L'Italia è rinomata per alcuni dei piatti più amati al mondo, tra cui spiccano la pizza, la pasta e il gelato. Gustata da milioni di persone in tutto il mondo, nei ristoranti, agli angoli delle strade o anche a casa, la pizza è un piatto molto amato in Italia, con alcune ricette tradizionali protette dall’Unione Europea.

La pizza napoletana, ad esempio, viene cotta in forni a legna e presenta una crosta piatta e rotonda spennellata di olio prima di essere condita con vari ingredienti. Altri stili di pizza, come la pizza siciliana, sono di tipo profondo. La pizza Margherita è la forma classica, condita con pomodoro, basilico e mozzarella. Oggi la pizza è ampiamente servita nei ristoranti e viene tipicamente mangiata con coltello e forchetta.
Avellino, con la sua ricca storia e cultura, offre un'attrattiva locale come il Museo Irpino, situato nelle vicinanze del ristorante, che rappresenta un elemento importante della cultura originale della città. Nel cuore del centro storico di Avellino, il capoluogo irpino, si trova un ristorante che regala sempre spunti e indirizzi interessanti per vivere esperienze gastronomiche uniche: Porzioni di Pizza Avellino.
L'Esperienza Gastronomica da Porzioni di Pizza Avellino
Porzioni di Pizza Avellino offre una varietà di pizze esotiche, tra cui la pizza margherita, la pan pizza e la pizza con prosciutto crudo. I clienti possono anche gustare ottimi cocktail margarita, perfetti per accompagnare la pizza scelta. Secondo diverse recensioni, il personale di Porzioni di Pizza Avellino è disponibile e offre un servizio veloce. L'atmosfera è descritta come eccitante e piacevole, rendendo l'esperienza culinaria ancora più gradevole.
Considerazioni sui Prezzi
Alcuni critici hanno notato che i prezzi potrebbero essere considerati elevati rispetto ad altri locali simili.
RICETTA PIZZA VERACE NAPOLETANA PIU' BUONA DI NAPOLI di Vincenzo Esposito (Pizzeria Carmnella)
Alternative Gastronomiche in Irpinia
Oltre a Porzioni di Pizza Avellino, la regione offre altre opzioni culinarie di rilievo. Ad esempio, Alma Gourmet d’Irpinia, guidato dal giovane chef Mattia Del Gaudio, propone una cucina legata al territorio in chiave gourmet, valorizzando aziende e prodotti irpini. Questo ristorante offre un'esperienza gastronomica che unisce tradizione e innovazione, con un'attenzione particolare alla pizza di alta qualità, disponibile soprattutto la sera.
Un'altra opzione interessante è rappresentata da Zest a Caiazzo, un locale curato e raffinato dove la chef Amelia Falco crea piatti che esaltano le tradizioni gastronomiche locali con abbinamenti creativi. Da non perdere le polpette, i primi piatti come il risotto ai carciofi e l'esperienza di grigliare la carne al tavolo.
Infine, a Pietrelcina, si trova il ristorante Boda De Ciondro, un antico stabile restaurato che offre una cucina legata al territorio con un mix di tradizione e creatività.
Errico Porzio: Un Pizzaiolo Innovativo
Classe 1976, un esercito di follower, una community di clienti, una bella squadra di dipendenti e tante pizze sfornate ogni giorno. L’identikit potrebbe appartenere a un altro pizzaiolo famoso come ad esempio Gino Sorbillo (sono quasi coetanei), mentre qui stiamo parlando di Errico Porzio. La sua bravura? Ma come è cominciato tutto questo? Porzio ha raccontato di aver dato il via alla sua carriera molto presto, intorno ai 14 anni, quando iniziava a dare una mano in pizzeria, come “discendente da un’antica e storica famiglia di pizzaioli napoletani”. Con la sua pizzeria di proprietà, inizialmente solo d’asporto, comincia ancora giovanissimo, a 25 anni a Soccavo. E arriva sui social in modo massiccio nel 2014. A seguirlo sono dei professionisti, racconta lui, l’agenzia con base a Napoli Apologize che si occupa di comunicazione e che racconta nei video ogni aspetto della vita della sua vita. Dal cliente che si lamenta, al prezzo delle pizze, dalle ricette alle nuove aperture. Più che il canale di una pizzeria o di un pizzaiolo, sembra di entrare nella vita privata di un VIP o di un reporter, che documenta ogni aspetto del quotidiano.
