Le Migliori Pizzerie Napoletane a Treviso: Un Viaggio tra Impasti Speciali e Ingredienti di Qualità

Pasta, pomodoro, mozzarella e basilico. E la pizza è fatta! Nulla di più semplice, niente di più buono. Da sempre in competizione con gli hamburger - quelli di Treviso e dintorni valgono la sfida, per bontà, dimensioni e ingredienti -, la pizza è il confort food per eccellenza, il piatto tondo dove rifugiarsi se hai bisogno di una pacca sulla spalla, il cartone da condividere per festeggiare in compagnia. Classica o gourmet a questo punto poco importa…Ma se ti dicessi che nel trevigiano ci sono almeno dieci locali, tra ristoranti e pizzerie vere e proprie, che ti preparano un impasto speciale per una pizza spaziale e buona come quella da tradizione? Se già è difficile che la pizza non piaccia, quella di questi locali di Treviso mette d’accordo proprio tutti, palati fini, stomaci delicati e intestini irritabili.

Se ti senti ambassador di una tra queste macro-categorie, resta con me per scoprire 10 locali per dieci impasti top da provare nel trevigiano.

La pizza più buona di Treviso, secondo noi de “La Casetta Guesthouse” che la amiamo quando è leggera e digeribile, oltre che buona, si mangia in tre pizzerie:

  • All’incrocio
  • Alla Fausta
  • Da Pino

Noi le frequentiamo tutte e tre, ognuna ha qualcosa di particolare e distintivo, ma ripeto, la qualità è ottima in tutte e tre, sempre secondo il nostro punto di vista e la nostra regola delle 4B (ovviamente la regola l’abbiamo inventata noi):

  • cucina (Buona)
  • servizio (Buono)
  • locale (Bello)
  • prezzi (Buoni)

Pizzerie Consigliate a Treviso

All’Incrocio

Per noi la Pizzeria N°1 a Treviso, premiata dal Gambero Rosso. Gestita da più di 25 anni da Gennaro e Rosaria, coppia di napoletani DOC, la loro pizza è davvero sottile, croccante e digeribilissima, super consigliata. Fanno da sempre molta ricerca sulle materie prime, usano ingredienti di provenienza biologica e lievito madre, si possono scegliere impasti diversi, di frumento, di farro o di grano duro Senatore Cappelli. Loro sono sempre cordiali a simpatici ed il locale è semplice, piccolino e molto molto accogliente. L’incrocio è appena fuori centro città, vicino a “La Casetta Guesthouse”, si raggiunge in 15 minuti a piedi. Volendo fanno anche pizze da asporto, ma il nostro consiglio è di gustarla lì.

Prezzo medio 16,00€ a testa.

Da Fausta Pizzeria dal 1957

Si trova dietro Piazza dei Signori, in pieno centro storico ma è un po’ nascosta dentro ad un vicoletto, che si chiama Portico Oscuro non per niente! Ritrovo storico della Treviso sportiva, La Fausta è stata aperta negli anni ’50 da Alfonso e dalla sua signora, la famosa Fausta, originari di Salerno. La pizza qui è la classica napoletana, alta, soffice e ben guarnita. Il suo motto è Buona qualità a prezzi modici. Se vi trovate in giro a Treviso e volete mangiare un’ottima pizza spendendo il giusto, La Fausta non vi deluderà!

Prezzo medio 14/15,00€ a testa.

Da Pino in Piazza dei Signori

Qui potrai degustare un’ottima pizza, seduto nella piazza centrale di Treviso, la Piazza dei Signori. Sicuramente a livello location è il posto più impattante tra i tre che ti proponiamo.

Pizza napoletana fatta in casa: la ricetta di Davide Civitiello

Impasti Speciali e Ingredienti di Qualità

L’incontro tra le eccellenze del territorio e la sperimentazione di sapori sempre nuovi è la chiave del successo della pizzeria All’Incrocio, con una storia trentennale alle spalle ma all’avanguardia per l’attenzione alla sostenibilità - grazie all’utilizzo di prodotti a filiera corta e l’impiego di macchinari a basso consumo - e per la qualità degli impasti, studiati come base per pizze altamente digeribili. L’impasto al farro, italiano, integrale e bio, dal sapore deciso e amarognolo, adatto con le verdure, oppure l’impasto Senator Cappelli, con grani duri e integrali, dolce e tenue, perfetto con gli affettati. Tra queste, la pizza, in molteplici varianti che raccontano un po’ d’Italia - la tradizionale rotonda, la napoletana, la pizza in pala, la focaccia Nuvola e la focaccia romana farcita.

Tutti gli impasti sono realizzati con farine di grano 100% italiano da agricoltura sostenibile, ma a fare la differenza è la cottura. La focaccia Nuvola, ad esempio, viene prima cotta al vapore e solo dopo ripassata in forno, il che la rende alta e soffice; la pizza in pala, invece, è alta ma più fragrante. Alla pizza tradizionale vanno ad aggiungersi anche A Pizz’, più piccola e più grossa, e le pizze a km0, farcite con prodotti locali e stagionali.

