Teresa Iorio: Una "Femmena e Fritta" Napoletana che Conquista il Mondo

Il Covid ha tentato di fermare il suo sogno, ma non aveva fatto i conti con la sua tenacia. Teresa Iorio, napoletana verace e terza generazione di pizzaioli, è cresciuta con le mani nell'impasto fin da bambina. Ha imparato il mestiere da suo padre Ernesto, che fin dagli anni '50 aveva un locale in piazza Francese ed era anche il "Principe della Posteggia", l'arte di allietare gli eventi con musica e canzoni. Ora, suo padre la protegge dall'alto, ma Teresa continua a rivolgersi a lui al presente.

«Sei la mia vita, sei il rosso del mio sangue, il colore dei miei occhi, la forma delle mie risate… Sei la mia roccia, a te devo tutti i miei sorrisi, i miei sogni e il mio bellissimo mondo», afferma Teresa con affetto.

Teresa insegue i suoi sogni, li difende con coraggio. Così, lo scorso novembre, ha salutato con orgoglio l'apertura del suo secondo locale: dopo "Le figlie di Iorio" vicino al Porto, ecco "Femmena e Fritta" in via Foria n.185, la zona in cui vive da sempre e che conosce in ogni dettaglio.

Questo progetto, nato nel marzo 2020 per onorare una vecchia promessa fatta al padre, stava prendendo forma in un locale ampio e luminoso, adatto ad ospitare il forno a legna e una postazione per la pizza fritta. Tuttavia, l'inizio dei lavori coincide con lo scoppio della pandemia e degli interminabili lockdown, che non solo mettono a rischio quel sogno, ma mettono in seria difficoltà anche lo storico locale di Teresa.

«Un incubo - ricorda - Temevo di non rivedere la luce. Sono stata costretta a chiudere per diverso tempo "Le figlie di Iorio", mi sono reinventata lavapiatti ma il mio pensiero è andato a chi stava peggio. Avevo la dispensa piena di ingredienti e vedevo tanta gente soffrire per la fame: mi sono messa a sfornare oltre 100 pizze al giorno che andavamo a consegnare personalmente».

Teresa sorride e afferma: «Io le sfide non le mollo. Sono come la squadra del Napoli che ci ha impiegato 33 anni per vincere il terzo scudetto, provandoci e desiderandolo ad ogni campionato. E quando ci è riuscita, hai visto che festa... Uguale per me: ho sempre lottato come un leone grazie agli insegnamenti di casa e a Dio che non mi lascia mai sola».

Nel 2015, a 42 anni, è stata la prima donna ad imporsi nel Campionato mondiale della pizza, sbaragliando la concorrenza di 500 uomini e replicando il titolo 2 anni dopo nella categoria pizza fritta. «In entrambe le occasioni - sottolinea - è stata una felicità indescrivibile. Ero sul tetto del mondo, avevo tutti intorno tranne le persone a cui dovevo tutto, papà Ernesto e mamma Anna. Non hanno fatto in tempo a vedere dove mi avevano spinto i loro sacrifici. Il loro è stato un amore immenso, nonostante ci fossero 20 anni di differenza. Papà aveva cantato al battesimo di mamma. Mi hanno insegnato l'amore, l'umiltà, la passione e il rimanere sempre se stessi».

Teresa è cresciuta in una famiglia numerosa dove non era scontato avere cibo a sufficienza: c'erano 20 figli, lei era la diciannovesima. «Nel dettaglio - precisa - 11 femmine e 9 maschi, oggi il più anziano di noi ha 85 anni e il più giovane 43. Papà si spaccava in due dal lavoro, mamma trascorreva le gravidanze aiutandolo in pizzeria. L'amore era la nostra vera ricchezza. Noi fratelli ci aiutavamo reciprocamente, ci passavamo vestiti e scarpe l'uno con l'altro. Avrei voluto continuare a studiare ma sarebbe stato un impegno in più per la nostra famiglia e io sentivo sempre più forte il desiderio di dare una mano a papà. Così dopo la quinta elementare ho iniziato ad andare in pizzeria. Non arrivavo neppure al banco, lui mi metteva sotto i piedi un paio di cassette delle bibite e io lo osservavo nei gesti. Ho sfornato orgogliosa la mia prima pizza Margherita a 12 anni, non ho più smesso».

