Se ami la cultura culinaria orientale, non devi perderti un appuntamento con il Koi Ristorante Sushi di Marino. Il nostro ristorante Koi Ristorante Sushi di Marino, in provincia di Roma, è la scelta perfetta per chi desidera gustare ottimo cibo orientale. Koi Sushi a Marino, nella provincia di Roma, è un ristorante orientale che propone un menù all you can eat e alla carta che comprende piatti della tradizione cinese, giapponese, sushi e sashimi, poke e tanto altro ancora.
Siamo aperti tutti i giorni per offrirti le nostre specialità orientali nel menù all you can eat, sia a pranzo che a cena. Grazie a questa formula potrai provare il fantastico cibo giapponese, cinese e molto altro ancora. La formula all you can eat è l'ideale per provare sapori diversi, nuovi e ricercati, oppure per concedersi una serata per gustare i propri piatti preferiti quante volte si vuole.
Prezzi:
- €17,90 a pranzo
- €25,90 a cena
Contattaci per maggiori informazioni o per prenotare un tavolo.

Assortimento di sushi e sashimi al Koi Sushi Marino
La Nostra Cucina Orientale
Koi Sushi Marino è un ristorante giapponese all you can eat che propone tante specialità orientali: vieni a scoprirle! Utilizziamo unicamente ingredienti di prima scelta e pesce di qualità, abbattuto come da normative vigenti in materia e servito in maniera sicura. Prova il nostro sushi e il nostro sashimi per dare freno alla tua voglia di bontà. Alcune proposte hanno un piccolo estro in più, per accontentare davvero ogni sapore e gusto dei commensali. Scopri di più sulle proposte culinarie offerte dal nostro ristorante.
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SUBSTRATUM GALLERIA: Un Dialogo tra Arte e Architettura
SUBSTRATUM, studio di architettura, con sede nel cuore dello storico rione Monti a Roma, fondato nel 2017 dagli architetti Giorgia Castellani e Giovanni Tamburro che ospita, fino al 29 aprile, la mostra “Alla Luna | Omaggio alla luce riflessa. Il design incontra le opere di Virginia Carbonelli”, curata da Amalia Di Lanno che, con estro e poesia, ha scandagliato la fascinosa complessità della scrittura segnica di Virginia Carbonelli.

Installazione artistica alla mostra "Alla Luna"
La Filosofia di SUBSTRATUM
«Ciò che sta sotto» è il punto di partenza dell’indagine compiuta in riferimento alla sostanza che circoscrive la forma della sfera del sensibile nel mutare ciclico che il luogo si propone con G A L L E R I A, spazio relazionale tra design, arte e pratiche contemporanee. «Osserviamo il basso per guardare l’alto, ricuciamo il sotto per tessere il sopra» è la filosofia di Substratum. Rimane costante la dimensione interiore che conduce i visitatori a un’osservazione puntuale dei nessi originati.
Il Progetto di Arredo e la Lampada MOON
Il progetto di arredo è in collaborazione con Mobilia Scatena di Battaglini Gabriele & C., società dalle radici profondissime, nata nel 1966 a Gubbio, e che presenta MOON del designer Davide Groppi, lampada a sospensione dalla forma lunare e con una superficie in carta giapponese fatta a mano. Si plasmano ombre scaturite dalla magia dell’incontro della luce propria con quella riflessa. Il suo essere nucleo luminoso in un ambiente intimo se-duce l’individuo nel reperimento di una stasi emozionale.
SUBSTRATUM e il Contemporaneo
Nietzsche in “Considerazioni inattuali” situa la sua pretesa di “attualità”, la sua “contemporaneità” rispetto al presente, in una sconnessione e in una sfasatura. Gli fa eco il filosofo Agamben che nel testo “Che cos’è il contemporaneo e altri scritti” sostiene che appartiene veramente al suo tempo, è veramente contemporaneo, colui che non coincide perfettamente con esso, né si adegua alle sue pretese ed è perciò, in questo senso, inattuale; ma, proprio per questo, proprio attraverso questo scarto e questo anacronismo, egli è capace più degli altri di percepire e afferrare il suo tempo.
