Spesso ti sarà capitato di sentir parlare di infografiche e di vederne in giro. Prima di iniziare prova a rispondere a questa domanda: che cos’è un’infografica? Un’infografica è un contenuto visuale che fonde testo e immagini, studiato per offrire un approfondimento particolareggiato - ma di immediata comprensione - su un dato argomento.
La caratteristica principale di un’infografica è la sintesi. Per essere tale, un’infografica deve fornire tutte le informazioni necessarie in modo sintetico e facilmente comprensibile per il fruitore. Perché dovremmo scegliere di rappresentare un contenuto o un’informazione sotto forma di infografica? Come capire quando fa al caso nostro?
Le infografiche:
- Informano in modo semplice.
- Sono d’impatto, attirano l’attenzione.
- Aiutano a memorizzare.
Per questo le infografiche sono largamente utilizzate dalle aziende e dalle organizzazioni per raccontare, comunicare, informare e condividere informazioni di qualsiasi genere, fra cui anche per scopi di marketing.
Nessun dato numerico è di per sé auto-esplicativo: senza una contestualizzazione non siamo in grado di determinarne il significato. Prova a leggere questi dati: nel 2016 il Bangladesh aveva una popolazione di 166 milioni di abitanti. È tanto o è poco? È un dato significativo? Cosa diversa è dire: la Russia nel 2016 aveva una popolazione di 144 milioni, distribuiti su una superficie 116 volte maggiore di quella del Bangladesh.
In questo caso, volendo rendere il concetto in maniera visiva, enfatizzandolo, ci si potrebbe concentrare sulla differenza di densità di popolazione per km quadrato che è di 1 a 134. Per rendere l’idea si potrebbe, ad esempio, affiancare una bicicletta ad un autobus di medie dimensioni parcheggiati in uno spazio di uguale superficie. È stato usato il principio dell’analogia in questo caso, per rappresentare graficamente il rapporto tra la densità di popolazione tra Russia e Bangladesh.
Analogia: Si identifica il concetto chiave e si cerca un modo per esprimerlo con maggiore forza.
Come Creare un'Infografica Efficace
Ci sono tanti modi per fare un’infografica. Per prima cosa, stabilisci l’obiettivo concreto. L’obiettivo non va definito in modo generale (“sintetizzare”, “riassumere” o “informare”), ma in termini concreti, puntuali e realizzabili. Individua il target: chi fruirà dell’infografica? Saranno i tuoi colleghi, dei potenziali clienti o qualsiasi visitatore del tuo ufficio?
Definisci il punto centrale e la gerarchia di informazioni. Raccogli tutti i dati a tua disposizione e utilizzali secondo una gerarchia, sulla base di necessità e rilevanza. Quali sono le parole chiave da utilizzare come titolo? E le parole chiave per ogni punto dell’infografica?
A seconda dell’obiettivo e dei dati da visualizzare, dovrai scegliere la rappresentazione più adatta e creare così la struttura del contenuto. Una volta individuati i dati da rappresentare e la modalità più efficace per farlo, potrai creare un percorso visuale per il fruitore.
Se, ad esempio, vuoi porre l’attenzione su alcuni numeri di successo, puoi scegliere di metterli in evidenza in alto o con un carattere più grande, oppure puoi ricorrere a un grafico più d’impatto. Per confrontare due o più numeri o parti di un intero, possono fare al caso tuo dei grafici a torta o ciambella.
Per mostrare l’andamento o lo svolgimento nel tempo di un progetto, puoi ricorrere a una timeline o a un grafico a linee. A questo punto puoi strutturare l’infografica anche dal punto di vista del design.
Per prima cosa puoi scegliere le dimensioni, l’orientamento, la disposizione: un layout a una colonna può aiutare a vedere un flusso lineare, come ad esempio un processo temporale, mentre un layout con due o più colonne è utile per confrontare. Inoltre, non dimenticare di scegliere colori e font che facilitano la lettura e la comprensione. Infine, aggiungi elementi grafici che possono dare risalto, come icone, immagini, disegni.
