Meringa Francese vs Meringa Italiana: un confronto dettagliato

Pochissimi ingredienti e una preparazione lunga per uno dei dolci più invitanti che esistano: la meringa. Una nuvola ariosa e soffice, da mangiare in assoluto o da usare per arricchire e rendere eleganti dessert di vario tipo: la pavlova, l'île flottante, gli spumini, ma anche dischi per torte gelato, meringhette per decorare altri tipi di torte e dessert, la base per il vacherin e così via.

Ma quali sono le differenze tra i vari tipi di meringa? Scopriamolo insieme!

A lezione da Iginio Massari | La meringa

Origini della Meringa

Non si conoscono bene le origini della meringa, ma è noto che il suo nome viene dalla città svizzera di Meiringen, dove fu creata da un pasticcere per la prima volta.

Tre le ipotesi più quotate:

  • La prima ci riporta nella già citata cittadina svizzera dove pare che, verso la fine del 1600, le meringhe vennero create da un pasticcere di origini italiane, il cui nome dovrebbe essere "Gasperini" o "Casparini".
  • Una seconda ipotesi cita un ricettario di François Massialot: lo chef francese già nel 1692 inserì in un suo ricettario la meringue, dolce fatto con uova sbattute con lo zucchero poi cotte in forno.
  • Infine, una preparazione simile viene citata anche nel ricettario del 1603 "The Receipt Book of Lady Elinor Fettiplace": in questo caso si tratta del white bisket bread, dolce fatto con zucchero unito a chiare d’uovo sbattute e poi cotte in forno tiepido.

In ogni caso, una volta messe a punto le varie meringhe divennero subito famose presso le corti europee: si dice che perfino la regina Maria Antonietta le amasse così tanto da volerle preparare di persona. A quei tempi le meringhe venivano formate con il cucchiaio: fu Marie Antoine Carême, altro padre della pasticceria francese, a ufficializzare la loro preparazione con il sac à poche, creando così la forma che conosciamo oggi e anche molti "giochi" creativi fra le forme.

Le meringhe di Meiringen, Svizzera

Tipologie di Meringa: Francese, Italiana e Svizzera

Fra le varie meringhe nate negli ultimi 4 secoli, sono le francesi le più famose, seguite dalla meringa italiana: ma anche la svizzera è decisamente usata, mentre lo sono meno le meringhe marocchine o quelle sarde.

1. Meringa Francese

La meringa francese, chiamata anche ordinaria, è la più diffusa: anche se si chiama così, però, non è particolarmente usata in Francia, ma è sicuramente un must della pasticceria internazionale. Si tratta di quella che prevede meno ingredienti - albumi e zucchero - e meno lavorazioni, ma questo non vuol dire che la sua preparazione sia poco impegnativa.

Per realizzarla si separano con grande cura gli albumi dai tuorli, quindi si aggiunge lo zucchero a velo. Poi montano gli albumi ripetutamente con una frusta da cucina o un frullatore, finché non diventano spumosi e bianchi. Quando il composto è lucido e, capovolgendo il contenitore, resta fermo senza cadere giù, la montatura è completata: a questo punto si inserisce nel sac à poche e si formano le meringhe, su una placca da forno.

Solitamente si creano "a ciuffo", così da poterle anche unire due a due dalla parte della base, una volta cotte, ma si possono creare varie forme, come ad esempio i dischi base per dessert o torte. Inizia poi la fase della cottura: le meringhe dovranno cuocere per diverse ore a temperature bassissime, cioè idealmente per 3 ore a forno leggermente aperto, a 60-70 °C. Di fatto la meringa asciuga, più che cuocere: dopo una prima cottura, spesso i pasticcieri la tengono tutta la notte nel forno con la luce accesa, così da seccare la meringa in maniera lenta a graduale.

Le meringhe, per essere perfette, devono risultare leggerissime, leggermente friabili, candide e perfettamente asciutte. In Italia utilizziamo anche dei nomi regionali per chiamare le meringhe francesi: a Firenze, per esempio, sono chiamate "spumini", mentre nel Veneto "spumiglie".

Una specialità tutta italiana per cui la meringa è fondamentale è la torta meringata, un dessert piemontese scenografico e invitante realizzato con due dischi croccanti di meringa alla francese, farciti con panna montata e fragole, e infine guarniti con tante piccole meringhette e una spolverizzata di zucchero a velo.

2. Meringa Italiana

La meringa italiana, o all'italiana, è - strano a dirsi - quella più diffusa nella pasticceria francese perché spesso costituisce la base di creme e mousse. Gli ingredienti sono più o meno gli stessi, con l'aggiunta dell'acqua, ma il risultato è ben diverso, in termini di consistenza, dalla meringa francese: la meringa italiana è infatti leggerissima ma morbida.

La sua ricetta è più complessa e solitamente si usa quasi esclusivamente nelle pasticcerie professionali: per realizzarla al meglio serve necessariamente un termometro. Per prepararla si separano i tuorli dagli albumi e si iniziano a montare a neve ferma, nel frattempo si crea uno sciroppo con zucchero e acqua: si cuoce fino a raggiungere i 121 °C e si versa lungo il bordo del contenitore dove gli albumi stanno montando da almeno da 7-8 minuti (il processo è simile a quello della pâte à bombe, in cui però lo sciroppo si versa a filo sulle uova).

