Ossigeno Gassoso per Uso Farmaceutico: Preparazione, Sicurezza e Applicazioni

L'ossigeno (O2) è un gas incolore e inodore essenziale per la vita. Nell'aria che respiriamo, è presente in una percentuale del 21%. In ambito farmaceutico, l'ossigeno è considerato un farmaco e viene utilizzato per diverse applicazioni mediche, tra cui l'ossigenoterapia.

L'ossigeno (O2) viene prodotto e venduto come gas medicale (farmaco), per cui necessita di prescrizione medica. In caso di emergenza, la sua somministrazione è consentita al personale infermieristico o a chi abbia effettuato corsi specifici di addestramento senza incorrere nell’esercizio abusivo della professione medica.

Normative e Responsabilità del Farmacista

Il rischio clinico e biologico rappresenta una materia complessa, in cui il farmacista ospedaliero può dare un contributo fondamentale, essendo competente e gestore delle fonti di rischio come detergenti, disinfettanti, sterilizzanti, antiblastici, anestetici per inalazione, conservanti/fissativi, solventi, acidi, gas compressi, gas criogenici, ulteriori categorie di farmaci (NIOSH), lattice e polvere di toner.

Il farmacista ha un ruolo cruciale nella gestione del rischio chimico e biologico, come sottolineato da Maria Ernestina Faggiano e Francesca De Plato nel loro articolo "Il farmacista e le responsabilità nell’ambito del rischio chimico e biologico".

È essenziale considerare ogni sostanza dannosa e nociva, estendendo le misure di sicurezza a tutti i soggetti che frequentano il luogo in cui vengono adoperate. L’articolo 222 Capo I- Titolo IX enuncia gli agenti chimici, che possono essere utilizzati, smaltiti, da soli, nei loro miscugli, allo stato naturale oppure ottenuti sinteticamente mettendo in evidenza che il valore limite di esposizione professionale, se non diversamente specificato, è quello della concentrazione media ponderata nel tempo di un agente chimico nell’aria, all’interno della zona di respirazione di un lavoratore, in relazione ad un determinato periodo di riferimento.

Altre definizioni contenute nello stesso articolo 222 sono le seguenti:

  • Valore limite biologico: il limite della concentrazione del relativo agente, di un suo metabolita, o di un indicatore di effetto, nell’appropriato mezzo biologico.
  • Sorveglianza sanitaria: la valutazione dello stato di salute del singolo lavoratore in funzione dell’esposizione ad agenti chimici sul luogo di lavoro.
  • Pericolo: la proprietà intrinseca di un agente chimico di poter produrre effetti nocivi.
  • Rischio: la probabilità che si raggiunga il potenziale nocivo nelle condizioni di utilizzazione o esposizione.

Di notevole importanza sono anche gli articoli 224 e 225; il primo tratta “Misure e principi generali per la prevenzione dei rischi”, recitando: 1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 15, devono essere eliminati i rischi derivanti da agenti chimici pericolosi devono essere eliminati o ridotti al minimo mediante le seguenti misure: a) progettazione e organizzazione dei sistemi di lavorazione sul luogo di lavoro; b) fornitura di attrezzature idonee per il lavoro specifico e relative procedure di manutenzione adeguate; c) riduzione al minimo del numero di lavoratori che sono o potrebbero essere esposti; d) riduzione al minimo della durata e dell’intensità dell’esposizione; e) misure igieniche adeguate; f) riduzione al minimo della quantità di agenti presenti sul luogo di lavoro in funzione delle necessità della lavorazione; g) metodi di lavoro appropriati comprese le disposizioni che garantiscono la sicurezza nella manipolazione, nell’immagazzinamento e nel trasporto sul luogo di lavoro di agenti chimici pericolosi nonché dei rifiuti che contengono detti agenti chimici.

Il secondo tratta “Misure specifiche di protezione e di prevenzione”, così recitando: 1. Il datore di lavoro, sulla base dell’attività e della valutazione dei rischi di cui all’articolo 223, provvede affinché il rischio sia eliminato o ridotto mediante la sostituzione, qualora la natura dell’attività lo consenta, con altri agenti o processi che, nelle condizioni di uso, non sono o sono meno pericolosi per la salute dei lavoratori. Quando la natura dell’attività non consente di eliminare il rischio attraverso la sostituzione il datore di lavoro garantisce che il rischio sia ridotto mediante l’applicazione delle seguenti misure da adottarsi nel seguente ordine di priorità: a) progettazione di appropriati processi lavorativi e controlli tecnici, nonché uso di attrezzature e materiali adeguati; b) appropriate misure organizzative e di protezione collettive alla fonte del rischio; c) misure di protezione individuali, compresi i dispositivi di protezione individuali, qualora non si riesca a prevenire con altri mezzi l’esposizione; d) sorveglianza sanitaria dei lavoratori a norma degli articoli 229 e 230.

