Kaley Cuoco: da Penny di The Big Bang Theory a star poliedrica di origine italiana

Per il mondo, Kaley Cuoco è e resterà a lungo Penny di The Big Bang Theory. Tuttavia, con L'assistente di volo - The Flight Attendant, che ha inaugurato il nuovo canale Sky Serie (112) della tv satellitare, sta dimostrando di essere molto più di un personaggio divertente e di un'attrice comica.

Dopo la fine di The Big Bang Theory, Cuoco, californiana di origini italiane, 35 anni, si è dedicata a questo nuovo progetto di cui è anche produttrice: «Ho opzionato i diritti tanti anni fa appena lo lessi, sapevo che l’avrei fatto e ora è accaduto».

Cassie, l’hostess che interpreta, si trova coinvolta in un increscioso fatto di sangue avvenuto durante una sosta in un luogo esotico. «Ricordi Amanda Knox, l’americana assolutamente innocente che era stata arrestata in Italia? - dice Cassie, al telefono con un’amica avvocato -. Ricordi cosa le è successo?». «Non ricordo se lo era o se è stato inserito in sede di adattamento, ma è perfetto per la nostra storia.

In Italia, L'assistente di volo ha debuttato il 1° luglio su Sky Atlantic, ma negli Stati Uniti la serie, in onda su HBO lo scorso autunno, aveva già fatto centro, arrivando anche a due nomination ai Golden Globe: una come Miglior serie comica e una proprio alla sua protagonista, candidatura ottenuta anche ai SAG e ai Critics’ Choice Awards.

L'assistente di volo - The Flight Attendant è sì una comedy, ma dai toni dark, come si può intuire già dalla sigla, che ricorda un po’ lo stile di quella della serie Netflix Le terrificanti avventure di Sabrina. È stata infatti proprio l’attrice a imbattersi nel libro di Bohjalian e, avendone letto solo la trama, ha deciso di produrne l’adattamento.

Cuoco interpreta Cassie Bowden, una hostess alcolista funzionale che tra un volo e l’altro non perde una festa e se la fa con qualche passeggero nel bagno dell’aereo. Finché la mattina dopo non ritrova la sua nuova conquista, Alex Sokolov (Michiel Huisman di Game of Thrones), morto stecchito nel letto. E ovviamente non ricorda nulla.

Da qui parte qualcosa di totalmente nuovo, persino difficile da definire, e in senso buonissimo: un mix tra un giallo, un thriller con tocchi quasi hitchcockiani, un drama sulla dipendenza, sul trauma e sul suo superamento, un pulp movie, una dark comedy che più dark non si può. L’assistente di volo parte da un canovaccio tipicamente comico (la rievocazione di una notte da sballo) per diventare un mystery allucinogeno e selvaggio senza però mai perdere il suo passo giocoso.

E il bello è che riesce a assorbire il meglio di ogni genere e a integrare tutti gli spunti con naturalezza, per arrivare a un finale eccellente (che non è proprio merce comune negli ultimi anni). La protagonista poi è un vero tour de force per Cuoco, perfetta nel centrare ogni sfumatura di una sceneggiatura che cambia spesso tono, nel portare sulle spalle twist di spazio, luogo, tempo e pure dimensione, nel continuare a farti amare la protagonista anche quando fa scelte sbagliate (e sì, succede spesso).

«È stato magico, come partecipare a un tour privato, poco prima che il mondo chiudesse per il virus». «Ora stiamo per tornare a girare.

«Quando ho deciso di buttarmi in questo progetto ero entusiasta ma poi sono arrivati i dubbi. Ho pensato che se fosse andata male avrei dovuto lasciare il Paese e farmi dimenticare dal mondo. Era un progetto talmente mio che se non avesse funzionato sarei dovuta sparire».

«Ma prima di capirlo sono passata attraverso tutto lo spettro delle emozioni: un giorno ero euforica, l’altro terrorizzata. Ma ho imparato a chiedere aiuto e lasciarmi guidare dai professionisti. Detto questo, ero molto coinvolta in tutte le decisioni, dal rossetto che indossavo al montaggio».

