Quando etichettiamo una specie vegetale come "erbaccia", facciamo un torto alla natura: nell'ecosistema tutto ha uno scopo e un'utilità. In questo articolo esploreremo come coltivare diverse erbette per insalata, trasformando ciò che potremmo considerare un fastidio in una risorsa preziosa per la nostra alimentazione.

Portulaca: Un'Erbaccia Ricca di Benefici
La portulaca o erba porcellana (nome scientifico Portulaca oleracea) è una pianta annuale di origine indiana. Nell'orto si presenta come una pianta strisciante, riconoscibile dalle foglie carnose e lisce, inserite su fusti succulenti e rossicci. La prima fase vegetativa di questa pianta spontanea la vede strisciare a livello del terreno, la pianta adulta va poi a raggiungere una posizione eretta. Spesso nelle coltivazioni viene strappata prima che arrivi ad "alzare la testa".
Si trova soprattutto nei terreni fertili, ben concimati e lavorati, si sviluppa rapidamente dove viene irrigato con regolarità, proprio per questo è ospite frequente dell'orto estivo. Non teme il caldo anche torrido, ma si sviluppa bene se il terreno viene tenuto umido, senza esagerare.
La portulaca è una pianta abbastanza ghiotta di sostanze nutritive, per cui sottrae un poco al terreno, ma può diventare essa stessa nutrimento per noi, essendo un'erba spontanea commestibile. Quindi più che un'erbaccia stiamo parlando di una pianta da mangiare: non solo è buonissima in insalata ma fa anche molto bene all'organismo, essendo ricca di vitamine e di omega 3.
Pregi e Difetti della Portulaca nell'Orto
La portulaca la troviamo nell’orto come pianta spontanea, sapendo che è commestibile possiamo decidere di tenerla, scopriamo quindi pregi e difetti della sua presenza. Se decidiamo di tenere questa pianta dobbiamo sapere che, come praticamente ogni vita vegetale, sottrae sostanze e acqua al suolo. In terreni ricchi c’è però spazio per tutti e un po’ di biodiversità è preziosa per l’orto biologico. Il fatto che il terreno non sia nudo ma coperto e solcato da radici è indubbiamente positivo, per cui le erbe non hanno solo effetti negativi.
Come Coltivare la Portulaca
Coltivare la portulaca è molto semplice, in quanto la pianta non chiede molto, basta tenerla in pieno sole, su terreno ben sciolto e irrigare spesso ma a piccole dosi, senza far ristagni o terreno troppo bagnato. Durante l'estate la portulaca emette dei fiorellini gialli auto-fertili, da cui poi si origina il frutto: una capsulina ovale. Si propaga per seme o per talea, se partiamo dal seme dobbiamo piantarla in primavera, in alternativa i rami della portulaca che si espandono possono radicarsi, formando una pianta che potrà essere separata dalla pianta madre con un trapianto. La semina è un'operazione semplice, bisogna solo aver cura che non vi siano gelate.
Come Consumare la Portulaca
La portulaca si consuma soprattutto cruda, si può mangiare da sola oppure in un'insalata mista. Per mangiarla meglio prendere i rametti più giovani, che sono più teneri e gustosi. Una ricetta consigliata: quest'erba spontanea è buonissima condita con olio, noci e scaglie di parmigiano, oppure con olio e limone.
Si tratta di un'erba molto utile al benessere e alla salute perché è ricchissima di omega 3, di acido linoleico e vitamina C. Ha pochissime calorie, mentre contiene sali minerali e vitamine. Il contenuto importante di omega 3 rende la portulaca preventiva delle malattie cardiovascolari, riduce il rischio di ictus.
