La merendina al cioccolato rappresenta un simbolo intramontabile dell'infanzia e della tradizione dolciaria italiana. Nata come evoluzione dei dolci fatti in casa, si è trasformata in un prodotto industriale amato da generazioni. Ripercorriamo la sua storia e scopriamo come preparare una deliziosa versione casalinga.

La Nascita delle Merendine: Un Viaggio nel Tempo
Il boom delle merendine prende il via nei primi anni Cinquanta con il lancio del Mottino, un panettone in formato mignon, pratico, soffice e facile da portare con sé.
La vera svolta arriva nel 1953, quando il Mottino si trasforma in Buondì, destinato a diventare in breve tempo un classico della colazione italiana.
È il 1953 e la brioche confezionata ricoperta di glassa e granella di zucchero dà vita a una storia d’amore lunga 70 anni. Mai intuizione fu più azzeccata.
Motta riuscì nella sua missione, non prima di aver messo a segno un altro bel punto con il primo gelato da passeggio: il Mottarello, fiordilatte su stecco che a fine anni ’40 fa divertire gli italiani non abituati a un simile prodotto.
Negli anni Sessanta arriva un’altra merendina destinata a fare storia: il Pandorino, versione mini del celebre dolce natalizio veronese firmato Bauli.
Nel 1961 Ferrero lancia la Brioss, un soffice trancino di pandispagna, semplice e genuino come un dolce fatto in casa.
Sempre nello stesso anno, Ferrero introduce un’altra novità destinata a entrare nell’immaginario collettivo: la Fiesta.
Nel ’64 arriva la diva di casa Ferrero: la Nutella.
Negli anni ’70 la svolta è con la mitica Girella: golosissima, dalla forma curiosa e divertente, un’icona per generazioni che da qualche tempo ha anche un giorno dedicato, il 20 marzo, Girella Day che impazza sui social. Nel 1973 arriva la Girella, la prima vera merendina golosa pensata per i bambini.
Dopo le prime confezioni di biscotti lanciate con successo nel ’75 e raccontate nel Carosello della Rai, il 1980 segna la nascita de Le Merende del Mulino, con brioche, bomboloni e cornetti confezionati.
Tra il 1981 e il 1986 arrivano altri grandi classici: Kinder Colazione Più, arricchita con cinque cereali e cacao; Tegolini e Soldini, entrambi con morbido pan di spagna ricoperto al cioccolato.
Sono i favolosi anni ’80, che per tutti i figli di quest’epoca passeranno alla storia come l’era del Soldino. Il Soldino era una vera prelibatezza e ha conquistato intere generazioni di piccoli e grandi golosi.
Con l’arrivo degli anni Novanta cambia anche il modo di fare merenda. In un periodo in cui cresce la sensibilità verso l’alimentazione sana, le merendine si adattano a nuove esigenze.
Nascono così le Camille, tortini soffici alle carote e mandorle, e i Plum cake, resi più morbidi e leggeri grazie all’aggiunta dello yogurt.
Gli anni Novanta segnano anche una grande innovazione con le merendine refrigerate, preparate con latte fresco pastorizzato, come la celebre Fetta al Latte.
Apprezzata dai più piccoli per la golosa crema al latte e il morbido esterno al cacao, unisce gusto e nutrizione grazie al significativo apporto di calcio e proteine nobili.
In quegli stessi anni arrivano anche i Flauti, nel 1997 e la Yogo Brioss, apparsa due anni prima. La loro forza?
Negli anni 2000, le merendine vivono una fase di nuovo rinnovamento, dando vita a prodotti che ricercano sempre maggiore equilibrio tra leggerezza e gusto.
Col nuovo millennio tutto cambia, o almeno così sembrerebbe.
Diminuisce anche l’apporto calorico complessivo, cala la quantità di zucchero e di grassi saturi ma soprattutto vengono eliminati grassi idrogenati e con essi gli acidi grassi trans.
La tendenza al salutismo si fortifica, le porzioni si fanno più piccole, grassi saturi e zuccheri si riducono, così anche l’apporto calorico: arrivano merendine dalle sembianze più sane, con frutti rossi disidratati e l’aggiunta di yogurt, ma il mito degli snack non tramonta.