Dunque, il contemporaneo è una singolare relazione col proprio tempo, che aderisce a esso e, insieme, ne prende le distanze, è un’abilità particolare, che equivale a neutralizzare le luci che provengono dall’epoca per scoprire la sua tenebra, il suo buio speciale. Con la memoria ad una tradizione che ha visto architettura, pittura e scultura come “arti” di pari dignità, nel perseguire questa rotta, vorremmo provare a ricucire la distanza, la sfasatura, che la nostra generazione vive, tra arte e architettura, come se l’architettura fosse stata abbandonata a una dimensione sempre più tecnica e specialistica (ed anche burocratica) che però non le appartiene completamente ed anzi la svilisce, relegandola ai margini del discorso intellettuale sulle arti.
SUBSTRATUM: Uno Spazio Fluido
SUBSTRATUM è nato nel 2017, fin da subito con il desidero di farsi portatore di molteplici sensi e linguaggi. Avete consegnato un luogo fluido che non teme una sua metamorfosi interiore. È una predisposizione che riflette uno stato d’animo aperto alla diversità di altri terreni generatori di rinnovati flussi semantici. In ambito architettonico, proprio per la nostra identità che si è andata costruendo a partire dal nome, abbiamo scelto di ascoltare il palinsesto storico che è fatto di tessuti e trame stratificati in una città, Roma, che è sistema semiotico molto complesso in cui cimentarsi.
Crediamo che l’architettura debba essere generosa e aperta alla contaminazione con quell’universo di arti che chiamano in causa materia, forma e immagine. In fondo, progettare una residenza non ci sembra troppo distante da incidere una lastra, disegnare un mobile, scolpire una massa o costruire una fotografia. Alla base di ogni costruzione c’è il sentire dell’uomo che si esprime facendo arte e dell’uomo che abita.
La Galleria Relazionale
Nella nostra GALLERIA relazionale l’intento è generare assonanze e sinestesie tra il mondo più freddo del prodotto industriale d’arredo e quello più intimo dell’opera d’arte dando ad ogni allestimento un tema di riflessione attorno a cui ruotare, alla ricerca di tangenti inedite generatrici di nuovi approdi. Il nexum inedito richiamato e che si serve della pre-esistenza sollecita un’inattesa ricerca, manifestando nuove presenze. La compresenza di campi d’indagine altri non può che essere un arricchimento concettuale ed anche fisico nel progetto.
L'Ispirazione Lunare
Ci sono sempre diverse condizioni al contorno che influiscono sulla scelta di un tema. In questo caso il progetto nasce nella stagione invernale con i suoi toni freddi da scaldare con una fonte di calore: da qui, la luna, un sole invernale, il faro di un universo notturno. La prima pagina del format quadrimestrale è dedicata alla luna. In un periodo di bilanci di fine anno e nuovi inizi, c’è sempre qualcosa che va perso, “le lacrime e i sospiri degli amanti, l’inutil tempo che si perde a giuoco, e l’ozio lungo d’uomini ignoranti, vani disegni che non han mai loco”.
L’ispirazione poetica che ci consola è che tutto quello che va perso si può ritrovare sulla luna, come fa Astolfo con il senno di Orlando.
Nei Segni di Virginia Carbonelli
In una lirica stilla lunare Ànemos si consacra a Cháos. Sgorga dalle increspature perlacee Eirene, dissolta nel tripudio del perpetuo segno cosmico. Solo l’ombra tetra della notte, mite dimora dell’argentea Luna, produce il chiarore dell’Aurora. Un barlume leopardiano esistenzialista e selenico si staglia nella geometria dell’artista che recupera in piccole trame quel sentimentalismo onirico e sognante che riconduce ai cieli infiniti del Sublime.
Il notturno genera nella mente della nostra una mappatura immaginaria che si esplicita nell’atto creativo e nella corrispondenza tra il mistero seduttivo della superficie lunare e l’imperfezione che la Carbonelli assume, tramutandola in armonia della forma. Si avverte un nodo concettuale depositato nell’arcano di un astratto che rammenta idillicamente una sua interpretazione verbale e che rimembra la sua provenienza fattuale: l’inesausto visionarismo fulge nell’incolmabile connessione tra realtà e linguaggio decodificato.
