottura sulla pietra, l’uomo non ha potuto fare altro che scoprire anche la pizza. E per qualcuno, tutto ha inizio durante il Neolitico.

In quel periodo, nel Vicino Oriente, gli uomini, nata da poco l’agricoltura, capirono che cuocere sulla pietra polente di cereali tostati e macinati o di pane azzimo fosse un buon modo per mangiare qualcosa di davvero gustoso e originale. Grazie poi agli antichi Egizi, scopritori del lievito, la storia della pizza diventa tutta in salita. Con la lievitazione gli impasti di cereali schiacciati o macinati diventano, dopo la cottura, morbidi, leggeri, più gustosi e digeribili. E così si diffonde il pane.

La Pizza Romana

Inventato il pane, il percorso a tappe della pizza continua nell’antica Roma. Qui, i contadini, dopo aver imparato ad incrociare i diversi tipi di farro conosciuti creando la farina (il suo nome deriva da “far”, che in latino vuol dire proprio farro), impastano la farina di chicchi di frumento macinati con acqua, erbe aromatiche e sale. E poi pongono questa focaccia rotonda a cuocere sul focolare, al calore della cenere. Bene: i napoletani non la prenderanno nel migliore dei modi, ma sono stati i romani ad utilizzare veri e propri dischi di pane per contenere pietanze sugose.

Pizze rotonde, più o meno. Ma con gradi di parentela molto, molto lontani dalle pizze che si possono gustare oggi all'ombra del Vesuvio. Mancano, infatti, ancora tantissimi ingredienti, molti dei quali sconosciuti fino a secoli e secoli dopo. Nel VII dopo Cristo, con l’arrivo in Italia dei Longobardi, inizia a circolare un nuovo vocabolo gotico-longobardo: “bizzo”, talvolta detto “pizzo”. In tedesco “bizzen”. Ovvero morso. Ci siamo quasi.

L'Evoluzione del Termine "Pizza"

Da morso a boccone, da pezzo di pane a focaccia la sineddoche a catena è servita. Tanto che verso l’anno Mille si trovano i primi documenti ufficiali col termine “pizza”. Come in uno datato 1195 e redatto a Penne, in Abruzzo. O quelli della Curia Romana del 1300, dove si parla di “pizis” e “pissas” riferendosi ad alcuni tipici prodotti da forno, di quel periodo, nel centro-sud della penisola. Abruzzo e Molise su tutti. Napoli, ci stiamo avvicinando.

La Nascita della Pizza a Napoli

La pizza ha le sue radici nell'antica Napoli del XVIII secolo. In questo periodo, la città era un centro vibrante di cultura e commercio. I primi pizzaioli napoletani iniziarono a creare una varietà di pizze, utilizzando ingredienti freschi e locali. La classica pizza napoletana si caratterizza per un impasto a base di farina, acqua, sale e lievito, lavorato a mano e cotto in forni a legna ad alte temperature.

Nel 1535, finalmente, nella sua “Descrizione dei luoghi antichi di Napoli”, il poeta e saggista Benedetto Di Falco dice che la “focaccia, in Napoletano è detta pizza”. Così diventa ufficiale: anche in Campania l’evoluzione della pizza non si è mai fermata. E la tradizione neanche. Come quella della tipica schiacciata di farina di frumento impastata e condita con aglio, strutto e sale grosso continua a incontrare il favore delle popolazioni del Meridione. In poco tempo, però, l'olio d'oliva prende il posto dello strutto, si aggiunge il formaggio e si ritrovano le erbe aromatiche. E così, agli albori del XVII secolo, fa la sua apparizione una ricetta dal maestoso profumo di basilico, la pizza “alla Mastunicola” (in dialetto, del maestro Nicola).

La pizza era inizialmente un cibo povero, consumato dai ceti più bassi. Era venduta dai venditori ambulanti e veniva mangiata direttamente dalla strada. I napoletani cominciarono a condire la pizza con pomodoro, introdotto in Europa dal Nuovo Mondo, e mozzarella, un formaggio di bufala locale.

