Il Mondo del Panino a Cirò Marina: Storia, Sapori e Tradizioni

Il mondo del cibo di strada in Italia è variegato e affascinante, comprendendo non solo negozi e locali stanziali, ma anche osterie, paninerie, pizzerie, bacari, friggitorie, chioschi, mercati e attività itineranti come food truck e ambulanti. In Italia, questo cibo piace e viaggia, accogliendo street food di tutto il mondo come cibo di strada iperlocale. Le stesse tipicità italiane viaggiano, per cui si trovano gli sciatt valtellinesi o le frittatine di pasta a Milano o le piadine a Roma e via divorando. Evidenza: questi scambi ci restituiscono un paese poroso, che accoglie le diverse culture gastronomiche e disegnano un’interessante geografia umana.

L’estate è la stagione in cui aumenta la voglia di scoprire e vivere le tante mete turistiche. Tra i tanti luoghi merita la visita Cirò, città calabrese dalla storia millenaria, fondata da Fliottete, dove si ritrovano molte tracce importanti di Magna Grecia. Ypsicron, questo il nome antico dell'odierna Cirò, vanta un territorio esteso per due terzi in una dolce collina salubre e ben coltivata, il rimanente in pianura vasta e ricca di vigneti, oliveti e agrumeti; è una terra fertile e ricca di tanti prodotti.

Oggi sono i figli Raffaele, Paolo, Francesco e Teresa a proseguire con umiltà e coscienza la storia dell'azienda di famiglia, dopo aver intrapreso un percorso formativo e di vita fuori dai confini regionali ed aver fatto ritorno nella loro terra di origine. L'Azienda vinicola Librandi nel corso degli anni è diventata un vero e proprio punto di riferimento, non solo per la realtà cirotana, ma per l’intera regione. Tanti i lavori di ricerca e di rilievo scientifico intrapresi, come le sperimentazioni iniziate con il prof. Tappa obbligata e scenario singolare di tanta biodiversità è la loro Tenuta di Rosaneti, acquistata in parte nel 1997, anno in cui la conduzione tecnica della cantina è stata affidata a Donato Lanati, e in ulteriore parte nel 2002. Interessante quindi la produzione che deriva da questa tenuta e dalle altre realtà produttive della famiglia, che ha saputo individuare in questi vitigni l’essenza della terra calabra.

🔥 Panino calabrese esplosivo: altro che fast food!

Gambero Rosso ha presentato la Guida Street Food, dedicata al migliore cibo di strada italiano. Nell’11ma edizione sono 20 i campioni regionali, 2 i Premi Speciali, 685 gli esercizi recensiti lungo tutto lo Stivale, in aumento rispetto al 2025. Undicesima edizione per la guida Street Food di Gambero Rosso, una mappa che orienta i lettori curiosi tra le antiche tradizioni gastronomiche italiane e i progetti più innovativi del settore. Tante le sfaccettature del cibo di strada, dai chioschi ai mercati rionali, dalle friggitorie ambulanti alle osterie vecchie e nuove, passando per le sempre più eccellenti declinazioni dello street food dal mondo.

La Guida, commenta Pina Sozio, curatrice della Guida, racconta la gastronomia street protagonista del fenomeno turistico globale, iperconnessa, contaminata e potenziata dall’aumento dei giovani globetrotter in cerca di avventure ed esperienze autentiche - anche culinarie. Il settore vale circa 19 milioni di euro ed è arrivato a registrare un fatturato di oltre 2,5 miliardi di euro, con una crescita del 12% rispetto all’anno precedente.

Parlare di street food equivale a parlare di una grande industria con 2.915 attività tra sedi e unità locali. Il suo successo lo si riscontra nei sondaggi: il 60% degli italiani ama il cibo di strada rispetto ad altre opzioni e, in particolare, il 74% predilige specialità locali, mentre il 16% sceglie proposte internazionali.

Lo street food è infatti molto più di un pasto veloce: è un fenomeno culturale, economico e sociale che ha conquistato il mondo, Italia compresa:

  • Preserva le tradizioni locali: ogni regione ha le sue specialità, come il panino con la porchetta a Roma o il cuoppo napoletano
  • Racconta il territorio: mangiare per strada è un modo per “gustare” la cultura di un luogo, anche durante un viaggio
  • Supporta piccole imprese: venditori ambulanti e food truck sono spesso attività familiari o individuali
  • È un settore flessibile, capace di seguire le mode alimentari come il plant-based, il piccante o il healthy food
  • Favorisce la socializzazione: mangiare per strada è un’esperienza condivisa, spesso legata a eventi, fiere e festival.

