La notte di Natale è una delle più magiche dell'anno. Anche gli adulti respirano aria di festa e di magia ma per i bambini è una delle notti più belle ed emozionanti di tutto l’anno per la grande attesa dell’arrivo di Babbo Natale. Avete mai visto dei bambini super emozionati che, nella notte tra il 24 e il 25 dicembre, lasciano latte e biscotti a Babbo Natale? Se la risposta è negativa, vi siete persi una delle tradizioni più magiche che ci sia. Non è tanto il rito in sé, che per molti oggi può addirittura apparire sciocco, quanto la meraviglia che si legge negli occhi dei più piccoli. Forse se ci ricordassimo cosa si prova a quell’età, tutti vivremmo le festività in modo diverso.
Lasciare del cibo a Babbo Natale è molto più di un semplice gesto simbolico: è un atto di generosità, gratitudine e, soprattutto, magia. Durante la notte più lunga e speciale dell’anno, il cibo diventa un modo per entrare in connessione con un mondo fantastico e, per un momento, sospendere l’incredulità.

Le Origini Storiche e Mitologiche
Da dove deriva l’usanza di lasciare latte e biscotti a Babbo Natale? Lasciare latte e biscotti a Babbo Natale è un’usanza tipicamente statunitense. In Italia infatti non è una tradizione ancora molto diffusa eppure la leggenda è così ricca di fascino che introdurla renderà la serata dei più piccoli ancora più emozionante. La storia della tradizione di lasciare i biscotti natalizi a Babbo Natale la notte della Vigilia è davvero molto antica. Scopriamola insieme. Come sempre quando si parla di queste usanze, storia e leggenda si fondono.
In molte culture, in realtà, questo gesto affonda le radici in tradizioni antiche, quando si offriva cibo agli dei, agli spiriti dei defunti o ai visitatori per assicurarsi prosperità e protezione. Altri collegano le origini di questa tradizione alla mitologia norrena, in cui compare una leggenda che narra che, durante il solstizio d’inverno, il dio Odino intraprendesse una lunga caccia in compagnia di Sleipnir, il suo leggendario cavallo a otto zampe. Per nutrire l’animale, i bambini scandinavi iniziarono a lasciare accanto al camino stivali colmi di carote, zucchero e paglia. Con il tempo, Babbo Natale è diventato il destinatario di questa pratica, simboleggiando lo spirito del dono e della condivisione.
Tornando a Bomba, la tradizione del latte e dei biscotti da donare all’omone con la barba bianca arriva dall’America, ma in realtà ha antichissime radici europee. Sembra, infatti, che questa usanza abbia avuto origine tra i popoli germanici settentrionali. Una leggenda della mitologia norrena racconta che il dio Odino, nel periodo del solstizio d’inverno, si dedicava a lunghe battute di caccia in groppa al suo cavallo a otto zampe, Sleipnir. I bambini scandinavi, per rinfrancare dalle fatiche sia lui che il suo animale, gli lasciavano accanto al caminetto stivali riempiti di carote, zucchero e paglia. In cambio, il dio Odino donava loro dolciumi e regali.
La leggenda della mitologia norrena si è poi evoluta in quella che oggi è la tradizione di donare latte e biscotti a Babbo Natale. Sembra che il cambiamento sia avvenuto intorno agli anni Trenta, nel periodo della Grande Depressione, quando i genitori cercarono un modo forse più accattivante per insegnare la gratitudine ai propri figli.
All’epoca moltissime famiglie, quasi tutte a essere onesti, affrontavano difficoltà economiche non indifferenti. Tuttavia, a Natale non potevano mancare i regali che, seppur semplici, facevano la gioia dei più piccoli. Nessuno restava deluso, c’era talmente poco che anche un pugno di frutta secca era un dono gradito. A dimostrazione di ciò, le mamme e i papà insegnarono ai bimbi a ringraziare Santa Claus con un "pasto caldo".
La consuetudine di lasciare latte e biscotti a Babbo Natale è molto diffusa negli Stati Uniti e pare che affondi la sua origine nel periodo della Grande Depressione. All’epoca la popolazione viveva in uno stato di estrema povertà pertanto le famiglie invitavano i bambini a lasciare qualcosa in segno di gratitudine a colui che quella sera avrebbe portato un piccolo dono. Nello specifico, i piccoli avrebbero dovuto rinunciare a qualcosa di loro da donare proprio a Babbo Natale.
