La Storia delle Figurine Panini: Un'Icona Italiana Nata dal Corriere dello Sport

Giuseppe Panini, il padre delle figurine, avrebbe compiuto cent'anni. Ma il suo cognome è già eterno, trasformando semplici rettangolini colorati in un business da miliardi di fatturato e nel sogno di generazioni di bambini.

La storia delle figurine Panini, un marchio di Modena fondato nel 1961 da edicolanti trasformati in geniali imprenditori, è un racconto di ingegno, passione e tradizione italiana. Questa saga familiare, che muove i primi passi da una piccola edicola del centro storico della città emiliana, ha segnato la memoria di intere generazioni.

I fratelli Panini

Le Origini e l'Ascesa

Dopo la guerra, gli otto fratelli Panini acquistarono con i genitori un’edicola in Piazza Duomo. Per sfamare una famiglia di dieci persone, fondarono un’agenzia di distribuzione e poi incontrarono le figurine dell’editrice Nannina, che pubblicava un giornaletto per "piccoli tifosi".

I bambini dell’Italia bombardata e divisa non avevano la televisione e internet, ma le figurine consentivano di possedere quella fantasia, di portare i campioni in casa propria. I Panini capirono che esisteva un mercato per quel sogno e iniziarono a imbustare le figurine della Nannina, vendendone un sacco. Poi iniziarono a stamparle in proprio, mischiandole con un badile contro il muro.

Il grande salto avvenne nel 1961, quando i fratelli Panini trovarono un tipografo in grado di trasformare una fotografia in bianco e nero in una coloratissima figurina da inserire nella prima edizione della raccolta «Calciatori». La prima copertina presentava Nils Liedholm, stagione 61-62.

L'Eredità di Giuseppe Panini

Antonio, figlio di Giuseppe Panini, ricorda suo padre come un uomo curioso, innamorato della vita e con tanti interessi, tra cui l’enigmistica, la fisarmonica e la pallavolo. Per la Panini Modena di volley, a metà anni ‘80, decise di ingaggiare un giovane allenatore sconosciuto: Julio Velasco. Antonio afferma che suo padre vedeva lontano ed è stato un faro per lui.

Giuseppe Panini aveva lavorato in Ferrari come meccanico, ma fu licenziato da Enzo Ferrari in persona perché trovato seduto su un bidone. Anni dopo, Giuseppe raccontò a Ferrari: "L’affare lo abbiamo fatto in due, lei si è disfatto di un operaio svogliato e io sono diventato Panini".

La Svolta e il Successo

Nel 1956, Giuseppe convinse la famiglia a investire su un album di figurine di piante e fiori, che si rivelò un flop spaventoso. Tuttavia, continuava a credere che la formula fosse giusta, ma il soggetto non andava bene.

La svolta arrivò a Milano nei primi anni Sessanta, quando Giuseppe seppe di una casa editrice milanese che stava per mandare al macero figurine invendute. Decise di produrle lui stesso, diventando editore insieme ai fratelli. Oggi, tutte le figurine stampate coprirebbero tre volte il tragitto Terra-Luna.

I fratelli Panini sono stati paragonati ai Disney italiani, lavorando per farci felici.

  • Franco era il fratello colto, che gestiva i conti e internazionalizzò la Panini.
  • Benito, sopravvissuto alle bombe mentre portava i giornali in edicola, era un grande lavoratore e cultore della numismatica.
  • Umberto aveva fatto soldi in Venezuela come meccanico, ma tornò in Italia per lavorare con le figurine.

La Panini usa ancora le macchine inventate da Umberto.

"Ce l'ho, mi manca". La leggendaria storia delle figurine Panini

L'Impatto Culturale e il Collezionismo

Le figurine Panini sono state stampate in 50 Paesi e hanno spaziato dai cartoni animati alle fiabe, dalle scienze alla geografia, dai cantanti agli sceneggiati tv. La figurina preferita di Giuseppe Panini era quella di Gianni Rivera.

Essere il figlio di Panini significava finire l’album prima di cominciarlo, essere popolarissimo a scuola e procurare a tutti le figurine mancanti.

Ancora oggi, i collezionisti degli album dei Calciatori sono tra 1.200.000 e un milione e mezzo ogni anno. I bambini cominciano a 4-5 anni e continuano fino alle medie, per poi riprendere da giovani adulti e padri.

L'Album delle Calciatrici

Recentemente, la Figc e Panini hanno presentato il primo album della storia in Italia del calcio femminile, segnando un altro passo verso l’affermazione di uno sport sempre più praticato e seguito in tv.

L'ex figurina e collezionista Gigi Buffon ha commentato: «Ricordo l’orgoglio di esserci e la domanda “me lo sarò davvero meritato?”. Avendolo in mano non mi viene voglia di tornare a giocare, ma di completarlo. Stiamo vivendo un evento epocale».

L'Aneddoto su Antonio Percassi

Nella sua prima figurina, Antonio Percassi, calciatore dell’Atalanta, vide il suo nome scambiato con quello di Enea Moruzzi, creando un curioso disguido che emerse solo dopo il suo exploit alla guida dell’Atalanta in un’altra veste.

La Produzione e la Magia

Fabrizio Melegari, direttore editoriale della Panini, e Antonio Allegra, direttore del marketing e dell’area commerciale, raccontano di un’impresa di 1200 dipendenti, con 12 filiali proprietarie e un numero infinito di licenziatari. Durante i mondiali, la produzione arriva a sfornare 12 milioni di bustine in una giornata.

Allegra assicura che non esistono figurine rare e che l'obiettivo è non creare affanno nella collezione. Esiste sempre il magico indirizzo al quale si possono richiedere le mancanti, con nove milioni di richieste arrivate negli anni.

La Resistenza alla Tecnologia

Nella capacità della figurina di resistere alla concorrenza tecnologica c’è qualcosa di straordinario e poetico. La figurina è come il teatro, un’esperienza fisica che combatte con quella virtuale. Allegra descrive la meraviglia del contatto tra acquirente e figurina: "C’è l’effetto sorpresa, il rumore dello strappo, l’odore della figurina, la condivisione dello scambio...".

Fino a che, nel 1972-73 arrivarono le figurine adesive.

Dalla Cessione ai Successi Moderni

Panini è sopravvissuta a molte avventure, dopo che i fratelli la cedettero a Maxwell. Ora, sotto la guida di un gruppo guidato dall’amministratore delegato Sallustro, Panini è il marchio mondiale delle figurine. Negli Usa ne vende a pacchi agli appassionati di NBA e di NFL.

Oggi, due bambini su YouTube, Tina e Pippo, raccolgono centinaia di migliaia di visualizzazioni mentre aprono i pacchetti di figurine.

Gli Errori e i Tesori Nascosti

Quando i Panini iniziarono, dipingevano i colori delle maglie su foto in bianco e nero, sbagliando talvolta i soggetti. Quelle figurine sono preziose come i Gronchi rosa. Pizzaballa può valere più di cento euro, perché non c’era il giorno in cui fecero la foto della squadra e andò in tiratura più tardi.

Quasi sessant’anni dopo, spopolano le carte dei calciatori dette Adrenalyn, seguite da 500.000 collezionisti.

Anno Evento Dettagli
1961 Prima edizione "Calciatori" Nils Liedholm in copertina
1972-73 Introduzione figurine adesive Rivoluzione nel collezionismo
1988 Cessione dell'azienda Acquisto da Robert Maxwell
Oggi Successo globale Vendite in 120 Paesi, Adrenalyn, ecc.

Un album Panini

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