La pizza, uno dei simboli gastronomici italiani più amati al mondo, ha una storia ricca e affascinante. Secondo l’Oxford English Dictionary, il nome "pizza" deriva dall’antica parola germanica “bizzo” o “pizzo”, che significa “commestibile”. Questa parola sarebbe stata importata in Italia nella metà del VI secolo durante l’invasione dei Longobardi. Questa è l’origine più accreditata, anche se non è stata definitivamente confermata.
Nel corso dei secoli, la pizza si è evoluta e trasformata, adattandosi ai gusti e agli ingredienti disponibili. Prima del XVII secolo la pizza era coperta con salsa bianca, fu più tardi sostituita con olio d’oliva, formaggio, pomodoro o pesce. Lentamente la “pitta” di origine popolare ,arricchita con pomodoro, si diffuse in tutte le classi sociali ed in tutte le regioni italiane e con essa anche i locali specializzati nella preparazione.
Nel 1843, lo scrittore ed esperto di cibo francese Alexandre Dumas padre, nella sua opera Le Corricolo, cap. Francesco De Bouchard nel 1866 nel suo “Usi e costumi di Napoli” Vol. II, pag124, riporta la descrizione dei principali tipi di pizza, ossia quelli che oggi prendono nome di pizza marinara, pizza margherita e calzone. Altre sono coperte di formaggio grattugiato e condite collo strutto, e allora vi si pone disopra qualche foglia di basilico. Talora si fa uso di prosciutto affettato, di pomidoro, di arselle, ec.
Sino all’inizio del Novecento la pizza e le pizzerie rimangono un fenomeno prettamente napoletano, e gradualmente italiano, poi sull’onda dell’emigrazione iniziano a diffondersi all’estero ma soltanto dopo la seconda guerra mondiale, adeguandosi ai gusti dei vari paesi, diventano un fenomeno mondiale. Gli italiani emigrati hanno fatto conoscere, apprezzare e anche modificare la pizza nel mondo. Oggi ormai anche molti cuochi di differenti nazionalità sono diventati esperti pizzaioli per i quali esiste anche un campionato mondiale e ultimamente vinto, non a caso, da un giapponese.
La pizza fece la sua prima apparizione negli Stati Uniti con l’arrivo degli immigrati italiani nel tardo XIX secolo. Nel tardo XIX secolo a Chicago, ad esempio, la pizza fu introdotta da un venditore ambulante che camminava su e giù lungo Taylor Street con un mastello di pizze sulla testa.
I Napoletani prendono la loro pizza molto seriamente. I puristi, come nella famosa pizzeria “Da Michele” in Via C. La Marinara è la più antica e ha un condimento di pomodoro, origano, aglio, olio extra-vergine d’oliva e solitamente basilico. Le basi per pizza a Napoli sono soffici e friabili ma a Roma preferiscono una base sottile e croccante.
Si mescolano farina, acqua, sale e lievito, si fa una fontana al centro, si versa un litro di acqua e inizia l’impasto. Tale operazione deve durare 10 minuti. Trascorse le 2 ore di lievitazione si passa alla formatura del panetto, che deve essere eseguita esclusivamente a mano. Con l’ausilio di una spatola si taglia dall’impasto deposto sul bancone una porzione di pasta lievitata e successivamente le si dà una forma di panetto di circa gr 180. Una volta formati i panetti avviene una seconda lievitazione in cassette per alimenti della durata da 4 a 6 ore.
La cottura dovrà avvenire direttamente sul piano del forno e non in teglie. Il pizzaiolo trasferisce su una pala di legno (o di alluminio), aiutandosi con un poco di farina e con movimento rotatorio, la pizza farcita, che viene fatta scivolare sulla platea del forno con un movimento rapido del polso tale da impedire la fuoriuscita dei condimenti. temperatura di cottura di 485 °C. Il pizzaiolo deve controllare la cottura della pizza sollevandone un lembo, con l’aiuto di una pala metallica e ruotando la pizza verso il fuoco, utilizzando sempre la stessa zona di platea iniziale per evitare che la pizza possa bruciarsi a causa di due differenti temperature. È importante che la pizza venga cotta in maniera uniforme su tutta la sua circonferenza. Sempre con la pala metallica, al termine della cottura, il pizzaiolo preleverà la pizza dal forno e la deporrà sul piatto da portata.