La strategia social è così centrale nella riuscita del racconto di Porzio che nel suo menu entrano anche le pizze che prepara su suggerimento dei clienti, in risposta ad alcuni dei numerosi commenti che riceve sui social. Famosi di Porzio oltre che alcune sue pizze (o forse un po’ di più?) i dissing e i fatti di cronaca che ruotano intorno alle sue pizzerie. Ultimo in ordine di tempo, lo scassinamento della sua pizzeria romana da parte di un ladro ubriacatosi e addormentatosi poi all’interno del negozio. Nel 2022 Porzio è andato a provare la pizza di Flavio Briatore da Crazy Pizza a Roma partendo da Napoli e ha pubblicato una recensione sui suoi canali, facendo vedere anche gli scontrini. Altro caso molto dibattuto, questa volta nel 2023, fu l’episodio con un’influencer locale che si sarebbe aspettata di ricevere la pizza in omaggio in cambio della sua visibilità e della pubblicazione di alcune stories, poi cancellate. Una pratica molto più diffusa di quanto si pensi, quella dello “scambio merce” tra ristoratori e influencer, che spesso genera immotivate ondate di disprezzo da parte del pubblico.
Come sono le pizze di Errico Porzio?
Le pizze di Errico Porzio ricalcano solo in parte la tradizione più classica della pizzeria partenopea: talvolta i cornicioni si gonfiano e gli ingredienti diventano più vari e meno convenzionali, così come cambiano gli impasti e le materie prime con cui sono realizzati. Oltre a questo sono da segnalare alcune scenografiche e baroccheggianti pizze (o le si ama oppure si storce decisamente il naso) che sono diventate una sorta di marchio di fabbrica dei suoi menu. Pensiamo ad esempio all’aperipizza, una pizza che arriva al tavolo con sopra un’alzatina con cascate di prosciutto che regge un cestino di pizza che contiene una frittura mista napoletana. Da mettere a centrotavola e dividere con i commensali. Altro cavallo di battaglia sono invece i poker, delle pizze che presentano una variazione di 4 gusti, preparate poi in diverse declinazioni. Abbiamo per esempio la pizza poker con margherita, salsiccia e friarielli, ripieno classico e poi una pizza fritta insieme, nata per la prima volta nel 2006 per celebrare la vittoria agli Europei di calcio dell’Italia. La pizza viene preparata dividendo l’impasto in 4 quarti. Un triangolo viene ribaltato sull’altro lato e riempito come se fosse un calzone.
Venendo infine alle pizzerie, l’ascesa è stata importante e condotta nel giro di alcuni anni (forse meno celere di altri suoi colleghi). I marchi sotto il nome Errico Porzio sono tre: Pizzerie Errico Porzio, Porzioni di Pizza e Al Solito Porzio. Attualmente le pizzerie sono presenti soprattutto tra Napoli e Campania, ma Porzio ha aperto anche a Roma e Bari e si appresta ad aprire a Cosenza. E adesso si arriva anche a Milano: la prima pizzeria al nord è stata presentata in un post il 7 maggio con vie e targhe coperte, ma CiboToday ha potuto ricostruire che il locale si trova all’angolo tra Via Solari e Via Loria, dove prima trovavano posto le ben 9 vetrine del ristorante Lob’s.
24 Posti: Una Rivelazione Gastronomica ad Avellino
Avellino ci sta regalando incredibili sorprese. Il capoluogo irpino presenta alcuni indirizzi davvero notevoli e una proposta gastronomica ampia e variegata, capace di venire incontro alle esigenze di tutti. 24 Posti per noi è stata davvero una rivelazione. Il locale si trova in via Gabriele Speranza, in zona centrale. L’impatto è decisamente positivo, 24 Posti è piccolo, accogliente curato, lo stile è moderno, direi essenziale o minimal. C’è un unico ambiente con illuminazione studiata e soffusa che regala sicuramente un’atmosfera raccolta e per certi versi intima. C’è anche la cucina a vista che dà sulla sala. Da sottolineare come il locale abbia anche alcuni posti esterni sotto il porticato dove è possibile pranzare o cenare durante la bella stagione. Qualcuno poi vorrà sapere perché la scelta del nome 24 Posti. Mai risposta fu più facile: semplicemente perché all’interno ci sono giusto 24 coperti. Noi abbiamo prenotato in anticipo il nostro tavolo.
