La Sicilia, terra di storia, cultura e tradizioni gastronomiche uniche, vanta un rapporto speciale con la pasta. Se teniamo presente che la pasta secca proprio dalla Sicilia si è diffusa nel resto d’Italia, abbiamo un’indicazione di quanto la sua tradizione sia profonda, stratificata e interessante.
In questa guida, esploreremo i formati di pasta regionali più rilevanti, sia per il loro ruolo nella gastronomia locale, sia per la popolarità che hanno acquisito, senza dimenticare i casi meno noti e più curiosi.

I Formati di Pasta Siciliana più Caratteristici
Anelletti
Un circoletto di pasta di semola e acqua, largo circa un centimetro e dalla sezione simile a quella di un bucatino, gli anelletti sono diffusi in tutta la regione, ma la loro culla è Palermo. È nei pressi del capoluogo che è nato questo formato, leggenda vuole ispirato ai gioielli delle donne saracene.
Il loro impiego principale è nel sontuoso timballo al ragù: una pietanza ricchissima e celebrativa, protagonista delle tavole di festa ma anche dei pranzi fuori porta. Gli anelletti non hanno bisogno di presentazioni, il loro nome la dice lunga sul loro aspetto. Si presentano come piccoli anelli, che si prestano a diverse ricette da cuocere al forno. Avete mai assaggiato gli anelletti alla palermitana?
Busiate
Facciamo un salto a Trapani per raccontare il formato tradizionalmente accompagnato al pesto locale di pomodoro fresco, aglio e mandorle. Altre tesi riguardano la parola busa, che significa filo o spira, e che indica la forma particolare di questa pasta di media lunghezza, ideale per raccogliere sughi non troppo densi. Alcune ricette particolarmente antiche delle busiate prevedono un impasto con anche uova e olio, da tagliare a listarelle e arrotolare intorno a un ramo di ‘buso’, poi sostituito da una bacchetta di metallo.
Tipica del trapanese, si tratta di un formato di pasta fatta a mano che si presenta sotto forma di spirale. Vengono modellate su un ferro lungo che si chiama buso e dal quale prendono il nome. Una ricetta su tutte? Le busiate alla trapanese con pesce spada, melanzane e pomodorini.

Busiate disponibili:
- Busiate Trapanesi
- Busiate Integrali
- Busiate al Nero di Seppia
Cataneselle
Il nome tradisce le origini catanesi di un formato che è un’altra variazione sul classico ‘maccherone’ con foro centrale: funzionale non solo a sposarsi bene col sugo, ma anche a far seccare la pasta più velocemente. Un nome regionale per riferirsi ai classici rigatoni, specie quelli corti, per il loro aspetto quasi a ‘canna mozzata’.
Le cataneselle sono piuttosto sottili e lunghe, una sorta di largo bucatino di sola semola di grano duro. Come si evince dal nome sono tipiche della zona di Catania. Altro non sono che piccoli maccheroni piuttosto lunghi e lisci. Le cataneselle sono ottime al forno, per un primo piatto degno del pranzo della domenica, anche se molti le utilizzano quotidianamente al posto delle penne.
Gnocculi Trapanesi (o Cavate)
Un altro formato radicato nel trapanese, zona in cui la plastificazione è davvero antica e stratificata. Parliamo dei cosiddetti gnocculi, conosciuti anche come gnocculi trapanesi, gnocculi cavati o semplicemente cavate. Questo perché le striscioline di impasto di acqua e semola rimacinata vengono ‘incavate’ coi polpastrelli, per diventare un filoncino schiacciato con diverse conchette, che ricorda un po’ un baccello di piselli.
Pasta che Cincu Puttusa
Abbiamo raccontato nel dettaglio la particolare storia della pasta che cincu puttusa, altro esempio di pietanza nata da un fortunato errore. In particolare di quello di un pastaio etneo, che un giorno ricevette un grosso ordine da una famiglia altolocata del posto. Per via di un malfunzionamento nella trafila, i maccheroni fuoriuscirono a gruppetti di cinque, creando un grosso e consistente pezzo unico. Un ‘campione’ di fori e consistenze che rende bene anche in cottura, ancora prodotti da allora.
