Capita a tutti di avere un sabato più libero rispetto agli altri giorni della settimana. Allora perché non preparare un bel dessert per il pranzo della domenica? Un perfetto dolce della domenica? Ad esempio un dolce al cucchiaio semplice ma golosissimo, famoso in tutta Italia: sì, parliamo della zuppa inglese!

La Zuppa Inglese: Ricetta della Tradizione con Liquore Rosolio Violae dell’Azienda Le Rose di Mariya Ilieva è una proposta di dolce al cucchiaio, simbolo della tradizione pasticcera italiana. Il nome può trarre in inganno, suggerendo un’origine inglese, ma i pochi dati storici certi smentiscono qualsiasi legame diretto con l’Inghilterra, se non l’utilizzo iniziale del rum, un liquore associato alla marina britannica.
La Zuppa Inglese nasce invece presumibilmente nell’area tra Emilia-Romagna e Toscana. Come abbiamo visto, non è facile - anzi, è praticamente impossibile - stabilire l’origine di questo dolce, e non esiste una versione unificata della Zuppa Inglese.
Storia e Origini
Tra le ipotesi più accreditate, si colloca l’origine emiliana legata alla famiglia d’Este di Ferrara, che governò dal 1471 al 1598. Si narra che un diplomatico inglese in visita a corte abbia richiesto il Trifle, un dessert britannico a base di frutta, crema pasticcera e savoiardi imbevuti di sherry. Non avendo lo sherry, i cuochi adattarono la ricetta con Alchermes, rosolio e “brazadela”, una ciambella rustica tipica.
Un’altra teoria attribuisce la creazione alla Toscana, dove il dessert sarebbe nato come variante della “Zuppa del Duca” o “Dessert di Siena”. Secondo la leggenda, questo dolce, composto da savoiardi inzuppati nell’Alchermes, strati di crema, crema al cioccolato, panna montata e cacao, fu servito nel 1552 da Cosimo I de’ Medici al Duca di Careggio. A sostegno delle origini toscane, Pellegrino Artusi descrive la Zuppa Inglese come un dolce tipico toscano, da preparare con una crema pasticcera densa e non con la più leggera crema inglese.

Varianti della Ricetta
Della zuppa inglese esistono tante varianti, regionali ma anche personali. La ricetta tradizionale prevede Pan di Spagna, crema pasticcera e crema pasticcera al cioccolato, ma, come spesso accade per i dolci antichi, esistono molte varianti. Al classico liquore Alchermes si affiancano il rosolio o il rum, mentre il Pan di Spagna può essere sostituito dai savoiardi.
Ad esempio c’è chi usa il pan di Spagna e chi, come Benedetta, i savoiardi. Anche per la bagna le versioni sono tante: quella all’alchermes è forse la più diffusa ed è prevista nella ricetta originale, ma c’è chi usa il marsala, chi altri liquori oppure una miscela. In alcune versioni, si utilizzano pandoro o panettone avanzati, o persino fette di torte casalinghe.
Si prepara anche con il pandoro e con i ribes, con mango e sciroppo allo zenzero, alle pesche o con pan di Spagna. Nella nostra ricetta abbiamo usato savoiardi, panna, cioccolato, crema e l'inconfondibile liquore.
ZUPPA INGLESE di Benedetta Rossi - Ricetta TV Fatto in Casa per Voi
Il Liquore Alchermes
Il colore dell'alchermes È un antico liquore dolce di colore rosso, l'alchermes oggi usato solo in pasticceria come bagna. La sua ricetta (spezie, aromi e cocciniglia, il colorante che lo contraddistingue) fu inventata nel XVI secolo dai monaci di S. Maria Novella a Firenze.
L’alchermes che fa della zuppa inglese il dolce nato a Firenze. L’alchermesse, come si pronuncia da queste parti, aveva una folta schiera di seguaci negli anni Settanta e Ottanta. Me lo ritrovai perfino un’estate al mare all’Isola d’Elba nascosto dentro un dolce che si chiamava la schiacciata briaca. E si era insinuato perfino nella vetrina della pasticceria di via Senese dove, accanto a quei biscottini di frolla con la marmellata d’albicocche che mi piacevano tanto, svettava il satanico zuccotto fiorentino ripieno di gelato e avvolto in un pan di Spagna intriso di quel liquore rosa.
