Il mirto, con il suo profumo inconfondibile e le sue molteplici proprietà, è un ingrediente prezioso nella cucina mediterranea, in particolare in quella sarda. Le bacche di questo mitologico arbusto non si utilizzano solo per il celebre liquore sardo, ma anche in numerose ricette: dal porceddu agli arrosti, dalle olive alle mozzarelle.
Non solo liquore, non solo Sardegna. Tra le spezie che meriterebbero una riscoperta, in cucina, figura sicuramente il mirto. Eppure le virtù della bacca di mirto sono davvero tante. Con il suo sapore forte e ricco, era uno dei condimenti principali utilizzati ai tempi dell'Antica Roma, prima che l'arrivo del pepe lo mettesse decisamente in secondo piano.
Una pianta profumatissima, della quale non si butta via nulla: del mirto si usa tutto. Una pianta profumata dai mille usi e benefici. Il mirto si impiega in ogni sua componente, a partire dalle foglie fino ad arrivare ai fiori e alle bacche.
Profumate essenze in ambito cosmetico e insaporitori alimentari in cucina: se le foglie di mirto sono utili per donare un tocco di sapore aggiuntivo a tanti piatti, le sue bacche sono altrettanto preziose. Con le bacche e con le foglie di mirto infatti, si preparano infusi e tisane calmanti.
I valori nutrizionali del mirto e le proprietà di questa pianta meravigliosa dipendono strettamente dalla parte che si prende in considerazione per l’uso in cucina. Le bacche e le foglie contengono acido citrico, vitamina C e acido malico.
Il mirto è ricco di mirtolo, un olio essenziale prezioso. Un antiossidante naturale del quale non si potrà più fare a meno, una volta provato: il mirto contiene il mirtolo, un olio essenziale prezioso per il nostro organismo. Questa pianta svolge una funzione antisettica e antibatterica, fornisce un valido supporto nella regolazione dei livelli di zucchero e di colesterolo.
Sono inoltre in corso studi per appurare l’incidenza del mirto nel contrastare l’insorgere di tumori.
MIRTO fatto in casa 🤪 dalla Raccolta delle BACCHE alla Preparazione del LIQUORE al MIRTO Sardo
Confettura di Mirto: Il Sapore Intenso della Sardegna
La confettura di mirto è una delle conserve più profumate e caratteristiche della tradizione sarda. Il suo gusto è selvatico, deciso, con un fondo aromatico che richiama boschi e vento salmastro. Si prepara con le bacche di mirto mature, raccolte tra fine autunno e inverno, quando sprigionano il massimo della loro intensità. Il colore è scuro e brillante, mentre il profumo è avvolgente, balsamico, quasi misterioso.
La confettura di mirto è ricca di principi attivi dagli effetti balsamici e antinfiammatori. Oltre ad essere in grado di aiutare la naturale regolarità dell’apparato digerente. Ma non solo. Questo frutto (e, in particolare, il suo olio essenziale presente nelle bacche e nelle foglie dell’arbusto) è spesso utilizzato in campo farmaceutico ed erboristico per la cura di disturbi circolatori e respiratori. Date le sue potenzialità astringenti, è un toccasana persino per chi soffre di emorroidi.
Oltre alle proprietà officinali, questa prelibata confettura è ricca di vitamine e minerali, tra cui le vitamine A, B e C, l’acido citrico, il ferro e il magnesio. Durante la cottura le bacche perderanno una parte dei loro nutrienti ma, nonostante tutto, questa confettura dal gusto particolare e dall’odore inebriante rimane l’ideale da consumare al mattino. Darà al vostro corpo una scarica di vitalità e salute in modo del tutto naturale. In più, sarà in grado di tenere alla larga influenza, tosse e raffreddore!
