Brasadè: La Ricetta Originale delle Ciambelle Pavesi di Staghiglione

I Brasadè sono un'autentica gemma della tradizione dolciaria dell'Oltrepò Pavese, tipiche e rinomate ciambelle che affondano le radici nella cultura popolare. Il nome stesso, Brasadè, deriva dal dialetto locale e significa "bracciale", evocando sia la loro forma caratteristica sia un curioso aneddoto storico.

Queste delizie, in passato, venivano legate al polso dei bambini con uno spago durante le celebrazioni religiose, un astuto stratagemma per tenerli tranquilli durante le lunghe messe. In principio venduti fuori la chiesa ai cresimandi, col tempo questi dolci dell’Oltrepò Pavese sono pian piano scomparsi.

Oggi, i Brasadè continuano ad essere prodotti nella vallata di Schizzola, presso la pasticceria Bernini, perpetuando una tradizione che si tramanda di generazione in generazione. Se non avete mai avuto la possibilità di assaggiarli vi do qui una ricetta speciale, tramandata di generazioni in generazioni che dovete assolutamente provare!

Mi piace scoprire sempre nuove pietanze, soprattutto se molto legate al territorio e questa è senza ombra di dubbio una di esse. Ricordo che ero in giro, per il tour del libro, e mi trovai a passare davanti a un forno, di quelli super classici che fanno l'identità di un paese. Avevo un po' fame così entrai e mi ritrovai queste ciambelle davanti e siccome non le avevo mai provate ne presi una discreta quantità! Erano talmente buone che ne ripresi altre per il viaggio di ritorno! Ovviamente mi sono fatto dare la ricetta prima di ripartire ed è con molta gioia che la condivido con voi.

La ricetta dei brasadè di Staghiglione è poi molto semplice e si fa con ingredienti comuni che molto probabilmente avrete già in casa: farina , burro, strutto, zucchero e acqua sono i principali, va da sé che si tratta di una ricetta anche molto economica.Volete sapere come fare i brasadè di Staghiglione?Vi lascio qui il procedimento con il passo passo e la lista completa degli ingredienti, controllate cosa vi occorre e poi mettetevi all'opera!

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Origini e Storia dei Brasade

All’inizio del XX secolo i brasadè di Staghiglione vennero elevati a dono da regalare ai cresimandi. Un tempo le bambine le portavano come collane ed era anche il regalo che si faceva tra la gente povera, ad un cresimando: un dolce per festeggiare un momento importante, con il sapore della tradizione.

Oggi, purtroppo, quest’usanza è andata persa, ma i brasadè si producono ancora nella vallata di Schizzola, presso la pasticceria Bernini.

La Tradizione a Staghiglione

L’antico borgo di Staghiglione, situato nel comune di Borgo Priolo, è rinomato per i brasadè, delle tipiche ciambelle locali. A Staghiglione - dove si svolge la tradizionale sagra il lunedì di Pasquetta - vengono confezionati in collane di 11 ciambelle infilate con filo di cotone attraverso il foro centrale.

Lo schema di confezionamento è immutato: cinque ciambelle sono infilate con la parte piatta rivolta nello stesso verso e le altre cinque con la parte piatta in verso opposto. L’undicesima ciambella è usata come fermaglio e ad essa si legano i capi dello spago di cotone della collana.

La collana così formata viene appesa all’estremità opposta della ciambella “fermaglio” per avere tutte le ciambelle con la parte piatta rivolta verso il basso.

La legatura a collana sembra pensata per trasportarli meglio, e la cottura prima in acqua bollente e poi al forno è tipica di un cibo che doveva mantenersi a lungo, sempre appetitoso.

Ricetta dei Brasade di Staghiglione

La ricetta dei brasadè di Staghiglione è molto semplice e si fa con ingredienti comuni che molto probabilmente avrete già in casa: farina, burro, strutto, zucchero e acqua sono i principali, va da sé che si tratta di una ricetta anche molto economica. La ricetta appartiene alla tradizione popolare e, infatti, non esiste una via univoca per prepararli.

Ingredienti

  • Farina di tipo 00
  • Zucchero
  • Burro
  • Strutto
  • Acqua
  • Sale
  • Un pizzico di lievito

Procedimento

  1. Disporre la farina a fontana; nel mezzo versare tutti gli altri ingredienti.
  2. Impastare il tutto aggiungendo acqua per ottenere una pasta soda, ben lavorata ma non troppo dura.
  3. Quando l’impasto è pronto formare dei bastoncelli spessi quanto il dito pollice, lunghi circa 15 centimetri che si chiuderanno a ciambella, premendo bene sulla congiunzione perché non si stacchino durante la cottura.
  4. Nel frattempo portare a lieve bollore una capace pentola di acqua.
  5. Buttare in acqua i brasadè togliendoli non appena vengono a galla; passarli in acqua fredda, scolarli e disporli su un canovaccio ad asciugare.
  6. Passarli in forno per renderli croccanti e al fine di togliere l’umidità per farle conservare più a lungo.

La particolarità dei brasadè risiede nella loro doppia cottura, che prevede una fase di bollitura in acqua seguita da una successiva cottura al forno.