E confida: «Per me è musica sentire l'impasto che fa lo schiaffo sul bancone: noi a Napoli ammàccamm a pizza, ovvero la stendiamo facendo rumore. E ti dirò di più: l'impasto lo devo fare sempre io e quando lo ammacco sul tavolo è come dare una carezza a mio padre. Mi manca tantissimo, non c'è giorno che non lo pensi».

Teresa è così radicata nella città di Napoli che le è stata dedicata anche una statuina nel presepe e nei suoi locali ti accoglie indossando i vasci, gli abiti popolari dei quartieri bassi: camicetta, gonna e foulard nei colori bianco e rosso.

«Continuo ad abitare nella casa d'infanzia - spiega - Lì c'è il mio cuore e il ricordo indelebile dei miei genitori e dei loro sacrifici. Siamo cresciuti in quell'appartamento in affitto, sacrificati negli spazi ma abbiamo conosciuto la felicità vera, quella che non compri con i soldi ma che nutri con valori importanti come la lealtà, l'onestà, la solidarietà. Lo sai cosa pensavo da bambina? Volevo fare i soldi per aprire una pizzeria grande come un palazzo e dare lavoro agli abitanti in difficoltà del mio quartiere. Avevo già pensato anche all'insegna: "Da Teresa Iorio, il palazzo dell'amore"».

Teresa sorride: «Le mie sorelle mi dicono spesso che noi siamo nate povere e moriremo povere soprattutto per colpa mia. Non riesco a fare soldi, in tanti anni di attività chiudo sempre in pareggio».

E ricorda ancora quella volta che l'avevano portata a Las Vegas e a New York: «Sembravo una star di Hollywood. Tutti mi applaudivano, mi fermavano, firmavo autografi e mi tempestavano di foto. Avrei potuto rivoluzionare la mia vita cogliendo l'opportunità di aprire un locale da 300 coperti, ma io voglio restare quella che sono e il mio posto nel mondo è Napoli. Qui ci sono le mie radici, il mio presente e il mio futuro. Qui c'è anche la mia parlata, quel meraviglioso dialetto napoletano con cui mi rapporto con chi entra in pizzeria. Sai, all'inizio soffrivo a non parlare correttamente l'italiano. Ora non più, chi mi ama sa che non potrei essere diversamente».

Teresa è femmena, la sua pizza è femmena. «"Femmena e Fritta" - sottolinea - è il nome che ho dato al mio nuovo locale ed è quello che richiama la pizza con la quale ho vinto il Mondiale nel 2017. È il mio cavallo di battaglia, profumatissima: ricotta di pecora, limoni, pistacchi, mortadella e provola. Se la assaggi, non te la dimentichi».

La prepara con abilità e vederla gonfiare poco a poco nell'immensa friggitrice, mentre lei la gira e la rigira, la solleva e l'abbassa, è uno spettacolo nello spettacolo. E poi ci sono la Pizza con ragù e polpette e quella col soffritto, entrambe omaggio alla sua casa e alla sua famiglia e il profumo è proprio quello “antico”. Da Teresa la carta delle pizze non è di quelle che si arrampicano sui vetri o vogliono portarti la luna nel piatto, è genuina e popolana come lei. C'è la lista delle pizze classiche e quando vuole osare ti propone una pizza Pera con provola, gorgonzola, guanciale, pera, noci, cipolla, timo parmigiano e pepe o, ancora, una Marinara con coroniello di stoccafisso.

Nell'attesa non rinunciate ad assaggiare le sue polpette, crocchè o frittatine, fatte con la pasta grossa o i bucatini, la besciamella, carne di maiale, verdure e poi ripassate al forno. Attenzione: creano dipendenza.

L’anima dell’insegna di via Foria è Teresa Iorio. A tavola tutto di arriva chiaro, diretto, senza troppi giri di parole nel menu e neanche nel servizio che è educato e schietto. La pizza non delude, è quella che ti aspetti: classica, napoletana, verace, che appaga occhi e appetito con onestà. Ambiente con richiami ai simboli partenopei e alla storia familiare che ha radici anche nella tradizione canora - da parte del padre Ernesto e della sorella Immacolata, anche conosciuta come Valentina Stella.