Allo street food da 11 anni a questa parte Gambero Rosso dedica una guida che spiega e valuta il migliore cibo di strada italiano. Quest’anno sono 20 i campioni regionali, 2 i Premi Speciali, 685 gli esercizi recensiti lungo tutto lo Stivale, in aumento rispetto al 2025.

Mondo Food di FIRSTonline è il magazine giornalistico della grande tradizione enogastronomica italiana di eccellenza. Tutto ciò che sta a monte del cibo e della cucina italiana, il patrimonio della nostra agricoltura, dell’enologia, del Made in Italy agroalimentare raccontati da un team di giornalisti ed esperti enogastronomi coordinati da Giuliano De Risi, professionista di collaudata esperienza, già direttore di agenzia di stampa nazionale. Una vetrina dell’eccellenza italian gourmet, vista attraverso i racconti dei protagonisti, la storia, la cultura, la tradizione, il lavoro degli uomini, le ricette dei più grandi chef, le testimonianze della biodiversità italiana, per toccare tutti i sensi della conoscenza della grande cucina italiana.

Un'Esperienza Gastronomica a Cirò Marina: Max Trattoria Enoteca

Quest’anno ho scelto la Calabria ionica come meta di relax e naturalmente di scorribande enogastronomiche. Ho girato la costa con qualche incursione sulla Sila, da Cirò a Crotone fino a Le Castella. Avendo curiosato sul web e sfogliato le preziose guide cartacee prima della partenza, a Cirò Marina sono andata a trovare i Fratelli Salvatore e Vincenzo Murano, rispettivamente chef e maitre - sommelier, in sala anche la moglie di Vincenzo, Beatrice.

Il loro locale è Max, nel centro di Cirò Marina, l’antica Krimisa compresa nel territorio di Kroton. Gli insediamenti storico archeologici narrano una storia millenaria colpita al cuore dalla feroce e sistematica devastazione urbanistica di quasi tutti i centri, che fa a pugni con la bellezza di una terra selvaggia, pura, fatta di vigne e uliveti a pochi passi da un mare incontaminato e bellissime spiagge libere non invase da moderni stabilimenti, lounge bar, beach disco etc. Quando viaggio cerco di essere sempre spettatrice consapevole e curiosa di tutto quello che mi circonda. Il cibo, il vino, la terra, sono uno degli aspetti più belli dei territori, ma ahimè non si può dimenticare il resto che influenza la vita di tutti i giorni. Questa Calabria, come molte regioni del Sud, è terra di paradossi e forti contrasti che si annusano nell’aria. Cirò Marina si è trasformata in agglomerati di costruzioni, in assenza di un piano urbanistico e paesaggistico che rispetti lo stato dei luoghi, il mare, le vigne, gli olivi.

Nonostante tutto ciò, ho visto una terra fantastica, dove vento, rumore del mare e ferma volontà di molti dei suoi abitanti di non arrendersi, attraggono un turismo familiare e di amanti della natura, del buon cibo e del buon vino. A Cirò Marina, i Fratelli Murano hanno aperto nel 1996, dando il via ad un progetto pilota per la produzione di birra artigianale sulla costa ionica, dopo 2 anni quest’attività incorpora l’enoteca di famiglia in Corso Vittorio Emanuele a Cirò Marina e contemporaneamente nasce Fresco Max, un progetto di cucina a km 0 con la mamma di Vincenzo e Salvatore in cucina. Dal 2000 le consegne passano a Salvatore, soltanto le selezioni e le cotture dei legumi sono rimaste in mano alla mamma. Il nome del locale si deve al cane di famiglia, Max, morto per il morso di un serpente.

