Lievito di Birra e Miele: Benefici e Usi

Utilizzato nella preparazione di dolci, pane, focacce e molti altri cibi che compongono la nostra alimentazione quotidiana, il lievito è una sostanza che assumiamo regolarmente.

Infatti, l’aumento dei casi di intolleranza al lievito ha fatto sì che un numero sempre maggiore di persone si interrogasse sull’impatto che queste sostanze hanno sulla salute. La domanda ricorrente è la stessa: il lievito di birra fa male?

Esistono, inoltre, diversi tipi di lievito: madre, cremor tartaro, baking powder, bicarbonato d’ammonio, bicarbonato di sodio. Tutti sono legati dalla medesima caratteristica, ovvero la capacità di far aumentare il volume di un impasto grazie alla produzione di anidride carbonica.

Cos'è il Lievito di Birra?

“Il lievito di birra - spiega la dottoressa - è un fungo microscopico, il Saccharomyces cerevisiae, coltivato su uno strato di orzo germogliato (malto), su cui si formano colonie che al termine del processo di crescita vengono separate dal substrato, lavate ed eventualmente essiccate ad un temperatura non superiore a 40°C”. Viene impiegato, in diverse tipologie, nella lievitazione di molti prodotti alimentari da forno come pane, pizza, focacce, piadine, panzerotti, ma anche dolci come ciambelle, muffins e alcune torte; inoltre esistono anche compresse di lievito di birra, utilizzate, invece, come integratori.

Il lievito di birra è il più noto agente lievitante. La sua funzione è quella di far aumentare l’impasto in volume grazie ad una azione fermentativa che genera anidride carbonica.

L’anidride carbonica una volta intrappolata rigonfia la struttura creata dal glutine e conferisce leggerezza. Il lievito di birra è noto sin dalla notte dei tempi quando ci si accorse che producendo la birra venivano prodotti molteplici organismi viventi.

Nell’ Ottocento, con l’invenzione del microscopio, Pasteur iniziò ad approfondire gli studi sui lieviti e sulla loro capacità di trasformare gli zuccheri in anidride carbonica ed alcol. Si giunse a selezionare il miglior lievito per la panificazione appartenente ad un unico ceppo il Saccharomyces cerevisiae.

Tipologie di Lievito di Birra

  • Lievito di birra fresco: Si tratta dei classici panetti che si trovano nei banchi frigo dei supermercati. Questa tipologia si conserva in frigo, mentre prima di adoperarlo per l'imapasto, andrebbe riportato a temeperatura ambiente, per poi discioglierlo in acqua tiepida.
  • Lievito di birra secco: Si trova essiccato in barattoli o bustine e non deve essere conservato in frigorifero. È usato soprattutto per la preparazione di pane e pizza, ma anche alcuni dolci al posto di quello fresco. Questa tipologia non si differenzia nella sostanza dal lievito fresco, ma permette una lievitazione molto rapida.
  • Lievito di birra in scaglie: Questo particolare lievito si utilizza solo per insaporire, non per la lievitazione, come apporto di vitamine del gruppo B, sali minerali come zinco e magnesio e proteine. Per questo viene usato come integratore alimentare, in particolare nella dieta di vegetariani e vegani.

Benefici del Lievito di Birra

Proprio la presenza delle vitamine del gruppo B ci consente di introdurre una delle principali proprietà del lievito di birra. Inoltre, porta benefici al fegato poiché esercita una vera e propria azione depurativa, rendendo l’organo più sano e funzionante. Per questi motivi, in commercio è possibile trovare anche compresse di lievito di birra, utilizzate come integratori e supplementi di vitamine e di minerali.

Ma i benefici non finiscono qui: “elimina, infatti, l’eccesso di sebo dalle pelli grasse, prevenendo quindi acne e dermatiti”, ha effetti positivi sulle ossa grazie alla componente di calcio, e agisce nella regolazione e nel miglioramento del metabolismo.

La dottoressa sottolinea come l’impiego di alimenti che utilizzano il lievito di birra sia particolarmente utile in caso di anemie e carenze nutrizionali. La ragione risiede nella presenza di proteine e vitamine che favoriscono la formazione di globuli rossi e minerali.

Esistono, poi, anche altri gruppi specifici di persone che possono beneficiare in maniera particolare da una dieta che preveda l’impiego del lievito di birra: “È utile - spiega la biologa nutrizionista - nella dieta dello sportivo per via della presenza di minerali, così come è consigliatissimo, seppur senza esagerare, durante l’allattamento poiché aumenta la produzione di latte materno. Infine, ha un effetto cicatrizzante, in caso di ustioni lievi e antinfiammatorio/antidolorifico, in caso di dolori di varia natura, ed è utile anche per l’igiene orale, poiché svolge un’azione protettiva contro le carie.

maschera viso con il lievito di birra

Lievito di Birra per la Bellezza

  • Capelli: Il lievito di birra è utilizzato per rinforzare e migliorare l’aspetto di pelle, unghie e capelli. E’ consigliato in caso di unghie fragili che tendono a spezzarsi e a rallentare la caduta dei capelli, quando la causa è dovuta a carenze di tipo alimentare o dovute a lunghi periodi di trattamento con farmaci. I principi nutritivi, contenuti nel lievito di birra, intervengono nella crescita cellulare e stimolano la produzione di cheratina.
  • Pelle: Possiamo ottenere un efficace trattamento purificante e riequilibrante per pelli grasse e miste e un rimedio molto utile per combattere l’acne mescolando due cucchiai di lievito di birra, un cucchiaio di miele e un po’ d’acqua.