Proprietà Nutrizionali della Portulaca
La portulaca è un vero tesoro nutrizionale. Ecco un riepilogo delle sue principali proprietà:
- Ricca di Omega 3
- Vitamina A, B e C
- Magnesio
- Potassio
- Manganese
- Fosforo
- Zinco
- Selenio
- Ferro
- Calcio
- Rame
La Portulaca e il Terreno
La crescita di portulaca indica un terreno con bassa capacità di ritenzione di acqua ed elementi fertilizzanti dovuto ad una bassa capacità di scambio cationico. Cresce in terreni decarbonati o carente di calcio generalmente con un pH inferiore a 5,5. La portulaca sta ad indicare terreni con un elevato grado di “salinità”, legato ad un eccesso di fertilizzanti minerali solubili o ad una eccessiva irrigazione con acqua di pozzo (sali minerali nell’acquifera). Questa erba spontanea ci indica una compattazione del suolo mediante battitura, mediante l’uso di macchine o a causa del calpestio degli animali.
In linea di massima la crescita di portulaca vuol dire una carenza di sostanza organica vegetale carboniosa e una carenza nella capacità di fissare il complesso argilloso-umico, una mancanza di humus stabile e una erosione del suolo in estate.
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Biete da Taglio (Erbette): Simili agli Spinaci
Le biete da taglio (Beta vulgaris), conosciute anche come erbette, sono una verdura da consumarsi cotta, molto simile agli spinaci, sempre appartenenti alla famiglia delle chenopodiacee. Oltre alle erbette da taglio ci sono le biete da coste, sempre della specie Beta vulgaris.

Terreno e Clima Ideali per le Biete
Le piante di bieta hanno bisogno di un suolo che dreni bene gli eccessi d'acqua, per il resto non hanno esigenze particolari. La concimazione è utile ma senza eccesso, conviene farla con letame maturo. Bisogna prestare attenzione a non esagerare con la presenza di azoto, che si verifica in particolare con concimazioni chimiche tramite fertirrigazione, con cui gli elementi nutritivi vengono assimilati senza sforzo. Se si esagera con l'azoto le biete tendono ad accumularlo nelle foglie, in forma di nitrati che risultano tossici.
Le biete da taglio vogliono un clima temperato, senza eccessi di caldo, ha una temperatura ottimale poco sotto i 20 gradi. Resistono moderatamente al freddo purché non prolungato e possono essere danneggiate dal troppo sole estivo. Per questo a volte conviene intervenire, in inverno con coperture a tunnel o in tessuto non tessuto, d'estate con reti ombreggianti.
Semina e Distanze
La bieta si può seminare per buona parte dell'anno, esclusi gli estremi climatici di inverno ed estate. In genere conviene mettere i semi in primavera, seminando tra marzo e aprile, in questo modo si riesce a raccogliere ininterrottamente a partire da poco oltre un mese dalla semina fino all'arrivo del gelo. Dove fa freddo si può anticipare la semina facendola in vasetti da tenere al caldo in semenzaio.
In teoria le erbette possono esser seminate nell'orto anche a spaglio ma una semina per file è più ordinata e consente di controllare meglio le erbe infestanti. Visto che questa verdura da foglia viene periodicamente tagliata per il raccolto, infatti, se non si limitano le erbe spontanee possono approfittarne per competere rubando spazio, luce e risorse alla pianta coltivata.
Irrigazione e Pacciamatura
Le erbette hanno un moderato fabbisogno di acqua, durante l'estate può essere utile un'irrigazione regolare e bisogna evitare di avere un terreno estremamente arido.
Malattie e Insetti
Le erbette possono essere soggette a malattie funginee, in particolare l'oidio (o mal bianco), il marciume radicale e la peronospora. Tuttavia si tratta di una coltivazione che si ammala abbastanza di rado a condizione che si coltivi nel modo giusto. Per prevenire le malattie bisogna evitare ristagni idrici, quindi lavorare bene il terreno, e irrigare nel modo giusto, senza eccessi e senza bagnare le foglie. Nell'ottica di una coltivazione biologica è utile anche un controllo frequente, eliminando con tempestività eventuali piante malate in modo che non diffondano il contagio.