La prima opzione è quella di ricorrere ad esperti e professionisti, che utilizzeranno software di grafica professionale come Photoshop o Illustrator. In alternativa, esistono diversi tool online per realizzare infografiche gratis, facili da usare e con modelli già pronti da modificare a proprio piacimento. Gli ultimi due offrono anche soluzioni freemium, per cui consentono anche funzioni più avanzate per gli abbonati. Le opzioni non finiscono qui!
Utilizzo dei Pittogrammi
Rendi i tuoi dati e le statistiche più facili da ricordare e da capire con pittogrammi visivamente stimolanti. Utilizza il nostro avanzato strumento gratuito per creare un pittogramma e visualizzare i risultati dei tuoi sondaggi, i progressi degli obiettivi personali o aziendali, i punteggi dei giochi di squadra e molto altro ancora. Semplifica i dati con i pittogrammi Fin dall’antichità, l’uomo ha utilizzato la scrittura pittografica per rappresentare idee complesse in modo semplice.
Con Canva, puoi fare lo stesso: trova icone e simboli significativi nella nostra raccolta online e usali per costruire un grafico pittogramma chiaro e personalizzato. Metti insieme più elementi visivi per creare segni pittografici su misura e scegli un modello preimpostato adatto a infografiche, poster o presentazioni aziendali. Personalizza ogni pittogramma con colori, dimensioni e forme diverse per adattarlo ai tuoi dati.

Puoi anche visualizzare i risultati di sondaggi o i progressi in modo immediato e dare più contesto con immagini, testi e funzionalità collaborative. Il tutto direttamente online, senza bisogno di software complessi.
Che cosa sono i pittogrammi: significato e utilizzo Un pittogramma è una rappresentazione visiva semplice e immediata, usata per mostrare dati relativi a valutazioni, progressi, punteggi o risultati di sondaggi. Si crea ripetendo icone, simboli o immagini per rappresentare quantità, rendendo più intuitiva l’interpretazione delle informazioni.
Un tipico grafico a pittogramma è disposto in linee o griglie, dove le unità (decine, centinaia, migliaia) sono visualizzate con simboli ripetuti, e i dati effettivi evidenziati con colori a contrasto. I pittogrammi sono spesso utilizzati in infografiche, report, presentazioni o contenuti promozionali, dove aiutano a semplificare concetti numerici e a rendere i dati più facili da ricordare.
Rappresentare grandi quantità di dati non richiede grafici complessi o immagini pesanti da interpretare. Con Canva puoi creare pittogrammi chiari e divertenti, perfetti per visualizzare statistiche, percentuali e confronti in modo semplice e visivo. Ti basta impostare il totale e il valore di riempimento con i cursori per rappresentare una frazione o percentuale dei dati.
È l’ideale per mostrare, ad esempio, quanti studenti preferiscono i gatti ai cani, oppure i progressi della tua classe in matematica. I modelli di Canva sono gratuiti e personalizzabili: un ottimo strumento anche per la scuola, perfetto se ti stai chiedendo come creare un pittogramma efficace.
I pittogrammi utilizzano icone o immagini per rappresentare in modo visivo dati e statistiche. Con Canva puoi creare simboli personalizzati per spiegare concetti complessi in modo chiaro, semplice e immediato. Lo strumento è utile per visualizzare informazioni su persone, prodotti, dispositivi, luoghi, trasporti e molto altro. Nella raccolta multimediale di Canva trovi sempre l’icona giusta, ma puoi anche esplorare foto, vettori e grafici da usare nelle tue infografiche.
I pittogrammi sono perfetti anche in ambito scolastico o formativo, e aiutano a dare significato visivo ai numeri, come alternativa efficace ad altri sistemi di rappresentazione, come ideogrammi o grafici complessi.
Usa i pittogrammi per trovare il giusto equilibrio tra parole, numeri e immagini. Personalizzali facilmente per adattarli allo stile della tua infografica o presentazione, aggiungendo un tocco visivo coerente con il tema. Posiziona ogni pittogramma grafico tra sezioni testuali utilizzando i font della raccolta Canva. Regola la spaziatura delle icone per ottenere una struttura ordinata ed equilibrata. Con la combinazione di colori giusta, puoi valorizzare al meglio l’impatto visivo dei tuoi dati.