Come sempre diamo un rapido sguardo alla carta che presenta poche proposte ma ben studiate e calibrate. La cucina è prevalentemente di mare ma non manca qualche proposta di terra. Ordiniamo una minerale e due calici di Fiano della Cantina Giovanni Molettieri, un bianco ottenuta da uve di Fiano in purezza, di un bel colore giallo paglierino vivo, sentori di frutta e una buona acidità al palato. L’altro antipasto che abbiamo scelto in carta è denominato Delizie 24 Posti. In pratica una mozzarellina di bufala con gamberi rossi di Mazara e tartufo nero, burratina pugliese con acciughe del Cantabrico e crostini di pane e una polpetta di baccalà. Spaziale l’abbinamento della mozzarella di bufala con il soave gambero rosso di Mazara e le lamelle di tartufo. Quello tra la burrata e le alici del Cantabrico è un matrimonio d’amore sensuale. I due antipasti non fanno altro che far aumentare le aspettative in attesa dei primi.
Continuiamo con proposte di mare, ecco un paradisiaco risotto alla pescatora, opulento, gustoso e “ricco” di pesce. Se il risotto ci è piaciuto, non sono da meno gli spaghetti con cozze, cacio e pepe. Altro abbinamento azzeccato. La sapidità delle cozze si sposa a meraviglia con quella del cacio e pepe e con la sua cremosità. Decidiamo di provare anche un secondo da dividere. La nostra scelta cade sulla tagliata di filetto di tonno. Siamo sazi, nostro malgrado saltiamo il dessert. Facciamo un giro di limoncello artigianale e chiediamo il conto. Paghiamo per la nostra cena da 24 Posti, poco più di 45 euro a persona.
24 Posti è stato davvero una bella scoperta. Questo locale dallo stile moderno ed essenziale con cucina a vista, si trova ad Avellino centro. Si chiama così perché all’interno ci sono effettivamente 24 coperti (per cui è sempre preferibile prenotare). Qui trovi un’ottima cucina prevalentemente di mare con una materia prima di qualità, ma non manca qualche proposta di terra. Insalata di mare eccellente. Meraviglioso il risotto alla pescatora che abbiamo gustato. Il servizio è professionale e veloce. Buona la carta dei vini. Corretto il rapporto qualità prezzo. 24 Posti ad Avellino è decisamente un indirizzo da segnare in agenda ed entra di diritto nella nostra guida sul web di quelli che sono i locali da non perdere.
La Sirena: Un Angolo di Mare nel Cuore di Avellino
Avellino ci sta regalando davvero spunti interessanti e indirizzi degni di nota. Il capoluogo irpino offre una proposta gastronomica varia e capace di accontentare i food lovers e in generale quelli che amano la buona tavola. Ad Avellino ci sono anche alcuni indirizzi dove poter gustare un’ottima cucina di mare, uno di questi è senza dubbio La Sirena. Non è la prima volta che veniamo qui, e ogni volta è una conferma. Siamo in pieno centro in Via Mancini. La location è semplice e raffinata, il locale si trova sotto un elegante porticato, si sviluppa in lunghezza e si presenta come un riuscitissimo mix di semplicità e modernità in chiave “marinara”, predominano i colori chiari, due su tutti: il blu ed il grigio. Ci sono anche dei tavoli all’esterno sotto il porticato. La mise en place è semplice, essenziale ma al contempo curata.
La particolarità della Sirena è che le proposte vedono come protagonista il pesce proveniente dalle pescherie della stessa proprietà. Questa è un’ulteriore garanzia. Altra garanzia qui alla Sirena è la titolare: la signora Carmen, cordiale, attenta, e sempre pronta a venire incontro alle esigenze degli ospiti. Come al solito diamo un’occhiata al menù, essenziale, semplice da consultare, ci sono gli antipasti e i crudi, ben sette proposte di primi, i secondi, contorni e dessert. Le proposte si muovono nel solco della tradizione: pochi fronzoli e tanta sostanza. Qui la cosa che conta è la materia prima.