La confettura di mirto: per tutti i gusti e tutte le occasioni! Come già accennato, questa confettura è molto versatile: può essere gustata accompagnata da una fetta di pane durante la prima colazione e persino per farcire croissant, per addolcire un semplice yogurt bianco e per riempire torte e crostate da preparare per le occasioni speciali. In poche parole, la confettura di mirto è una pietanza golosa e unica del suo genere. Che aspettate a provarla? Soddisferà la vostra voglia di dolce e vi regalerà una carico di energia unica!
Per bilanciare la naturale tannicità delle bacche si aggiunge una mela cotogna e una leggera dose di zucchero, che ammorbidisce e lega il tutto. Un goccio di succo di limone ravviva il sapore e aiuta la conservazione naturale.
La confettura di mirto è perfetta con i formaggi stagionati, sia vaccini che ovini, ma sorprende anche in abbinamento con selvaggina o carni arrosto. Ottima sul pane rustico, dona carattere alla colazione e originalità agli aperitivi. È una delle poche conserve che raccontano un luogo preciso: il profumo del mirto è quello della Sardegna, forte, selvaggio, autentico.
Integrare uno o due cucchiai di confettura di mirto alla propria colazione giornaliera è il modo migliore per cominciare la giornata. Questa ricetta ipocalorica, ma ricca in minerali e vitamine, sarà in grado di dare una scarica di grinta a grandi e piccini. Una confettura dal sapore mediterraneo molto versatile. Può essere spalmata su una fetta di pane. Oppure può essere usata come un goloso ingrediente per altre preparazioni.
Mi raccomando non chiamatela marmellata di mirto! Le marmellate sono preparate con gli agrumi. Il valore nutrizionale di questa confettura dal gusto prelibato è davvero alto. E, oltre ad essere davvero deliziose, le bacche di mirto vantano numerose proprietà benefiche per la salute di corpo e mente. Niente paura. Non è necessario essere degli esperti chef per poter cucinare questa ricetta. E’ molto semplice e richiede uno sforzo minimo. Ma prima di iniziare, diamo uno sguardo un po’ più ravvicinato a questa speciale delizia… Le proprietà benefiche di questo gustoso vegetale Le bacche di mirto non sono un alimento molto comune. E proprio per questo non molte persone sono a conoscenza delle incredibili proprietà di questa pianta tipica della macchia mediterranea. Le sostanze benefiche presenti nelle bacche sono tantissime. Il mirto contiene mirtolo, geraniolo, tannini e resine che, se consumate d’abitudine, agiscono in maniera positiva sul corpo umano.
Ricetta Confettura di Mirto
Ingredienti:
- 1 kg bacche mirto
- 1 mela
- 500 gr zucchero
- 1 limone (succo)
Preparazione:
- Mondate e lavate le bacche di mirto, e poi scolatele su dei canovacci e asciugatele.
- Mettete le bacche in una pentola capiente, unite il succo del limone e lo zucchero. Mescolate accuratamente, coprite con i canovacci e lasciate riposare per un giorno intero.
- Trascorso il tempo necessario mettete direttamente la pentola sul fuoco, aggiungete la mela con la buccia e tagliata a spicchi e fate cuocere per circa un’ora da quando comincia a bollire.
- Se non è della consistenza desiderata, lasciate cuocere fino a raggiungere la giusta densità. Potete fare la “prova piattino” per verificare la giusta consistenza. Questa prova consiste nel versare un cucchiaio di confettura sul piattino: se non scivola vuol dire che è pronta.
- Quando la confettura è ancora calda passatela nel passaverdure, cosi da eliminare i semini.
- Versate la confettura ancora bollente nei barattoli, chiudeteli e lasciate raffreddare a testa in giù.
- Conservate i vasetti in un luogo fresco e buio e lasciate passare almeno un paio di settimane prima di consumarla. Si conserva per circa un anno, ma una volta che il vasetto è aperto, si conserva in frigorifero per due o tre giorni.