«Al contrario. Venendo da quell’enorme successo ho accettato velocemente il fatto che nulla poteva essere lontanamente paragonato a quell’esperienza e questo mi ha dato libertà di movimento».

Cassie non è un personaggio del tutto piacevole, beve troppo. «È incredibile come Cassie faccia sempre la scelta sbagliata. Però alla fine la ami proprio per quello».

Ha qualcosa in comune con lei? «Pochissimo, lei è disorganizzata, sempre in errore e in ritardo. Io sono figlia di mio padre che diceva sempre che se non sei dieci minuti in anticipo sei in ritardo. E poi, sebbene anche io apprezzi l’alcol, certo non sono agli estremi di Cassie. Ho però cercato di fare in modo che il suo bere non fosse attraente».

D’altra parte resta lo stereotipo che vedere in tv o al cinema un uomo che beve è divertente, una donna no. «Noi ragazze siamo da sempre giudicate più severamente. È una femminista? «Sì.

Rieccola, Kaley Cuoco. Era dal 2019, con la conclusione di The Big Bang Theory, che aspettavamo il ritorno sullo schermo dell’attrice che per dodici stagioni ha interpretato Penny, la biondina vicina di casa dei nerd più amati di sempre, Sheldon e Leonard & co. Un ruolo, quello della sitcom, che ha lanciato l’attrice - arrivata allo stipendio di oltre un milione di dollari a puntata dal 2014 - ma che avrebbe potuto essere anche un limite per la sua carriera. E invece no, perché con The Flight Attendant la Cuoco si prende tutta la scena da vera star.

Al punto che, all’indomani della sua prima candidatura ai Golden Globe (nei giorni scorsi è arrivata pure quella agli Emmy - date un’occhiata alle reaction che ha postato su Insta, la amiamo anche per questo -), un giornale ha addirittura parlato di lei come di una “newcomer”, un volto nuovo sulla scena: «Mi sono fatta una risata», ha detto Cuoco in un’intervista a Variety. «Ormai sto qui da quasi 30 anni».

Dopo gli esordi da bambina Kaley, appena 16 anni e già un un ottimo tempismo comico, interpreta la figlia adolescente di John Ritter in 8 semplici regole (2002-2005) e subito dopo una ragazza in cerca della sorella scomparsa nell’ottava stagione di Streghe (2005-2006). Il big bang (pardon) arriva con il ruolo di Penny nella sitcom cult.

Ma se sulla carta il suo personaggio è “soltanto” un’aspirante attrice fighissima e biondissima che inspiegabilmente inizia a frequentare un manipolo di nerd, la nostra tira fuori da subito una verve e un carisma da autentico talento della comedy, che per caso ha pure l’aspetto della ragazza dei sogni del fisico sperimentale Leonard (Johnny Galecki, con il quale Kaley ha avuto una storia anche nella realtà).

Recuperare i duetti comici (Soft Kitty!) di Penny con Sheldon: il genio incapace però di cavarsela nella vita di tutti i giorni, impersonato da un clamoroso Jim Parsons, sarà anche la stella polare dello show, ma Kaley ne è la spalla naturale e ideale. Oltre che costruire, stagione dopo stagione, uno dei migliori personaggi di una serie che ha fatto la storia della tv.

Piccola nota a margine: Parsons per quel ruolo ha vinto ben quattro Emmy, Cuoco non è mai stata nemmeno nominata (!).

Intendiamoci, dopo The Big Bang Theory, Kaley se l’è passata benissimo: è una star mondiale e ha strappato un accordo da 1 milione di dollari a episodio (per inciso, lo stesso compenso dei colleghi maschi). Ma come si fa il grande salto nella Hollywood che conta (e non solo per il conto in banca)? Serve un progetto capace di trasformare una diva della sitcom in una attrice/produttrice stimatissima dall’industry.

E se non esiste, perché in qualche modo sei rimasta incastrata in un’idea, te lo cuci addosso. Introducing L’assistente di volo, in tutto e per tutto una creatura di Cuoco, che non ne è solo la protagonista, ma ne ha pure curato la produzione esecutiva, la scelta dello showrunner, il casting, persino i titoli di testa: se non avesse funzionato aveva «deciso di sparire dalla circolazione», ha dichiarato.