Coltivazione in Vaso
Il poco spazio che richiedono le erbette le rendono adatte alla coltivazione in vaso. Si richiede un contenitore di profondità minima 20 centimetri, sono ottimi vasi rettangolari tipo classiche fioriere, che consentono di seminare una fila di biete.
Raccolta e Utilizzo in Cucina
Le erbette si raccolgono a pianta formata, in genere si aspetta almeno un mese dalla semina, come tutte le verdure da foglia non esiste maturazione: si può sempre prendere le foglie. Ovviamente bisogna evitare di menomare la pianta troppo piccola. Il metodo di raccolta è molto semplice, si taglia alla base del cespo cogliendo tutte le foglie. Se si vuole accelerare il raccolto successivo si possono lasciare i ricacci centrali che restano più piccoli, cogliendo sempre a partire dalle foglie esterne, questa tecnica si usa anche per l'insalata e si chiama "mungitura".
Le erbette si utilizzano in cucina allo stesso modo degli spinaci: si fanno in padella o al vapore come verdura cotta, sono anche un ottimo ingrediente per le torte salate.
Altre Erbe Spontanee Commestibili
Oltre alla portulaca e alla bieta da taglio, esistono molte altre erbe spontanee commestibili che possono arricchire la nostra dieta e portare benefici alla salute. La raccolta di queste erbe, nota come foraging, è una pratica antica che sta tornando in auge grazie alla crescente consapevolezza verso un'alimentazione biologica ed ecosostenibile.
Raccolta Responsabile delle Erbe Spontanee
La raccolta di erbe spontanee è disciplinata da regole ben precise, e per effettuarla, a meno che non venga fatta sul proprio terreno, è necessario un patentino del raccoglitore. È preferibile evitare di raccogliere le radici, perché altrimenti si va ad intaccare l’ecosistema e a pregiudicare la crescita di quella pianta in quella zona. Anche quando si raccolgono fusto e foglie, non bisognerebbe dunque estrarre tutta la pianta dalla radice ma tagliare alla sommità, in modo che la pianta possa ricrescere.
Quando Raccogliere le Erbe Spontanee
Per le piante che crescono in Italia i principali periodi di raccolta sono la primavera e l’autunno, i periodi dell’anno in cui grazie alle numerose piogge le piante spontanee sono più rigogliose. I fiori generalmente dovrebbero essere raccolti in estate, in quanto la pianta avrà raccolto tutti i suoi nutrienti che si troveranno proprio in questa parte della pianta, che d’estate espleta la sua funzione riproduttiva. Le erbe spontanee andrebbero raccolte al mattino presto, quando sono ancora bagnate dalla rugiada della notte ed hanno una maggiore vitalità, in quanto il sole va ad indebolire foglie e fiori, disidratandoli e ‘stancandoli’.
Esempi di Erbe Spontanee Commestibili
- Tarassaco: Utilizzabile sia le foglie (dal sapore amaro) che i fiori (conservati sott'aceto o per confetture).
- Malva: Fiori lilla e violacei con proprietà terapeutiche per le vie respiratorie e le mucose.
- Amaranto: Sia i semi (come cereali) che le foglie (cotte come spinaci o bieta) sono commestibili.
- Ortica: Foglie utilizzate per risotti, frittate, pasta e gnocchi, previa cottura per eliminare il principio urticante.
- Borragine: Fiori blu a campanula con proprietà febbrifughe e antinfiammatorie.
Consigli di Coltivazione per le Biete
Esposizione
Le bietole gradiscono esposizione in pieno sole, ma si adattano anche alla coltivazione a mezz’ombra, che non disdegnano specialmente nei periodi più caldi.
Temperatura
Le bietole crescono al meglio tra i 15-24°, ma riescono a svilupparsi già sopra i 7-8°. Tollerano sia le temperature elevate che quelle vicino agli 0°. Nei trapianti più precoci e quando le temperature scendono sotto i 10° si giovano di protezione con nylon o tnt bianco per una crescita più rapida.