Collabora online con chi desideri per produrre un'infografica, una presentazione o una relazione aziendale o scolastica completa. Rivedi il tuo grafico a pittogrammi con compagni e colleghi, condividendo un link al progetto per accedere e modificare il tuo lavoro. Fai tutto contemporaneamente: scrivi commenti, applica modifiche e cambia i vari aspetti del progetto in qualsiasi momento e ovunque, sia da computer desktop che con i dispositivi mobili.
Preparati a pubblicare e condividere i tuoi dati attraverso un'infografica stampata e utilizza online tutti i tuoi pittogrammi come immagini di alta qualità. Prendi esempio dai nostri modelli predefiniti. Trova la giusta infografica e i simboli giusti e personalizza i vari aspetti selezionando uno dei nostri simboli di pittogrammi adatti ai tuoi dati. Abbina la combinazione di colori, la spaziatura e altri elementi grafici ai tuoi dati per creare rappresentazioni grafiche sorprendenti.
Domande frequenti sui pittogrammi
Un pittogramma è un simbolo visivo che rappresenta un dato, un oggetto o un concetto. È utilizzato per semplificare la comunicazione di numeri o informazioni, rendendole più intuitive attraverso immagini o icone. I grafici a pittogramma sono spesso usati in infografiche, materiali didattici, report e segnaletica visiva.
In matematica e statistica, un pittogramma è un tipo di grafico che utilizza simboli o immagini ripetute per rappresentare quantità. Una parte dei simboli viene ombreggiata o riempita per mostrare frazioni o percentuali del totale, ad esempio per rappresentare il numero di persone che ha scelto una determinata risposta in un sondaggio.
I pittogrammi hanno origini antichissime: le prime forme di scrittura pittografica risalgono alle pitture rupestri del 30.000 a.C. e si sono evolute in sistemi logografici adottati in civiltà come l’Antica Sumeria, l’Egitto e la Cina. La pittografia è stata utilizzata in tutto il mondo per millenni per rappresentare concetti attraverso immagini. I pittogrammi sono considerati i precursori di molti sistemi di scrittura moderni.
Un pittogramma è ideale per visualizzare dati in modo sintetico e d’impatto, specialmente in infografiche, presentazioni, report o materiali educativi. Sostituisce numeri troppo grandi con simboli intuitivi, rendendo più semplice comunicare statistiche o percentuali. Con Canva, puoi scegliere un’icona, impostare il totale e il numero da riempire, e ottenere una rappresentazione visiva che si adatta perfettamente al tuo stile grafico.
I pittogrammi rappresentano oggetti concreti o quantità tramite simboli visivi semplici (es. una figura per indicare una persona). Gli ideogrammi, invece, rappresentano concetti astratti (es. un cuore per indicare l’amore). I pittogrammi sono spesso usati per visualizzare dati, mentre gli ideogrammi sono più comuni nella comunicazione simbolica e nella scrittura logografica.
I pittogrammi servono a semplificare la visualizzazione dei dati, rendendoli più accessibili e chiari. Inizia raccogliendo le informazioni, poi interpreta i risultati scegliendo le icone o i simboli più adatti al tema. Con lo strumento gratuito di Canva, puoi creare segni pittografici dallo stile semplice ma d’impatto, utilizzando icone riconoscibili. Migliora la leggibilità con una buona combinazione di colori e testi ben formattati.
Per rappresentare proporzioni, puoi usare tonalità più chiare per indicare il totale e colorare solo la parte da evidenziare. Infine, regola dimensione e spaziatura per ottenere un grafico a pittogrammi ordinato e coerente. Sì! I pittogrammi sono perfetti per materiali educativi, soprattutto nella scuola primaria. Aiutano bambine e bambini a visualizzare numeri, concetti e quantità in modo chiaro e coinvolgente.