La visione meccanicistica dell’universo è valicata per l’elezione dell’indefinito romantico che riconosce la sua scrittura nel rigore del soggetto inciso. È immaginabile cogliere l’oggetto del representamen nella materia del cosmo e sentirlo appartenente al sentimento del Sublimis, e il suo interprete nell’uomo che avverte i limiti della sua finitezza. Come la luna si cela e si svela con misurata alternanza, così il tratto si rinforza e svanisce con ritmo cadenzato conscio di ricordi e di suggestioni impressi con la tecnica della punta secca, del punzone elettrico e del berceau, secondo un approccio meditato e un procedimento artigianale su medium selezionato sensibilmente per ricevere il tacito infinito andar del tempo e l’etereo peregrinare nei sentieri lunari.
L’origine esperienziale è decostruita dalla condizione di eternare il dinamismo tangibile nella profondità del fluttuare della linea e del suo alterarsi in possibili evoluzioni figurali. L’immagine fluisce in una trasformazione e sottrazione dell’elemento mnemonico per insorgere nella sintesi del visibile. Il segno è veicolo soggettivo dell’espressione del lessico estetico dell’artista. I diversi momenti del processo definiscono gradualmente la forma come scoperta del remoto e del suo divenire nello svilupparsi come traccia di un gesto istintivo e memore della lezione di Strazza.
Il carro del Sole cede il posto a quello della Luna e, tramite la giunzione ciclica, determina il procedere di Chronos. Nella lettera alla Luna, il Sole afferma “non ti rinnegherò né ti sottrarrò la crescita del piombo”. Il piombo designa lo stadio della crescita, il lavoro duro e costante che, con il passare del tempo, induce lo sviluppo autonomo dello stesso. È così alchemicamente che, nello studio della Carbonelli, si verifica la coniunctio tra l’oggettività della realtà effettiva e del suo riflesso assoluto e tra un concetto larvale e il suo continuum metamorfico.
I piccoli punti che costellano le Nuvole ricordano le coppelle preistoriche, incavi emisferici incisi sul terreno per avvicinare l’uomo alle potenze celesti ed elevarne lo spirito. Si ha l’impressione di poter ripercorrere le imperfette macchie della “gran terra nell’aere, a guisa d’un’isola, lucente, sferica, e di grande splendore”, narrata nell’opera letteraria “La storia vera” di Luciano di Samosata. Naufragando nella costellazione marina, si riaffiora nella mezzaluna di Fase Lunare che convoglia Artemide ed Ecate. Al loro congedarsi, Selene si rivela accolta in Perseide che sorveglia la cupola della volta celeste.
Nella ludicità esoterica della quadratura del cerchio che, sovente sfugge i suoi contorni simbolici, il cielo incontra la terra, componendo lo Spirito con la Materia e alimentando il rebis. L’articolarsi e l’incontrarsi delle linee esprimono una gravità di tensione e una dinamicità che, in Universi, provocano l’inopinato. La negazione di una verticalità-orizzontalità pronuncia un’aura sinistra che si risolve nell’equilibrio della circonferenza.
La mostra suggerisce un andamento circolare, aprendo un interrogativo sul ritrovamento di senso del sé e della propria vita, tramite i versi del canto XXXIV, Astolfo sulla luna dell’Orlando Furioso di Ariosto. Il visitatore, come Astolfo, si dirige in un percorso lunare per giungere al suo termine, rinvenendo tutto ciò che era andato perduto sulla terra e rintracciando il senso di ciò che era rimasto ignoto. È, dunque, un’ascesa dantesca verso l’Empireo ove la Luna si incarna in Trivia, l’antica dea che protegge i cammini ed è accompagnata dagli astri che ci guidano nel tempo e nello spazio.
Come nel racconto, le opere dell’artista celano forme simboliche di oggetti che ci riportano alla loro essenza più vera, spesso dimenticata nelle nostre impronte terrestri a causa del tempo, della sorte, o di un abbaglio. L’apparire del disco argenteo influenza la sfera spirituale e spinge nel ripercorre territori inesplorati dell’anima, tradotti in sentieri incisi, per portare nuove significazioni alla luce della coscienza.
Informazioni sulla Mostra
SUBSTRATUM G A L L E R I A Alla Luna | Omaggio alla luce riflessa. Il design incontra le opere di Virginia Carbonelli
fino al 29 aprile 2023
Substratum - Via in Selci, 84b 00184 - Roma. 064823658; M. di Battaglini Gabriele & C.