La tipologia di piatti è territoriale, vasta e molto attenta alla selezione dei prodotti locali, a partire dall’olio extravergine di oliva da cultivar Carolea e Tonda di Strongoli comprese nel disciplinare di produzione della Dop “Alto Crotonese”, una delle poche in Calabria insieme a Lametia e Bruzio. I fratelli Murano producono anche olio in proprio. Gli antipasti sono l’esaltazione dei prodotti locali di terra e di mare: i formaggi dell’alto Marchesato di Crotone, scamorza, caciocavallo podolico, mozzarella locale di vaccino, poiché non avrebbe senso scimmiottare quella di bufala e infine il grande pecorino crotonese, salumi, dalla salsiccia dolce-piccante, al capocollo, la soppressata, le olive di Campana ( piccola località della pre-Sila Jonica, dove è impossibile mancare una visita al mitico elefante), la pancetta, la fantastica ‘nduja in budello da spalmare. La migliore si dice sia quella di Spilinga, ne ho assaggiate altre due degne di nota, quella di Crucoli e quella di Bocchigliero, piccolo paesino della Sila, prodotta solo dai locali in versione non spalmabile, bensì servita in morbidi pezzetti conditi con olio extravergine da appoggiare sui crostini.

Ancora i sottolio di stagione fatti in casa, i carnosi quanto profumati porcini della Sila e gli immancabili “pipi e patate” peperoni e patate silane in bianco con peperoncino piccante. Scendiamo verso il mare: l’antipasto cirotano attira la mia attenzione, - sardella, cipolla e pomodoro - il profumo del piatto è intenso, dolce…l’ingresso al palato una bomba in tutti i sensi, esplosione di gusti contrastanti, dolce della cipolla, acido del pomodoro, sapido e piccante della sardella cirotana, meglio detta “bianchetti salati”, lavorati freschi con olio extra vergine, pepe rosso ricavato dai mitici “pipi” essiccati al sole e poi macinati e semi di finocchietto che dà luogo ad un impasto più fine, che lascia integro il prodotto base “la neonata”. Anche qui la disputa non manca: Crucoli contende la patria podestà. Questa sardella, adorata da Luigi Veronelli, è composta dalla “nunnata” (non nati) di sarde a pezzetti impastate con peperoncino rosso piccante e finocchio selvatico silano conservata in vasi di terracotta. Identico il modo di degustarla al meglio, con olio extravergine, cipolla e pane per fare la “zuppetta”, la maniera di mangiare i prodotti locali deve essere rispettata , qui le posate non servono. Ho accompagnato questa delizia con un rosato da gaglioppo 100%, dotato della necessaria struttura, freschezza e sapidità.

Gli antipasti di mare proseguono con proposte saporite e territoriali: molluschi, polpo e sardella; carpaccio di pesce spada con insalata di campo ( i fratelli Murano coltivano il proprio orto) e crema di pistacchio; delizioso il carpaccio di polpo con cipolle dolci e pesto di pistacchio; misto di cotto e crudo l’antipasto Max, soggetto alla disponibilità giornaliera dei prodotti. Ho ritrovato la sardella, poi, gamberetti di nassa crudi, insalata di polpo, spiedini di pesce indorati e fritti, carpaccio di pesce spada, un fantastico crudo di gamberoni e scampi, melanzane fritte in bianco, gamberi in pastella e spiedini fritti di polpo e seppie. Il mare nel piatto. Stavolta ho abbinato un piacevole vino frizzante da Greco di Bianco, appena 11, 5%, fresco bevibile, estivo. Nonostante l’atmosfera estiva, chiassosa e vacanziera, ho trovato professionale e attento il servizio del vino e del cibo. Peperoncini piccanti freschi ( come da usanza tipicamente calabrese) compaiono a richiesta sulle tavole.

I primi terragni sono tutti affascinanti ed evocativi: ferretti, o covatelli con la ‘nduja di Spilinga; le orecchiette alla “pecorara” con pomodori e ricotta affumicata; “scilatelli” al ragù di manzo, con ricotta e zafferano, o, con porcini; tagliatelle con ceci o fagioli di Savelli e Bocchigliero. In cucina con Salvatore, c’è da undici anni un aiuto chef donna: Olga Litrinova di origine ucraina che possiede una manualità incredibile per le paste fresche, neanche fosse nata qui. Tradizionali con qualche guizzo dello chef i piatti di mare: i maccheroncini all’arancia con frutti di mare; gli spaghetti con la sardella; i tagliolini con ragù di cernia in bianco.

La carne è italiana di grande qualità: filetto ai funghi porcini della Sila, al Cirò Rosso e poi la scamorza silana affumicata ai funghi porcini e pomodori secchi. Il pesce varia a seconda del pescato: spada, orata, spigole, seppie, gamberoni, zuppa e frittura e poi ricci di mare, “patelle” e cozze pescate dai ragazzini locali.