Anche in una delle nostre sale, la Gaming Hall Garbini di Viterbo, nel 2018 è nata un’innovativa ricetta: la pizza con la pasta. L’idea arrivò grazie anche al contributo di un cliente e si pensò di proporre per la prima volta la margherita con l’amatriciana: una piccola porzione di spaghetti ben arrotolati al centro della pizza su di un tagliere tondo di legno. La novità è stata talmente apprezzata che è diventato un appuntamento fisso del giovedì e in seguito della domenica e ogni volta si è pensato ad una proposta diversa: “margherita e spaghetti con le cozze”, “margherita alla diavola con pennette all’arrabbiata”, “Bianca ai formaggi e spaghetti rucola fiordilatte e prosciutto crudo”. Il nome Pizza Pazza nasce dallo chef della sala che per differenziare il piatto dalle altre portate, la definì “Pazza”.
La pizza pazza è una delle pizze più cercate al mondo su Google, la sua ricetta è molto facile da realizzare a casa vostra, adatta anche per chi ha poca esperienza con gli impasti per fare la pizza. La sua lunga storia ebbe inizio molti anni fa, quando alcuni clienti iniziarono a richiedere ai venditori di focaccia lungo le strade, di aggiungere qualche ingrediente sopra, e chiedevano di piegare la pizza a “portafoglio” per poterla mangiare continuando la passeggiata.
PIZZA - IMPASTO SEMPLICE E VELOCE
Ricetta della Pizza Pazza
Ecco una ricetta semplice per preparare una deliziosa pizza pazza in casa:
- Versate l’acqua in un recipiente, sciogliete il lievito nell’acqua e aggiungete lo zucchero e l’olio extra vergine di oliva.
- Aggiungete la farina e impastate con le vostre mani.
- Aggiungete il sale e amalgamate il tutto fino ad ottenere un prodotto compatto e elastico fino a quando si staccherà completamente dalle vostre mani.
- Terminata la fase di lievitazione aiutandovi con il mattarello, stendete le palline fino ad ottenere quattro dischi sottili (mezzo centimetro).
- Forate i dischi di pasta aiutandovi con una forchetta, questo per evitare che durante la cottura la focaccia si gonfi.
- Aggiungete sale fino e aghi di rosmarino e mettete a cuocere nel forno precedentemente riscaldato a 200 gradi.
- Tagliatele a metà con un coltello, farcitele con del buon prosciutto crudo e una mozzarella fiordilatte a fette, condite con olio e sale e….

Pizza Pazza Santa Lucia: Una Variante Creativa
Un'altra versione originale della pizza pazza prevede l'utilizzo di melanzane al posto dell'impasto tradizionale. Ecco come prepararla:
- Pelate i pomodori, riduceteli a dadini e scottateli per una decina di minuti in modo da far evaporare l’acqua di vegetazione.
- Sbucciate le melanzane, tagliatele a fette dello spessore di 1 cm circa; mettetele in uno scolapasta, cospargetele di sale e lasciatele riposare per almeno un'ora, così rimarranno più dolci. Lavatele velocemente sotto l’acqua corrente ed asciugatele con un canovaccio.
- Spennellate con olio di oliva una padella antiaderente e fate dorare le fette di melanzana dalle due parti.
- Disponete in una teglia da forno per pizza spennellata d’olio le fette di melanzane sovrapponendole anche fra loro come a formare l’impasto steso per la pizza.
- Farcite la parte superiore come se fosse una vera pizza con pomodoro, mozzarella Santa Lucia (o Santa Lucia Light), origano e sale q.b.