Da bere ordiniamo una minerale e una bottiglia di Neromora rosè di Vinosia. Un vino sorprendente, un rosato ottenuto da uve di aglianico. Colpisce il colore, un rosa acceso e vivace, con note di frutti rossi e un piacevole finale. In attesa degli antipasti ecco due calici di bollicine e delle frittelline di alghe calde calde, sempre gradite. La nostra scelta cade su mozzarella di bufala e salmone affumicato, un abbinamento incredibilmente riuscito, la mozzarella si sposa a meraviglia con il salmone e la sua suadente e sapida nota. Gli antipasti non hanno fatto altro che aumentare il desiderio di provare i primi. Abbiamo scelto due piatti della tradizione. Gli scialatielli ai frutti di mare sono memorabili, perfetta la cottura della pasta, meraviglioso il sughetto (che mi ha costretto alla scarpetta lo ammetto). Da notare la presenza generosa dei frutti di mare, dettaglio questo tutt’altro che trascurabile. Decido di prendere anche un secondo e la mia scelta ricade su una fritturina di calamari e totani. Saltiamo il dessert e prendiamo due amari Jefferson per chiudere il nostro pranzo.
Chiediamo il conto e paghiamo poco più di 45 euro a persona. La Sirena ad Avellino non delude mai le nostre attese. E’ un fantastico indirizzo se vuoi gustare una buona cucina di mare nel cuore del capoluogo irpino. Il locale è centrale e gradevole con la possibilità di poter pranzare e cenare anche all’aperto. Consiglio sempre di prenotare per riuscire a trovare posto. Le proposte di cucina si muovono nel solco della tradizione, pochi fronzoli e tanta sostanza. Qui quello che conta è la materia prima di assoluta qualità. Il pesce proviene dalle pescherie della stessa proprietà. Sorprendente l’abbinamento della mozzarella di bufala con il salmone affumicato, agli scialatielli ai frutti di mare che ho gustato qui, mancava solo la parola. Il servizio è veloce e informale, fornita la carta dei vini con molte etichette italiane, ovviamente irpine e anche qualche azienda estera. Buono il rapporto qualità - prezzo. L’altra garanzia è la presenza della titolare Carmen, perfetta padrona di casa e sempre pronta a venire incontro alle richieste degli ospiti. La Sirena ad Avellino è certamente un indirizzo da segnare in agenda se vuoi gustare una buona cucina di mare nel capoluogo irpino e si conferma nella nostra guida sul web tra gli indirizzi da non perdere. La Sirena Via Pasquale Stanislao Mancini n.
Sa’ di Cucina & Co: Un'Esperienza Gastronomica Indimenticabile
Siamo ad Avellino, il capoluogo irpino ci regala sempre spunti interessanti e indirizzi degni di nota, capaci di fare la gioia dei food lovers e degli appassionati. Noi siamo tornati da Sa’ di cucina & co. Memori della nostra esperienza precedente, ci siamo fermati a cena. Sadi cucina Co. Il locale è come lo ricordavamo, l’atmosfera è intima, bella e curata l'illuminazione con particolari lampade a sospensione, l’arredo è sobrio e c’è grande attenzione ai dettagli. Ci saranno una quarantina di posti a sedere, sobria anche la mise en place. Noi ci accomodiamo e come al solito diamo uno sguardo al menù che cambia in base alla stagione e alla reperibilità di prodotti e materie prime. C’è un grande legame con il territorio, infatti in carta troneggiano diversi prodotti ed eccellenze irpine. Ci sono cinque proposte di antipasti, più un tagliere di salumi e formaggi, sei proposte di primi piatti, sette secondi, i dolci e una interessante e fornita carta dei vini.