Forme di Ossigeno e Somministrazione

Per la somministrazione a domicilio è possibile reperire sia ossigeno gassoso in bombole metalliche che liquido in contenitori criogenici.

  • Ossigeno gassoso: Viene conservato in bombole metalliche e utilizzato per l'ossigenoterapia domiciliare e/o per il trasferimento dei pazienti.
  • Ossigeno liquido: È utilizzato per terapie a lungo termine (OLT). Circa 850 litri di ossigeno gassoso si trasformano in 1 litro di ossigeno liquido, offrendo un vantaggio in termini di volume occupato.
  • Concentratore di ossigeno: Produce l’ossigeno necessario al paziente per la terapia ricavandolo dall’aria ambiente.

L'ossigeno liquido è contenuto in un'unità base da tenere in casa e in un'unità portatile (stroller) per l'ossigenoterapia fuori casa. Per l’ossigeno liquido è necessaria la prescrizione di uno specialista pneumologo operante presso una struttura pubblica.

Modalità di Somministrazione

Esistono diverse modalità di somministrazione dell'ossigeno, tra cui:

  • Cannule nasali: Sono le interfacce più utilizzate, adatte per pazienti stabili cronici. Permettono di parlare e mangiare, costano poco e hanno un basso rischio di rirespirazione della CO2.
  • Maschere facciali: Utili quando sono necessarie alte concentrazioni di O2, come nel distress respiratorio.
  • Maschera di Venturi: Un dispositivo per l’erogazione di ossigeno a percentuali controllate ed ad alti flussi.
  • Ossigenoterapia ad alti flussi: Un sistema di somministrazione dell’ossigeno riscaldato e umidificato, con la possibilità di impostare una FiO2 e un flusso di gas superiori al picco di flusso inspiratorio del paziente.

La “saturazione” del sangue è il parametro usato per decidere se somministrare o meno l’ossigeno, misurata con un saturimetro.

Come usare la bombola di ossigeno

Precauzioni e Rischi

L'ossigenoterapia, sia iperbarica che normobarica, può comportare effetti avversi. Negli adulti, un sovradosaggio di ossigeno può causare lesioni polmonari, vasocostrizione e, in casi gravi, ARDS o fibrosi polmonare. Il caso più frequente è l’ipercapnia, ovvero l’aumento della CO2 (anidride carbonica) che porta ad acidosi respiratoria. Nei pazienti con BPCO, è spesso ottimale avere una SpO2 anche dell’88-90%, per evitare il rischio di ipercapnia da troppo ossigeno.

Come indicazione generale vale la seguente regola: usare la più bassa concentrazione o flusso possibile per ottenere un livello di ossigeno nel sangue accettabile per quel tipo di paziente.

Ossigeno nell'Industria Farmaceutica e Bioproduzione

L'ossigeno è fondamentale per la crescita e l'attività delle cellule in coltura, in particolare negli incubatori e nei bioreattori. La sua purezza è necessaria per garantire la crescita delle cellule in coltura, nonché per i processi di fermentazione che richiedono un apporto controllato.

Air Liquide è un partner di fiducia per l'ossigeno farmaceutico di alta qualità, offrendo prodotti e tracciati per una sicurezza ottimale. Il servizio include la documentazione completa del prodotto, le dichiarazioni di conformità sulle principali impurità e un monitoraggio normativo costante.

Tabella riassuntiva delle tipologie di ossigeno e loro utilizzi:

Tipo di Ossigeno Utilizzo Vantaggi Svantaggi
Gassoso (Bombole) Ossigenoterapia domiciliare, trasferimento pazienti Facile da reperire Ingombrante, richiede sostituzione
Liquido Ossigenoterapia a lungo termine (OLT) Grande quantità di ossigeno in piccolo volume Richiede temperature molto basse, dispersione
Concentratore Terapia a domicilio Produce ossigeno dall'aria ambiente Dipende dall'elettricità

tags: #ricetta #ossigeno #gassoso #farmacia