Pasta con Grano Italiano Certificato: Informazioni e Approfondimenti

La pasta, simbolo per eccellenza della tradizione culinaria italiana, è uno dei prodotti più esportati al mondo. I consumatori sono sempre più attenti all’origine delle materie prime, soprattutto per alimenti come la pasta di grano duro e l’olio extravergine di oliva, considerati ingredienti fondamentali della dieta mediterranea. Molti pensano, erroneamente, che questi prodotti siano ottenuti quasi esclusivamente con materia prima italiana, ma spesso non è così. Controllando l'etichetta, si scopre che gran parte dell'olio extravergine e della pasta nei supermercati è ottenuta con miscele di materie prime importate da Paesi UE ed extra UE.

In questo articolo, esploreremo a fondo il mondo della pasta con grano italiano certificato, analizzando la produzione, le certificazioni, le marche che utilizzano grano 100% italiano e le problematiche legate all'importazione di grano dall'estero.

Produzione e Consumo di Pasta in Italia e in Europa

Nel 2022, l'Unione Europea ha prodotto 6,1 milioni di tonnellate di pasta, per un valore di 7,8 miliardi di euro. L'Italia, con 4,2 milioni di tonnellate prodotte (per un valore di 5,1 miliardi di euro), rappresenta il 68% della produzione totale della UE in termini di volume. È anche il primo esportatore di pasta in Europa, con 2,1 milioni di tonnellate che attraversano le frontiere italiane, pari al 75% del totale europeo.

Complessivamente, quasi 2,8 milioni di tonnellate di pasta sono state esportate dai membri della UE nel 2022, e più della metà (56%) è andata ad altri paesi membri, soprattutto Germania (414.758 tonnellate) e Francia (358.117).

In Italia si producono 3,9 milioni di tonnellate di pasta, con una filiera che conta 120 imprese, oltre 10.000 addetti e quasi 200.000 aziende agricole italiane impegnate a fornire grano duro di altissima qualità. Nel corso del tempo, sono aumentati esponenzialmente anche i formati della pasta, arrivati a quota 300, mentre alle varietà tradizionali si sono aggiunte quelle integrali, senza glutine, con farine alternative e legumi. La ricerca del Made in Italy ha condotto anche alla riscoperta di grani antichi, riportando nel piatto il Senatore Cappelli, la Timilia, il Saragolla e altre varietà che hanno fatto la storia del Paese a tavola. All’estero finisce ben oltre la metà (il 62%) della produzione nazionale di pasta.

In testa alla classifica dei principali clienti si piazza la Germania, davanti a Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Giappone, cinque paesi che assorbono da soli oltre metà dell`export, mentre i mercati in più rapida crescita sono Cina, Canada, Spagna e Arabia Saudita. Nel 2021 le esportazioni di pasta tricolore raggiungeranno il valore di 2,9 miliardi, secondo una proiezione della Coldiretti su dati Istat, con un aumento del 7% rispetto al periodo pre Covid.

Con la pandemia, gli italiani sono tornati anche a fare la pasta in casa, con quattro famiglie su dieci (41%) che nel 2021 si sono cimentate con il mattarello sotto la spinta del ritorno alla tradizione e del maggior tempo trascorso tra le mura domestiche, secondo un'analisi Coldiretti/Ixè. Dalle tagliatelle ai tortellini, dalle lasagne ai ravioli, se in passato erano, soprattutto i più anziani a fare la pasta un casa adesso la passione si sta diffondendo anche tra i più giovani e tra persone completamente a digiuno delle tecniche di preparazione, grazie alle nuove tecnologie che hanno registrato un boom di vendite durante la pandemia.

Pasta fresca all'uovo (sfoglia e formati)

L'Importanza del Grano Italiano e delle Certificazioni

L’utilizzo esclusivo di grano duro pugliese rappresenta un grande vantaggio perché è proprio in questo territorio che da sempre si coltiva il miglior grano duro d’Italia, che matura naturalmente al sole, senza utilizzo di sostanze chimiche. La Puglia è la terra che ha dato origine al frumento duro e per le sue condizioni pedoclimatiche rappresenta l’areale ideale in cui anche lo sviluppo di alcuni patogeni come le micotossine è pressoché limitato.

Per garantire primi piatti sempre eccezionali, dal gusto prelibato, saporito e intenso, l’ingrediente principe deve essere la pasta. Nella tradizione lucana, troviamo una lavorazione e preparazione della pasta completamente rivolta alla tradizione e all’uso di materie prime di qualità e, in particolare, di grano 100% italiano. La pasta fatta con grano italiano che abbiamo selezionato vanta una lavorazione impeccabile, materie prime di grande qualità, certificata 100% italiana dai migliori produttori italiani.