Controindicazioni del Lievito di Birra

“Dal momento che è un prodotto naturale - spiega la dottoressa Evangelisti - il lievito di birra non presenta di per sé controindicazioni. Il lievito di birra è sconsigliato anche in caso di micosi e candida, discorso che vale anche per il lievito alimentare in scaglie e le sue controindicazioni: “abbassando il Ph della pelle, infatti, favorisce la proliferazione di funghi”. Inoltre, è preferibile evitarlo se si soffre di colite, gonfiore addominale, problemi articolari ed emicranie.

Infatti, in elevate quantità, il lievito di birra a lungo andare può determinare un’alterazione della flora batterica e della parete intestinale. La conseguenza è un malassorbimento dei nutrienti, uno squilibrio del sistema immunitario e problemi digestivi.

Tuttavia, la dott.ssa Evangelisti spiega come spesso questo dubbio nasca perché molte persone possono avere un’intolleranza lieve di cui non sono consapevoli, ma che comporta sintomi quali gonfiore e problemi intestinali con tendenza ad aumentare di peso o difficoltà a dimagrire, semplicemente perché l’intestino fa fatica a metabolizzare il lievito.

Infatti, “dal momento che si trova molti alimenti ampiamente consumati a livello quotidiano come il pane - spiega la dottoressa - il rischio di incorrere in un consumo troppo elevato è alto.

Cosa fare in caso di eccesso di lievito?

Per chi si trovasse costretto a seguire, anche temporaneamente, una dieta restrittiva per i problemi causati dall’eccesso di lievito di birra, consigliamo di consultare la nostra lista di alimenti senza lievito. Chi, invece, non soffre delle patologie indicate può tranquillamente continuare a consumare pane, focacce e dolci senza esagerare per poter beneficiare delle proprietà del lievito di birra.

Lievito Madre vs Lievito di Birra

Il lievito madre, detto anche pasta acida, pasta selvaggia e criscito, è stato anche esso usato per la panificazione a partire dall’epoca industriale. È composto però, a differenza del lievito di birra, da più di 300 microrganismi diversi. Al suo interno possiamo trovare: lieviti selvaggi e batteri lattici che uniti insieme predigeriscono le molecole di glutine rendendo l’impasto ad alta digeribilità.

È bene sapere che i microrganismi che scompongono il lievito madre sono di matrice acida e riguardano soprattutto i lattobacilli, della stessa famiglia presente nel nostro intestino. Per tale motivo la pasta madre è più digeribile del lievito di birra.

Quando invece si intende lievitare impasti con il lievito di birra si utilizza un solo microrganismo esterno il Saccharomyces cerevisiae. La cui fermentazione quindi non è acida e invece dell’acido lattico nel pane o nella pizza, si formano piccole quantità di alcool etilico non digeribile da tutti allo stesso modo.

L’acido lattico presente nel lievito madre è un ottimo conservante naturale e contrasta in modo efficace i batteri patogeni. Il pane realizzato con il lievito madre si conserva più a lungo e riduce di molto il seccante gonfiore addominale. Questo perché i componenti della farina quali amidi e glutine sono letteralmente pre-digeriti dalla complessa flora microbica.

Anche la fitina (sale misto di calcio e di magnesio) è digerita velocemente così da migliorare l’assorbimento intestinale degli elementi che compongono la farina quali calcio, magnesio, ferro e fosforo.

I benefici del lievito madre sono molteplici e ormai questo è un dato oggettivo riconosciuto all’unanimità.

Lievito di Birra e Celiachia

A differenza di quanto si creda si possono utilizzare entrambe le tipologie di lieviti con le dovute accortezze. Per creare un buon lievito madre senza glutine bisogna utilizzare farine di mais e di riso finissime. Le farine sulle confezioni devono avere il simbolo della spiga barrata dei prodotti gluten free o essere presenti sul Prontuario AIC (Associazione Italiana Celiachia) degli alimenti adatti.

Sappiamo che è presente un solo fungo unicellulare che non incide affatto sulla salute del celiaco.

Il Miele: Un Dolcificante Naturale con Molteplici Benefici

Ogni giorno milioni e milioni di piccoli insetti gialli e neri svolazzano di fiore in fiore in cerca di preziosissimo nettare. Instancabili, lavorano febbrilmente per portarlo nelle loro casette e trasformarlo nel delizioso oro giallo che noi tutti conosciamo come miele.