La carta dei vini riflette la grande passione per il vino, (Vincenzo Murano è sommelier dal 1965) e la forte determinazione a promuovere i vini di zona, Cirò e Melissa. In carta moltissime aziende, blasonate e meno. La lista dei vini non si limita alla Calabria, elenca numerose etichette di pregio a copertura di tutte le eccellenze regionali d’ Italia. Anche la birra qui è presa in grande considerazione, tanto da meritarsi la segnalazione come “tavola della Birra” del giornalista Antonio Paolini.

I fratelli Murano non stanno fermi un attimo: attribuiscono grande importanza alla problematica della celiachia, sono spesso in giro per il mondo a rappresentare la Calabria, e tra pochi mesi daranno vita al terzo Max, un locale di oltre 600 mq, a pochi km da quello attuale, dove si darà spazio alla scuola di cucina e per pizzaioli, ad una grande enoteca di respiro regionale, a seminari su gastronomia, celiachia, promozione del territorio. La loro attenzione ai prodotti locali e alle materie prime di eccellenza è maniacale: circa 20 fornitori di formaggio, quelli per l’inverno e quelli per l’estate a seconda dei diversi tipi di pascolo stagionale e del momento di migliore espressione delle varie tipologie: i pecorini si acquistano da gennaio a marzo per poi lasciarli stagionare, da febbraio a maggio è il momento dei caprini.

Paninoteche da Non Perdere

Oltre a Max Trattoria Enoteca, Cirò Marina offre altre opzioni per gustare panini di alta qualità. Ecco alcune paninoteche da non perdere:

  • Paninoteca da Francesco: Famosa per il "Paninissimo", un pane alla brace farcito con porchetta, provola, prosciutto cotto, salsiccia e patate alla piastra.
  • Family Burger: Un'ex macelleria che offre panini sani e genuini con carne di alta qualità. Da provare il classico cheeseburger con sottiletta, insalata, pomodoro e bacon croccante.
  • Pollo e patate: Un'alternativa più leggera con panino lungo piastrato, ripieno di pollo allo spiedo dissossato, provola, patate al forno, insalata e maionese.
  • Ciro Mazzella dal 1974: Un chioschetto storico a Monte di Procida, famoso per il panino con la "cistecca" (carne a straccetti e formaggio fuso).
  • Puok burger: Due sedi, quella storica di Via Cilea 104 al Vomero e quella al centro storico, a Spaccanapoli in Via Nilo 9. Non il classico panino con l’hamburger, ma un panino studiato nei minimi dettagli, a partire dalla tipologia di pane, l’impanatura e la cottura degli ingredienti e l’aggiunta di piccoli particolari che sconvolgono proprio come l’uvetta e il pinolo nel suo ultimo panino, braciola supernova.

Questi locali offrono un'ampia varietà di panini, dai più tradizionali ai più innovativi, utilizzando ingredienti freschi e di alta qualità.

Insalata di Patate alla Greca: Un Contorno Fresco e Saporito

L’insalata di patate alla greca è una ricetta fresca e saporita, assolutamente perfetta per la stagione estiva. Le insalate sono un ottimo modo per mangiare le patate in estate, quando a causa delle temperature elevate si ha voglia di consumare piatti leggeri, freschi, dissetanti.

Per preparare insalate a base di patate come questa, la varietà ideale di patate è quella a pasta gialla. Le patate gialle, infatti, contengono quantità inferiori di amido rispetto alle patate bianche. La differenza di contenuto di amido si ripercuote sulla consistenza delle patate dopo la cottura. Questo rende le patate con polpa bianca perfette per preparare gnocchi, purea di patate, crocchette, pasta e patate e in generale tutte quelle ricette in cui si ricerca cremosità.

Per quanto riguarda invece gli abbinamenti, l’insalata di patate alla greca è sicuramente un piatto unico, completo e bilanciato. I carboidrati sono rappresentati dall’amido presente nelle patate, mentre l’apporto di proteine viene garantito dalla feta. Cetrioli, cipolla e peperoni sono invece ortaggi che contribuiscono a fare il pieno di fibre, acqua, vitamine, minerali e composti bioattivi vegetali benefici per la salute.