Un percorso di rinnovamento ed innovazione che prosegue ancora oggi con nuove proposte anche nel segmento free from.
La scelta sul mercato è ampia, dai primi anni 2000 sono arrivati anche spuntini di ispirazione internazionale come i muffin, a cui hanno fatto seguito waffles e pancakes confezionati.
Merendine al cioccolato fatte in casa! Soffice e veloce!
Il Mercato Attuale delle Merendine
Anche i dati economici confermano la fidelizzazione degli italiani verso le merendine.
Secondo una rilevazione Circana relativa all’anno 2022, le vendite di merendine hanno toccato a valore circa 1,3 miliardi di euro - pari al 29% del totale dei Prodotti da Forno e Cereali - mentre quelle a volume si sono attestate sulle 205.073 tonnellate con una crescita del +2% rispetto all’anno precedente (Dati di vendita Circana per Unione Italiana Food).
Secondo un’analisi di Circana, nel 2022 la vendita di merendina ha toccato a valore circa 1.3 miliardi di euro (il 29% del totale dei Prodotti da Forno e Cereali), con una crescita del +2% rispetto all’anno precedente.
Dal punto di vista delle tipologie più vendute a valore, trancini (32%) e i croissant (27%) rappresentano il cuore del mercato.
Merendine in tranci e cornetti sono tra i preferiti degli italiani, seguiti dai plumcake, le tortine e le crostatine.
Tabella: Dati di Vendita delle Merendine in Italia (2022)
| Parametro | Valore |
|---|---|
| Valore delle vendite | 1.3 miliardi di euro |
| Percentuale del totale Prodotti da Forno e Cereali | 29% |
| Volume delle vendite | 205.073 tonnellate |
| Crescita rispetto all'anno precedente | +2% |

“Se siamo qui a celebrare i 70 anni delle merendine, afferma Luca Ragaglini, Vice Direttore di Unione italiana Food, significa che questo prodotto è stato capace nel tempo di conquistare l’apprezzamento di diverse generazioni di italiani.
Da una parte grazie all’innovazione che rappresenta uno dei plus principali del settore e dall’altra in virtù dell’unicità di un prodotto che è esclusivo del mercato italiano: in nessun altro Paese europeo esistono prodotti definiti con questo nome.
Quando parliamo di merendine ci riferiamo a un prodotto di derivazione diretta della nostra tradizione dolciaria: sono infatti la riduzione in formato monodose dei dolci da forno fatti in casa, soprattutto quelli a base di pan di spagna e pasta frolla.
Ne è passato di tempo da quel Mottino, ma le merendine contraddistinguono ancora i pomeriggi dell’infanzia, forse per la praticità o magari anche per quel gusto tutto industriale a cui neanche i palati più esigenti sembrano essere immuni… lo stesso che da 70 anni continua a centrare il suo obiettivo.
Un’iniziativa nata già da alcuni anni mira a riscoprire il rituale della “merenda reale” che si faceva nel ‘700 e nell’800 a Torino.
È un’idea di Turismo Torino e Provincia, l’ente locale deputato alla promozione e comunicazione delle attività turistiche del capoluogo piemontese, che ha raccolto una serie di indirizzi storici della città per ricreare o - in qualche caso - semplicemente per dare un nome preciso sul menu e una sua identità a un momento della giornata in cui ci si siede a tavola e ci si gode il relax e il gusto di una tazza di cioccolata calda e di qualche pasticcino.
Ecco dunque che una serie di caffetterie e realtà di Torino offre puntualmente la merenda reale nei suoi locali a un prezzo fissato e con un menu che fa rivivere quel momento così pieno di comfort e di fascino, nonché di dolcezza.
Caffetterie e pasticcerie aderenti alla merenda reale:
- Castello di Rivoli Museo D'Arte Contemporanea
- Pepino 1884
- Caffè Degli Argenti della Reggia di Venaria
- Caffetteria Orangerie Gerla 1927
- The Tea - Torrefazione Moderna
- Caffè Elena
- Caffè Platti 1875
- Caffè Fiorio
- Caffetteria Reale Torino
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