Lavorato e immagazzinato dalle api nelle piccole celle dell’alveare, da millenni questa delizia è raccolta e utilizzata dall’uomo. Il miele può essere prodotto dal nettare di fiori diversissimi tra loro, quindi ne esistono letteralmente centinaia di varietà. Il colore e il sapore sono le differenze più riconoscibili, ma diverse sono anche le proprietà terapeutiche e la composizione chimica.

Il miele contiene dozzine di zuccheri: glucosio e fruttosio sono presenti in percentuali maggiori, insieme a tracce significative di saccarosio e maltosio, per un totale che si avvicina all’80%.

Dato il suo alto grado di fermentabilità, il miele non poteva essere ignorato nel processo di birrificazione: il suo contributo al sapore della birra è peraltro sottilmente piacevole e meravigliosamente unico.

Miele nella Birrificazione

Per gli intenti del birraio, le varietà di miele più leggere sono spesso considerate le migliori perché hanno un minimo contributo di forti sapori, esaltano maggiormente la loro delicata aromaticità e possono essere usate nella quasi totalità degli stili conosciuti. Qualsiasi tipo di miele può comunque essere utilizzato per donare unicità alla birra, ma è bene avere qualche accorgimento: più il miele è scuro, più intensi saranno i profumi e spigoloso il gusto, pertanto la birra in cui viene utilizzato dovrà essere forte e importante.

Esso può conferire una secca croccantezza, un corpo più leggero e un maggiore contenuto di alcol, senza cattivi odori associati allo zucchero raffinato, aggiungendo inoltre note floreali e avvolgenti grazie ai nettari e ai pollini.

Per preservare il vero carattere della birra però, bisognerebbe usarlo in percentuali non superiori al 30%: con dosi maggiori il risultato, pur non sgradevole, potrebbe scostarsi da ciò che tradizionalmente viene considerato birra.

A causa della presenza di corpi estranei (cera, parti del corpo delle api e spore di lieviti selvaggi), il miele crudo non filtrato andrebbe sempre pastorizzato prima dell’utilizzo nella birra o bollito assieme al mosto.

Se aggiunto all’inizio di una vigorosa bollitura, uccideremo i lieviti selvatici, disattiveremo gli enzimi e rimuoveremo le tracce di cera e altri corpi estranei (pescandoli dalla superficie con una schiumarola) sacrificando però quasi totalmente sapori e aromi più delicati: il miele aggiunto contribuirà così più al grado alcolico che dal punto di vista gustativo e olfattivo.

L’estrema fermentabilità del miele spesso porta con sé un finale secco che rende la birra molto beverina.

Sorseggiare una birra al miele durante una piacevole conversazione è un’esperienza unica: solo guardando il bicchiere si avrà l’impressione di tenere in mano un vasetto di miele.

Lievito di Birra per le Api

Il lievito di birra inattivato per api è un integratore alimentare essenziale per la salute e la vitalità del tuo alveare. Il lievito di birra inattivato è noto per il suo contenuto elevato di proteine, vitamine del complesso B, aminoacidi essenziali e minerali come zinco, ferro e magnesio.

Questo supplemento contribuisce allo sviluppo ottimale delle larve e all'incremento della popolazione dell'alveare. Questo prodotto è presentato sotto forma di polvere fine, facile da somministrare nel cibo delle api.

Questo lievito di birra inattivato per api rappresenta una scelta eccellente per gli apicoltori che si preoccupano della salute e del benessere delle loro colonie. Fornisce i nutrienti essenziali necessari per una crescita sana, un'immunità rafforzata e una produzione di miele ottimale.

Come Fornire il Lievito di Birra alle Api

  • Come tale: Il lievito viene posto su teli davanti alle arnie o sul fondo di alcuni secchi.
  • Torte proteiche: 6 kg di zucchero, 2 kg di miele o sciroppo di zucchero, 1 kg di lievito di birra. Omogeneizzare bene tutti gli ingredienti e aggiustare la consistenza aggiungendo miele, sciroppo di zucchero o tisane. Alla composizione della torta si possono aggiungere medicinali o altri prodotti per stimolare le colonie di api.
  • In sciroppo: massimo 10% ben omogenizzato (1 kg lievito + 9 kg sciroppo). La somministrazione si fa dopo la raccolta e l’estrazione del miele. Si prepara solo la quantità necessaria per una somministrazione.
Metodo Ingredienti Modalità
Diretto Lievito di birra in polvere Disporre il lievito su teli davanti alle arnie.
Torte Proteiche 6 kg zucchero, 2 kg miele/sciroppo, 1 kg lievito Omogeneizzare, aggiungere miele per la consistenza, e somministrare in torte da 200g.
Sciroppo 1 kg lievito, 9 kg sciroppo Mescolare bene e somministrare dopo la raccolta del miele.

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