In quegli anni l’alchermes era di gran moda. O forse era l’unico ingrediente che offriva il mercato per dare una sferzata di colore a semplici ciambelloni e torte fatte in casa. Era una sorta di primitivo preparato per cake design!
Ad avvalorare l’origine fiorentina della zuppa inglese è il fatto che l’alchermes, l’ingrediente che la caratterizza, veniva prodotto proprio a Firenze. E da qui prendiamo la via, del tutto tortuosa e in salita, di un’altra questione assai ingarbugliata sull’origine di questo liquore dal gusto speziato e dal colore vermiglio.
Firenze è sempre stata una città di grandi traffici di spezie che arrivavano dall’Oriente. Ne è testimonianza l’effigie di un moro con turbante sulla facciata di quella che nel Cinquecento si chiamava l’Officina del Saraceno, oggi una farmacia prospiciente Piazza del Duomo. E addirittura una strada, via degli Speziali, e la corporazione Arte dei Medici e Speziali, istituita nel Trecento e a cui era iscritto niente meno che Dante. Le spezie avevano a quel tempo un grande valore curativo e medicamentoso di cui alchimisti, monaci e suore studiavano proprietà e sperimentavano miscele.
L'invenzione dell'alchermes
L’alchermes sarebbe stato inventato nel Quattrocento a Firenze, nell’officina farmaceutica dei frati domenicani del convento di San Marco, affiliata alla più conosciuta farmacia di Santa Maria Novella. Per prepararlo venivano utilizzati chiodi di garofano, cannella, noce moscata e la cocciniglia della quercia, un piccolo insetto da cui, una volta essiccato, veniva estratto il carminio, un colorante rosso intenso. In alcuni libri ho trovato scritto che già nel 1233 le suore fiorentine dell’Ordine di Maria avevano iniziato la produzione di un liquore che aveva i medesimi ingredienti.
L’Antica farmacia di Santa Maria Novella di Firenze ne continua, ancora oggi, la produzione e sulla confezione c’è scritto che il termine alchermes deriva dall’arabo quirmiz, che significa “colore scarlatto”, e che le origini di questo liquore risalgono al XV secolo. Addirittura, è scritto che l’alchermes è riconosciuto «prodotto tradizionale della regione Toscana».
Mi piace molto la storia di questo liquore, assurto a prodotto tipico e identitario toscano, che viene preparato con spezie importate dall’Oriente e che porta un nome che non ha alcuna derivazione da latino, volgare, italiano o fiorentino!
Il significato della parola alchermes
La parola araba al qrmz o al quirmiz, a seconda dell’arabo classico o dialettale che si prende a riferimento, indica il colore rosso intenso e anche quell’insetto che noi chiamiamo cocciniglia. Come spesso succede con i termini provenienti dalla lingua araba, il sostantivo latinizzato fonde l’articolo al (il) con il sostantivo. Lo stesso è successo con il termine alambicco, dall’arabo al-imbiq e con alcool, dall’arabo al-kuhl che indicava la finissima polvere di antimonio utilizzata come trucco per gli occhi. La parola è stata poi latinizzata in alcool e, per traslato, è stata a lungo usata per riferirsi a polveri talmente sottili da essere volatili; per estensione è diventato poi il termine identificativo delle sostanze che si disperdono e quindi alcool inteso come spirito, la parte volatile o intangibile della materia.
Il Liquore Rosolio Violae
Per chi non conoscesse questo liquore, ecco una breve introduzione: un ripasso per gli appassionati, una piacevole scoperta per chi vuole saperne di più. Il termine rosolio deriva dal latino ros solis, che significa “rugiada del sole”. Questo liquore ha origini antichissime e si diffonde con l’introduzione dello zucchero raffinato, tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento. Era particolarmente apprezzato in regioni come Piemonte, Umbria, Campania e Sicilia.
