Golden Egg Varese: Una Storia di Panini, Passione e Tradizione

VARESE - Tanto, tantissimo è l’affetto che i varesini nutrono per il Palmito, l’Elbrus e, più in generale, per il Golden Egg. Il Golden Egg è una cultura che si tramanda, ha successo perché ricorda la propria infanzia: ho visto intere famiglie passare, il ragazzino che arriva da adolescente, torna da padre con i suoi figli e ritorna da nonno con i suoi nipoti. Io devo solo dire grazie a tutti, varesini e varesotti: sono da 50 anni insieme a noi e ogni volta che escono da quella porta, se ne vanno via felici.

Il Golden Egg non è solo un’istituzione locale, ma è stato anche riconosciuto a livello nazionale. Il segreto di un successo così duraturo? A spiegarlo è Fulvio, uno dei proprietari: “Il nostro segreto è la qualità della materia prima e poi la passione che unisce tutti, chi prepara i panini e chi li gusta. Abbiamo organizzato una festa per i nostri primi 50 anni perché vogliamo fare un ringraziamento alla città.

Ma per arrivare alla bontà, prima c’è una scelta da non sbagliare: «I miei fornitori? Naturale chiedere un parere su Varese a chi da 31 anni ha uno sguardo privilegiato sul suo centro: «Per me non è cambiato nulla: non sono cambiate le persone, non è cambiata la bellezza o meno della città. È tutto come un tempo, compreso il fatto che dopo le 23 Varese è morta.

Il panino più amato di Varese è sicuramente quello del Golden Egg, la paninoteca di via Avegno. Non è mai stato un vero segreto: il pane del Golden Egg, è unico, ed è prodotto in vialeBelforte dal panificio Famlonga.

Il panificio Famlonga, fornitore storico del pane per il Golden Egg.

La Storia del Golden Egg

Il Golden Egg apre ufficialmente nel 1975, in via Avegno 15, qui a fianco. Fu inaugurato da un certo Gasperini, appartenente alla famiglia che produce pipe, a Luvinate. All’epoca i panini erano solo sei. Nei primi cinque anni il locale cambiò tre o quattro gestioni, poi stette nelle mani di due soci di Luino, Franco e Vladimiro, fino all’ottobre 1985, quando lo rilevarono i miei suoceri e mia moglie.

Enrico, “il baffo” e la moglie Teresa, a Varese sono volti noti che non hanno certo bisogno di presentazioni, non sono i fondatori del Golden Egg visto che l’attività l’hanno rilevata 1985. Lui prima di allora faceva l’operaio meccanico alla FIAT ma si rende conto di essere inadatto alla vita in fabbrica ed alle gerarchie aziendali, lei commessa in un negozio di alimentari che decide di seguirlo.

Tutto accade una sera di ottobre di otre quarant’anni fa, quando Enrico entra in quella paninoteca molto particolare, diversa da tutte le altre, dove tagliavano le fette di pane da un filone di generose dimensioni, leggermente in obliquo, e poi quegli ingredienti così di alta qualità, preparati sul tagliere e poggiati sul pane caldo e croccante, ecco era quella giusta.

L'esterno del Golden Egg.

Poi il passaggio del testimone, che va al genero “Fulvione” Solari e la moglie Barbara (figlia di Enrico e Teresa) e ora la terza generazione: i figli Federico e Lorenzo.

Il Segreto del Pane Perfetto

Tutti i clienti si sono chiesti almeno una volta da dove arriva l’enorme filone di pane da cui Enrico Salina e la sua famiglia tagliano le famose fette dorate da farcire al momento. Lo racconta Luca Famlonga, panificatore storico del quartiere, da quasi dieci anni depositario di una ricetta che ha i suoi segreti, come tutte le tradizioni.

La sua famiglia ha preso in gestione il panificio nel 1973, e da allora è uno dei punti di riferimento della città per tutti gli amanti del pane fresco. Luca e la sorella Laura sono cresciuti dentro il laboratorio e il negozio al civico 116 di viale Belforte, e oggi portano avanti l’azienda di famiglia.

«Il filone è lungo poco più di 80 centimetri, con un diametro di circa dieci - racconta Luca - la sua caratteristica principale è la compattezza: i panini del Golden Egg sono amati perché sono farciti senza risparmiare le salse, che non devono finire sul tovagliolo, ma restare tra le fette di pane». La ricetta è semplice: farina, acqua, lievito e un po’ di sale. Nient’altro. «Il segreto sta nel bilanciare la quantità degli ingredienti, tutti sempre naturali, e nel modo di impastare, per evitare la formazione dei buchi nella mollica».