Certificazioni di Qualità

Le certificazioni sono uno strumento indispensabile per indicare la trasparenza nel prodotto:

  • BRC Global Standard for Food Safety: Focalizzato sulla qualità e sicurezza igienico-sanitaria dei prodotti, che prende come riferimento per la pianificazione e implementazione la metodologia HACCP.
  • IFS (International Food Standard): Presenta l'azienda come un fornitore capace di offrire prodotti sicuri, conformi alle specifiche contrattuali e ai requisiti di legge.
  • Certificazione Halal della World Halal Authority - WHA: Assicura la conformità dei sistemi, processi, servizi e prodotti ai requisiti fissati dalle norme Halal e dagli standard Halal internazionali.

Oggi la linea Etichetta Gialla è una delle paste con il minor impatto ambientale in Italia: la quantità di anidride carbonica rilasciata nell’aria durante tutto il suo ciclo di produzione è di lieve entità. Questa certificazione garantisce che la pasta di semola di grano duro è ottenuta con semola di grano duro coltivato in Italia. I prodotti, quando espressamente indicati con la dicitura “biologico”, sono conformi ai requisiti del Prodotto Biologico, in conformità con la certificazione ICEA. L'azienda produce alimenti idonei al consumo e conformi alle norme di alimentazione Kosher.

Marche di Pasta e Provenienza del Grano

Abbiamo preparato un elenco delle marche di pasta di grano duro più diffuse nei punti vendita, indicando per ognuna se hanno scelto di usare solo grano italiano o miscele di materie prime di varia origine.

Barilla e Voiello sono state due delle grandi marche a livello nazionale, senza contare le aziende bio, a utilizzare solo grano italiano, dopo un lavoro di selezione sul territorio dei produttori, durato molti anni. A seguito dell’obbligo dell’indicazione dell’origine del grano in etichetta sono stata molte le marche che hanno modificato i Paesi di approvvigionamento, investendo sulle coltivazioni 100% italiane.

L’obbligo dell’indicazione del Paese di coltivazione della materia prima in etichetta per la pasta di semola di grano duro, insieme a quello della molitura, è previsto dai due Decreti Ministeriali del 26 Luglio 2017, ed è prorogata fino al dicembre 2021. Attenzione però, il fatto di utilizzare esclusivamente grano od olive italiane non è necessariamente una garanzia di qualità superiore. Infatti eccetto per i prodotti Dop che devono seguire regole precise, negli altri casi la qualità della materia prima non è legata necessariamente all’origine. Prova ne è che alcune delle migliori paste italiane sono preparate con miscele di grani stranieri e anche per tanti oli non Dop vale lo stesso discorso.

Tabella delle Marche di Pasta e Provenienza del Grano

Marca Provenienza del Grano
Agnesi -
Alce Nero -
Antonio Amato -
Armando -
Barilla 100% italiano
Baronia -
Combino (LIDL) UE e non UE (molitura in Italia)
Conad UE e non UE
Coop UE e non UE
Cuore Mediterraneo (Todi’s) UE e non UE
De Cecco -
Despar UE e non UE
Divella Italia, UE e non UE (macinato in Italia)
Garofalo -
Granoro Italiani, UE e non UE
La Molisana -
Novella (iN’s) UE e non UE
Rummo Ue e non Ue (Italia e Australia)
Tre Mulini (Eurospin) UE e non UE

Importazione di Grano dal Canada e Rischio Glifosato

Dopo anni di diminuzione, torna ai massimi l’importazione di grano duro dal Canada con il rischio glifosato. Crescono le importazioni di grano dal Canada e anche i prezzi interni dei pacchi di pasta continuano a subire rialzi. Da un anno a questa parte prevale il segno più lungo tutta la filiera simbolo del made in Italy a tavola. L’approvvigionamento del grano duro dal paese del Nord America torna a livelli massimi.

Progressivamente però le navi dal Canada sono tornate ad attraccare sempre più numerose nei porti italiani. Dove finisce questo grano? Nella pasta destinata all’esportazione.

Poco più di un anno fa nell’autunno del 2022 il combinato disposto tra crollo della produzione canadese, con la conseguente tensione delle quotazioni, e crisi energetica prodotta dal conflitto in Ucraina, ha determinato un aumento consistente dei listini della pasta: in base ai dati Ismea, il prezzo medio di un chilo di pasta è passato da 1,42 euro del 2021 a 1,84 euro nel 2022. La spinta inflazionistica tuttavia non si è arrestata e, come ha testimoniato un’indagine del Garante dei prezzi presso il ministero delle Imprese e del made in Italy, nel mese di marzo 2023 il prezzo medio della pasta ha fatto registrare un ulteriore aumento del 17,5% rispetto all’anno precedente. Risultato: un chilo di pasta si aggirava intorno 2,13 euro. Un aumento, ricordava nel maggio scorso Mister prezzi, non giustificato visto che le quotazioni del grano duro in quei mesi era in sensibile calo sui mercati internazionali.

tags: #pasta #con #grano #italiano #certificato