Tutti conoscono Babbo Natale, il vecchio rubicondo che la notte di Natale consegna i doni ai bambini di tutto il mondo grazie a una slitta volante trainata da renne magiche. Ma ti sei mai chiesto come è nata questa figura? Sai che non è l’unico a portare doni ai più piccoli?
La figura di Babbo Natale ha trovato fortuna inizialmente negli Stati Uniti, ma è in Europa che è nato e vissuto l’uomo al quale è ispirato. Si tratta di San Nicola, vescovo di Myra (Turchia) nel quarto secolo. Le cronache del tempo lo descrivevano come un uomo generoso, protettore di donne e bambini.
A partire dal settimo secolo San Nicola diviene protettore dei marinai bizantini, impegnati da tempo in scontri navali con l’Impero Ottomano. Il santuario di Myra si trovava a poca distanza dal teatro di molte battaglie: così, presa la via del mare, il culto si diffuse in tutta Europa.

Le Origini di Babbo Natale: Tra Storia e Leggenda
Abbiamo già raccontato della storia di Santa Lucia, tra verità e leggenda: non potevamo esimerci dal raccontare anche la vera storia (o quasi) di Babbo Natale, il Santa Claus che tutti i conoscono e che tutti i bambini aspettano, in sella alla sua slitta trainata dalla sue magiche renne nella notte tra il 24 e il 25 dicembre. Proveremo a dipanarci nelle sue origini più che millenarie, legate alla tradizione cristiana e non solo, raccogliendo alcuni spunti magici e altri un po' meno.
In ordine cronologico, le prime tracce di un fac-simile di Babbo Natale risalirebbero addirittura ai tempi degli antichi greci: il primo portatore di doni, e nel periodo natalizio - non dimentichiamo che il Natale cristiano coincide più o meno con il solstizio d'inverno, e dunque con decine di miti e leggende ben più antiche, da Ercole ad Hare Krishna - sarebbe stato niente di meno che Poseidone, il dio dei mari.
Sono millenarie anche le leggende legate a Odino, dio supremo dell'antica religione nordica: anche lui portava doni, a bordo di una slitta trainata da un cavallo volante. Da San Nicola a Santa Claus il passo è stato tutt'altro che breve. Ma è convenzione comune, oggi, considerare il celebre vescovo turco come il più attendibile precursore del Babbo Natale moderno.
Aveva una lunga barba, e indossava una tunica rossa: fino a pochi decenni fa nei Paesi teutonici e del Nord Europa, dal Belgio all'Olanda fino a Germania e Austria, Santa Claus indossava ancora la divisa da vescovo.
Il Babbo Natale che conosciamo oggi è molto più recente di quanto sembri. Fino al XIX secolo, infatti, seppure la leggenda fosse già ben radicata, spesso a Paesi e culture diverse corrispondevano rappresentazioni diverse.
Negli USA ancora oggi si lascia un bicchiere di latte caldo e un piatto di caratteristici cookies.
In Canada i biscotti sono accompagnati da una bottiglia di sciroppo d'acero.
In Italia utilizziamo biscotti tipici della Regione.
in Germania insieme al latte lasciano i caratteristici zimtsterne, dei biscotti alla cannella a forma di stella.
In Austria ci sono i vanillekipferl, dei biscotti alle mandorle a forma di ferro di cavallo.
In Svizzera spopola ovviamente il latte con cioccolato al latte.
L'Evoluzione dell'Immagine di Babbo Natale
Il Babbo Natale che conosciamo oggi è molto più recente di quanto sembri. Fino al XIX secolo, infatti, seppure la leggenda fosse già ben radicata, spesso a Paesi e culture diverse corrispondevano rappresentazioni diverse.
L’aspetto del Santo (un uomo anziano dalla folta barba grigia in abito vescovile) cambia con il passare degli anni: nel 1822 la poesia dell’americano Clement Clark Moore dal titolo A visit from St. Nicholas definisce alcune caratteristiche che entreranno a far parte dell’immaginario natalizio. Quali? La slitta volante trainata dalle renne e i doni consegnati attraverso il camino.
Il Ruolo della Coca-Cola
Volenti o nolenti, infatti, non si può non ammettere che la rappresentazione del Babbo Natale moderno sia stata significativamente influenzata dalla Coca-Cola. “L'idea di vestire Babbo Natale con questo colore non è venuta a noi - spiegano proprio da Coca-Cola Italia - perché era già stato rappresentato con un vestito rosso prima che diventasse protagonista delle nostre campagne pubblicitarie natalizie. Di certo Coca-Cola ha aiutato a creare l'immagine del moderno Babbo Natale: infatti il modo in cui la maggior parte di noi lo vede, l'uomo sorridente e paffuto con la barba bianca, viene dalla pubblicità di Coca-Cola. Prima di allora Babbo Natale era stato disegnato in vari modi, anche come un elfo spaventoso”.