Si tratta di Arte Bianca, pizzeria certificata AIC dopo anni di studio e sperimentazione per realizzare pizze senza glutine buone quanto quelle “normali”. Se, da una parte, qui puoi trovare la vera pizza napoletana, con il cornicione da 1 a 2 centimetri, alveolato e privo di bolle, dall’altra puoi testare la pizza gourmet, contraddistinta da un impasto crunch, croccante, dovuto al metodo di cottura più lungo, e solitamente condita a crudo. Il locale in zona Fonderia ha da poco iniziato a sfornare pizze su misura realizzate solo con un impasto a lunga lievitazione e gluten free. Ma l’attenzione alle esigenze alimentare proprio di tutti è dimostrata anche dall’utilizzo di mozzarella senza lattosio e vegana. La cosa bella è che puoi comporre la pizza come vuoi tu.

Tra tutti, il padellino, che consiste in una pizza alta a lunga lievitazione pre-cotta al vapore e farcita spicchio per spicchio, per una dose extra di leggerezza, friabilità e croccantezza. Tra le più particolari c’è Lo Spada, con mozzarella, rucola, pesce spada affumicato, pomodorini semidried e aceto balsamico. La Scrocchiata, ovvero la pizza in pala, è una novità di fine 2022, soggetta a lievitazione lenta e adatta per due persone.

La Cavana del Sile, Via S. Il suo impasto, ad alta idratazione, è proposto in tre varianti, classico, riso venere e multi cereali, e realizzato con farine nazionali non raffinate, ricche di fibre e Sali minerali, e l’aggiunta del lievito madre. Il risultato? Dopo ben 72 ore di lievitazione puoi gustare una pizza leggera e croccante, nonché più digeribile della norma. Lungi dal proporre la solita bruschetta, il locale ha ideato un fragrante panificato artigianale lasciato riposare a lungo senza l’aggiunta di lieviti. Il risultato? Una nuvola croccante di sapori. In menu, anche proposte veggie, come la Ratatouille, ricoperta di fondue di formaggio, ratatouille di verdure miste e ricotta affumicata.

Per questo motivo non c’è da stupirsi se a menu ci sono la pizza verace napoletana, la pizza in pala, le pizze “mondiali”, presentate in occasione del concorso, e chi più ne ha più ne metta. Tra le proposte, la SPQR, con crema di carciofi, guanciale croccante, carciofi arrostiti e pecorino romano. E la parola Crunch ti dice niente? Si tratta di un panino farcito solo in superficie e lievitato ad alta idratazione, per un risultato di inconfondibile croccantezza.

Locale dallo stile impeccabile nel cuore di Treviso. Sergio Gargiulo lo ha scelto come insegna omaggiando così la propria terra di origine. Ed è proprio la tradizione campana ad ispirarlo davanti al forno. Da impasti ad alto idratazione e a lunga lievitazione, nascono pizze morbide e dal cornicione gonfio e rialzato. Come da disciplinare, la cottura avviene nel forno al legna. La ricerca degli ingredienti per le farciture è orientata su aziende artigianali the operano in maniera responsabile, ricordate tutte nel menu. Tra le specialità della casa l'Antica marinara con pomodoro San Marzano, filetti di alici di Sicilia, aglio di Voghiera, oregano di Pantelleria, basilico e olio evo. Ma anche la Pra' con burrata, cotto di suino nero lucano e pesto di Pra' (senza aglio) e poi la Sud con stracciatella di Andria, ventresca di tonno, pesto di pistacchio siciliano, pomodorini sottolio "sun kissed". Oltre alle pizze, sono fritti (arancini di riso, mozzarelle in carrozza o frittatine di pasta), gli hamburger e le insalatone. Servizio cordiale ed efficiente.

Nell'immediata periferia di Treviso, una piccola pizzeria di lunga tradizione gestita con passione do Gennaro Alfieri e Rosaria Miranda. Lui sforna pizze da più di 30 anni e le sue tonde, molto sottili, si caratterizzano per la croccantezza dell'impasto. Molto curata e la scelta delle farine, con una netta predilezione per quelle bio: nell'impasto classico a lunga lievitazione utilizza un mix di tumminia, madonita e un pizzico di manitoba, dosandole in base alto temperatura e all'umidità. Nella scelta degli ingredient' per il topping, la parola d'ordine è sostenibilità: vengono acquistati da piccole realtà contadine soprattutto del Sud e la varietà segue il corso delle stagioni. Non mancano certo i presidi Slow Food, come le alici di Menaica, l'oliva Salella ammaccata del Cliento o il pomodoro Miracolo di San Gennaro. Il menu è ricco di suggestioni mediterranee, come nel caso della Tre pomodori con pomodoro pelato campano, piennolo giallo del Vesuvio e corbarino o della pizza con i carciofi violetti di Castellammare. Rosaria cura servizio e prepara i dolci: da non perdere la sua pastiera. Valida la selezione di birre tedesche non pastorizzate. Il servizio di delivery viene effettuato sia direttamente che tramite foodracers.

