Le Ricette di Petronilla: Quando l'Economia Incontra la Cucina

Amalia Moretti Foggia della Rovere, medico pediatra, è nota soprattutto con lo pseudonimo di Petronilla, sotto il quale, a partire dal 1927, tenne alcune rubriche sulla Domenica del Corriere e Il Corriere dei Piccoli. Il suo motto era “mangiar bene con poco”.

Numerose donne impararono a cucinare grazie ai suoi suggerimenti, raccolti anche in un libro del 1939, Ricette di Petronilla che in questa pubblicazione viene riprodotto fedelmente nei contenuti. Si tratta di ricette per ogni occasione, dai primi piatti alle pietanze di carne, pesce e verdura, per concludere con dolci, marmellate e liquori.

Chi era Petronilla?

Nata a Mantova nel 1872 in una famiglia di farmacisti, Amalia Moretti Foggia si laureò prima in scienze naturali a Padova nel 1895 e, tre anni dopo, in Medicina a Bologna, terza donna in Italia e prima a conseguire la specializzazione in pediatria. Arrivò al “Corriere” attraverso Eugenio Balzan, al quale si deve l’intuizione di puntare su una donna per avvicinare sempre più persone alla “Domenica”.

Amalia accettò l’anonimato e gli pseudonimi: l’obiettivo era conquistare quanti più lettori poteva ed era consapevole che il “dottor Amal” (un medico uomo) e l’allegra Petronilla (non certo una donna progressista e laureata), avrebbero aperto molte più porte della sua vera identità.

Infatti, oltre alle due lauree, Amalia frequentava donne come Anna Kuliscioff e Ada Negri: non era una casalinga come le altre, si era affrancata da quella condizione da molto tempo, tuttavia seppe calarsi in quei panni con sensibilità, dando nozioni di igiene e medicina a chi aveva poca istruzione, una famiglia numerosa cui badare e pochi mezzi.

Scriveva con piglio leggero e scanzonato, offriva ricette semplici e varie a giovani mogli senza esperienza ma con mariti che pretendevano e non aiutavano, rafforzando in qualche modo il senso e il valore della fatica in chi ogni giorno, in tempi di razionamenti, metteva in tavola un pasto senza ricevere in cambio neanche una briciola di gratificazione dai propri cari. Pubblicò oltre ottocento articoli come Petronilla e il doppio come dottor Amal con l’obiettivo di aiutare chi aveva meno possibilità economiche a crescere e a migliorare se stesso e la propria vita.

Uno dei molti personaggi che frequentavano la casa dei Della Rovere-Moretti Foggia era Eugenio Balzan, direttore editoriale del Corriere della Sera, da cui si era distaccata la costola “Domenica del Corriere” e su cui appare, nel ’26, la rubrica “Il parere del medico” tenuta dal Dott. Amal. E’ la nostra Amalia Moretti Foggia che in questo modo camuffa, senza però rinunciarvi, la sua femminilità e inizia un dialogo ininterrotto con un pubblico popolare. Sarà la prima e vera informazione sugli aspetti igienici, sulle norme comportamentali e sulla medicina moderna in un Paese ancora legato alle credenze popolari e, non a caso Amalia parla anche volentieri delle erbe medicinali, per entrare in sintonia con il suo pubblico popolare.

Dopo un paio di anni di successi della rubrica medica la Domenica pensa ad istituire una rubrica di cucina, anche questa viene affidata ad Amalia Moretti Foggia che sceglie di condurla con il nome di PETRONILLA, deriva probabilmente dalla famosa striscia di Arcibaldo e quindi autoironico. Attraverso le preziose righe della rubrica “Tra i fornelli“, la dottoressa-cuoca comincia a dispensare i suoi consigli per una corretta e sana alimentazione.

La stessa Amalia descriverà il suo compito: «... intorno all’eterno tema che - dopo quello dei mondiali eventi - tiene sottosopra, in questi tempi, ogni cuor… sul modo di sbarcare il lunario mangereccio, consumando poco grasso, poco riso, poca pasta, poca farina e poco zucchero, spendendo pochetto ma nutrendo bastevolmente». E l’ennesimo successo non tarda ad arrivare. Le ricette «per tempi eccezionali» di Petronilla conquistano rapidamente l’immaginario delle famiglie italiane, che mettono in tavola succulente pietanze senza vuotare le tasche.