Cous Cous
Parliamo ovviamente del cous cous, preparazione di origine araba arrivata in Sicilia a partire dal IX Secolo. Qui però è andato incontro anche a una sua evoluzione locale, quella chiamata cuscusù o cùscusu. La base di semola impastata con acqua salata è lavorata a mano nel contenitore detto mafaradda, finché i granelli non prendono una consistenza più fine dell’esempio nordafricano. Serve anche un goccio d’olio prima di lasciarli essiccare, poi cuocere alla bisogna al vapore.
Il Cous cous siciliano è già pronto da usare, lavorato artigianalmente, ideale da condire con pesce, verdure o legumi.

Gnucchitti
Nella zona di Ragusa nasce questa tipologia che, diversamente dal solito, prevede anche uova insieme alla farina. La sfoglia si stende non troppo fine, si taglia a quadratini e infine si arrotola intorno al ferretto per ottenere un foro. Gli gnucchitti vanno infine passati su un particolare pettine, che imprime la riconoscibile superficie rigata.
Lasagni Cacati
“Pi capu d’annu lasagni cacati e tino (vino) a cannata bon sangu fannu pri tutta lannata”, recita un adagio siciliano che vede in questo piatto un porta fortuna. Nonostante il nome ‘particolare’ - l’aggettivo si usa per rivolgersi a una persona un po’ snob, e forse qui si riferisce a un piatto un tempo altolocato - si tratta di larghe lasagne tipiche di Modica con un bordo liscio e l’altro lievemente arricciato. Si trovano però anche a Palermo, dove appunto sono un piatto delle feste, condite con ricotta di pecora e carni miste.
Maccaruna
In tutta la zona occidentale della Trinacria si prepara un tipo di maccherone con le sue specificità. I maccaruna, o maccarrùna, qui sono infatti dei filamenti a forma di tubetto con foro centrale, dove l’impasto di acqua, farina di grano duro e uova si arrotola su lunghe bùsine (steli di spighe essiccate) a contatto con lo scannaturi. Ovvero un tagliere di legno la cui porosità dà la tipica grana irregolare alla pasta. Si possono condire con ragù di carni, sugo di sarde o tutta la varietà dei pesti locali; ma c’è anche chi i maccaruna li frigge.
Questa è una pasta lunga, rigorosamente fatta in casa, che assomiglia a degli spaghettoni. Una ricetta nella quale li si apprezza particolarmente sono gli involtini di melanzane con una valanga di ricotta salata. No, non sono i classici maccheroni conosciuti a livello nazionale.
Sfilateddi
Gli sfilateddi, o sfilatiddi, sono delle semplicissime lasagnette quadrate di acqua e farina. Un formato antico e arcaico, steso sottile e poi velocemente cotto in acqua bollente, che si trova in molte parti della regione. Altro non sonoche delle lasagnette siciliane perfette per essere condite con ingredienti semplici.
Taccuna de Mulino
Se i taccuna de mulino vi ricordano quelli che in altri territori si chiamano maltagliati, non avete tutti i torti. Parliamo infatti della stessa procedura, che prevede una sfoglia sottile tagliata a mano in forma di losanghe o comunque romboidale. Nel siracusano, e in particolare a Noto, si cuociono anche nella zuppa di ceci.
Tria
Il nome? Dell’antico e semplice formato di pasta detto tria è molto noto quello pugliese, solitamente servito nella zuppa di ceci. Ma si trova anche in Sicilia, grazie alla presenza dei pastai arabi che la chiamavano itriya, riferendosi a una generica pasta secca. Si propone ancora spesso fritta, e può prendere la forma di una sorta di tagliatella, più o meno arrotolata, di uno spaghetto abbastanza sottile o di una pasta corta.
Ricette Siciliane con la Pasta
Come anticipato, alcune delle ricette siciliane di primi piatti più tradizionali hanno come protagonisti particolari formati di pasta:
- Pasta alla Norma: un tripudio di sapori della tradizione catanese e messinese, a base di pomodori, melanzane fritte in padella e ricotta salata.
- Pasta ca’ muddica atturrata: (o pasta mollicata), o pasta con la mollica tostata in padella è un primo della cucina povera siciliana.
- Pasta con il pesto alla trapanese: una ricetta tipica della Sicilia Orientale.