Odino, il re degli dei, era solito girare con i suoi cavalli di notte. I più piccoli, per far sì che il dio si fermasse e facesse loro qualche dono, lasciavano del cibo proprio per i cavalli. Da questa leggenda pare quindi derivare l’usanza di lasciare del cibo anche alle renne di Babbo Natale: carote e magari un po’ di fieno le renderanno sicuramente felici e permetteranno loro di compiere con successo l’ardua impresa natalizia.
La Tradizione in Diverse Parti del Mondo
Gli anni sono passati, e così Paesi di tutto il mondo hanno fatto loro questa antica tradizione del lasciare qualcosa da mangiare per Babbo Natale. L’usanza più comune? Latte a biscotti! Cominciamo con gli Stati Uniti, dove la combo latte e biscotti è praticamente sacra. I bambini americani lasciano sul caminetto un piattino con un assortimento di cookies - dai classici al cioccolato a quelli speziati allo zenzero - accompagnati da un bicchiere di latte freddo. A volte, per addolcire la serata anche alle renne, spunta una carota o due. In alcune case più moderne, il latte viene sostituito da alternative come succo d’arancia o cioccolata calda, magari con un pizzico di rum per scaldare il cuore di Babbo Natale… perché, diciamolo, anche lui ha bisogno di un momento di relax!
Oltre agli Stati Uniti, il duo latte e biscotti ha conquistato le case di tutto il mondo. Se il latte è (quasi) sempre presente, i tipi di biscotti cambiano notevolmente da un Paese all’altro (e da una famiglia all’altra!). Ad esempio, in Canada l’usanza è quasi identica a quella americana, dato che i due Paesi condividono molte tradizioni natalizie, ma a volte il latte viene sostituito da cioccolata calda per un tocco più “nordico”.
In Norvegia, in particolare, si lasciano solo i biscotti, nella versione Omini di pan di zenzero! In Gran Bretagna, Babbo Natale (o meglio, Father Christmas) viene accolto con un’eleganza che non ti sorprenderebbe. Qui i bambini preparano un piattino con le tradizionali mince pies, piccole tortine ripiene di un mix dolce di frutta secca e spezie. E da bere?
Passando all’altro emisfero, in Australia il Natale arriva in piena estate. E Babbo Natale, sudato e accaldato, trova ad attenderlo qualcosa di rinfrescante: spesso birra fresca e dolcetti tipici come i lamingtons, quadratini di pan di spagna ricoperti di cioccolato e cocco. Oppure, si lasciano i biscotti Anzac, così chiamati perché erano preparati in casa dalle mogli dei soldati delle forze armate australiane e neozelandesi (ANZAC, appunto) che combattevano al fronte, con ingredienti che dovevano durare durante il lungo viaggio. A base di fiocchi d’avena, farina, cocco essiccato, zucchero, burro, sciroppo dorato, bicarbonato di sodio e acqua bollente, oggi sono ancora molto diffusi. E le renne, invece?
In Germania, terra di mercatini natalizi e profumi inebrianti, Babbo Natale è accolto con i lebkuchen, i biscotti speziati che profumano di cannella e zenzero. Oppure, con i caratteristici zimtsterne, dei biscotti alla cannella a forma di stella, mentre in Austria ci sono i vanillekipferl, dei biscotti alle mandorle a forma di ferro di cavallo.
Nei Paesi Bassi si festeggia soprattutto Sinterklaas o Sint Nicolaas, ossia San Nicola, che è un po’ come Babbo Natale. Guarda caso, è raffigurato come un vecchio con barba e lunghi capelli bianchi, e un vestito rosso (da vescovo, però). Il giorno della celebrazione è il 6 dicembre, e durante la notte che precede quel giorno - il 5 dicembre - i bambini olandesi lasciano vicino ai camini uno zoccolo o una scarpa con una carota o del fieno per il cavallo di Sinterklaas, un frutto per ringraziare i Pieten e la classica lista dei desideri.
In Danimarca, invece, Babbo Natale passa in secondo piano: tutte le attenzioni sono rivolte agli aiutanti di Santa. I bambini preparano il tradizionale risengrød, un dolce natalizio simile al riso latte piemontese.
