Il Lago dei Cigni: Storia di un Balletto Immortale

Il Lago dei Cigni è uno dei balletti classici più conosciuti al mondo, la cui storia ha incantato generazioni di ballerini che hanno sognato, fin dai loro primi passi di danza, di eseguire le sue speciali coreografie. Ma come è nato questo balletto? E cosa nascondono le varie versioni realizzate durante il secolo scorso? In questo articolo ripercorreremo le vicende che hanno segnato la trama de Il Lago dei Cigni, i vari riadattamenti realizzati dai grandi coreografi, le curiosità e gli aneddoti che si nascondono dietro a uno dei balletti classici più amati al mondo.

Definito da molti “il balletto dei balletti”, narra la storia del principe Siegfried che, nel giorno del suo compleanno, stanco dei rimproveri e della pressione famigliare per sposarsi e diventare in questo modo adulto, si inoltra nella foresta per una battuta di caccia. Una volta giunto sulle rive di un lago, il principe fa la conoscenza di Odette, una principessa a sua volta, trasformata in cigno da un malefico stregone di nome Rothbart: solo una promessa di amore eterno potrà spezzare il sortilegio. Siegfried invita la giovane principessa al ballo in suo onore, deciso a prenderla come sua sposa, ma Rothbart si presenta a palazzo facendogli credere che Odile, sua figlia travestita da Odette, sia la vera principessa-cigno. Il principe, cadendo nell’inganno, condanna la sua amata e le sue compagne a rimanere cigni per sempre.

All’interno de Il Lago dei Cigni, realtà e sogno convivono perfettamente, ed è forse quel senso di tormento estenuante ad affascinare il pubblico. Seppure apparentemente semplice infatti, questa affascinante storia racchiude mille sfumature (e personaggi), emozioni e sentimenti nei quali è facile immedesimarsi, in base al momento della vita in cui ci scopriamo spettatori. Il Lago dei Cigni racchiude in sè eleganza, virtuosismo e romanticismo, riuscendo ad innalzare una tormentata storia d’amore ai vertici più elevati della tecnica e dell’espressione del balletto. La prima ballerina nel ruolo di Odette/Odile è infatti chiamata a trasformarsi da simbolo di purezza e dolcezza a malvagità e seduzione diabolica, mettendo in scena grandi doti espressive.

Il Lago dei Cigni è uno dei balletti classici del XIX secolo più amati al mondo la cui trama, composta da quattro atti, si basa su alcune fiabe popolari russe e tedesche che venivano raccontate all’epoca. La sua storia racconta dell’amore travagliato tra il Principe Siegfried e la bella Principessa Odette, trasformata in cigno dal perfido stregone Rothbart. Tale incantesimo può essere sconfitto solo da un giuramento d’amore eterno, che viene costantemente contrastato da Rothbart. Sconvolta dal dolore per questa situazione, Odette scompare nelle acque del lago, ma viene seguita dallo stesso Siegfried, che ha scoperto i raggiri ideati dallo stregone. Proprio questo gesto disperato, rompe la maledizione e consente ai due giovani di vivere per sempre il loro amore.

La storia del balletto de Il Lago dei Cigni inizia con un insuccesso clamoroso: la sua prima apparizione in teatro venne accolta tiepidamente dal pubblico e mise alla prova sia il corpo di ballo, sia l’orchestra. Primo dei tre balletti composto da Čajkovskij, fu realizzato tra il 1875 e il 1876 e la sua prima rappresentazione ebbe luogo al Teatro Bol’šoj di Mosca il 20 febbraio 1877, con la coreografia di Julius Wenzel Reisinger.

Il balletto risultò, però, difficile da eseguire e le varie coreografie faticavano ad uniformarsi alle musiche troppo pompose e sinfoniche; ciò comportò la sua eliminazione dei programmi teatrali dell’epoca. Come ogni storia di successo, anche quella del Lago dei Cigni nasce con un fallimento. La primissima rappresentazione al Teatro Bolshoi di Mosca non riscosse infatti particolare entusiasmo da parte del pubblico e lo spettacolo fu inizialmente ritirato dalle scene. Grazie al lavoro svolto da Marius Petipa e dal suo assistente Lev Ivanov, Il Lago dei Cigni poté ritornare in scena e, nel gennaio 1895, venne rappresentato nel Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, dove fu accolto con un grandissimo successo.

Ma l’anno successivo, il 15 gennaio 1895, lo spettacolo venne riallestito in versione integrale, sempre al Teatro Marindki di Pietroburgo, nella sua veste più famosa, quella con coreografia di Marius Petipa (1° e 3° atto) e Lev Ivanov (2° e 4° atto). Nalla “prima” le scene erano di Mikhail Botcharov, Henryk Levogt e Ivan Andreev; i ruoli principali erano interpretati dalla Legnani (Odette-Odile), da Gerdt (Siegfried), da P.A. Bulgakov (Rothbart) e da Giuseppina Cecchetti (la Regina Madre).