Nella tradizione, il rosolio veniva offerto agli ospiti come simbolo di accoglienza durante feste e ricorrenze importanti. La ricetta base prevede alcool, acqua e zucchero in parti uguali, con l’aggiunta di petali di rosa, che secondo alcune ipotesi sarebbero all’origine del nome. Inizialmente, la sua produzione era riservata ai monasteri, dove veniva offerto ai visitatori di riguardo. Successivamente, divenne il liquore preferito dalle signore dell’alta società, grazie al suo basso contenuto alcolico.
Dalla ricetta tradizionale del rosolio sono nate molte varianti, arricchite con erbe aromatiche come salvia, basilico e alloro, oltre che con frutta e fiori. Oggi ho il piacere di presentarvi il Liquore Rosolio Violae dell’Azienda Le Rose, un prodotto esclusivo nato dall’amore per la Rosa Damascena, la regina delle rose, e per la terra.
La titolare dell’Azienda Le Rose, Mariya Ilieva, imprenditrice di talento, ha saputo trasformare la sua passione e competenza in un progetto unico. Il brand nasce dieci anni fa dall’incontro tra l’amore per la terra e i suoi preziosi tesori, e la passione per preservare e tramandare le tradizioni.
La linea esclusiva dell’azienda nasce da una selezione meticolosa delle materie prime: i petali di rosa, raccolti a mano con amore, seguendo la tradizione, vengono trasformati in capolavori di gusto. Tra questi spiccano la preziosa confettura di petali di rosa, lo sciroppo, il miele rosato, i risotti, i preparati per frittata, le tisane, i tè, dolci unici, meringhe e gianduiotti dal sapore inconfondibile.
Per la ricetta di oggi, utilizzeremo il Liquore Rosolio Violae, un elisir nato da un’antica ricetta a base di petali di Viola. Questo liquore artigianale è un digestivo ideale da gustare in ogni occasione conviviale e si presta perfettamente alle festività natalizie.
Ricetta Zuppa Inglese con Rosolio Violae
Passiamo ora alla preparazione della nostra Zuppa Inglese, Ricetta della Tradizione con Liquore Rosolio Violae dell’Azienda Le Rose di Mariya Ilieva. Iniziamo preparando la crema pasticciera, portando il latte a scaldare insieme a un baccello di vaniglia. In una ciotola, sbattiamo i tuorli con lo zucchero, quindi aggiungiamo l’amido di mais, mescolando con cura per evitare la formazione di grumi.
Versiamo il latte caldo a filo, dopo aver rimosso la bacca di vaniglia, e riportiamo il composto sul fuoco per farlo addensare. Imburriamo uno stampo a piacere e, in due piatti fondi, versiamo da una parte l’Alchermes e dall’altra il Liquore Rosolio Violae dell’Azienda Le Rose di Mariya Ilieva.
Alla base dello stampo, distribuiamo uno strato di confettura, un velo di crema pasticciera e, sui bordi dello stampo, disponiamo i savoiardi alternando quelli bagnati con l’Alchermes a quelli bagnati con il rosolio. Sopra alla crema, aggiungiamo alcuni savoiardi bagnati con il rosolio, un altro strato di crema pasticciera e continuiamo così fino a esaurimento degli ingredienti.
Prima di servire, decoriamo a piacere con panna montata o con altri ingredienti a nostra fantasia.

Consigli e Varianti Aggiuntive
Zuppa inglese un dolce famosissimo, si fa da sempre, da quello che ne so io addirittura dal 1800 ed è buonissimo. Una coppa formata da CREMA PASTICCERA, CREMA PASTICCERA AL CIOCCOLATO e SAVOIARDI inzuppati nell’Alchermes, (oppure il pandispagna) quel liquore di colore rosso che si usa spessissimo anche per i dolci (per esempio per le PESCHE DOLCI).
E’ un dolce davvero favoloso e vi devo confessare che quando ero piccola ero convinta che gli Inglesi fossero fortunatissimi perchè invece che la zuppa che mangiamo noi di solito di verdure, potessero mangiare questa. Beh ovviamente poi ho scoperto che non era proprio così e che anche gli inglesi mangiano la zuppa di verdure come noi però pensate se fosse vero dovremmo trasferirci tutti in Inghliterra vero?
