I biscotti rappresentano un dessert super versatile e possono moltiplicarsi in tantissime forme e sapori gustosi. Ma vi siete mai chiesti perché i biscotti si chiamano così? La loro terminologia deriva dal fatto che, durante l’antichità, i biscotti venivano cotti per ben due volte (ecco perché “bis”-cotti, da biscoctum).
biscòtto s. m. [lat. mediev. biscoctus, comp. di bis- «bis-1» e coctus, part. pass. di coquĕre «cuocere»].
L’origine dei biscotti risale già dagli antichi romani, che erano soliti portarli con sé durante le loro trasferte. Ma li troviamo anche nell’Egitto dominato dagli antichi faraoni. Che siano di origine romana, egiziana, o di qualche altro popolo del mondo, una cosa è sicura: se sono arrivati fino a noi senza tante alterazioni nella loro preparazione, significa che la loro ricetta ha sicuramente funzionato, stuzzicando qualsiasi palato.
In lingua italiana biscottare è un verbo che indica l’atto di rendere biscotto. I biscotti sono tra i prodotti dolciari più amati da tutti. In pochi, però, sanno perché si chiamano così.
Se anche voi siete degli amanti dei biscotti, avrete sicuramente già provato le nostre ricette dei fiori di frolla al caffè, dei biscotti alla panna e di quelli ripieni di morbida crema al limone. Tutte ricette che gli amanti di questi prodotti da forno non possono che adorare e che per questo si rivelano sempre perfette. Quando si ama qualcosa, però, si ha anche voglia di conoscerla fino in fondo e così capita che ci chieda il perché di questo nome particolare. Ebbene, oggi vi sveleremo la risposta che, per molti di voi, sarà assolutamente insolita.

La Nascita Casuale dei Biscotti
I biscotti nascono moltissimi anni fa e, come spesso accade, sono stati sviluppati casualmente da un piccolo errore. Si narra, infatti, che Giasone, uno dei mitici argonauti, mentre stava preparando la sua spedizione per cercare il vello d’oro, incaricò il suo cuoco di preparargli delle scorte per affrontare il viaggio. Il cuoco infornò i pani, ma si addormentò.
Quando si svegliò, questi erano ormai ridotti di volume e parecchio più duri di come avrebbero dovuto essere. Giasone decise di portarli comunque con sè e con enorme stupore si rese conto che proprio questa nuova preparazione, nata per errore, fu anche l’unica a durare nel tempo e a mantenersi commestibile. Ovviamente, in origine si trattava di una preparazione ibrida e che non era quindi dolce. Sempre in merito alle curiosità, sembra che tra le prime versioni di biscotti antichi ci siano i buccellatum (noti ancora oggi come buccelalti) le le famose ofelle.
Malgrado ciò, Giasone si decise comunque a portarli per il viaggio e, possiamo certamente dire che non poté prendere decisione migliore! Questo “nuovo” pane, più duretto ma molto buono, si è rivelato essere il miglior compagno di viaggio in assoluto, non solo perché si conservava a lungo, ma anche perché era davvero delizioso inzuppato nel vino.
Una storia simpatica che ben descrive la possibile origine dei biscotti. Ora che la conoscete potrete condividerla con amici e parenti, magari mentre ne gustate qualcuno di buono. E se tutto questo parlare di biscotti vi ha invogliati a prepararne un po’, vi suggeriamo caldamente la nostra lista di biscotti per tutti i gusti. In questo modo non resterete mai più senza!
La Diversità dei Biscotti: Un Mondo di Sapori
Esistono davvero tanti tipi di biscotti, non lo sapevi? Ecco che ti raccontiamo tutte le diverse tipologie esistenti! Ci sono le cialde, che vengono cotte su una piastra rovente. Ci sono anche i biscotti speziati, cucinati con il miele e diverse spezie, in particolare durante le feste di Natale.
E dei biscotti di pasta di mandorle, vogliamo parlarne? Sono tra i più diffusi in Italia, con tanti nomi e preparazioni diverse: ci sono gli amaretti, i ricciarelli, i canestrelli e alla specialità siciliana della frutta di Martorana, un “biscotto” molto morbido e coloratissimo, non si può dire di no!
I biscotti di frutta secca o canditi, invece, sono quelli che vengono preparati con le ricette che variano a seconda dei tipi di prodotti che si trovano disponibili sul territorio.
