La Compagnia della Forca: Storia di un Fumetto Culto Italiano

La Compagnia della Forca è un'opera a fumetti scritta e disegnata da Magnus, con la collaborazione di Giovanni Romanini. Uscito per la prima volta nel 1977, è considerato uno dei capisaldi del fumetto italiano di ispirazione fantasy.

La storia è incentrata sulle avventure di una scalcinata compagnia di ventura, insolita nella sua composizione, destinata a vivere incredibili avventure e compiere nobili gesta con coraggio e avventatezza. Il fumetto racconta la storia di una compagnia di ventura, formata da sette strampalati personaggi, impegnata a sfidare il temibile Signore Oscuro.

Mirabilmente illustrata dall'inimitabile arte di Magnus, con l'aiuto di Giovanni Romanini alle chine, la storia narra le vicende di un'improbabile compagnia di ventura, la Compagnia di Montblanc, meglio nota come Compagnia della Forca.

Trama e Personaggi

L'aria picaresca, l'atmosfera fantastica, la cialtronaggine di alcuni personaggi nonché la situazione di penuria economica in cui si muovono i personaggi non può non far pensare ad un'altra famosa compagnia di ventura, l'armata Brancaleone. Il grottesco ed il fantastico sono costantemente presenti in questo fumetto, strabordante di personaggi.

Tra i personaggi principali troviamo:

  • Il duca Percy, che ha voluto formare questa compagnia per domare la sua sete di avventura.
  • Ardito, fiero ma un po' imbranato.
  • Annalisa di Montblanc, sorella di Sir Percy, partecipa alle avventure della compagnia con sommo disappunto del fratello.
  • Bertrando, il menestrello fromboliere (alter ego di Romanini).
  • Ser Crumb (alter ego di Magnus).

A causa di alterne vicende i personaggi di questa straordinaria compagnia si troveranno divisi e lontani, costretti ad affrontare e vivere avventure distinte. Nel loro peregrinare negli angoli più sperduti della terra incontreranno indimenticabili compagni di avventura, come il saggio Nadir col suo amico rospo e monarca Re Frog, un sedicente rappresentante dell'imperatore col fido aiutante Rosencranz, Occhidolci frate libertino ma timido e Lattemiele contabile finanziario nonché gran rubacuori.

Incontreranno orchi e damigelli di grazia e bellezza, Genii siamesi, lupi mannari e vampiri, principi mori che rimano in veneziano, cavalieri che ammazzano i congiuntivi, cuochi in casseruola. Alle fine del viaggio la compagnia si riunirà, dopo numerose difficoltà, tornei cavallereschi, macchine volanti, seducenti diavoline in bottiglia, schiavisti e pirati, draghi e forze del male.

Il racconto mantiene inalterato il suo fascino fino all'ultima tavola, pur con l'inevitabile lieto fine e la sconfitta delle forze dell'Oscuro Signore.

Genesi e Stile

La compagnia della forca nasceva da un'idea di fumetto costruito in viaggio, in cui le avventure fossero realizzate durante una serie di visite a paesi lontani compiute dagli autori, per far sì che le storie rispecchiassero le suggestioni e gli umori delle tappe del viaggio.

È disegnata nel tipico stile di Magnus, con neri e bianchi a campi netti, senza ombre. Egli usa, qui, uno stile narrativo grottesco paragonabile a quello delle litografie di Francisco Goya e Honoré Daumier, già sperimentato in Alan Ford.

Il testo è uno strana miscela che amalgama lo stile sarcastico di Max Bunker (Luciano Secchi), di Tolkien, la storia medievale, la tradizione classica nordeuropea e mediorientale, e storie reali di viaggio (per esempio, il suo viaggio in Croazia con la moglie). Mancando volutamente questi elementi, si tratta quindi di una parodia del genere.

Nella compagnia nessuno spicca come protagonista principale, ma tutti occupano con uguale dignità lo stesso spazio sulla scena, e pari importanza viene data ad altri personaggi le cui vicende si intersecano e si affiancano a quelle dei mercenari.

La serie originale de La Compagnia della Forca esce in diciotto episodi in formato tascabile, dall’aprile del 1977 al settembre dell’anno seguente, mentre un numero speciale doppio, che chiude le trame rimaste in sospeso, esce nel luglio del 1979. In definitiva quindi gli episodi della compagnia della forca sono 20 e gli albi della prima edizione sono 19.

Gli episodi inizialmente dovevano essere 24 ma l'editore decide di chiudere la serie con il numero 18 del settembre 1978. Quello che doveva accadere nei 6 episodi mancanti venne condensato da Magnus in un albo doppio (contenente 2 episodi o se si vuole un episodio doppio) che pone fine alle avventure della Compagnia della Forca e viene pubblicato a distanza di quasi un anno dalla pubblicazione del diciottesimo numero avvenuta nel luglio 1979.