Da bere ordiniamo una minerale e un vino che spesso e volentieri prendiamo perché ci piace. Una bottiglia di Rasott dell’Azienda Agricola Boccella di Castelfranci. Fantastico rosso, ottenuto da uve aglianico, di un bel colore rosso rubino intenso, con note di frutti rossi, quasi speziato, con buoni tannini e una personalità prorompente. Rasott. Noi cominciamo con un antipasto denominato “Lo chef racconta”, fiocco di culatello irpino di “Ciarcia”, polenta con funghi porcini e nocciole avellane, montanarina con broccoli e lardo e pecorino di Moliterno, ricottina con noci e miele e una polpettina al ragù. Davvero un ottimo incipit, nota di merito per i salumi (meraviglioso in particolare il fiocco di culatello) e la montanarina, soffice, morbida, profumata con i broccoli che amoreggiavano con il meraviglioso lardo, e che dire di quella polpettina al ragù? L’altro antipasto che ordiniamo è una vera carezza: l’uovo all’occhio di bue su purea di patate, pane croccante e tartufo nero di Bagnoli Irpino. Semplicemente divino.
La nostra cena da Sa’ di cucina & co procede alla grande. L’antipasto non ha fatto altro che confermare quanto di buono avevamo notato la prima volta che siamo stati qui. Siamo curiosi di gustare i primi. Si comincia con un risotto “acquerello” mantecato al topinambur con polvere di funghi porcini e tartufo nero di Bagnoli Irpino. Si continua con uno dei must della casa. Un piatto che gli ospiti di Sa’ di cucina & co apprezzano da sempre, la pasta e patate con crema di carote, polvere di olive nere, funghi porcini e provola. Chiudiamo il giro dei primi piatti con una pasta lunga, in questo caso spaghettoni quadrati con crema di friarielli, salsiccia e scaglie di pecorino. Anche qui, l’abbinamento è perfetto e il piatto non delude le nostre aspettative. Decidiamo di prendere anche due secondi da dividerci. E poi ecco la guancia di vitello brasata all’aglianico su purea di patate. Siamo satolli e nostro malgrado saltiamo il dolce. Facciamo un generoso giro di amari (per me il Jefferson) e chiediamo il conto.
Paghiamo per la nostra cena da Sa’ di cucina & co, 47 euro a persona. Sa’ di cucina & co è stata una meravigliosa conferma. Situato nel cuore del centro storico di Avellino questo locale ha l’aria di un bistrot, bella l’atmosfera che c’è, grazie ad un arredo curaro e ad un perfetto gioco di illuminazione. In un primo tempo questo locale era una vineria che nel tempo si è trasformata in quello che è oggi: un meraviglioso ristorante che fa della qualità il suo mantra. Materie prime scelte e selezionate, stagionalità dei prodotti e un forte legame con il territorio. Le proposte di cucina sono un “mash up” di tradizione e creatività. Ottimi gli antipasti, l’uovo all’occhio di bue su purea di patate, pane croccante e tartufo nero di Bagnoli Irpino mi ha incantato. Tra i primi, la pasta e patate con crema di carote, polvere di olive nere, funghi porcini e provola, da sola merita la visita, a dir poco spaziale. Anche la carne è eccellente, in particolare la guancia brasata all’aglianico che ho gustato era paradisiaca. Di livello la selezione dei vini e delle birre artigianali. Il servizio è veloce, puntuale e professionale. Il rapporto qualità - prezzo decisamene corretto. Sa’ di cucina & co ad Avellino si conferma nella nostra guida sul web tra quelli che sono gli indirizzi da non perdere.
Tratturì - Transumanza Gastronomica: Un Viaggio nel Gusto Irpino
Siamo nel cuore di Avellino. Qui c’è un indirizzo che merita assolutamente la visita: Tratturì - Transumanza gastronomica. Tratturí - Transumanza Gastronomica. Tratturì - Transumanza gastronomica è particolare già dalla scelta del nome. Il richiamo è ai tratturi, i percorsi usati dai pastori per la transumanza, per spostare le greggi da una zona all’altra, a volte da una regione all’altra al passare delle stagioni, alla ricerca di pascoli e foraggi freschi, seguendo percorsi e tracce che si perdono nel tempo. Quella è una strada che esiste da sempre e resiste. Tratturì elabora il concetto del passaggio, del viaggio attraverso piatti e percorsi che cercano di valorizzare prodotti e piatti della tradizione ma presentati in una chiave contemporanea e per certi versi creativa. Quella che lo chef definisce “transumanza gastronomica”, ma elabora anche il concetto del tempo. Questo luogo diventa una sorta di oasi, in pieno centro, in cui trascorrere del tempo gustando questa “cucina di transumanza” e quindi compiendo un percorso attraverso i prodotti e i piatti scelti dallo chef.