E poi ci sono i frollini o le paste di frolla: sono i biscotti più semplici da preparare, ma anche i più diffusi e amati. In fondo bastano davvero pochi ingredienti: farina, uova, zucchero, burro e tanta voglia di saper resistere dal mangiarli tutti in una sola volta! Quest’ultima è proprio un’impresa da mission impossible, secondo noi!
Biscotti da tè, biscotti farciti, cialde, frollini ed anche, non più in uso, biscotti medicinali, che contenevano sostanze medicamentose.
1. Propr. agg., cotto due volte; con quest’uso solo nella locuz. pan biscotto (ma anche semplicem. biscotto), pane tagliato a fette e posto una seconda volta nel forno per eliminare completamente l’umidità e assicurare la lunga conservazione; lo stesso scopo è ottenuto a volte con una sola cottura prolungata a temperatura moderata per evitare la bruciatura: in tal modo è fabbricata la galletta.2. Dolce composto di farina, zucchero e grassi, con eventuale aggiunta di uova e di aromatizzanti: biscotti della salute; b. da tè; b. croccanti; b. farciti, ecc.; non più in uso i b. medicinali, contenenti sostanze medicamentose (purgative, vermifughe, ecc.) e destinati soprattutto a bambini.3. Terracotta o terraglia o porcellana di prima cottura, senza rivestimento (v. anche biscuit, nel sign. 2).4. tosc. Colpetto che si dà sul viso a qualcuno, per atto di scherzo o in segno di affettuosa confidenza, facendo scattare sul pollice l’indice o il medio.
Dim. biscottino, anche con accezioni partic.
BISCOTTI ALLO YOGURT: SENZA BURRO E FACILISSIMI
Perché i Biscotti Vengono Cotti Due Volte?
Come dicevamo, i biscotti derivano dall’unione dei termini “bis” e cotti. Questo perché alcuni biscotti vengono propriamente cotti due volte, da un lato e l’altro.
Ciò è importante per far sì che questi dolcissimi dessert abbiano la giusta consistenza, che permette di conservarli anche per qualche giorno dopo la cottura senza diventare molli o troppo secchi.
Tagliabiscotti: Aiutanti Insostituibili per Biscotti Fatti in Casa
I tagliabiscotti sono degli aiutanti davvero insostituibili in cucina per poter realizzare dei biscotti fatti in casa in tutte le forme che più preferite!
In questa sezione del nostro shop online troverete una vasta gamma di taglia biscotti con formine di tutte le tipologie, così che possiate divertirvi a realizzare biscotti di qualsiasi forma.
I tagliabiscotti possono essere utili per preparare dei dolcissimi biscotti al cioccolato, di frolla speziata, oppure una bella ricetta particolare potrebbe essere quella dei biscotti al caramello salato con l’aggiunta di arachidi! E che ne pensate dei biscotti alla frutta come i biscotti di avena e banana? Insomma, c’è ne sono davvero per tutti e per ogni gusto che preferite!
Vi ricordiamo che per noi di Cosa mi serve è sempre fondamentale venire in contro a tutte le vostre esigenze e alle vostre fantasie!
Il "Biscotto" nel Mondo dello Sport: Un Significato Inaspettato
C'entrano i dolci, ovviamente, ma anche le corse dei cavalli. Sono giorni che non si sente parlare di altro: il “biscotto”.
Spagna e Croazia stasera faranno all’Italia un “biscotto” se si accorderanno per un pareggio, per 2-2 o con più reti, ottenendo così grazie ad alcuni complicati calcoli (qui spiegati per bene) la certezza della qualificazione ai quarti di finale degli Europei. E dando all’Italia la certezza dell’eliminazione. Possiamo chiamarlo un patto tacito, un accordo, un risultato combinato o addirittura una partita truccata.
Il termine biscotto deriva dal latino medievale biscoctus, originariamente un composto di bis (“due volte”) e coctus, participio passato di coquĕre, ossia “cuocere”. L’origine della sua trasposizione nello sport con il significato di “combine” o “gara falsata” non è molto chiara.
La più “conservativa” sostiene che “biscotto” indichi un risultato sportivo truccato perché simboleggerebbe, come suggerisce l’etimologia, un dolce cotto due volte e che quindi accontenta due parti, o meglio due partecipanti a una competizione sportiva, spesso sfavorendo decisamente un terzo concorrente.
L’altra ipotesi risale invece all’ippica e indica anche qui una gara truccata o falsata. Il biscotto, in questo caso, era un dolce inzuppato di sostanze illegali fatto mangiare a un cavallo allo scopo di alterare le sue prestazioni, secondo una pratica utilizzata molti anni fa.