Quanto le adoro le cipolle di Tropea, finalmente sono arrivate e le ho comprate poi però le ho tenute in frigo per due giorni senza sapere esattamente cosa farci ma finalmente una sera parlando con un nostro amico dopo cena mi dice “ma come non hai mai fatto le patate alla greca?” Devo essere onesta che non ne sapevo l’esistenza e dal nome immaginavo che ci andasse la feta o qualche altro ingrediente greco invece no mi ha detto che si facevano con cipolle di Tropea, olive e prezzemolo tritato.

In una pentola piena d’acqua fredda mettete le patate lavate con tutta la buccia. Se volete fare un po’ più in fretta, pelate le patate, tagliate a pezzi e lessatele in acqua già tagliate. Così facendo le patate cuoceranno prima anche se assorbiranno un po’ d’acqua in più.

Alternativa: Cottura al Microonde

Lavate bene le patate, quindi immergetele in una pentola con acqua fredda. Mettili in una teglia di vetro o che comunque vada bene per il microonde. Inforna a 750W per circa 8 minuti.

Lavate i pomodori, eliminate il picciolo e tagliateli a pezzetti. Aggiungete anche le olive nere e la feta a pezzetti. Decidete se condire la vostra insalata di patate con Olio e Aceto, Salsa allo yogurt o Salsa tzatziki… in ogni caso sarà buonissima. Condiamo con olio extravergine di oliva, succo di limone, origano e un pizzico di sale. Mescoliamo bene e serviamo.

L’insalata di patate è molto versatile: ideale come piatto unico per un pranzo leggero e saporito, è perfetta anche come accompagnamento per secondi piatti di pesce o come sfizioso antipasto. Il gusto dolce e farinoso delle patate cotte a vapore si unisce delicatamente a pomodorini, cipolle, olive e capperi per un’insalata nutriente e saporita, resa ancora più irresistibile dall’aggiunta della nostra feta greca Pavlakis! Iniziate la preparazione della kartoffelsalat alla greca dalle patate. Sbucciatele, tagliatele in tocchetti e cuocetele al vapore; una volta cotte lasciatele intiepidire. Nel mentre tagliate i pomodorini in quarti e la cipolla a fettine sottili, unite il tutto alle olive, ai capperi e alle patate. Tagliatela a cubetti oppure spezzettatela con le mani, donerà a questa versione mediterranea di kartoffelsalat un sapore unico e straordinario!

L’insalata di patate alla greca si conserva in frigo per due giorni.

Se amate i piatti estivi freschi ma gustosi, l'insalata di patate e feta è proprio ciò che fa per voi. Un piatto unico delizioso ma decisamente semplice da fare, di quelli che richiedono poco tempo e poca fantasia. Vi basterà avere gli ingredienti della ricetta a disposizione che vi forniamo qui di seguito e il più del gioco è fatto. Un piatto perfetto da portare in ufficio o sotto l'ombrellone ma diventa anche un perfetto finger food se messo all'interno dei bicchierini magari durante un aperitivo in una sera d'estate con gli amici. Questo poi ovviamente è solo un punto di partenza, voi in base ai vostri gusti potrete variare come meglio credete questa ricetta aggiungendo altri ingredienti che sono di vostro piacimento.

La feta, tipico formaggio greco si trova oramai molto comunemente nella grande distribuzione e in tutti i supermercati. Essendo molto sapido e saporito si sposa in maniera decisamente perfetta con la patata che è dolce e con le cipolle. In questo caso abbiamo scelto di usarne di due tipi diversi in quanto quella di Tropea è più delicata mentre la ramata ha un gusto più deciso.

Tabella dei Locali Consigliati a Cirò Marina

Locale Specialità Prezzo Medio
Max Trattoria Enoteca Piatti territoriali, antipasti di mare e terra 30-35€ (ristorante), 13-15€ (pizzeria)
Paninoteca da Francesco Paninissimo (porchetta, provola, prosciutto, salsiccia, patate) 10€
Family Burger Hamburger Family (cheeseburger con bacon) 12€
Pollo e patate Panino lungo con pollo allo spiedo, provola, patate al forno 11€
Ciro Mazzella dal 1974 Panino con la "cistecca" (carne a straccetti e formaggio fuso) 9€
Puok burger Panini gourmet con ingredienti ricercati 11€

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