L'Avvento del Pomodoro

Nel 1600 siamo davvero agli inizi della storia moderna della pizza. Pasta per pane cotta in forni a legna, condita con aglio, strutto e sale grosso, oppure, nella versione più "ricca", con caciocavallo e basilico. Con la scoperta dell’America, poi, arriva il pomodoro anche in Italia e tutto prende un sapore diverso. Il pomodoro fu dapprima usato in cucina come salsa cotta con un po' di sale e basilico, mentre più tardi qualcuno ebbe l’intuizione di utilizzarlo, inventando, così senza volerlo, la pizza come la conosciamo oggi. Pur senza mozzarella, che invece completa questa storia solo nel 1800.

La Pizza Margherita: Un Omaggio Reale

Questo connubio semplice ma delizioso portò alla creazione della pizza Margherita, un omaggio alla regina Margherita di Savoia, che nel 1889 visitò Napoli. Il pizzaiolo Raffaele Esposito creò questa pizza in suo onore, utilizzando ingredienti che richiamavano i colori della bandiera italiana: pomodoro (rosso), mozzarella (bianco) e basilico (verde).

Dopo che i pizzaioli napoletani avevano diffuso svariate qualità di pizza tra la popolazione, si arriva alla sua approvazione ufficiale nel 1889, in occasione della visita a Napoli degli allora sovrani d'Italia re Umberto I e la regina Margherita. Durante la passeggiata nella città campana, i regnanti furono accolti da Raffaele Esposito, il miglior pizzaiolo dell'epoca che realizzò per loro tre pizze classiche: la pizza alla Mastunicola (strutto, formaggio, basilico), la pizza alla Marinara (pomodoro, aglio, olio, origano) e la pizza pomodoro e mozzarella (pomodoro, olio, mozzarella, origano), realizzata in onore della regina Margherita ed i cui colori richiamavano intenzionalmente il tricolore italiano. La sovrana apprezzò così tanto quest'ultima da volerne ringraziare ed elogiare l'artefice per iscritto. E l’unico modo per contraccambiare il gesto da parte del pizzaiolo fu quello di dare il nome della regina alla sua creazione culinaria: "Pizza Margherita".

La Diffusione Mondiale della Pizza

Con l'emigrazione italiana alla fine del XIX secolo, la pizza ha iniziato a diffondersi in tutto il mondo, in particolare negli Stati Uniti, dove è diventata un simbolo della cucina americana. Le varianti regionali, come la pizza New York e la pizza Chicago, hanno preso piede, arricchendo ulteriormente la tradizione della pizza e portando nuove interpretazioni al piatto classico.

Tra Ottocento e Novecento, parlare di pizza è ormai cosa normalissima. E nel tempo ne nascono varianti di qualsiasi genere, per tutti i gusti. La seconda ondata di diffusione, ad ogni modo, si ha dopo la Seconda Guerra Mondiale. La pizza esce dai confini del meridione d'Italia per sbarcare al nord e col boom industriale nel triangolo Milano, Torino e Genova migliaia di emigranti si spostano con le loro famiglie con i modi, gli usi e costumi a loro pertinenti. Incominciano pian piano a fare le prime pizze per i compaesani e via via con il successo ottenuto anche per la gente del posto. Negli anni Sessanta, poi, le pizzerie arrivano praticamente in tutto il Paese. E nel giro di qualche anno, in tutto il mondo. Dalla Cina al Medio Oriente, dall’Europa dell’est all’America del sud. Tutti non sanno più farne a meno.

La Pizza Oggi

Oggi, la pizza è un piatto globale con innumerevoli varianti e stili, dalle pizze gourmet con ingredienti esotici alle versioni più tradizionali. Con l'avvento della pizza pronta e delle basi pizza precotte, come quelle prodotte da GEP, è diventato ancora più facile gustare un autentico sapore italiano direttamente a casa. Le basi pizza precotte GEP offrono la comodità di un prodotto di alta qualità che non sacrifica il gusto, permettendo a chiunque di diventare un pizzaiolo nella propria cucina.

La pizza è molto più di un semplice piatto, è un simbolo di convivialità e tradizione.

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