Ai cavalli che dovevano perdere - spesso per far vincere altri cavalli outsider, su cui puntava chi imbrogliava - si davano dei sedativi, così da impedirne la vittoria. Spesso era proprio il proprietario del cavallo favorito a sedare il suo animale per poi scommettere su un cavallo sfavorito e guadagnare più soldi dalle vincite.

"Fare il Biscotto": Un Modo di Dire con Radici Antiche
Se il riferimento culinario di questo curioso modo di dire appare piuttosto chiaro, certamente meno immediato è il senso preciso che esso assume: perché si dice fare il biscotto?
A questo proposito è opportuno precisare fin da subito che esistono due scuole di pensiero sull’origine di questo detto che abbraccia il mondo della cucina e quello dello sport.
La seconda teoria sull’origine del detto sportivo "fare il biscotto" trae spunto dal mondo dello sport stesso e, più precisamente, dall’ambito delle scommesse clandestine nell’ippica. Secondo questa particolare scuola di pensiero, infatti, il "biscotto" farebbe riferimento alla galletta inzuppata di sostanze illecite (stimolanti o sedative, in base al preciso scopo) data al cavallo per alterare le sue prestazioni e, di conseguenza, anche i risultati delle gare e le scommesse effettuate su di esse.
In questa ottica, quindi, il dolce rappresenta il mezzo attraverso il quale una o più parti ha modo di falsare il risultato di una gara, a proprio vantaggio e/o a discapito degli altri contendenti.
“Fare biscotto”, infatti, significa accontentare due parti, nello specifico due partecipanti ad una gara, ad esempio accordandosi per un pareggio per garantirsi una qualificazione. Un accordo a tavolino, insomma, tra due atleti o due squadre, talvolta per favorirne una terza. “Ammorbidire il biscotto” significa appianare una difficoltà, mentre “Mettersi in mare senza biscotto”, usato dal Boccaccio, indica un’impresa che si inizia senza essere ben attrezzati.
L’ampiezza di significato di biscotto (che può indicare tanto una ‘pasta dolce di varia forma cotta a lungo in forno’ quanto il ‘pane cotto due volte’) potrebbe spiegare la fortuna di cui ha goduto questa parola in proverbi e modi di dire, anche antichi, tra cui ammorbidire il biscotto "che significa in modo abbastanza trasparente ‘appianare una difficoltà, venire in aiuto’ - o direbbe che il biscotto non avesse crosta per indicare qualcuno ‘che neghi le cose chiare, o affermi le false’, ricordato dal Tommaseo-Bellini alla voce biscotto.
Si può osservare in conclusione che per la sua indubbia impronta gergale l’espressione fare un/il biscotto dovrebbe ricorrere solo in particolari registri, soprattutto nello scritto, come si ricava dagli esempi seguenti tratti da due quotidiani in cui lo stesso evento viene descritto solo nel primo caso come biscotto (nel secondo si parla di pareggio annunciato e di combine):
- “Sugli spalti, prima della partita, gli svedesi ironici prendono in giro gli italiani per il biscotto di Svezia-Danimarca agli Europei” ("La Repubblica", 25 agosto 2004);
- "Prima del calcio d’inizio, e durante la partita, i giocatori scandinavi non hanno mai smesso di scherzare e fare battute sul pareggio annunciato. [...] Ho sentito come parlavano i giocatori prima della partita, e loro stessi in seguito mi hanno raccontato che tra un’azione e l’altra si prendevano gioco degli italiani dice al telefono da Göteborg.
Non ho tanta pazienza nella vita eppure quando c’è da cucinare sono essere una Penelope dei fornelli. Quando ho vissuto negli Usa tutti, ma proprio tutti, i miei colleghi statunitensi avevano un debole per il burro alle arachidi. Questo impasto per biscotti è velocissimo da realizzare. Non so come mai ma ho sempre albumi in frigorifero da smaltire. Per questo quando trovo ricette che prevedono solo albumi sono sempre felice. Adoro fare i biscotti e cerco sempre nuove ricette. Una ricetta semplice e veloce. Sono biscotti croccanti simil cantucci, da pucciare nel vino o nel caffè. Mia zia Paola portava spesso come regalo a mamma questi deliziosi biscottini. Ci sono pochi critici gastronomici che ammiro. Sono dolcetti che vengono serviti durante le feste natalizie greche o altre festività come matrimoni e battesimi. In uno dei miei numerosissimi corsi di pasticceria che ho fatto nella vita ho conosciuto un pasticcere romano chiamato Andrea De Bellis.