Le Ricette di Petronilla in Tempi di Guerra

Petronilla, pseudonimo scelto da Amalia Moretti Foggia per dispensare consigli di cucina e di economia domestica, raccoglie in questo volume 200 suggerimenti per fare i conti con una dispensa regolata dalla tessera annuaria, risultante in una cucina non povera, ma impoverita. Pubblicato per la prima volta nel 1943, lo sforzo creativo di Moretti Foggia non è raccogliere quelle ricette propriamente povere della tradizione, ma proporre piatti che mantengano una parvenza di borghese decoro culinario, ingegnandosi in condimenti senza grassi, maionesi senz’olio marmellate e creme senza zucchero - fino al cioccolato senza cacao e caffè senza caffè.

I suggerimenti gastronomici di Petronilla si dimostrarono ancor più preziosi durante la guerra, quando “la cuoca che non fu mai cuoca”, come lei stessa amava definirsi, illustrò la realizzazione di piatti composti da ingredienti poveri e indispensabili (dalla farina al latte, dal riso all’olio), ulteriormente ridotti dalla penuria alimentare di quel periodo.

Nella prefazione di “200 suggerimenti per ….. “Ecco qua, alcuni suggerimenti proprio per voi. E seguivano 200 consigli per cucinare con “niente pasta, niente grassi, … poche gocce d’olio ….. e così risparmiando“.

Un Esempio di Ricetta da Petronilla: La Torta della Zia Caterina

Un esempio delle ricette di Petronilla è la torta che preparava la zia Caterina:

«Questa, che spesso la cara zia Caterina preparava per noi, ragazzi, quando, la domenica, la mamma ci conduceva a visitarla. Mettano a fuoco, nella tortiera di rame, 3 etti e 1/2 di burro; e lo facciano scorrere su tutta la tortiera perché tutta così si imburri. Con il cucchiaio di legno (attente che non puzzi di intingoli carnosi e soprattutto di soffritti con cipolla) mescolino, mai però premendo; rimescolino, mai però schiacciando; e dopo 15 minuti circa di rimescolamenti, quando cioè farina e zucchero avran bevuto tutto il burro, quando l’impasto apparirà quale un ammasso di grosse briciole unte, lo versino nella tortiera; ne uguaglino, con le dita, la superficie; e pongano la tortiera o in forno caldo o fra le brage.

Per quanto tempo? I minuti precisi, nemmeno io (che son la Petronilla) ve li posso dire; che il tempo necessario a cuocer torte e piatti sempre varia, a seconda del calor del forno, che fisso non è mai! I minuti precisi vi saranno invece dati dal profumo delizioso di pasta quasi frolla ch’emanerà dal forno, e dal colore della farina stracotta che dorerà la superficie della torta. Da quell’odore, insomma, e da quel colore che mai non ingannano quando avvertono: ” Qui dentro, c’è una buona torta, ormai al giusto cotta e quindi pronta a venire… festeggiata!»

Il Ritorno di Petronilla

Oggi, Guido Tommasi Editore ripropone “Le Ricette di Petronilla”, raccogliendo gli originali suggerimenti gastronomici di Petronilla, presentando ricette per ogni occasione. Dai primi piatti alle pietanze di carne, pesce e verdura, per concludere con dolci, marmellate e liquori.

“Una riproposta encomiabile, che le amiche grey-panthers non si lasceranno sfuggire. Perché il buon senso in cucina è una costante che vale sempre, che vince sulle mode e sulle manie. La povertà dei tempi di guerra quando scriveva Petronilla, valgono i momenti bui di tante famiglie oggi, che a scrivere e lavorare di buon senso e fantasia è Stefania Barzini.

Questo volume è inoltre arricchito dal materiale d’archivio raccolto nel tempo da Gianfranco Moretti Foggia, nipote di Amalia e memoria storica della sua illustre famiglia: la rilettura di questi inediti documenti consentirà anche di conoscere dettagli e aneddoti altrimenti sconosciuti dell’affascinante vicenda biografica di Petronilla.

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