Puoi usarli per spiegare sondaggi, percentuali o semplici comparazioni, con icone intuitive e colori che facilitano l’apprendimento. Un logotipo è la parte testuale di un logo (es. il nome dell’azienda scritto con un font specifico), mentre il pittogramma è la parte grafica o simbolica. Ad esempio, nel logo Nike, la scritta “Nike” è il logotipo, mentre lo swoosh è il pittogramma.
Creare GIF Animate: Zootropio e Altre Tecniche
L’animazione con zootropio è una delle tecniche di animazione pre-film più diffuse. Sviluppata in origine negli anni ’30 del 1800, divenne un giocattolo popolare nell’epoca vittoriana. Viene ancora utilizzata, adattata e aggiornata per le versioni 3D delle animazioni in stile Pixar.
Lo zootropio è un cilindro con delle fessure verticali lungo i lati. L’interno del cilindro mostra una banda con una serie di immagini in sequenza. Quando il cilindro gira, l’osservatore vede le immagini all’interno attraverso le fessure, il che impedisce che le immagini si confondano tra loro. Come per le altre invenzioni di simulazione del movimento, le illusioni create dallo zootropio si basano sul trattenimento di un’immagine per circa dieci secondi da parte della retina dell’occhio umano.

Nel 1833, il fisico belga Joseph Plateau e l’inventore austriaco Simon Stampfer inventarono il fenachistoscopio. Questo disco è considerato il primo dispositivo diffuso usato per l’animazione. Il matematico britannico William Horner prese nota e creò il primo tipo di zootropio nel 1834. Lo chiamò dedalum in riferimento al mito greco di Dedalo.
La casa editrice di giochi da tavolo Milton Bradley iniziò a vendere cilindri negli Stati Uniti e la London Stereoscopic and Photographic Company vendeva le versioni nel Regno Unito. Divenne un popolare gioco da salotto dell’epoca vittoriana. Seguirono altri dispositivi per l’animazione, come flip book e prassinoscopio.
Forse come reazione alla tecnologia digitale, gli zootropi vissero una rinascita alla fine del XX secolo e vennero sempre più usati e aggiornati. L’animatore Eric Dyer inventò una sua versione, rimuovendo il tamburo e usando la velocità dell’otturatore alta di una fotocamera al posto delle fessure.
Basandosi sulla rinascita dello zootropio, vennero realizzate versioni grandi ed elaborate, nonché un numero in continua crescita di versioni 3D. La Pixar Animation Studios ha creato uno zootropio 3D che include i personaggi di Toy Story 2 (1999). Nel 2008, Artem Limited, casa di effetti visivi del Regno Unito, costruì per la Sony uno zootropio largo 10 metri e dal peso di 10 tonnellate.
Ispirato da Ghibli, lo zootropio di Toy Story della Pixar ha portato ad altri due zootropi 3D. L’azienda di abbigliamento The Gap ha costruito uno zootropio a grandezza umana per promuovere la sua campagna “Meet Me in the Gap”. L’agenzia di pubblicità newyorchese Johannes Leonardo ha creato uno spot per Volkswagen nel 2021. La ruota mostrava otto zootropi complessi, ognuno dei quali raccontava una parte della storia dell’evoluzione del trasporto.
Zootropio con sagome modellabili. Animazioni come 200 anni fa | Euro Gala
Come costruire uno zootropio
Modello di zootropio. Ci sono diversi modelli online che puoi usare o da cui trarre ispirazione.
- Una bacchetta.
- Un compact disc. Forse ascolti la musica in streaming ormai e hai abbandonato la tua collezione di CD.
- Due rondelle di paraurti zincate da 1/8 pollici x 1 pollice.
Prepara la striscia. Ritaglia le strisce del modello. Piega le strisce lungo le linee tratteggiate. Poi, ritaglia i rettangoli segnati sul modello da entrambe le strisce per creare le fessure di visualizzazione.
Metti assieme la striscia. Con le immagini all’interno, unisci i fogli creando un cerchio. Fai attenzione a non lasciare nessuna piega di nastro all’interno. Quindi, attacca l’esterno del cerchio al bordo del CD.