L’idea del percorso si nota anche guardando il menù che cambia settimanalmente e che non presenta la divisione in antipasti, primi, secondi e dessert. Tutte le portate sono segnate una dopo l’altra senza distinzioni. Ma partiamo dal principio. Come detto siamo ad Avellino in pieno centro, qui appena comincia Via Vincenzo Sara, prolungamento di Via Cristoforo Colombo c’è Tratturì. Entrando l’impressione è proprio quella di una piccola oasi, c’è un gradevole spazio esterno con dehors ideale per cenare all’aperto durante la bella stagione e poi la struttura interna. Due ambienti, uno con grande e luminosa vetrata e un bellissimo camino di design al centro, l’altra sala dà invece sulla cucina che è in parte a vista. L’arredo è curato, essenziale e decisamente gradevole. Come detto il menù cambia spesso e presenta le portate e i piatti senza distinzioni in categorie.
Da bere ordiniamo una minerale e due calici di Agianico della Cantina Trodella di Lapìo. Un bel rosso corposo, quasi imponente con un tannino marcato. Elegante, raffinato. Intanto arrivano i loro pani. Cominciamo con un fiore di zucca ripieno di patate e curry rosso, su fondo di burre blanc con talli spadellati e una giardiniera di verdurine. Semplici ma convincenti le melanzane prima grigliate e poi cotte al forno con vinaigrette al miele con misticanza e pecorino. Ecco un’altra proposta interessante nella sua semplicità. Una rosa di pesche e zucchine grigliate su fondo di emulsione di zucchine alla scapece, maionese alle erbe, misticanza e cacioricotta. L’incipit è stato interessante. Siamo curiosi di provare i primi. E i risoni con lattica e peperoni. Davvero particolare la scelta di questo formato di pasta, i risoni che mi ricordano l’infanzia. Me li preparava sempre la mia cara mamma, ma ammetto che è la prima volta che me li trovo in carta in un ristorante. Un piatto riuscitissimo, avvolgente, dal gusto circolare. Fantastica la scelta della lattica.
Visto che siamo nel regno della “transumanza gastronomica” ho deciso di gustare un secondo tradizionale: la trippa in umido con pomodoro e nepitella. Non possiamo non chiudere in dolcezza il nostro pranzo. Optiamo per due dessert. E una tartelletta al cioccolato bianco, albicocca e basilico. Anche con i dolci è chiara la volontà di proporre qualcosa di creativo, soprattutto nell’abbinare il basilico all’albicocca e cioc...
| Ristorante | Specialità | Atmosfera | Prezzo Medio |
|---|---|---|---|
| Porzioni di Pizza Avellino | Pizza Esotica, Cocktail Margarita | Eccitante e piacevole | Medio-Alto |
| Alma Gourmet d’Irpinia | Cucina Gourmet, Pizza di Alta Qualità | Innovativa e tradizionale | Alto |
| Zest (Caiazzo) | Tradizioni Gastronomiche Locali, Polpette | Curata e raffinata | Medio |
| Boda De Ciondro (Pietrelcina) | Cucina Legata al Territorio | Tradizionale e creativa | Medio |
| 24 Posti (Avellino) | Cucina di Mare, Risotto alla Pescatora | Moderna e accogliente | Alto |
| La Sirena (Avellino) | Cucina di Mare, Scialatielli ai Frutti di Mare | Semplice e raffinata | Medio |
| Sa’ di Cucina & Co (Avellino) | Cucina Irpina, Uovo all’Occhio di Bue con Tartufo | Intima e curata | Alto |
| Tratturì - Transumanza Gastronomica (Avellino) | Cucina di Transumanza, Risoni con Lattica e Peperoni | Accogliente e creativa | Medio |