Babbo Natale come il Grinch? Dunque se si vuol dare una paternità al Babbo Natale, senza dubbio la si deve al disegnatore Haddon Sundblom, originario del Michigan: per decenni fu incaricato di disegnare Santa Claus per conto della The Coca-Cola Company. Si era ispirato inizialmente a una poesia di Clement Clark Moore, del 1822, in cui San Nicola veniva descritto come paffuto e accogliente.
Ma per disegnarlo davvero, Sundblom chiese aiuto all'amico Lou Prentiss, che gli fece da modello dal vivo: era un venditore in pensione.
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La Tradizione dei Biscotti per Babbo Natale
Non c’è notte del 24 dicembre senza che ci sia Babbo Natale. La simpatica figura vestita di rosso (anche se il suo vestito in origine era diverso) oggi è incarna il vero e proprio spirito del Natale ed è amatissimo soprattutto dai bambini, che aspettano da lui di ricevere i loro regali. Ma, in pieno spirito natalizio, la tradizione vuole che anche Babbo Natale riceva qualcosa in cambio, un piccolo ringraziamento per i suoi sforzi che si traduce in qualcosa da mangiare e qualcosa da bere per rifocillarsi.
La sparizione, la notte del 24, di quello che è stato lasciato è la “prova certa” per i bimbi che il magico signore esista davvero. Cosa mangia, però, questa simpatico signore?

L'Origine della Tradizione
Questa tradizione è comune un po’ in tutto l’Occidente anche se con delle variazioni sul tema e sugli ingredienti dei biscotti.
L’usanza originale è legata alla mitologia nordica ed è legata al culto pagano del dio Odino. Secondo questo mito, a inizio dicembre, Odino è solito cacciare nelle foreste con il suo cane a otto zampe, Sleipner e i bambini, per ingraziarsi i favori del dio, cercavano di conquistare il bene dell’animale lasciando carote e altre verdure lungo il tragitto nella speranza che la divinità in persona riconoscesse il lavoro dei bambini donando loro dei regali.
Per questa ragione, in molte zone del Nord del mondo, il pensiero è tutto per gli “aiutanti” di Babbo Natale.
Quella più comune sembra sia nata in Olanda, grazie a Sinterklaas o, come lo conosciamo noi, San Nicola, il protettore dei bambini, dei poveri e degli emarginati. In questa leggenda San Nicola porta i doni ai bambini del villaggio e resta un po’ con loro per vedere l’effetto che questi doni hanno sull’umore dei più piccoli. Si attarda durante le visite e nell’ultima casetta trova i bambini già addormentati ma che, nonostante la stanchezza, gli hanno lasciato biscotti e latte alla finestra per farlo rifocillare.
In realtà questa usanza ha preso piede più nei paesi americani che europei per questo arriva in Italia solo con il boom economico.
La Tradizione Americana
Il rito americano è legato alla Grande Depressione: la povertà dilaga e i genitori cercano in tutti i modi di far vivere un felice Natale ai propri figli. Il modo più semplice, insieme a qualche dono, è giocare sullo stupore: convincono i bambini a dare latte e biscotti per Babbo Natale. Mentre i bambini dormono, mamma e papà prendono un assaggio di latte e biscotti senza finirli in modo da lasciare ugualmente ai figli il cibo “donato” e una “prova tangibile” del passaggio di Santa Claus.
Le Variazioni Regionali: Cosa Offrire a Babbo Natale nel Mondo
Portare i regali ai bimbi di tutto il mondo è un lavoro faticoso, lasciare uno spuntino a Babbo Natale è un gesto pieno di cortesia e riconoscenza da parte dei più piccoli.
La tradizione di lasciare latte e biscotti per Babbo Natale spesso varia oltre che di paese in paese anche solo da una zona all'altra: in Italia, per esempio, nelle zone alpine lasciano il vin brûlé con i biscotti per riscaldare Babbo Natale. Al Sud, invece, per moltissimi anni questa tradizione è stata legata all'Epifania e solo le nuove generazioni hanno cominciato a servire latte e biscotti per Babbo Natale.
Esistono tradizioni analoghe anche in Italia, molto sentite soprattutto in Veneto e Friuli: è tradizione lasciare all’asino che traina il carro del Santo biada e sale sul davanzale, mentre per San Nicola si mettono in tavola pane e un bicchiere di vino. Quale bevanda più corroborante, in fondo?
Ogni anno in tutto il mondo e in ogni casa vengono lasciati latte e biscotti così da aiutare Santa Claus a continuare il proprio viaggio e portare i doni a tutti i bimbi del mondo.
Cosa mangia nello specifico Babbo Natale durante il suo lungo tragitto?