Alcuno preferiscono il pandispagna invece dei savoiardi. Vi consiglio di preparare la crema tutta insieme e poi di dividerla in due parti e aggiungere il cioccolato. Se volete potete usare il cacao al posto del cioccolato, ne basteranno 70 grammi. Potete non usare il baccello di vaniglia.
Io ho usato una dose abbondante per fare un piatto da portata molto grande ma potete dividere le dosi in proporzione per arrivare a farne anche solo una porzione. Potete usare solo latte invece che latte e panna. Potete usare solo alchermes per la bagna ma verrà un po’ più forte come sapore. Immergete molto velocemente i biscotti nella bagna altrimenti ne assorbiranno troppa.
Potete decidere di fare una grande coppa da condividere oppure i bicchieri monoporzione, è a vostra scelta. Alcuni come decorazione mettono scaglie di cioccolato oppure cacao amaro in polvere spolverizzato.
Preparazione della Crema e Assemblaggio
Benedetta la prepara con uova intere e ne usa 4, ma se preferiamo la versione classica usiamo 8 tuorli. Poi non ci resta che preparare la bagna e assemblare la zuppa inglese in una pirofila, mettendo la crema tra 2 strati di savoiardi zuppi di bagna e coprendo con la parte di crema al cioccolato.
Come farla? Poca fatica e poco tempo per un risultato assicurato e un dolce al cucchiaio che metterà d’accordo tutti in famiglia: questa zuppa inglese è assolutamente da provare, non credete? Mescoliamo bene e riportiamo sul fuoco, facendo addensare la nostra crema e continuando a mescolare.
Mettete sulla base della coppa grande un cucchiaio di crema classica e uno al cioccolato. Immergete velocemente i savoiardi nella bagna e fate uno strato sulle creme. Coprite con uno strato al cioccolato e livellate. Fate un altro strato di savoiardi inzuppati nella bagna all’alchermes e uno strato di crema classica.
Continuate ad alternare strati di biscotti inzuppati nella bagna al liquore, crema classica e crema al cioccolato fino ad esaurire tutti gli ingredienti e terminando con la crema classica. Decorate la zuppa inglese con savoiardi inzuppati nella bagna e ciuffetti di panna montata insieme allo zucchero a velo.
Per le coppe monoporzione
Fate uno strato di crema al cioccolato nel bicchiere. Dividete in due parti il savoiardo e inzuppatelo nella bagna. Posizionate i pezzi di biscotti sopra alla crema al cioccolato e coprite con crema classica. Continuate gli strati fino ad arrivare al bordo del bicchiere e decorate con ciuffetti di panna montata insieme allo zucchero a velo e savoiardi inzuppati nel liquore.
Conservazione
La zuppa inglese si conserva in frigo per due giorni circa.

Considerazioni Finali
La zuppa inglese di Benedetta è davvero facile e veloce da preparare e ci consente di ritagliarci una mezz’ora di tempo il sabato pomeriggio per prepararla. La prima cosa da fare è la crema pasticcera. Ti è piaciuta questa ricetta? Anche i più piccoli assaggeranno la nostra zuppa inglese?
La ricetta che vi propongo oggi trae spunto dalla versione descritta da Pellegrino Artusi, celebre critico letterario, scrittore e gastronomo italiano, considerato il padre della cucina italiana. Si tratta di un dolce casalingo e tradizionale che si cucina per le feste e che noi fiorentini, - che abbiamo un’indole patriottica e la presunzione di inventare e far tutto meglio degli altri - siamo fermamente convinti sia una prelibatezza tipica della nostra amata Firenze.
Superati i traumi infantili, sono oggi perdutamente innamorata della zuppa inglese, un dolce che nel titolo sembra venire dall’Inghilterra, tra i propri ingredienti ha un pane nato in Spagna da un pasticcere genovese, una crème pâtissière inventata oltralpe, un cacao che ha fatto un lungo viaggio dal sud America e un liquore che pare uscito da lontani caravanserragli delle storie di Le mille e una notte, ma che è prodotto dai fraticelli in un convento nel cuore di Firenze.