Modificato più volte, Il Lago dei Cigni riuscì a tornare alla ribalta grazie al coreografo Marius Petipa e al suo assistente Lev Ivanov, che apportarono le giuste modifiche e lo resero uno dei balletti classici più famosi al mondo. Tra queste c’è la realizzazione dell’atto finale, che fu ideato dal fratello del compositore Čajkovskij nel 1895, in cui i due protagonisti finalmente possono amarsi per l’eternità. Tale finale è solo uno delle varie versioni che hanno caratterizzato questo balletto: nel tempo è stato oggetto di cambiamenti importanti.

Dopo la Rivoluzione Russa del 1917 e soprattutto nel periodo stalinista, venne ridefinita la figura dell’eroe positivo, sia nelle opere letterarie, sia nei balletti classici. Nella versione di Vladimir Bourmeister realizzata nel 1953, ad esempio, il Principe Siegfried riuscì a sconfiggere Rothbart, salvando così la Principessa Odette dal maleficio. Anche altri riadattamenti vedono questa scena come la conclusione del balletto, ma con la caduta dell’Urss Il Lago dei Cigni ha potuto ritornare alle sue origini e concludere la sua storia come era stata prevista e rappresentata da Marius Petipa.

Considerato l’icona dei balletti classici ottocenteschi, Il lago dei cigni è una storia d’amore, di tradimento e trionfo del bene sul male. Pieno di romanticismo e bellezza, da più di un secolo questo balletto delizia il pubblico. La coreografia richiede, nella sua esecuzione, grande tecnica e abilità dei ballerini. La rappresentazione dei personaggi, in particolare nel confronto tra la purezza del Cigno Bianco e l’oscurità del Cigno Nero, richiede virtuosismo e un forte talento drammatico da parte dei ballerini solisti, culminante nei due ‘Grand Pas de Deux’ nella seconda e nella terza scena. Un altro momento di forte impatto è l’incantevole ‘Danza dei piccoli cigni’.

Il prestigio e la notorietà senza tempo raggiunti da Il lago dei cigni sono esaltati dalla musica ispiratrice di Pyotr Tchaikovsky e dalla grande inventiva ed espressività delle coreografie di Marius Petipa. La genialità del suo potenziale coreografico e artistico culmina nel tradurre la relazione tra il corpo umano e le movenze dei cigni. Pyotr Tchaikovsky ha composto quest’opera in modo trascendentale; La Suite Op.20 rende eterno il nome del compositore.

Dietro le quinte de "Il Lago dei Cigni"🦢 Un Giorno nella Vita di una Ballerina🩰

Il Lago è un prodotto tipico della scuola ballettistica francese, in cui si intrecciano pantomima e divertissement (nelle danze folkloristiche del terzo atto), fusa con la vena elegiaca del maestro russo Ivanov. La regina madre dà una festa nel giardino del castello in onore del principe Siegfried in occasione del compimento della maggiore età. Il giovane è circondato da amici con i quali danza (pas de trois). Sul più bello appare la madre che sollecita dal figlio una decisione riguardo alle nozze, annunciandogli di avere invitato il giorno dopo ad un ballo alcune fanciulle fra cui trovare la fidanzata.

Assorto nei suoi pensieri, ricerca un po’ di tranquillità e si dirige verso il vicino lago accompagnato dal vecchio maestro e dal buffone. Mentre pensosamente sta osservando le vestigia diroccate di un vecchio castello, viene distratto da un volo di cigni. Mentre le rovine del castello si specchiano nelle acque silenziose del lago, appaiono i cigni bianchi che, non appena giunti a riva, si trasformano misteriosamente in ragazze e iniziano a danzare. Le ragazze, dapprima titubanti, circondano il principe e la più bella fra loro, Odette, gli racconta il loro mistero. Sono state trsformate in cigni da Rothbart, genio del male e soltanto di notte e in quel luogo esse possono riprendere le loro sembianze umane originali.

Il giorno dopo, gli ospiti al ballo arrivano nella grande sala del castello per la presentazione a Siegfried delle ragazze fra cui scegliere la fidanzata. All’improvviso, annunciato da uno squillo di trombe, fa la sua apparizione un ospite misterioso in compagnia di una fanciulla vestita di nero. Questa fanciulla, sosia di Odette, è Odile, la figlia di Rothbart. In un grande e famosissimo pas de deux, il gioco della seduzione si compie. Con sguardi ammaliatori, Odile convince Siegfried di essere lei il cigno bianco del quale si è innamorato. Il giovane principe innamorato cade nel tranello e presenta Odile alla regina madre come sua futura sposa.

Mentre i cigni si lamentano del loro destino, arriva Odette che, da lontano, ha visto tutto quello che è successo nel castello di Siegfried. Disperato e dopo una lunga corsa, arriva Siegfried che cerca Odette per ribadirle il suo amore e raccontarle del raggiro. L’amore di Odette è più forte della magia di Rothbart e lei, commossa dalla disperazione e dalle parole del principe, lo perdona. Di fronte ad un amore così disperato ed intenso la magia di disperde. Odette, morente, piange il suo destino. Siegfried cerca di salvarla, ma le acque del lago in tempesta sommergono entrambi. Siegfried lotta con il mago e lo fa precipitare nel lago.