- Ponete la teglia in forno preriscaldato a 190°C per 10 minuti.
- Servite la ‘pizza’ pazza calda o tiepida a piacere.
Questa ricetta, particolarmente gradita ai bambini, si presta ad una quantità infinita di varianti in base agli ingredienti per la farcitura che preferite, come una vera pizza!
Pizza Pazza a Formentera: Una Storia di Successo

La storia di “Pizza Pazza” a Es Pujols, Formentera, è una delle pagine imprenditoriali italiane più belle dell'isola. Iniziata per puro caso 36 anni fa, questa pizzeria è diventata un punto di riferimento per chi ama la buona pizza e la cucina italiana. Vittorio e Silvia, insieme al figlio Federico e sua moglie Gaia, hanno creato un luogo accogliente e amichevole dove generazioni di turisti e residenti si incontrano per gustare un'ottima pizza.
Vittorio e Silvia capirono fin da subito che con tanto lavoro e qualche sacrificio, il loro ristorante-pizzeria sarebbe potuto essere un vero e proprio punto di riferimento per chi ama la buona pizza (volendo anche senze glutine) e in generale la cucina italiana. E così è stato. Del resto in questo ristorante-pizzeria ci sono passati davvero in tanti, generazione dopo generazione, turisti di un giorno o abituè da decenni. Italiani, spagnoli, catalani, tedeschi, inglesi, francesi ecc ecc. E ovviamente non è mancata anche la gente famosa: dal compianto Paolo Rossi ad Antonio Cabrini, dal regista premio Oscar Gabriele Slvatores a diversi campioni di motociclismo, da Jovanotti a Biagio Antonacci da Alberto Tomba a Elisabetta Canalis. Ma vip o non vip, cambia poco: al “Pizza Pazza” il clima amichevole e accogliente è per tutti, senza ovviamente alcuna distinzione.
In cucina ci sono i bravissimi Umberto e Gaia. Il pizzaiolo è l’ottimo Angelo. E poi in sala uno staff di giovani che con la loro simpatia sono il valore aggiunto del locale. In cabina di reagia, appunto, gli storici proprietari.
Viaggiare ed assaggiare le specialità culinarie dei luoghi che si visitano è un trend oramai assodato. Ma cosa succede se dopo aver saziato la vostra curiosità vi viene voglia di una pizza all’estero e vi trovate a Formentera? Formentera, la piccola perla delle Baleari, vanta un’ampia scelta di pizzerie.
Pizzerie Consigliate a Formentera
Ecco alcune pizzerie da non perdere durante la tua vacanza a Formentera:
- Quartieri Spagnoli: Per l'autentica pizza napoletana con cornicione alto e soffice.
- Macondo: Per la pizza romana sottile e croccante, situata nella strada pedonale di Sant Ferran.
- Panperfocaccia: Un ambiente informale con serate di musica dal vivo e pizza con farina integrale.
- Ristorante italiano a La Savina: Con una location da 10 e lode affacciata sul lago salato S’Estany des Peix.
- Margarita: Specializzato in pizza con impasto leggero e sushi/ceviche, con opzioni di farina xeixa, integrale e gluten free.
- Pizza Pazza: Una pizzeria storica dal 1982 con un'ampia scelta di pizze e impasti speciali.
- Locale informale a Es Pujols: Gestito da Alex, ideale per guardare le partite di calcio italiane gustando una buona pizza.
La pizza è libertà. Stesso spirito libero, quindi, che caratterizza da sempre l’isola di Formentera, che si sa è anche un po’ “loca” nella sua anergia. Insomma, non c’è che dire: il successo di “Pizza Pazza” all’isla bonita era già scritto nel suo nome.
Anche la pizza pazza sarà uno degli argomenti che approfondiremo nel prossimo corso di pizzaiolo che avrà luogo dal 10 al 19 Aprile 2015.