Assemblaggio dello zootropio. Posiziona una rondella serrandola sull’estremità rastremata della bacchetta. Posiziona il CD sulla rondella, assicurandoti che la striscia di zootropio sia rivolta verso l’alto. Successivamente, posiziona la seconda rondella sull’estremità rastremata per racchiudere il CD tra entrambe le rondelle. Prendi un piccolo pezzo di nastro adesivo e usalo per tenere la rondella superiore sulla bacchetta.
Usa il tuo zootropio. Tienilo leggermente inclinato. Mentre guardi attraverso le fessure, fai girare il CD. Le immagini all’interno dovrebbero essere animate e apparire in movimento. Se si muovono all’indietro, ruota semplicemente il CD nella direzione opposta.
Le idee migliori per zootropi ruotano (letteralmente) attorno all’idea di movimenti semplici. Animali. Persone. Forme. Potresti costruire uno zootropio 3D con modelli e sculture statiche. Più sono i fotogrammi al secondo, maggiore sarà l’illusione ottica. La velocità di fotogrammi ideale è 24 al secondo e il minimo è di 12 al secondo. Uno zootropio che gira velocemente a una rotazione al secondo avrà bisogno di 12 fotogrammi per evitare lo sfarfallio.
Le origini dello zootropio risalgono all’inventore austriaco Simon Stampfer. Ha co-inventato il disco fenachistoscopio, considerato il primo dispositivo per l’animazione diffuso nel 1833. Stampfer suggerì che il concetto poteva essere sfruttato con un cilindro. Un anno dopo, il matematico britannico William Horner tirò fuori il dedalum. Un tipico zootropio ruota a meno di 100 giri/min. Come confronto, uno yo-yo raggiunge 5.000 giri/min su un lancio medio.
Emoji e il Loro Significato
Non sei l’unico, infatti non è semplice distinguere i vari significati delle emoji, simboli o faccine disponibili nell’app di messaggistica istantanea più famosa al mondo. Prima di addentrarci in maniera più dettagliata nell’argomento, proviamo a dare una definizione del termine emoticon e vediamo bene cosa significa. Anche conociute come faccine, emoji o smiley, le emoticon sono riproduzioni delle principali espressioni facciali degli umani.
Non a caso, il termine emoticon unisce i termini inglesi emotion che sta per «emozione» e icon che sta per «icona»: in altri termini, quindi, un’emoticon è un’immagine in miniatura che riproduce un’emozione o uno stato d’animo. Se ti stai chiedendo come scaricare nuove emoji, purtroppo al momento non c’è un modo per aggiungerne altre.
Esempi di Emoji e il Loro Significato
- 😉 Faccina con occhiolino - Questa emoticon significa ammiccare o trasmettere umorismo.
- 😁 Faccina sorridente con denti e imbarazzata - Espressione di felicità e contemporaneamente di inadeguatezza.
- 😭 Emoticon pianto - Anche detta faccina con pianto a cascata, significa piangere tanto o essere molto dispiaciuti per qualcosa accaduta o che accadrà in futuro.
Gua Pi Mao, personaggio della dinastia dei Ming. Tre goccine per indicare rabbia, umidità o raffreddore. Pollice in già in segno. Bamboo. Scatola di cioccolatini rosa a forma di cuore con il fiocco giallo. Bamboline giapponesi utilizzate in occasione della festa Hina Matsuri del 3 marzo. Un simbolo utilizzato in Giappone il 5 maggio per la festa Koinobori. Sono due pesci fatti di cotone rosso e azzurro o altri colori vivaci e vengono attaccati ad un asta e poi fissati sui tetti delle case.
Campanella eolica giapponese (si muove e vola con il vento). Icona che rappresenta la festa giapponese Otsukimi: festa della luna e del raccolto; infatti la parola stessa significa “guardare la luna”. Palla di coriandoli aperta (esplosa) in cui fuoriescono coriandoli colorati e striscioline di carta. Sfera di cristallo viola, una di quelle generalmente utilizzate dai maghi e cartomanti per osservare il futuro. Può anche intendere l’espressione “Cosa ne so? In ogni caso è bene conoscere qual’è il significato delle emoticon WA della categoria simboli.