Del Lago, come di altre grandi opere, sono state realizzate moltissime altre versioni, in tutte le parti del mondo. Mosca, Teatro Bolshoi, 24 gennaio 1901; coreografia di Aleksandr Gorski (base delle successive produzioni con vari emendamenti di Asaf Messerer e Aleksandr Radunski nel 1937 al Bolshoi e nel 1956 con Maia Plisetskaia nel ruolo di Odette-Odile.

Il Lago dei Cigni e Rudolf Nureyev

Il Lago dei Cigni è stato uno dei balletti classici più amati da Rudolf Nureyev, che possedeva un’ampia conoscenza del repertorio della danza classica russa. Nel 1964 allestì la sua prima rappresentazione del balletto a Wiener Staatsoper, portando al centro della trama il Principe Siegfried e trasformandolo nel personaggio chiave, pur restando comunque fedele alla natura romantica del balletto stesso. Nella sua versione il giovane principe è un eroe diverso dagli altri, romantico, malinconico e profondamente tormentato, che cerca la fuga dalla realtà immergendosi completamente nel sogno assoluto del lago.

Il continuo scontro tra realtà e illusione lo porterà, però, a soccombere e a non mantenere fede al giuramento d’amore che avrebbe salvato Odette dall’incantesimo di Rothbart. Pur mantenendo intatta la struttura narrativa realizzata da Petipa e da Ivanov, Nureyev realizza Il Lago dei Cigni in una versione più appassionata e tormentata, che coinvolge emotivamente sia il ballerino, sia lo spettatore. Vent’anni dopo la sua prima rappresentazione, il balletto fu messo di nuovo in scena a l’Opéra di Parigi e nel 1990 entrò ufficialmente nel repertorio del Teatro alla Scala di Milano.

Oltre alla celebre versione di Ivanov e Petipa, degna di nota è senz’altro quella di Rudolf Nureyev, introspettiva e tormentata, che vede appunto nella figura del principe il vero protagonista del balletto. Definita “freudiana”, Le Lac des Cygnes andò in scena per la prima volta nel 1984 all’Opéra di Parigi e torna ancora una volta sul palco al Teatro Alla Scala di Milano, fino al 18 luglio 2025.

Il Cigno Nero e altri aneddoti su Il Lago dei Cigni

Il Lago dei Cigni è il balletto più prolifero di riadattamenti: nel secolo scorso molti coreografi si sono cimentati in nuove versioni, che sono state utilizzate anche nel cinema (ad esempio ne Il Cigno Nero di Darren Aronofsky). Uno dei riadattamenti più emblematico è quello del coreografo George Balanchine per il New York Ballet, che si concentrò sulle coreografie ideate da Lev Ivanov per il Secondo Atto, utilizzando però l’intero repertorio musicale dell’opera.

Puntando sull’angoscia e sul dolore provato dai due innamorati, Balanchine portò in scena un amore sofferto ma travolgente, modificando la scenografia e alcuni tratti della versione originale. Si racconta, infatti, che il coreografo pensò di vestire tutte le ballerine (i cigni) di nero e di trasformare il paesaggio del lago in una foresta ghiacciata, mantenendo però la struttura narrativa originale.

Prima del grande successo del 1895, Il Lago dei Cigni fu allestito ben 42 volte ma, come già sappiamo, il risultato fu pessimo tanto da portare il Direttore dei Teatri Imperiali a rimuoverlo dal palinsesto. Con la rappresentazione di Petipa e di Ivanov, il balletto ritornò sotto ai riflettori e portò in scena una strepitosa Pierina Legnani che, nella coda del passo a due del cigno nero, sfoggiò i celebri 32 fouettés che diventeranno il passo più amato e odiato da milioni di ballerine.

Struttura del Balletto

Il balletto è suddiviso in quattro atti, ognuno dei quali contribuisce allo sviluppo della trama e all'approfondimento dei personaggi:

  1. Atto I: Festeggiamenti per il compleanno del principe Siegfried nel giardino del castello.
  2. Atto II: Incontro del principe con Odette sulle rive del lago, rivelazione dell'incantesimo e promessa d'amore.
  3. Atto III: Ballo al castello, inganno di Rothbart con Odile, e tradimento del giuramento di Siegfried.
  4. Atto IV: Tragico epilogo al lago, lotta tra Siegfried e Rothbart, e diverse interpretazioni del finale (morte degli amanti, sconfitta di Rothbart).

Tabella dei Principali Personaggi

Personaggio Descrizione
Principe Siegfried Giovane principe alla ricerca del vero amore.
Principessa Odette Principessa trasformata in cigno da Rothbart.
Rothbart Mago malvagio responsabile dell'incantesimo.
Odile Figlia di Rothbart, cigno nero, usata per ingannare Siegfried.

Costumi de "Il Lago dei Cigni" alla Bayerische Staatsoper

tags: #lago #dei #cigni #hamburger