Liquore di Mirto: Un Classico Sardo
Con queste piccole bacche potete preparare anche il liquore al mirto. Chi non conosce il liquore di mirto non sa cosa si perde… soprattutto se ama le bevande liquorose, ottime a fine pasto e perfette come accompagnamento al dolce da assaporare dopo cena. Per le occasioni speciali, per le sere d’inverno e d’estate in compagnia degli amici, abbiamo a che fare con un drink a dir poco perfetto. Dolce al punto giusto e inebriante quanto basta, è amato da tutti e può essere servito in qualunque momento dell’anno.
Quando si parla di mirto, la prima cosa che salta alla mente è la Sardegna. Famosissimo, ad esempio, il liquore a base di mirto: una bevanda probabilmente conosciuta già in epoca romana (il "vino di mirto" di cui parla Catone il Vecchio), che però cominciò ad affermasi nella formula che conosciamo solo nell'Ottocento, nella cucina popolare ed esclusivamente per uso casalingo. Il successo commerciale al di fuori dell'isola arriverà invece solo negli anni '70.
Il liquore di mirto, in realtà comprende due prodotti diversi: quello rosso, ricavato dalla macerazione delle bacche nell'alcol; e quello bianco se invece si utilizzano foglie e germogli. Esistono due tipi di liquore di mirto bianco, quello fatto con le foglie e quello fatto con le bacche bianche, infatti esistono, anche se rare, le bacche bianche.
Se siete d’accordo con quello che ho detto finora, continuate a leggere e troverete tutto quello di cui avete bisogno per preparare questo delizioso liquore di mirto e per offrirlo ai vostri commensali… Parleremo di alcune proprietà e di interessanti curiosità, di importanti consigli e di tutto ciò che serve per prepararlo e gustarlo al più presto!
Vorrei spendere qualche parola sulla questione CONSERVAZIONE del mirto e degli altri liquori aromatici. in tanti dicono di utilizzare delle bottiglie a chiusura ermetica. Ho visto che nel mirto utilizzi un tappo di sughero. Siccome anch’io ho delle bottiglie con sugheri volevo chiederti che esperienza hai avuto nella conservazione della bottiglia in freezer e in contatto col sughero. nel freezer non li metto.
Preparazione del Liquore di Mirto
- Mettete le bacche di mirto in un barattolo di vetro a chiusura ermetica.
- Coprite le bacche con l’alcol a 90°, tappate, agitate e lasciate macerare per 40 giorni in un posto buio e fresco, assicurandovi che l’alcol non scenda mai sotto il livello delle bacche.
- Dopo questo periodo di macerazione, togliete dal recipiente i frutti, scolandoli e separandoli dall’alcol.
- Preparate uno sciroppo facendo bollire l’acqua con lo zucchero.
- Mettete le bacche di mirto in un recipiente a chiusura ermetica abbastanza grande da contenere sia le bacche che l’alcool.
- Coprite le bacche di mirto con l’alcool e lasciate riposare il tutto in un posto buio e fresco per almeno 40 giorni, agitando di tanto in tanto il recipiente.
- Trascorso questo tempo filtrate l’alcool dalle bacche di mirto e dai residui e strizzate delicatamente le bacche con un canovaccio o con della stamina per ricavarne tutti i succhi e le essenze che hanno assorbito.
- Nel frattempo preparate uno sciroppo facendo bollire l’acqua, e sciogliendovi lo zucchero; una volta ottenuto lo sciroppo, fatelo raffreddare e poi miscelatelo con l’alcool aromatizzato. E' possibile modificare le quantità di acqua e di zucchero per rendere il liquore di mirto più adatto al vostro gusto, ricordandovi che se si possiede 1 litro di essenza (con alcool a 90°), unendovi 1 litro di sciroppo si dividerà la gradazione volumetrica dell’alcool per due, quindi si otterrà un liquore che avrà una gradazione di 45° circa. Aumentando la quantità di sciroppo, si otterrà quindi, una gradazione minore.