- Pasta con le sarde: una delle ricette di primi piatti siciliani classiche.
- Pasta al nero di seppia: stupisce per il suo colore intenso.
- Pasta ncasciata: (o ncaciata) tipica della tradizione messinese, si prepara con caciocavallo, carne tritata e melanzane.
Linguine alla Siciliana: Un Primo Piatto Facile e Saporito
Le linguine alla siciliana sono un primo piatto della tradizione siciliana, simbolo di una preziosa tradizione gastronomica, frutto dell’incontro tra più tradizioni. Si tratta di un primo gustoso, colorato e anche molto semplice da preparare. Gli ingredienti sono facilmente reperibili.
È essenziale che questo primo sia preparato con le linguine, un tipo di pasta lunga, non cilindrica, ma schiacciata, come se fossero delle listarelle molto fini. Si sposano perfettamente sia con i sughi, sia con i condimenti a base di pesce.
Vi consiglio di cuocerle al dente, un’accortezza necessaria, dal momento che la pietanza richiede un lungo passaggio in padella, in modo che la pasta si amalgami bene con il sughetto delle acciughe.
Ingredienti Chiave: Acciughe e Capperi
Il condimento è formato da due ingredienti principali: il pangrattato e le acciughe sott’olio. Le acciughe sott’olio sono grasse, ma una parte dei grassi deriva dall’olio, quindi basta scolarle per bene per ridurre al minimo gli effetti. Tuttavia, una parte consistente dei grassi è “buona”, ovvero reca benefici all’organismo, grazie agli acidi grassi omega tre.
I capperi fanno parte del condimento delle linguine alla siciliana, insieme alle alici e al pangrattato. Hanno un sapore forte, a tratti pungente e caratteristico, inoltre si prestano alle preparazioni a base di acciughe. Contengono tanta vitamina C e sono ricchi di sali minerali, in primis il potassio.
Consigli Utili
- Intolleranze alimentari: Per i celiaci, utilizzare linguine prodotte con farine alternative senza glutine (farina di riso e mais, farina di legumi, farina di grano saraceno).
- Peperoncino: Scegliere il peperoncino in base alla resistenza al piccante dei commensali e alle proprie preferenze.

SPAGHETTI ALLA SICILIANA INCREDIBILMENTE DELIZIOSI IN POCHI MINUTI!
Altri Primi Piatti Siciliani da Non Perdere
Oltre ai formati di pasta già citati, la Sicilia offre una varietà di primi piatti che meritano di essere scoperti, tra cui:
- Pasta coi Tenerumi
- Pasta con la zucchina fritta napoletana
- Pasta con la zucchina lunga siciliana
- Pasta chi vruocculi arriminati
La Giornata Mondiale della Pasta
Il #WorldPastaDay è il giorno internazionalmente dedicato alla pasta, l'alimento considerato il piatto italiano per eccellenza. Nonostante l'Italia sia il paese nel quale se ne mangia di più, rappresenta comunque un alimento presente in diverse cucine del mondo. La Giornata Mondiale della Pasta ha come scopo quello di sensibilizzare verso un'alimentazione sana come la dieta mediterranea, ad esempio.
La cucina siciliana è un tesoro di sapori e tradizioni, e la pasta ne è un elemento fondamentale. Sperimentare con i diversi formati e le ricette locali è un modo per scoprire l'anima di questa meravigliosa isola.
| Prodotto | Peso | Prezzo |
|---|---|---|
| Busiate Trapanesi | 500 g | 3,95 € |
| Tagliolini al peperoncino piccante | 500 g | 4,35 € |
| Tagliolini al Nero di Seppia | 500 g | 4,35 € |
| Tagliolini al limone siciliani | 500 g | 4,35 € |
| Tagliolini al pistacchio | 500 g | 5,93 € |
| Tagliolini al limone e pepe nero siciliani | 500 g | 4,35 € |
| Busiate Integrali | 500 g | 3,95 € |
| Busiate al Nero di Seppia | 500 g | 4,35 € |
| Anelletti | 500 g | 2,77 € |
| Cous Cous siciliano | 500 g | 3,16 € |
| Busiate Trapanesi | 250 g | 2,29 € |