In Italia, si sa, il cibo è una questione seria, e le tradizioni per accogliere Babbo Natale cambiano di regione in regione. In alcune famiglie si lasciano i mostaccioli o i roccocò al Sud, mentre al Nord non mancano i panettoni in miniatura o i torroncini.
La Svezia aggiunge un tocco hygge al Natale, con il suo famoso risgrynsgröt, una ciotola di porridge di riso spolverato di cannella e zucchero, spesso accompagnata da una noce di burro che si scioglie lentamente.
Nel cuore del Messico, Babbo Natale può godersi un pasto decisamente più… sostanzioso. Qui i bambini lasciano spesso i tamales, piccoli involtini di mais ripieni, accompagnati da una tazza di cioccolata calda messicana, densa e aromatica.
Ecco una sorpresa: in Giappone, dove il Natale è più una celebrazione occidentale che una tradizione radicata, Babbo Natale potrebbe trovare una torta di fragole e panna ad aspettarlo, il dolce simbolo del periodo festivo. Una sponge cake soffice, con una bagna di sciroppo di zucchero e farcita con panna e fragole.
Tabella delle Variazioni Regionali
| Paese | Bevanda | Biscotti/Dolci | Extra per le Renne |
|---|---|---|---|
| Stati Uniti | Latte freddo | Cookies (cioccolato, zenzero) | Carote |
| Canada | Cioccolata calda | Cookies | - |
| Gran Bretagna | Sherry | Mince pies | Carote |
| Australia | Birra fresca | Lamingtons, Biscotti Anzac | - |
| Germania | Latte | Lebkuchen, Zimtsterne | - |
| Austria | Latte | Vanillekipferl | - |
| Paesi Bassi | - | Pepernoten | Carote, Fieno |
| Danimarca | - | Risengrød (per gli aiutanti) | - |
| Italia (varie regioni) | - | Mostaccioli, Roccocò, Panettoni in miniatura, Torroncini | - |
| Svezia | - | Risgrynsgröt | - |
| Messico | Cioccolata calda messicana | Tamales | - |
| Giappone | - | Torta di fragole e panna | - |
Come Coinvolgere i Bambini nella Preparazione
Ma c’è anche un lato pratico: lasciare latte, biscotti o qualsiasi altra leccornia è un modo per coinvolgere i bambini e alimentare la loro fantasia. Non solo immaginano Babbo Natale che mangia quello che hanno preparato con cura, ma si sentono parte di un rituale che li collega a milioni di altri bambini nel mondo.
La vigilia di Natale è il momento perfetto per preparare con i bambini lo spuntino per Babbo Natale e le sue renne. Per il suo lungo giro notturno, l'ideale è lasciare latte caldo (o bevanda vegetale) e biscotti fatti in casa, oppure una fetta di pandoro o panettone con cioccolata calda.
Non solo noi genitori amiamo fare gli spuntini di mezzanotte, anche Babbo Natale e le sue renne sembrano apprezzare una piccola merenda mentre lavorano duramente per portare i regali ai bambini di tutto il mondo. Ma come preparare al meglio questa merenda speciale insieme ai bambini?
Non dovete assolutamente dimenticare lo spuntino per renne, sono loro in fondo che fanno la fatica più grande portando la slitta con i doni.
Al mattino, ovviamente, di queste cose dovranno rimanere solo i rimasugli. Scoprire che Babbo Natale ha gradito quello che loro hanno preparato per lui riempirà sicuramente di gioia i bambini.
Una piccola merenda affinchè il caro Santa Claus possa rifocillarsi e ripartire verso la prossima casa in cui portare i suoi doni. I bambini lasciano per lui un vassoio con un bicchiere di lette, anche aromatizzato alla cannella, ed un biscotto. Babbo Natale sembra essere un grande amante di cioccolato e spezie quindi via libera a biscotti al cioccolato o con gocce di cioccolato o biscotti speziati.
Sono dei biscotti friabili e golosissimi ma anche molto semplici da preparare. Buonissimi nella loro semplicità, caratterizzati da una pasta frolla speziata dai mille profumi e sapori! Con la pasta frolla speziata potete divertirvi a prendere non soltanto gli omonimi ma biscottini di ogni forma, ad esempio a forma di stella, di stella cometa o di renna.