Nel 2017 ha letto la sinossi del romanzo omonimo di Chris Bohjalian su Amazon - “un’assistente di volo che ha un problema con l’alcol si sveglia accanto a un cadavere in un hotel” - e ha sentito un brivido.

La nuova serie Based on a true story, uscita negli Stati Uniti la scorsa estate, sta per raggiungere l'Europa con il suo adattamento spagnolo. Non ci sono invece ancora indiscrezioni sulla versione italiana, ma ci auguriamo arrivi presto, dal momento che questo dramedy sembra essere ancora meglio di The big bang theory e di L'assistente di volo - The Flight Attendant.

Tanto da farci dimenticare di Penny (il personaggio con cui Kaley Cuoco è diventata famosa in tutto il mondo) e anche di Cassie (ruolo che le ha permesso di ottenere tre nomination agli Emmy come miglior attrice).

La nuova serie Based on a true story, di otto puntate, si potrebbe riassumere così: "Matrimonio in crisi cerca serial killer per fare un podcast". È questo il punto di partenza della serie, interpretata da Kaley Cuoco insieme a Chris Messina e Tom Bateman.

Oltre a questi tre attori eccezionali, la serie ha un'altra garanzia di successo: il suo creatore è lo showrunner, produttore esecutivo e scrittore nominato agli Emmy, Craig Rosenberg, che ha prodotto la serie Prime Video The Boys e il suo recente spin-off Gen V.

Based on a true story è una dark comedy in cui Ava (Kaley Cuoco) è un'agente immobiliare di poco successo, ossessionata dai podcast sui serial killer. Nathan (Chris Messina), suo marito, è una vecchia stella del tennis la cui brillante carriera è stata vanificata: dopo anni di lavoro come allenatore di tennis in un club esclusivo, viene sostituito, e questo manda in fumo i suoi piani per il futuro, distruggendo anche il suo ego.

Anche la vita di coppia non va a gonfie vele, finché non capita un'occasione d'oro per capitalizzare l'ossessione americana per il crimine: scoprono che l'idraulico che hanno assunto per riparare un guasto (Tom Bateman) è in realtà il più pericoloso serial killer del mondo. Con le rispettive carriere in caduta libera e un bambino all'orizzonte, Ava e Nathan decidono di fargli una proposta d'affari, in cambio non lo denunceranno alla polizia (e lui non li ucciderà): farlo recitare e creare un podcast che riveli tutti i segreti di un serial killer.

Il cast include anche Priscilla Quintana (Good Trouble), Liana Liberato (Scream 6), Natalia Dyer (Stranger Things), Alex Alomar Akpobome (Industry), Aisha Alfa (Good Trouble), Annabelle Dexter-Jones (Succession) e Li Jun Li (Babylon).

Kaley Cuoco ha iniziato a recitare da molto giovane, come attrice di spot e modella. Il suo debutto televisivo fu in Quicksand: No Escape, del 1992, con Donald Sutherland. Il suo debutto cinematografico ad otto anni in Virtuosity con Denzel Washington e Russell Crowe.

Cuoco è stata Bridget Hennessey, l'ultima figlia di John Ritter, nella serie della ABC 8 Semplici Regole, e attualmente è nell'acclamata serie The Big Bang Theory della CBS, prodotta da Chuck Lorre ( Due uomini e Mezzo).

Altri ruoli in film per la TV della Cuoco sono Alley Cats Strike, Toothless, Attack of the 50 Ft. Mr. Murder. In aggiunta Cuoco ha prestato la sua voce per la serie animata Disney Channel Brandy & Mr. Whiskers.

Tra gli hobby di Kaley Cuoco ci sono la corsa, equitazione e andare in palestra, oltre a stare con i suoi cani da salvataggio. Cuoco risiede attualmente a Los Angeles.


Nomination e Premi di Kaley Cuoco per The Flight Attendant
Premio Categoria Risultato
Golden Globe Miglior serie comica Nominata
Golden Globe Miglior attrice in una serie comica Nominata
Emmy Award Miglior attrice in una serie comica Nominata
SAG Awards Miglior attrice in una serie comica Nominata
Critics’ Choice Awards Miglior attrice in una serie comica Nominata

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