In un angolo di Senago, si nasconde un luogo dove i sapori orientali si fondono con ricordi personali e riflessioni profonde: Fratelli Sushi. Questo articolo esplora non solo le recensioni del ristorante, ma anche le storie e le emozioni che esso evoca.

Un Incontro Speciale
L'attesa di un incontro speciale si trasforma in un'occasione per gustare del sushi "così così". Un abbraccio, una risata e la voglia di condividere un momento semplice ma significativo.
L'Illeggibilità e la Scoperta della Bellezza Nascosta
Il concetto di "illeggibile" viene esplorato in profondità, passando da un insulto a una chiave per svelare la vera bellezza. L'essenziale è illeggibile agli occhi. La riflessione sull'illeggibilità si estende al mondo dell'arte e della narrazione, dove spesso la complessità nasconde un nucleo di verità.
Poi, siccome quando cerchi di guadagnare la superficie, agitandoti in una tristezza così viscosa, la rabbia è sempre a portata di mano, mi sono lanciato in invettive contro romanzi e romanzieri. A un certo punto mi sarebbe piaciuto scagliarmi contro la stronzaggine di un anziano inglese che ha smesso di fare fumetti perché ha trovato una forma narrativa ancora più putrescente, il romanzo. E, allora, volgare e borioso com’è, infittisce centinaia di pagine con una storia che, per essere letta e compresa, richiede un ricchissimo apparato critico e persone disposte a dedicare sforzi immani alla parafrasi del testo.
Fabian Negrin e l'Arte dell'Invisibilità
Fabian Negrin, illustratore e narratore, ha perseguito l'invisibilità attraverso la sperimentazione di tecniche e materiali diversi, diventando un disegnatore irriconoscibile a ogni libro. Ha giocato molto, in casa Orecchio Acerbo, con gli strumenti e con le tecniche, certo, ma anche con le storie, con le fiabe e con i classici. Poi ha deciso di diventare un classico a sua volta. Poi, quasi a chiusura di un anello, ha progettato un nuovo libro per Orecchio Acerbo.
La nota, in quarta di copertina, recita: «E se Biancaneve fosse veramente bianca come la neve? E se fosse nata in mezzo ai ghiacci e col potere di diventare invisibile? Per molti anni Negrin, parlando di bellezza, ha citato Il piccolo principe.

Wicky Priyan: Un'Aquila in Cucina
Secondo gli indiani d’America ogni uomo ha un animale totem: guardo Wicky Priyan seduto al bancone nero e scintillante del suo ristorante a Porta Genova e penso a un’aquila, il guerriero spirituale per eccellenza. Wicky Priyan, il cui ristorante si trova a Porta Genova, viene descritto come un'aquila, un guerriero spirituale. La sua storia è un viaggio attraverso culture e sapori, dall'infanzia nello Sri Lanka all'esperienza come detective e bodyguard, fino alla passione per la cucina giapponese.
Nel 1970, quando è nato, Ganpaha era un piccolo villaggio nella parte occidentale dello Sri Lanka, la televisione non c’era e neppure la luce, arrivò un decennio dopo. Ma a Wicky non serviva, perché la casa era illuminata di suo: il padre medico, studioso e maestro Ayurveda da generazioni, aveva trasformato la fattoria di famiglia in uno dei centri culturali più importanti del Paese. Così mentre gli altri bambini del mondo imparavano semplicemente a scrivere lui si addestrava in sanscrito, «perché la vera saggezza è racchiusa in quell’antica lingua», si diceva in famiglia.
Il buddismo gli insegna a non invidiare, a non tradire. Le arti marziali lo addestrano al self control e ad ampliare il raggio visivo di 300 gradi, come le aquile appunto, senza muovere di un millimetro la testa: dote indispensabile in una cucina.
Il Percorso di Wicky: Dalla Strada alla Cucina
L’università, a quei tempi, obbligava a vivere per un certo tempo la strada insieme con i clochard, gli intoccabili e «i senza Dio». Fu di quel periodo l’esperienza più forte. «Ho provato tutto: ho mangiato spazzatura e il cibo degli dei», dice Wicky. Sette mesi passati a Madras, in India, dove impara che cosa significa essere svegliati nel cuore dell’alba da un secchio di acqua gelida.
Capo di una squadra di bodyguard (lo è stato anche per Michael Jackson) per due anni Wicky viaggia per i grandi alberghi del mondo a fare da occhi e orecchie a presidenti e politici. Il destino lo porta nelle cucine di un Four Seasons, da lì la svolta. Vuole conoscere tutto della cucina giapponese, le pieghe più nascoste delle antiche arti del taglio, i mix di erbe e spezie, le tecniche di cottura più occulte.
Le lezioni preziose da Keller a Bali e dal Maestro Kikuchi in Giappone lo portano, otto anni fa, in Italia. Prima nel ristorante Zero, poi in un locale tutto suo. Ogni anno, in estate torna in Giappone (il paese di sua moglie) e cucina tradizionale Kaiseki dal Maestro Watanabe nel ristorante Kaneki. Perché, dice il saggio, non si può stare più di quindici giorni senza fare sushi, le dita perdono l’abitudine al gesto.
Wicky Priyan sogna di aprire altri ristoranti nel mondo, e aggiunge veloce: « Ma io resto qui, devo tutto all’Italia e a Milano».
Contatti: 02.97376505
La sua cucina è un mix di influenze, un'espressione di amore e rispetto per le tradizioni, ma anche di apertura verso nuove esperienze. Il suo oriental burger, ad esempio, nasce dai profumi e dalle spezie dell'infanzia.
L’idea del suo acclamato oriental burger di oggi, nasce proprio da lì: patata, tonno bollito, foglie di curry. Non era sapore, era amore.
Sake Dassai al Wicky's Wicuisine - Wicky Priyan e Hiroshi Sakurai
Tabella: Il Percorso di Wicky Priyan
| Fase | Luogo | Attività |
|---|---|---|
| Infanzia | Ganpaha, Sri Lanka | Studio del sanscrito e tradizioni Ayurveda |
| Università | Colombo, Sri Lanka e Tokyo, Giappone | Criminologia e master, esperienza di strada |
| Lavoro | Mondo | Bodyguard per personalità importanti |
| Cucina | Bali, Giappone, Italia | Apprendimento delle tecniche culinarie giapponesi |