La notte tra il 12 e il 13 dicembre si celebra Santa Lucia: una festa speciale, durante la quale i bambini ricevono dolci e regali! La tradizione è antica e diffusa sia in Italia che all'estero: ancora oggi i bimbi attendono con ansia il suo passaggio, specialmente in Svezia. La celebrazione non inizia il 12 dicembre: già i primi giorni di dicembre si possono udire per le vie della città scampanellii che comunicano il passaggio della Santa.
Si dice infatti che Santa Lucia controlli il comportamento dei più piccoli, per stabilire chi possa meritare i suoi dolcetti. La sera del 12 dicembre vengono regalati ai più piccoli semplici biscotti tradizionali e caramelle: in cambio i bimbi preparano un piatto di biscotti e un bicchiere di vin santo per Lucia, un po' di paglia (o farina gialla) e carote per l'asino che trasporta le ceste colme di doni. L'unica regola da seguire è questa: i bambini devono andare a letto presto a dormire.
La notte tra il 5 e il 6 dicembre è festa per tutti i bambini! È la notte durante la quale San Nicola porta loro i dolci. Nel nord dell’Europa questa è una tradizione ben più antica di quella di Babbo Natale. I bambini ricevono i dolcetti, generalmente all’interno delle calze appese davanti al camino o in piatti che vengono nascosti sotto il letto.
Perché le calze vuote davanti al camino? Un tempo la biancheria veniva stesa davanti al caminetto, per farla asciugare rapidamente. Immagina la sorpresa dei più piccoli quando al mattino, appena ritirati i propri calzini, li trovavano pieni di leccornie!
San Nicola arriva negli Stati Uniti con i primi coloni europei: sono gli Olandesi a celebrarne la festa con particolare devozione. Sinterklaas (così era chiamato San Nicola in Olanda) diventa nel corso del tempo simbolo del Natale.
Se Babbo Natale porta ai bambini sacchi pieni di doni, i bambini non sono da meno; in nordeuropa lasciano un bicchiere di latte con un piatto di biscotti a Santa Claus.
In Svezia si pensa alle renne offrendo del porridge di riso speziato alla cannella a cui alcuni aggiungono una tazza di caffè per tenere sveglio Babbo Natale.
In Danimarca invece le attenzioni sono tutte per gli elfi: I bambini lasciano il tradizionale risengrød, un dolce simile al risoelatte piemontese, tipico del Natale.
In Belgio e Olanda sono molto più tradizionalisti: i bimbi aspettano San Nicola tra il 5 e il 6 dicembre lasciando carote e fieno per i cavalli che lo portano in giro.
In Argentina i bimbi lasciano acqua, carote e fieno come spuntino per le renne.
Abbiamo già raccontato della storia di Santa Lucia, tra verità e leggenda: non potevamo esimerci dal raccontare anche la vera storia (o quasi) di Babbo Natale, il Santa Claus che tutti i conoscono e che tutti i bambini aspettano, in sella alla sua slitta trainata dalla sue magiche renne nella notte tra il 24 e il 25 dicembre. Proveremo a dipanarci nelle sue origini più che millenarie, legate alla tradizione cristiana e non solo, raccogliendo alcuni spunti magici e altri un po' meno.
Finlandia, la casa di Babbo Natale La casa di babbo Natale, secondo un’antica tradizione impregnata di leggende, è collocata tra le nevi della Lapponia e, precisamente, nel piccolo ma affascinante villaggio di Rovaniemi, in Finlandia. Da queste parte, quindi, il Natale è una cosa seria e a Babbo Natale viene lasciato uno spuntino decisamente sostanzioso come ringraziamento del suo lavoro: è il munajuusto, un formaggio all'uovo piuttosto saporito che si produce sia con latte di capra sia con latte bovino.
Tabella: Cosa lasciano i bambini a Babbo Natale nel mondo
| Paese | Cosa lasciano |
|---|---|
| Stati Uniti | Latte caldo e cookies |
| Paese | Cosa lasciano |
| Canada | Biscotti e sciroppo d'acero |
| Italia | Biscotti tipici regionali (e vin brûlé nelle zone alpine) |
| Germania | Latte e zimtsterne (biscotti alla cannella a forma di stella) |
| Austria | Vanillekipferl (biscotti alle mandorle a forma di ferro di cavallo) |
| Svizzera | Latte e cioccolato al latte |
| Svezia | Porridge di riso speziato alla cannella e caffè per le renne |
| Danimarca | Risengrød (dolce simile al risoelatte) per gli elfi |
| Belgio e Olanda | Carote e fieno per i cavalli di San Nicola |
| Argentina | Acqua, carote e fieno per le renne |
| Gran Bretagna e Irlanda | Mince pie natalizia e sherry (Inghilterra) o Guinness (Irlanda) |
| Australia | Birra fresca |
| Cile, Perù, Ecuador, Venezuela e Colombia | Pan de pascua (torta simile al panettone) e colemono (cocktail a base di brandy, latte, caffè e spezie) |