Negli ultimi anni, la questione della contaminazione degli alimenti con sostanze nocive è diventata un argomento di grande rilevanza. Tra i vari contaminanti, il glifosato ha attirato l’attenzione di consumatori e ricercatori. Recenti test di laboratorio hanno rivelato dati preoccupanti riguardo alla presenza di pasta contaminata da questo erbicida, sollevando interrogativi sulla salute umana e sulla sicurezza alimentare. Questo articolo esamina i risultati di tali test e offre utili consigli su come effettuare una scelta consapevole quando si acquista pasta.

La pasta è uno degli alimenti principali della nostra tradizione culinaria. Basti pensare che la cosiddetta dieta mediterranea si basa essenzialmente su un equilibrio perfetto tra proteine, provenienti da carne e legumi, e carboidrati, come pane e pasta. Che venga quindi condita con una semplice passata pomodoro, un pesto già pronto o con un più sfizioso preparato a base di carne e formaggi, un piatto di pasta rimane sempre una scelta perfetta: completa, veloce e gustosa. Ma attenzione. Purtroppo anche nella pasta, secondo gli ultimi test condotti in Svizzera, potremmo trovare tracce anomale di pesticidi, in particolare di glifosato.
Cos'è il Glifosato e Perché Preoccupa?
Il glifosato è un erbicida sistemico utilizzato principalmente nell’agricoltura per il controllo delle infestanti. Sin dalla sua introduzione, il suo utilizzo è aumentato notevolmente, grazie alla sua efficacia e al costo relativamente basso. Tuttavia, il glifosato è stato oggetto di numerosi studi e controversie a causa delle sue potenziali implicazioni sulla salute.
La contaminazione da glifosato è preoccupante, poiché studi scientifici hanno suggerito un possibile legame tra l’esposizione a lungo termine a questa sostanza e rischi significativi per la salute umana. Alcuni studi collegano l’esposizione al glifosato a malattie come il cancro, problemi riproduttivi e disturbi endocrini. Il glifosato è l’erbicida più usato al mondo, “probabile cancerogeno” per la Iarc dell’Oms e secondo il recente studio pubblicato dall’Istituto Ramazzini di Bologna alla sua esposizione è associata l’insorgenza di leucemia nei ratti di laboratorio in giovane età.
Nonostante questo, la Ue ha proceduto spedita nel riapprovare per altri 10 anni il suo, seppur mettendo dei paletti già in vigore per altro in Italia da anni. Inutile dire che la scelta di Bruxelles, seppur non avallata dagli Stati membri che per ben due volte non hanno saputo esprimere una maggioranza per bocciare o promuovere la proposta della Commissione, lascia l’amaro in bocca per un fitofarmaco che la lettura scientifica negli anni ha stigmatizzato più volte per i pericoli che rappresenta per la salute umana.