A questo punto si fa riposare il composto per circa 30 minuti, anziché cuocerlo. In alcuni casi si possono formare delle meringhette e cuocerle come nella versione francese ma la consistenza interna delle meringhe sarà più soffice e anche la forma meno stabile. Nella gran parte dei casi, invece, la meringa italiana si usa per creare torte, semifreddi e mousse: fra i dolci più celebri con questa preparazione troviamo la zuppa inglese meringata, l'omelette norvegese, alcune tipologie di torta meringata. I macarons sono composti da una base di meringa italiana, alla quale poi si incorpora della farina di mandorle finissima.

3. Meringa Svizzera

Meringa Svizzera

La meringa svizzera, meno diffusa delle prime due, ha una consistenza più stabile di quella italiana, motivo per cui a volte viene sostituita a questa come decorazione nei dessert.

Per prepararla si separano gli albumi dai tuorli, si mettono in una casseruola di rame stagnato, chiamata polsonetto, insieme allo zucchero: si mette la pentola sul fuoco e monta il composto finché la temperatura raggiunge i 60 °C. A questo punto si toglie la pentola dal fuoco e il composto viene messo in planetaria per continuare a montarlo: una volta montato si inserisce in una sac à poche con bocchetta liscia o rigata e si crea la meringa, che si può usare come base o seccare, come nel caso della francese. Come per la meringa all'italiana a volte si completano i ciuffi con il cannello, così da dare un aroma e un aspetto particolare alle meringhe.

Le Altre Meringhe: Sarda e Marocchina

Le marigosos, le meringhe sarde - chiamata In Logudoro e Gallura e Barigadu "bianchino" - sono simili alle francesi ma prevedono nell'impasto l'uso di mandorle e altri ingredienti come scorze di arancia e confettini colorati. Solitamente vengono formate sulla placca da forno a cucchiaiate e poi cotte per 20-30 minuti a una temperatura di 150 - 180 °C (dipende dalla potenza del forno). Rispetto alle francesi, quindi, non vengono fatte asciugare ma si cuociono regolarmente: all'interno, infatti, rimangono morbide e umide.

Simili nel procedimento alle meringhe francesi sono anche le meringhe marocchine, che però prevedono nell'impasto anche la presenza di granella di nocciole o cioccolato: solitamente si fanno cuocere per 1 ora a 100 °C circa.

Ricetta Meringa Italiana e Francese

La cosa importantissima affinché una meringa riesca bene è la pulizia della ciotola dove si va a mettere l’albume senza soprattutto contaminazione di tuorlo, ossia quando andate a dividere albume da tuorlo dovete essere certi che nell’albume non capiti un goccio di tuorlo altrimenti la meringa non monterà mai. Naturalmente come tutte le preparazioni la cottura della meringa dipende molto dalla sua grandezza.

Il mio consiglio è quello di farle cuocere a 100° in forno rigorosamente statico, perché se mettete quello ventilato vi vengono più giallognole, per 1 ora circa, poi lasciare leggermente aperto lo sportello e far raffreddare le meringhe in forno spento. Io solitamente le metto in forno a cuocere la sera e le faccio stare in forno tutta la notte, la mattina sono perfette. Devono risultare friabili ma se li tagliate con il coltello non si devono rompere.

Ingredienti

  • Per la meringa italiana:
    • 130 g albume
    • 130 g zucchero
    • 130 g zucchero a velo
    • 30 g acqua
  • Per la meringa francese:
    • 130 g albumi
    • 130 g zucchero (semolato)
    • 130 g zucchero a velo

Preparazione Meringa Italiana

  1. In una pentola scaldare lo zucchero semolato con l’acqua. Deve arrivare a una temperatura di 110°.
  2. Nel frattempo in planetaria o con delle fruste elettriche, montare gli albumi.
  3. Quando si formerà il famoso becco, e lo zucchero avrà raggiunto la giusta temperatura, versarlo a filo nell’albume montato.
  4. Versare infine setacciato e poco per volta lo zucchero a velo. Lavorare con la spatola realizzando movimenti lenti dall’alto verso il basso.
  5. Versare il composto in un sac a poche con bocchetta a stella o se le volete lisce la bocchetta liscia. Su una teglia ricoperta da carta forno formate dei cerchi, la grandezza è a vostro piacere.
  6. Cuocere in forno preriscaldato tradizionale a 100° per 1 ora e lasciate in forno spento a raffreddare e quindi ad asciugare tutta la notte se potete.

Preparazione Meringa Francese

  1. In una coppa inserire gli zuccheri. Lavorare in planetaria o con delle fruste elettriche gli albumi con metà dello zucchero, quando vedremo il composto spumoso con un cucchiaio poco per volta inserire il resto dello zucchero fino a farlo diventare molto sodo e spumoso formando il cosiddetto becco.
  2. Versare il composto in un sac a poche con bocchetta a stella o se le volete lisce la bocchetta liscia.
  3. Su una teglia ricoperta da carta forno formate dei cerchi, la grandezza è a vostro piacere.

Tabella Comparativa delle Meringhe

Caratteristica Meringa Francese Meringa Italiana Meringa Svizzera
Metodo di Preparazione Albumi montati a freddo con zucchero, poi cotti a bassa temperatura. Sciroppo di zucchero a 121°C versato su albumi montati. Albumi e zucchero riscaldati insieme a 60°C, poi montati.
Consistenza Croccante e friabile. Morbida e leggera. Stabile e compatta.
Uso Ideale Spumiglie, basi per torte, decorazioni semplici. Decorazioni elaborate, mousse, semifreddi. Decorazioni resistenti, basi per dolci.

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