Un tempo le bambine indossavano le collane di brasadè come un prezioso ornamento, ma tra la gente povera le ciambelle erano anche un dono speciale che i padrini e le madrine offrivano ai cresimandi: un modo per festeggiare una giornata importante con il sapore della tradizione.

Varianti e Degustazioni

Nella zona di Pavia si producono dei dolci buonissimi che si chiamano brasadè di Staghiglione. A Staghiglione, frazione di Borgo Priolo), e a Broni, ne vengono prodotte due gustose varianti; la prima, ottenute con impasto per dolci non lievitato; la seconda, con un impasto di pane leggermente dolcificato e, una volta ben cotte, chiuse ad anello.

L’usanza locale vuole che a fine pasto vengano intinte in un bicchiere di Bonarda frizzante. Sono ottime in purezza, ma anche come base per una cheesecake tutta pavese.

Abbinamenti Consigliati

Il matrimonio tra i brasadè di Staghiglione e un vino dolce è la scelta migliore per esaltare il sapore delle ciambelle. Come può essere un moscato passito, dal profumo intenso e dai sentori fruttati le cui sfumature aromatiche si sposano perfettamente con i brasadè, creando il giusto equilibrio gustativo.

Ma c’è anche chi preferisce optare per un abbinamento diverso e leggermente più frizzante. In questo caso, la scelta potrebbe ricadere su una Bonarda frizzante, un vino rosso giovane e vivace che si sposa bene con i sapori dei brasadè.

La Sagra del Brasade

Da non perdere la festa a loro dedicata che si tiene ogni anno a Staghiglione. Sono nata e cresciuta mangiando i brasadè di Staghiglione. Queste ciambelle tipiche dell’Oltrepò Pavese prendono il loro nome dal dialetto locale; è, infatti, possibile tradurre brasadè in bracciale. L’etimologia non si rifà solamente alla loro forma, ma anche ad un curioso aneddoto storico. In passato venivano legate al polso dei bambini con uno spago durante le celebrazioni religiose.

Le messe erano lunghe, capitava che i piccoli avessero fame e iniziassero a lamentarsi; per scongiurare questi spiacevoli eventi, si era soliti renderli mansueti grazie al cibo.

All’inizio del XX secolo i brasadè di Staghiglione vennero elevati a dono da regalare ai cresimandi. Confezionare in collane, hanno uno schema che ancora oggi viene rispettato: cinque brasadè sono rivolte con la parte piatta in un verso, altre cinque nel senso opposto e l’undicesima serve come fermaglio per chiudere il cordino di cotone.

Oggi, purtroppo, quest’usanza è andata persa, ma i brasadè si producono ancora nella vallata di Schizzola, presso la pasticceria Bernini. Le donne tirano le redini di questa realtà che dal 1920 sforna biscotti e torte che non deludono mai. Non è un caso se il nonno ogni domenica si reca direttamente sul posto a prendere un grande vassoio di pasticceria secca da gustare tutti insieme a tavola.

Dal lato pratico, i brasadè sono caratterizzati da una doppia cottura. Per iniziare, le ciambelle vengono prima bollite e raffreddate, successivamente cotte in forno per renderle croccanti e al fine di togliere l’umidità per farle conservare più a lungo. L’usanza locale vuole che a fine pasto vengano intinte in un bicchiere di Bonarda frizzante. Sono ottime in purezza, ma anche come base per una cheesecake tutta pavese.

Da non perdere la festa a loro dedicata che si tiene ogni anno a Staghiglione. Questa località di Borgo Priolo si anima ogni Lunedì dell’Angelo, momento in cui questo dolce tipico dell’Oltrepò Pavese viene celebrato con canti, degustazioni e bancarelle.

Passaggi per realizzare i brasadè di Staghiglione

  • Per iniziare, mescolare la farina con gli altri ingredienti.
  • Lavorare fintanto che non si sarà ottenuto un impasto sodo e omogeneo.
  • Lavorare dei serpentelli di circa 10 cm di lunghezza e 2cm di diametro.
  • Piegare e chiudere a ciambella.
  • Cuocere in acqua bollente e scolare quando vengono a galla avendo cura di immergerli immediatamente in acqua fredda al fine di bloccare la cottura.

Il termine brasadè in dialetto indica le ciambelle. Non può essere considerato un vero e proprio dolce, ma più che altro un prodotto per spezzare la fame.

Disporre la farina a fontana in una spianatoia, fare un incavo e in mezzo versare gli altri ingredienti. Impastare aggiungendo acqua quanto basta per ottenere un composto sodo, liscio e non troppo duro. Quando l’impasto è pronto formare dei bastoncini spessi quanto il dito pollice e lunghi circa 15 centimetri. Chiuderli a ciambella, premendo bene sulle estremità perchè non si stacchino durante la cottura. Nel frattempo portare a bollore una capace pentola di acqua e buttare i brasadè togliendoli non appena vengono a galla; passarli in acqua fredda, scolarli e disporli su un canovaccio pulito affinchè asciughino.

Ingredienti per circa 50 ciambelle
Ingrediente Quantità
Farina bianca 0 1 kg
Burro 100 g
Zucchero 180 g
Sale fino 1 cucchiaino
Carbonato d’ammonio (o lievito per dolci) 1 cucchiaino (o 1 bustina)
Strutto Piccola quantità

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