Glifosato nella pasta... come stanno le cose?
Test di Laboratorio: Cosa Hanno Rivelato?
I test di laboratorio condotti per valutare la presenza di glifosato nei prodotti alimentari, inclusa la pasta contaminata, seguono protocolli rigorosi. In genere, i campioni di pasta vengono prelevati da diverse marche e sottoposti a analisi chimiche specifiche per determinare la concentrazione di glifosato.
I risultati degli ultimi test hanno rivelato la presenza di glifosato in diverse marche di pasta. Sebbene le quantità varino, è allarmante notare che una percentuale significativa di campioni superava i limiti considerati tollerabili. Questi risultati hanno spinto i consumatori a interrogarsi sulla qualità dei prodotti che trovano sugli scaffali dei supermercati.
Marche di Pasta Contaminate: I Risultati delle Analisi
Secondo uno studio condotto ad aprile 2022 dalla rivista svizzera K-Tipp diverse marche di pasta, commercializzate anche in Italia, detengono segni di pesticidi anomali. La ricerca si è svolta su un campione di 18 marchi diversi di pasta, tredici prodotti con grano duro e cinque con grano proveniente da agricoltura biologica.
Secondo questa ricerca, dunque, si è scoperto che questa sostanza può essere effettivamente riscontrata in diversi marchi italiani, nello specifico:
- Lidl
- Divella
- Agnesi
- Garofalo
Il Salvagente è tornato sul tema del discusso pesticida, spesso associato a problemi per la salute umana e per quella dell’ambiente. Una sostanza valutata “probabilmente cancerogena” dallo Iarc, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro di Lione. Invece, dalle nuove analisi, emerge una situazione perfino peggiore del 2018. Se in prima battuta erano state rivenute tracce del controverso pesticida solo in due paste - a marchio Lidl e Eurospin - questa volta sono coinvolte ben 7 marche di pasta sulle 20 sottoposte a test. Sono state trovate tracce di glifosato in questi 7 spaghetti, il formato scelto per la prova:
- Eurospin
- Lidl
- Divella
- Garofalo
- Esselunga
- Agnesi
- Rummo
La presenza di marchi quali Rummo, Garofalo Divella, Esselunga, Eurospin e Lidl potrebbe dipendere, ipotizza Il Salvagente, dall’impiego di grano straniero nella produzione della pasta, in particolare canadese. Ma, appunto, trattasi di ipotesi. Visto che i produttori possono indicare la provenienza del grano in etichetta con una generica dicitura “Ue” o “non Ue”.
La Difesa dei Marchi Coinvolti
I marchi infatti coinvolti nel test si sono subito così giustificati: Divella, ad esempio, ha dichiarato che anche se è stata riscontrata la presenza di questa sostanza si parla comunque di un valore decisamente inferiore ai limiti di legge, nello specifico 0,023 mg/kg contro un limite massimo di 10 mg/kg. Sulla stessa scia anche Garofalo che conferma che la presenza di glifosato nella sua pasta è di gran lunga inferiore al limite, in particolare è “mille volte inferiore al limite di legge”.
Come Scegliere una Pasta Sicura: Consigli Utili
Per garantire una dieta sana e sicura, è importante sapere come scegliere una pasta che non sia contaminata. Ecco alcuni suggerimenti:
- Preferire la pasta biologica: Un tipo di pasta sicura ed esente da sostanze chimiche dannose è sicuramente quella biologica.
- Controllare l'etichetta: Verificare l'origine del grano utilizzato per la produzione della pasta. La pasta prodotta con grano 100% italiano potrebbe essere una scelta più sicura.
- Scegliere marche affidabili: Optare per marche che effettuano controlli rigorosi sulla qualità dei loro prodotti e che sono trasparenti riguardo ai risultati dei test di laboratorio.
- Variare le marche: Alternare l'acquisto di diverse marche di pasta può ridurre l'esposizione a potenziali contaminanti specifici di una singola marca.
- Pasta con Grano Duro Italiano: Gli spaghetti Agnesi, tuttavia, smentirebbero la teoria secondo cui il grano contaminato dal glifosato proviene dal Canada. Prodotti con materia prima 100 per cento italiana, rivelano la presenza del pesticida. Benché al di sotto dei limiti consentiti dalla legge italiana, come pure gli altri marchi che hanno rivelato tracce di contaminazione.
Il Salvagente tuttavia in virtù del principio di precauzione continuerà a considerare il glifosato un ospite sgradito - così come abbiamo fatto in passato con altri composti che poi sono stati banditi dalle autorità europee - e per questo continueremo a penalizzare i prodotti che, al di là della concentrazione, lo contengono. Seppur in tracce, come è successo nel caso delle mezze maniche Conad e Garofalo.
La valutazione complessiva è molto rassicurante: i residui di fitofarmaci sono pochi, con profili di rischio non preoccupanti e in concentrazioni molto basse. Abbiamo scelto di non riportare i tenori inferiori a 0,01 mg/kg considerato il limite di rilevabilità per il biologico.

Tabella riassuntiva dei marchi di pasta e presenza di glifosato
| Marchio | Presenza di Glifosato |
|---|---|
| Lidl | Sì |
| Divella | Sì |
| Agnesi | Sì |
| Garofalo | Sì |
| Eurospin | Sì |
| Esselunga | Sì |
| Rummo | Sì |
NOTA: Anche se alcune marche di pasta contengono tracce di glifosato, è importante notare che le quantità rilevate sono generalmente al di sotto dei limiti di legge.
La presenza di glifosato in alcune marche di pasta è una questione che non può essere ignorata, considerando i potenziali effetti sulla salute umana. È fondamentale che i consumatori siano informati e consapevoli delle scelte alimentari che fanno. I risultati dei test di laboratorio evidenziano la necessità di maggiore trasparenza da parte dei produttori e una maggiore attenzione alla sicurezza alimentare.
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