Una fritta mondiale, buona per tutte le stagioni, farcita con provola all’interno e guarnita sopra con ricotta, mortadella, scorza di limone e pistacchi. Ed è la pizza che fa impazzire i napoletani, nata dalle sapienti mani della vulcanica Teresa Iorio.

In un mondo popolato dagli uomini, come quello della ristorazione e in particolare della pizza, Teresa ha saputo affermarsi a livello mondiale conquistando due titoli iridati, nel 2015 categoria STG e 2017 categoria Pizza Fritta.

La pizzaiola, conosciuta a Napoli per la sua pizzeria di famiglia Le figlie di Iorio e per la Femmena e Fritta del Rossopomodoro Lab di via Partenope, e’entrata nel presepe del maestro Ferrigno grazie alla vittoria con circa 900 voti nel sondaggio "Un pizzaiolo nel presepe di Ferrigno", lanciato da MySocialRecipe in collaborazione con Feudi di San Gregorio. Teresa Iorio ha ricevuto a Napoli in San Gregorio Armeno, l’ambita scultura originale realizzata da Marco Ferrigno. A premiarla Francesca Marino, CEO della piattaforma di registrazione ricette, ideatrice del sondaggio e del contest #pizza Unesco a sostegno del riconoscimento dell’Arte dei pizzaiuoli napoletani che è stato appena concesso dall’Unesco.

Teresa Iorio grazie alla vittoria ottenuta, e’stata inserita di diritto nel panel dei candidati del "Premio Italia a Tavola-Personaggio dell'anno" il consueto sondaggio annuale sui protagonisti dell'enogastronomia e della ristorazione, nella categoria Cuochi/Pasticceri/Pizzaioli.

Feudi San Gregorio festeggia l’avvenimento proponendo in abbinamento alla pizza, il DUBL, uno dei migliori metodo classico italiano ottenuto da uve autoctone irpine.

Di seguito una lista di altre donne che si sono distinte nel mondo della pizza:

  • Maria Cacialli - La Figlia del Presidente, Napoli: Prototipo della matriarca napoletana e donna “tosta”, regina della pizza fritta, è nota anche come “la figlia del Presidente”, da cui il nome del locale aperto con il marito Felice Messina.
  • Isabella de Cham - Pizza Fritta 1947, Napoli: La giovane pizzaiola napoletana prepara squisite pizze fritte nel locale di Forcella, a due passi dalla storica pizzeria Da Michele.
  • Roberta Esposito - La Contrada, Aversa (Caserta): Poco più che trentenne, Roberta Esposito affianca fin da giovanissima i genitori e i fratelli nel ristorante di famiglia ad Aversa.
  • Francesca Gerbasio - Pizza e Maccarun’, Sala Consilina (Salerno): Medaglia d’argento al Campionato Mondiale di Pizza nella categoria “pizza senza glutine” nel 2013 e vincitrice del titolo Pizza Chef Emergente del Sud nel 2014.
  • Barbara Giovannini - Apogeo, Pietrasanta (Lucca): Il pizzaiolo “titolare” è il marito Massimo ma in realtà il ruolo di Barbara non è per nulla secondario nella storia di questa premiata pizzeria toscana.
  • Filomena Palmieri - Da Filomena, Castrovillari (Cosenza): Imprenditrice e pizzaiola, prima al Campionato Italiano Assoluto di Pizza 2015 per la pizza in teglia e tra i concorrenti del talent Master PizzaChef.
  • Petra Antolini, Settimo Cielo e Casa Petra, Pescantina (Verona): Petra Antolini e Lorenzo Giacopuzzi sono i pizzaioli-titolari del locale in Valpolicella dove sfornano 4 tipi diversi di pizza, da quella napoletana a quella a degustazione.
  • Paola Cappuccio - Pizza Verace a Portici, Napoli: Laureata ed esperta di marketing sportivo, Paola ha la pizza nel Dna essendo stati i bisnonni paterni i fondatori del Trianon, storica pizzeria partenopea.
  • Giulia Dodaj - Pizzeria Focacceria Fantasy, San Donà di Piave (Venezia): La giovane Giulia affianca il fratello Gianni in questo localino nel centro di San Donà dove si sfornano pizze alla pala “slow”, con attenzione alla digeribilità degli impasti e alla salubrità degli ingredienti oltre che buone.

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