Terreno
Le bietole si adattano facilmente a tutti i tipi di terreno ma preferiscono quelli fertili, freschi e ricchi di sostanza organica, ben drenati. Gradiscono pH preferibilmente tra 6,5-7,5 e tollerano la salinità. Le bietole da orto (da radice) faticano a crescere nei terreni con pH inferiore a 6. Si avvantaggiano di una buona areazione del suolo e dalla coltivazione su aiole rialzate nei terreni argillosi. È consigliabile attendere 3 anni prima di trapiantare le bietole dove sono state coltivate in precedenza.
Trapianto
Diradamento: nei pack di bietola da coste e da orto ci possono essere piantine singole, doppie o triple per ogni alveolo. Se si desidera ottenere cespi grandi e uniformi, è utile lasciare una sola piantina, estirpando le altre dal pane di terra. Stesso discorso per le bietole da orto (da radice), che con piantine multiple producono fittoni piccoli, mentre crescono molto di più trapiantando le piante singole (diradate).
Distanze: il sesto consigliato per le biete da costa è di 20-25 cm sulle file e 35-40 cm tra le file. Per le erbette, le bietole da orto (da radice) e le Bright Light (se coltivate per consumo fresco nelle insalate) è di 10 cm sulle file e 30 cm tra le file.
Epoca: la messa a dimora delle bietole in campo aperto va da fine gennaio a novembre nelle aree più miti. Nelle aree continentali si possono trapiantare da febbraio (protette con nylon) e da metà marzo a settembre in campo aperto.
Concimazione
Le bietole si avvantaggiano di una concimazione organica di fondo ricca, con stallatico (oppure pollina o compost). Nel corso della coltivazione si interviene nuovamente con prodotti bio (borlanda, stallatico macerato, ecc.) qualora le piante crescessero stentatamente.
Irrigazione
Le bietole richiedono irrigazioni frequenti, con quantità modeste di acqua, che permettano al suolo di essere sempre umido, ma senza ristagni (indicativamente 1-2 volte alla settimana nei periodi più freschi, anche 3-5 volte a settimana in estate).
Cure Colturali
Sarchiatura: la sarchiatura periodica tra le file è un intervento superficiale che si può effettuare con la zappa; permette di eliminare le malerbe e di arieggiare il terreno mantenendo al contempo l’umidità. Questa operazione è più importante nelle prime settimane si sospende quando le piante sono ben sviluppate. È opportuno ripeterla anche dopo precipitazioni che compattano il terreno.
Protezione dal freddo: nei trapianti molto precoci, in quelli autunnali e anche in fase di raccolta prima delle gelate, le bietole si giovano di una protezione con nylon. Nelle stagioni intermedie, in caso di periodi freschi con temperature attorno ai 10°, la copertura con TNT permette di ridurre lo stress termico.
Copertura con TNT: il TNT bianco sopra alla coltivazione è particolarmente importante a inizio primavera, per ridurre il rischio di salita a fiore, causato dagli sbalzi termici. È perfetto anche per ottenere una crescita veloce di foglie più tenere per bietole erbette e Bright Light. È sufficiente appoggiarlo direttamente sulle piante o su archetti (nei periodi piovosi).
Raccolta
La raccolta delle bietole da costa si inizia quando il cespo è ben formato e le foglie sono grandi. I tempi che variano tra i 60 e i 90 giorni dal trapianto a seconda del periodo e delle temperature esterne. Si può procedere raccogliendo gradualmente le foglie più esterne e lasciando crescere il cuore delle piante che continuerà a produrre sino alla salita a fiore.
Le erbette e le Bright Light, per consumo da cotte si raccolgono ogni 10-15 giorni tagliando le foglie a 3-4 cm dal terreno, mentre per l’utilizzo in insalate miste si tagliano settimanalmente le foglie esterne ancora piccole, iniziando7-10 giorni dopo il trapianto. Ricacceranno più volte.
Le bietole da orto (da radice), si raccolgono a 40-70 giorni dal trapianto, quando la radice è ben sviluppata.