Edizioni e Ristampe

Nel corso degli anni, "La Compagnia della Forca" ha avuto diverse edizioni e ristampe, testimoniando il suo successo e l'affetto del pubblico:

  • Edizioni GEIS (1977-1979): Prima edizione in formato tascabile. In allegato agli albi di questa prima edizione sono stati omaggiati periodicamente degli adesivi, come si usava in quegli anni.
  • Alessandro Distribuzioni (1988): Ristampa in grande formato su carta plastificata, con le tavole rimontate e copertine inedite. Ogni albo contiene 2 episodi, per un totale di 10 volumi.
  • Granata Press (1992): Nuova ristampa che rispolvera il formato originario degli albi e pubblica gli episodi singolarmente, per un totale di 20 volumi.
  • Panini Comics (2005): Ristampa molto curata in formato pocket, con 2 episodi per albo e accurati redazionali e bozzetti inediti. Per un totale di 10 albi.
  • Rizzoli Lizard: Riunisce in soli due volumi tutta l’intera pubblicazione.

La prima in ordine di tempo, riproposta anche nell’edizione Rizzoli Lizard, è quella edita da Alessandro Distribuzioni, che inizia nel 1986 ripubblicando il già raro episodio conclusivo della collana, per poi riprendere dai numeri iniziali e terminare nel 1995.

Da ultimo, tra il 2005 e il 2006, Panini Comics propone una nuova ristampa, sempre in formato tascabile, in soli dieci albi, ognuno dei quali contiene due degli episodi originali.

Tutte e tre le collane hanno avuto un buon seguito (per Granata si parla di una tiratura media di ottomila copie a numero, per Panini di diecimila), garantendo una costante presenza in libreria: una prova di affetto da parte del pubblico verso una serie che alla prima apparizione aveva chiuso tutto sommato in maniera ingloriosa, se pensiamo che l’episodio finale conteneva gli ultimi sei albi di una serie che prevedeva ventiquattro puntate.

Negli anni successivi la saga ha avuto diverse riedizioni, ognuna caratterizzata da differenti interventi editoriali. I più classici, come nel caso della Granata Press e della Panini Comics, hanno ripreso semplicemente l’impostazione e la struttura grafica originale, integrandola al massimo con contributi speciali e con materiale redazionale esclusivo.

Eredità e Influenza

Anche se non sempre considerata, La Compagnia della forca resta un capitolo molto importante della vita artistica di Magnus, una grande allegoria che rappresenta l’epigrafe di un mondo avventuroso ormai in estinzione sia da un punto di vista storico, che artistico e culturale.

Non bisogna dimenticare che l’opera viene create in un periodo difficile, nel pieno degli anni di piombo, e nemmeno il fumetto di svago e di avventura può rompere ormai il disincanto che emerge. “Di questi tempi, nemmeno in Italia si sta più bene” dirà qualche personaggio della Compagnia, ma non si sta riferendo all’epoca passata, perché tra le righe della sua opera si coglie la profonda modernità di Magnus.

Magnus invece, pur mantenendo fede ai toni e ai dettami di largo consumo, non si accontenta e cerca sempre di rompere gli schemi e di (far) rispettare il fumetto come forma d’arte, realizzando un’opera non consueta e per nulla lineare in cui è evidente la partecipazione diretta dell’autore e il suo amore per la storia e la letteratura.

Così, continuando a far ricorso agli elementi di facile presa sul pubblico di cui è portatore sano, dal grottesco all’avventura, dalla parodia all’epica, l’autore bolognese prova anche a farsi portatore di un valore culturale e formativo del suo lavoro. Magnus gioca su questi sviluppi narrativi, facendo e disfacendo la tela, mescolando stili differenti e richiamando ambientazioni e contesti storici eterogenei.

Un lavoro che attinge alle atmosfere create da Magnus nei suoi lavori precedenti e soprattutto a quelli realizzati con Max Bunker, da Alan Ford (e il Gruppo TNT) a Maxmagnus, che l’autore sviluppa ancor più in profondità caricando la scena con infiniti intrighi e personaggi, ma senza venir mai meno all’aria scanzonata e parodistica.

La Compagnia della forca è un’opera mutevole e multiforme, realizzata su più livelli di lettura e con innumerevoli intrecci e intrighi narrativi. In ogni episodio il ruolo dei protagonisti ruota costantemente, concatenando così le loro vicende in sviluppi sempre più complessi e coinvolgenti, struttura oggi molto utilizzata con il montaggio alternato tipico della serialità televisiva.

La storia è una saga epica, carente delle sue caratteristiche fondamentali: il gruppo unito, lo scopo, le battaglie, una chiara separazione fra il bene e il male, un protagonista forte che prenda le decisioni. Gli eroi diventano così antieroi, come già visto prima nella produzione precedente di Magnus e Max Bunker e, parzialmente, in Bonvi. Tutto ciò non sminuisce la validità dell'opera, che, anzi, è dotata di una accurata narrazione in cui vengono sviluppati, in parallelo, intrecci complessi e differenti.

La serie ha goduto di 3 ristampe: 20 albi in formato pocket nella collana schegge per la granata press, con copertine inedite, 10 volumi in grande formato per alessandro editore , contenenti 2 episodi ciascuno con le vignette rimontate per l'occasione da magnus e sempre con copertine inedite, 10 albi doppi per la panini comics, che presentano all'interno, grazie alla collaborazione di romanini, accurati redazionali e bozzetti inediti insomma un opera anomala nel suo splendore e sicuramente più apprezzabile non come eredità delle collaborazioni grottesche con bunker, ma come preludio al lunario, alle femmine incantate e ad altre storie brevi.

La compagnia della forca di Magnus

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