Il Mirto in Altre Ricette
Ma abbandoniamo il liquore e torniamo alle nostre bacche di mirto. Nella cucina sarda e corsa vengono utilizzate per dare ancora più sapore al celebre porceddu (o porcetto), arrostito utilizzando un misto di ginepro, mirto, alloro e legno d'ulivo, e servito su rami di mirto. Ma le bacche compaiono anche in arrosti e selvaggina in generale.
Dal mirto si ottiene anche una deliziosa marmellata, perfetta per delle crostate dal gusto forte. Mentre, in materia di dolci, il liquore di mirto si può abbinare ai gueffus, i tipici bocconcini di pasta di mandorle passati nello zucchero diffusi, sotto diversi nomi, in alcune aree della Sardegna. Oppure per arricchire il gusto di golosi gelati alla frutta.
Con i crostacei, il mirto rientra nella ricetta del gambero rosso all'algherese. Altro utilizzo molto comune nell'isola è il pollo, fagiano o quaglia alla griva, spesso legati insieme, bolliti e lasciati riposare per un giorno intero sotto un letto di foglie e bacche di mirto.
Fuori dalla Sardegna, in Campania i rami di mirto vengono utilizzati per la produzione della mortedda (o “mozzarella co'a mortedda”), sorta di mozzarella ottenuta da latte di mucche di razza podolica che i pastori del Cilento “confezionavano” nei ramoscelli di mirto e legavano con la ginestra, in modo da trasportarla più agevolmente.
In Puglia, l'utilizzo in cucina del mirto si concentra principalmente in Salento e a Taranto, dove viene utilizzato per accompagnare la carne alla brace al posto del pepe, come avveniva in epoca romana; mentre i fiori arricchiscono a volte le macedonie. Assieme al finocchio selvatico, poi, le bacche di mirto vengono utilizzate per la preparazione in salamoia delle olive nere all'acqua.
Un po' di Storia e Mitologia
Tra le spezie che meriterebbero una riscoperta, in cucina, figura sicuramente il mirto. Con il suo sapore forte e ricco, era uno dei condimenti principali utilizzati ai tempi dell'Antica Roma, prima che l'arrivo del pepe lo mettesse decisamente in secondo piano.
L'arrivo del pepe, costosissima spezia orientale giunta per la prima volta in Europa con Alessandro Magno, confinò il mirto alla cucina popolare fino al XVI secolo, periodo in cui l'arrivo del peperoncino dalle Americhe e la diminuzione del prezzo del pepe ne determineranno l'oblio. Sopravvivendo però nella cucina italiana, e in particolare in quella sarda.
La pianta (Myrtus communis) appartiene alla famiglia delle Myrtaceae, la stessa che comprende anche i chiodi di garofano. È la tipica pianta della macchia mediterranea e, oltre che a tavola, è conosciuto anche come pianta officinale grazie alle sue proprietà balsamiche, antinfiammatorie, astringenti, antiossidanti e leggermente antisettiche.
Fin dall'antichità, però, il mirto è associato alla fertilità, alla bellezza e al vigore femminile: il nome deriva infatti dalla mitologia greca, in particolare da quella ragazza, Myrsìne, morta per aver battuto uno sfidante maschio durante una competizione sportiva. E trasformata in cespuglio dalla dea Atena: per questo il mirto, durante i giochi olimpici, veniva utilizzato per adornare le corone dei vincitori. I Romani lo utilizzarono anche per celebrare i trionfi dei loro generali.
Il mirto, però, era associato anche a Venere e all'amore: fu proprio dietro un cespuglio di mirto che Afrodite infatti si rifugiò dopo essere emersa dalla schiuma del mare. Da qui deriva l'utilizzo greco-romano durante i matrimoni come simbolo di bellezza e fertilità.
In cucina, presso i Romani era conosciuto il “myrtatum”, insaccato viene considerato l'antenato della nostra mortadella. Mentre Apicio lo cita in numerose ricette, sia sotto forma di bacca che di olio.

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