Pubblicato per la prima volta nel 1968, Il mio albero di arance dolci è l'emozionante storia di un bambino costretto dalle circostanze della vita a diventare adulto prima del tempo.

In questo romanzo José Mauro de Vasconcelos ha ricreato i suoi ricordi d'infanzia a Rio de Janeiro, mescolando realismo, poesia, denuncia sociale e una tenerezza che continua a incantare generazioni di lettori in tutto il mondo.
La trama in breve
Zezé vuole fare il poeta e vestirsi elegante. Ma al momento è solo un bambino brasiliano di cinque anni che abita in una favela. A scuola, grazie alla sua immaginazione esuberante, è il pupillo della maestra; a casa, invece, il suo amore per gli scherzi gli procura solo rimproveri e legnate da parte dei genitori.
Non è facile per un bambino intelligente e sensibile come lui crescere in una famiglia povera. Per fortuna Zezé ha due amici: il Portoghese, proprietario dell’auto più cool del quartiere; e una pianticella di arance che, un giorno, decide di parlare con lui.
Siamo negli anni ’20, in una favela nei pressi di Rio De Janeiro. Zezé riesce a dissimulare senza problemi la sua vera età grazie anche all’intelligenza vivace e a doti di apprendimento fuori dal comune.
La giornata del protagonista si divide tra scuola, scherzi ingenuamente crudeli per i quali solitamente rimedia botte che lo lasciano dolorante per giorni, l’attività di lustrascarpe, e le incredibili avventure che immagina di vivere e condividere con il suo albero di arance dolci.
Zezé, come tutti i bambini della sua età, è vivace e adora fare scherzi agli abitanti del villaggio e combinare guai. Le marachelle, però, lo portano costantemente a ricevere punizioni fisiche dalla famiglia, che lo definisce bambino cattivo, a volte perfino diavolo.
A scuola invece, dove Zezé si iscrive mentendo sull’età, si mostra diverso, un bambino brillante ed educato, che non riesce a sopportare il vaso vuoto sulla cattedra della maestra, che riempie ogni giorno con un fiore rubato dal giardino privato di qualcuno - poiché troppo povero per permettersi di comprarne uno.
Nel corso della narrazione Zezé sviluppa un legame profondo anche con il suo iniziale “arcinemico”, il Portoghese, uomo ricco con la macchina più bella di tutto il villaggio, che gli insegna e trasmette cosa sono la cura, l’amore e l’affetto, sentimenti che riempiono e scaldano il cuore del lettore.
I temi principali
- Povertà e innocenza: La storia di Zezé è una finestra sulla realtà delle favelas brasiliane e sulle difficoltà che i bambini devono affrontare crescendo in contesti di povertà.
- L'importanza dell'immaginazione: Nonostante le difficoltà, Zezé trova conforto e gioia nell'immaginazione e nell'amicizia con il suo albero di arance dolci.
- L'amore e l'amicizia: Il legame tra Zezé e il Portoghese è uno dei punti centrali del romanzo, un esempio di amore e amicizia che trascende le differenze sociali.
- La crescita e la perdita dell'innocenza: Zezé è costretto a crescere in fretta, affrontando esperienze dolorose che lo segnano profondamente.
Lo stile di Vasconcelos
La particolarità dello stile di de Vasconcelos è quella di convertire la passione per i viaggi in metodo di lavoro: sceglie l’ambientazione del suo romanzo e vi si trasferisce per mesi, per immergersi totalmente nella storia, nella narrazione e nella cultura locale.
José Mauro de Vasconcelos ha preso spunto dalla sua vita per questo romanzo semi autobiografico. Nell’infanzia del protagonista riecheggia la sua, quella di un ragazzino molto povero, ma molto dotato, che già nei suoi primi anni di vita aveva collezionato esperienze che altri non vivono nell’arco di un’intera esistenza.
Il Mio Albero di Arance non fa eccezione e Zezé è chiaramente un avatar dell’autore che è però riuscito a superare il personale e il particolare per raccontare una storia universale agganciando un pubblico di lettori trasversale.
Il libro è considerato un classico dell’infanzia, ma come tutti i classici è tale anche perché riesce a comunicare a tutti abbattendo le barriere del genere.
Un libro per tutti
«È uno di quei romanzi fortunati e felici in grado di parlare a tutti, dai sei ai novantanove anni e più» così scrive Giuseppe Catozzella nella prefazione. In effetti, la storia è adatta a qualsiasi età e pubblico, permette di immergersi e di fare un salto indietro nell’infanzia, quando tutto è gioco e meraviglia.
Può un bambino delle favelas sognare di diventare un giorno un importante scrittore o un poeta? La risposta è sì! Leggete questo gioiellino, come un classico dell'infanzia, le avventure di Zezè, un bambino dal cuore grande tra le favelas di Rio De Janeiro. Un libro dolcissimo con una bellissima prefazione di Giuseppe Catozzella.
Citazioni significative
Ammazzare non significa che prendo il revolver e faccio bum. Non è questo. Lo ammazzo nel cuore. Smetto di volergli bene. L’ho detto all’inizio. Poi ti ho ammazzato al contrario.
Edizioni
Il mio albero di arance dolci - il cui titolo originale è O meu pé de laranja lima - è il primo romanzo di una trilogia che vede Zezé come protagonista, durante varie fasi della sua vita. Viene scritto in soli dodici giorni e pubblicato per la prima volta in Brasile nel 1968, dove si afferma fin da subito come un classico della letteratura brasiliana, complici il realismo e la poesia contenuti al suo interno.
In Italia, il romanzo è stato edito e pubblicato nel 2022 dalla Blackie Edizioni, casa editrice italo-spagnola che prende il nome dalla cagnolina dei fondatori, che si occuperà anche della pubblicazione degli altri due romanzi della trilogia: Doidão e Vamos Aquecer o Sol.
L'autore
José Mauro de Vasconcelos nacque a Bangu (Rio de Janeiro) nel 1920. Da scrittore, convertì la passione per i viaggi in un metodo di lavoro: sceglieva l’ambientazione del suo prossimo libro e vi si trasferiva per interi periodi, immergendosi completamente nella narrazione.
Ha scritto ventidue libri, tra romanzi e raccolte di racconti, tradotti in Europa, Stati Uniti, America Latina e Giappone. Non fu solo romanziere prolifico e acclamato, ma anche giornalista, voce radiofonica, pittore, modello e attore: grazie alla sua prestante avvenenza impersonò spesso il ruolo di rubacuori in numerosi film e telefilm.