Sergio Gargiulo, si trasferisce - anni or sono - con il fratello al nord in cerca di lavoro. Impasta a mano lui, nella sua affezionata madia, ogni giorno. Il locale è ampio, curato nei dettagli e luminoso, non una tipica pizzeria, ma una di quelle dallo stile tutto nuovo. La sua pizza invece è legata alla tradizione napoletana e sa interpretarla davvero bene. L’impasto è leggero, morbido e scioglievole in bocca. La sua preferita?

Pizzeria Vesuvio - a Volpago del Montello

Tutto ciò lo sanno bene alla Pizzeria Vesuvio - a Volpago del Montello in via Via Jacopo Gasparini, 23 - dove la pizza è in stile napoletano - è la titolare Silvia che ci spiega - sottile, con il cornicione (o “curdon” in napoletano) gonfio, dorato e con pochissime bolle e bruciature, sempre ben cotta e meglio condita.

Silvia racconta che hanno inaugurato il locale il 4 novembre “anno Covid” e, per disposizioni governative, l’hanno chiuso il 6… dopo 2 giorni! Eppure, con questi presupposti, con grande volontà, caparbietà e… “attributi”, hanno resistito e oggi sono ancora qui, con il locale pieno e i clienti contenti!

Ma - continua Silvia - la ragione, per cui i clienti sono soddisfatti e ritornano spesso, è l’offerta che “Vesuvio” propone: a pranzo (dal martedì al venerdì) si può assaporare un gustoso menù fisso a base di piatti (porzioni abbondanti) tipici del territorio (con contaminazioni della cucina napoletana) e anche per le pizze che, come le facciamo noi - sottolinea orgogliosa Silvia - qui intorno, non le fa nessuno: oltre alle “classiche”, quelle napoletane, alla ricotta, alla salsiccia e friarielli, alle melanzane fritte e poi la pizza fritta e il calzone alla ricotta e salame piccante, queste pizze, qui a Volpago, le sappiamo fare solo noi. Al Vesuvio, c’è “sole, pizza e mandolino”?

Pizzeria Spillo (famiglia Sorbillo tradizione di pizzaioli Napoletani)

Pizzeria spillo (famiglia Sorbillo tradizione di pizzaioli Napoletani) nasce nel 2004 a Treviso in viale Fellisent, 18 per volontà del titolare il signor Giuseppe Sorbillo. Dal 2004 al 2012 esegue solo pizzeria d’asporto. Nel 2012 Beppe decide di allargare la pizzeria e creare una sorta di ristorantino con tavoli a sedere. Fatte ‘na pizza c’a pummarola ‘ncoppa, vedrai che il mondo poi ti sorriderà. È possibile effettuare Cene e pranzi per battesimi comunioni previo appuntamento con il cliente per visionare il menù. Previa prenotazione è possibile organizzare feste di compleanno, feste di anniversari per asporto a buffet di piccola rosticceria e torte di compleanno/anniversario.

Si sa che l’Italia è il Paese della pasta, del gelato e della pizza, ma perché questa sia buona, bisogna saperla fare! Un mix di farina, acqua e lievito e l’impasto è spianato dal pizzaiuolo - nel nostro caso, Giuseppe Pozzobon da Volpago del Montello - che preme il dito sulla pasta e, se servono alcuni secondi perché il panetto ritorni liscio, allora è pronto. Ma prima - sempre Giuseppe - ammacca il panetto spingendo l’aria presente nell’impasto dal centro verso l’esterno del disco, così per meglio contenere gli ingredienti della pizza che sono posti sopra: il pomodoro deve essere messo prima della cottura, gli altri, invece, come la mozzarella (meglio la Fiordilatte di latte vaccino italiano) e i salumi (prosciutto crudo e speck vanno messi sull’impasto solo dopo la cottura) e volendo, tanti altri ingredienti, ma vi preghiamo… non l’ananas! Il tutto è messo a cuocere nel forno a legna per qualche minuto a quasi 500°.

Durante la cottura, il lievito trasforma gli zuccheri presenti nell’amido della farina in alcol e anidride carbonica, che fa crescere l’impasto e crea le classiche “bolle” (alveolatura). Dopo pochi minuti di cottura, si ottiene un prodotto gastronomico dal gusto intenso e armonico con il sapore caratteristico del pane ben cotto, mescolato all’acidulo del pomodoro, al sapido della mozzarella, al fresco del basilico, all’amaro e piccante dell’olio extra vergine di oliva. Il profumo che emana la pizza pronta per essere gustata, nasce dalla fusione di tutti gli elementi (con l’origano e l’aglio se si ordina la “marinara”).

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