E’ un pulsante verde con una scritta giapponese. Controllo bagagli da parte della polizia. Ofiuco: è una delle 13 costellazione che non ha dato nome ad un segno zodiacale. Simbolo TOP utilizzato per indicare il verso giusto sopra i pacchi che vengono spediti. Se usi un Mac ti basta premere la combinazione di tasti Ctrl + Alt + barra spaziatrice e cliccare l’emoticon che vuoi inserire. Su Windows puoi usare la scorciatoia Win e il tasto + per accedere al pannello con tutte le emoticon disponibili.
Il neologismo graphicon è stato usato nel 2017 da S. Herring e A. Dainas per identificare con un’unica parola (iperonimo) i diversi tipi di elementi grafici usati nella comunicazione sui social media. È una parola macedonia formata da graphical+icon e usata principalmente al plurale, graphicons. Il modello di riferimento è emoticon, su cui sono formate anche animoticon e obscenicon.
Le diverse versioni del sistema operativo Android di Google prendono il nome da dolci, scelti in ordine alfabetico. Il 17 luglio è il World Emoji Day e per l’occasione Apple ha mostrato in anteprima alcune nuove emoji della versione 11.0 di Unicode [2018]. Alcune si prestano a interpretazioni ambigue, ad es. l’emoji che sembra una caramella mou è un dolce tradizionale cinese (moon cake), mentre i cerchi concentrici sono un amuleto contro il malocchio (Nazar amulet). Tutto nella norma: il consorzio Unicode incoraggia la polisemia delle emoji.

Aumenta anche il numero di studi sulle emoji che analizzano l’uso che ne facciamo, i diversi tipi di funzioni paralinguistiche che svolgono e gli aspetti tecnici, contestuali, culturali, sociali e soggettivi che possono rendere il significato ambiguo. L’emoji-thon (emoji+marathon) è stata pubblicata da una società del gruppo Adidas che si rivolge un pubblico internazionale. È divertente anche per chi non farà mai una maratona e sono convinta che la sequenza di emoji risulti alquanto efficace indipendentemente dalla lingua che si parla.
Il sito americano Dictionary.com ha una nuova sezione dedicata alle emoji. Per ora conta una ventina di voci, scelte tra le emoji non solo più usate ma anche che si prestano a più interpretazioni. Si distingue da altri progetti per l’approccio lessicografico che ricava informazioni molto dettagliate da analisi dei contesti d’uso nell’inglese americano. Non sempre le descrizioni valgono anche per l’italiano ma si ricavano comunque indicazioni utili su un aspetto della comunicazione ancora piuttosto nuovo.
Hanno come protagoniste emoji “vegetali” che richiamano le campagne degli anni scorsi, con personaggi famosi rappresentati da prodotti alimentari. Ottobre 2017: Apple ha reso disponibili nuove emoji per iOS. È l’aggiornamento alla versione 10.0 di Unicode, descritto in Apple reveals new emoji coming to iPhone and iPad, including “I love you”. Tra le nuove funzionalità di iPhoneX (“ten”) presentate ieri da Apple ci sono le Animoji, emoji 3D animate che grazie alla scansione del proprio volto e alla rielaborazione dei suoi movimenti sono personalizzate con le proprie espressioni e la propria voce.
Si festeggia il 17 luglio e mi aspetto che ne parlino anche i media italiani, forse con qualche imprecisione e incongruenza perché quasi tutte le notizie sull’uso delle emoji sono tradotte dall’inglese. È un tema che seguo da tempo e approfitto della giornata per sintetizzare alcuni aspetti fondamentali ma spesso fraintesi. Emoji è un nome proprio? No, anche se c’è chi lo scrive con l’iniziale maiuscola. Le didascalie in inglese evidenziano una delle tante asimmetrie tra lingue nel rappresentare gesti ed espressioni che ci sono familiari.