Ma quando si mettono i biscotti a Babbo Natale? La sera della Viglia di Natale la tradizione vuole che la famiglia si riunisca per lasciare proprio sotto l’albero un bicchiere di latte, dei biscotti e qualche carota. Non c’è niente di più bello poi di preparare i biscotti il pomeriggio stesso. Noi vi consigliamo di gingerbread: sono i preferiti di Santa Claus!
Ogni anno in tutto il mondo e in ogni casa vengono lasciati latte e biscotti così da aiutare Santa Claus a continuare il proprio viaggio e portare i doni a tutti i bimbi del mondo.

Alternative a Babbo Natale: Santa Lucia e Altre Figure
Santa Lucia si celebra il 13 dicembre e in diverse province e località d’Italia è tanto attesa dai bambini, che in alcune occasioni va proprio a sostituire l’arrivo di Babbo Natale. Quando eravamo piccoli noi, Santa Lucia ci lasciava noccioline, mandarini e qualche dolcetto... E qualche volta è pure arrivato un pezzo di carbone, forse non eravamo stati abbastanza bravi (chissà!).
Come sempre, noi rabiesi ci teniamo a far continuare con le tradizioni dei nostri genitori, nonni e zii e da qualche anno i bambini possono sentire e veder arrivare Santa Lucia proprio nelle loro case. Per chi ha bambini piccoli quest’iniziativa è davvero meravigliosa, ci fa rivivere le emozioni che provavamo noi da bambini e aspettare Santa Lucia insieme ai nostri bambini è ancora più emozionante. Da voi arriva Santa Lucia?
A chi ci chiede quando abbiamo smesso di sentirci completamente bambini una delle possibili risposte che possiamo dare è legata al momento in cui abbiamo scoperto chi erano in realtà Babbo Natale, la Befana o Santa Lucia. In Trentino i regali arrivano con Babbo Natale e in certe zone anche con San Nicola. Ma è sicuramente Santa Lucia la data più sentita. Secondo la tradizione la notte tra il 12 e il 13 dicembre Lucia arriva a cavalcioni di un asinello volante, portando doni e dolciumi. Per questo è usanza lasciare sulla tavola latte e biscotti per la Santa e sale, farina e carote per l’asinello, affinché possano rifocillarsi prima di ripartire per il loro viaggio verso le case degli altri bambini. Poi si va a dormire, con l’eccitazione di sapere che al risveglio ci saranno i regali (sempre che ci si sia comportati bene durante l’anno!).
In molte località del Trentino, la sera prima dell’evento tanto atteso si scende in strada per fare la strozega, che è una tradizione tipica delle nostre valli. Si tratta di un suggestivo e rumoroso corteo di bambini, che trascinano lunghe file di barattoli e lattine. Strozegar in dialetto trentino significa trascinare. Un che strozega i pei è una persona che si muove a fatica oppure è un gran pigrone, mentre il detto na strozega de fioi deriva dal fatto che un tempo si camminava quasi sempre in fila, davanti il padre e dietro la strozega dei figli.
Nei giorni che precedono il 13 dicembre, bambini e ragazzi trentini preparano - a casa, in parrocchia o presso le varie associazioni del territorio - la lunga corda alla quale vengono fissate lattine, barattoli o bottiglie di plastica riempiti con un po’ di sassi. L’idea è quella di fare più rumore possibile, trascinando questa specie di coda in una gioiosa sfilata, con lo scopo di attirare l’attenzione della santa cieca e fare in modo che si ricordi di portare, nella notte, regali e dolci a tutti i bambini.
La strozega si fa in tantissimi luoghi del Trentino, soprattutto nei paesi e nelle frazioni, e spesso alla fine della camminata c’è una figurante della santa, insieme al fedele asinello, che distribuisce sacchettini con mandarini, caramelle, bagigi e cioccolata. Non mancano, visto che siamo in Trentino, gli alpini e i volontari delle Pro Loco che scaldano la serata con tè e vin brulè.
Il giorno di Santa Lucia si festeggia in Trentino, ma anche in varie zone del Veneto (nella vicina Verona in particolare), dell’Emilia Romagna, della Lombardia e naturalmente della Sicilia, dove la Santa fu martirizzata il 13 dicembre dell’anno 304.