Ingredienti Principali del Pane del Golden Egg
Ingrediente Descrizione
Farina Ingrediente base per la struttura del pane
Acqua Idrata la farina e attiva il lievito
Lievito Responsabile della lievitazione e della sofficità
Sale Esaltatore di sapidità e regolatore della lievitazione

La Festa per i 50 Anni

VARESE, 12 settembre 2025-C’è un legame indissolubile tra i varesini e il Golden Egg, la storica paninoteca che oggi, venerdì 12 settembre, celebra mezzo secolo di vita in grande stile. Nella sera di venerdì 12 si è celebrato tutto questo, con tanta musica assicurata da DJ Deiv, Matilde Maffina, Andrea Festa e Brubeg, accompagnati dalla voce del mitico “capitan Pisa”, tra fiumi di birra e naturalmente panini per una festa a tema ‘gold’ ripresa da moltissimi avventori tra le migliaia di persone che hanno invaso Via Avegno, chiusa per consentire la celebrazione dei 50 anni.

Dress code dorato, come il logo celebrativo scelto per l’occasione, e gadget speciali per gli outfit più scintillanti. A scandire la serata, il dj set di Deiv, Matilde Maffina, Andrea Festa e Brubeg, con la voce di Pisa a fare da padrone di casa.

Una festa di popolo, l'autentico e unico vero "boom" del venerdì sera a Varese. Può un panino radunare centinaia e centinaia di varesini? Sì, se quel panino è fatto con cura, amore e da quell'impasto unico di accoglienza, semplicità, familiarità, bontà e sorrisi chiamato "Golden Egg".

Le magliette del Golden, stampato anche sulla testa oltreché nel cuore, la via Avegno stracolma per ore in attesa di celebrare il rito collettivo del panino più grande e buono mai sfornato in città, l'animazione delle mascotte - ovviamente con becco e cresta - come alle partite più belle, i dj, la musica, la torta, le sorprese e poi, soprattutto, un fiume di gente: chi c'è sempre stato, chi era portato al Golden da mamma e papà e ora arriva con figli e nipoti, chi varcava la soglia dopo la scuola o dopo le partite di basket e hockey, chi si è allontanato da Varese e quando ci è tornato per prima cosa non ha potuto fare a meno di essere attratto dal profumo del Golden, chi c'è sempre stato, chi non c'è più e chi ci sarà.

La folla festante durante le celebrazioni per il 50° anniversario del Golden Egg.

Trasloco e Novità

Nel 2019, il Golden Egg si è trasferito di pochi metri in uno spazio più grande. «La scelta di spostarci - afferma Fulvio Solari, titolare dello storico locale di via Avegno - l’abbiamo fatta perché il posto scelto è il doppio di quello attuale. Sarà un Golden Egg xxl. Molto più comodo per noi che ci lavoriamo e per i clienti». «Siamo a casa nostra solo in via Avegno, non saremmo mai andati altrove».

Anche dopo il trasloco del 2019 in uno spazio più grande, il Golden Egg ha conservato la sua identità e i suoi ricordi più preziosi: le insegne originali, la storica campanella, il disegno sulla vetrina del 1975 e persino la lista dei panini che risale al 1986.

Non abbiamo un panino speciale in serbo per l’apertura ma ne inseriremo tre o quattro col tempo. Tutti studiati dal nostro team». Che gusti hanno i varesini? «Il Palmito (prosciutto crudo, cuore di palma, paté, pomodoro e salsa rosa) precede l’Elbrus (fontina calda, speck, pomodoro e salsa rosa). Tutti gli altri a seguire».

La Filosofia del Golden Egg

Fulvio non si fa cruccio della abitudini non più corrispondenti a quelle di una volta… Ciò che conta è altro: «Mi interessa che i clienti ritornino, e accade sempre.

Due o tre panchine sparute e tavoli alti senza sedie: perché al Golden Egg non ci sono i tavolini? È tutto studiato: «Abbiamo sempre voluto essere diversi dagli altri: altrove vai e ci passi la serata, qui invece entri, mangi il panino e te ne vai. Punto. Il Golden è sempre stato questo e questo deve rimanere.

A proposito di panini: «Quello che vendo di più? Al primo posto c’è sicuramente il Palmito ((prosciutto crudo, cuore di palma, paté, pomodoro, salsa) che qualcuno ha anche tentato di copiarmi negli anni. Poi viene l’Elbrus (speck, fontina, salsa, pomodoro). In generale l’80% dei clienti prende sempre lo stesso panino: quando vedo arrivare uno dei nostri habitué, so già cosa mangerà… Il mio preferito? Negli anni la “mitica” lista ha visto aggiunte rare e ben ponderate: ecco allora il "Barbablu" (crudo, philadelphia, zucchine), per festeggiare una delle vittorie di Fulvio nell’amato rally, disciplina in cui si destreggia da navigatore di grandi piloti, il “Fiorino” (tacchino o bresaola, mozzarella, insalata, pomodoro, maionese), dedicato al Fiorino che ha reso possibile il trasloco dal vecchio al nuovo locale, e il Brutale, anch’esso ad assecondare la passione per i motori e un raduno motoristico che si era tenuto in città.

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