Panpepato Senza Cioccolato: Ricetta Tradizionale Italiana

Il panpepato (o pan pepato) è un dolce che racchiude tutta la magia del Natale, una ricetta antica che profuma di spezie e frutta secca. È un pilastro della pasticceria festiva del centro Italia, che si inserisce nella grande famiglia dei pani dolci speziati, ricchi e a lunga conservazione. Ogni regione ha il suo tesoro: pensa allo Zelten del Trentino, al Panspeziale emiliano, al Frustingo marchigiano o al Pangiallo romano. La nota piccante del pepe lo avvicina ai Pepatelli molisani, mentre la ricchezza di ingredienti lo accomuna a dolci come i Mostaccioli o i Roccocò napoletani. Anche se la sua natura è rustica e compatta, è un dolce delle feste al pari del più scenografico Tronchetto di Natale.

Si racconta che le origini del panpepato risalgano al sedicesimo secolo, quando le carovane provenienti dall’Oriente portarono in Italia le spezie. Il nome deriva dall'uso abbondante di spezie, in particolare il pepe, che nel Medioevo erano merce preziosa e simbolo di ricchezza. L'uso del pepe nei dolci è un'eredità della cucina medievale e rinascimentale.

Il panpepato ha origini antichissime, addirittura medievali, ed è conteso tra Siena, Ferrara e l'Umbria. Entrambe le grafie sono corrette, panpepato indica un dolce fatto con pane, miele, frutta secca e spezie, tra cui il pepe; pampepato, è una grafia più evoluta, di uso comune in alcune zone, come Ferrara e Terni, ed è la denominazione usata per i prodotti IGP di queste aree.

Il Pampepato di Terni, di origini contadini, e simile a quello ferrarese, è un dolce umbro dalla forma rotonda e scura per la presenza del cioccolato. Con il passaggio di Ferrara sotto lo Stato Pontificio, il dolce si trasformò da Pan del Duca in Pan del Papa (da qui l’appellativo Pampapato) assumendo una forma marcatamente simile a quella dello zucchetto ecclesiastico (papalina). La copertura in cioccolato arrivò molto tempo dopo.

Preparato con frutta secca, miele e cioccolato ha conosciuto tante varianti. Tra i più golosi dolci di Natale, il Pampepato, o panpepato, è una ricetta antica, a base di frutta secca, miele, canditi e spezie (cannella, pepe e noce moscata). Un dolce speziato che, come racconta Nicoletta, ha cambiato forma nel tempo e verosimilmente affonda le sue radici nell'antica Roma, dove era preparato con frutta secca e miele in occasione del solstizio d'inverno. Le spezie si aggiungono quando la ricetta arriva nei monasteri e solo più tardi verrà arricchita con il cioccolato. Il successo del dolce si cristallizza nell'Ottocento quando appaiono le prime varianti regionali, marchigiane, umbre e ferraresi, che modellano il ricco impasto nella sua forma finale, diversa a seconda del territorio, della città e della famiglia in cui è preparato.

Il panpepato è la ricetta antispreco per eccellenza! Il panpepato è un dolce che migliora con il tempo. Appena fatto è ottimo, ma dopo 2-3 giorni di riposo i sapori si fondono e l'aroma diventa ancora più intenso.

Ricetta del Panpepato senza Cioccolato

Noi abbiamo preparato una versione semplice e golosa, con ingredienti che si trovano senza difficoltà in tutti i supermercati. La ricetta del panpepato non prevede lievito, latte e uova, e il dolce risulta quindi piuttosto compatto. Ci serviranno frutta secca, farina, cacao, cioccolato per ottenere un composto granulare e grossolano, che poi va impastato con il miele, che nella nostra versione casalinga sostituisce il mosto cotto e fa da legante.

Il panpepato vegan è una versione 100% vegetale del classico panpepato (noto anche come pampepato o pampapato). La mia ricetta del pampepato vegan prevede lo sciroppo d’agave al posto del miele, ed è quindi perfetta per coloro che seguono un’alimentazione plant based o per coloro che cercano ricette adatte a tutti per arricchire la tavola delle feste.

Questa ricetta panpepato è quasi sempre senza lattosio.

Ingredienti Principali

  • Frutta secca mista (noci, mandorle, nocciole)
  • Miele (o sciroppo d'agave per la versione vegana)
  • Farina
  • Spezie (pepe, cannella, noce moscata)
  • Canditi (facoltativi)

C’è chi aggiunge canditi, fichi secchi, caffè, rum o altra frutta secca come pinoli, pistacchi o noci pecan. Insomma, quella del pampepato vegan è una ricetta che potete personalizzare e arricchire come desiderate.

Preparazione

  1. Preparazione della frutta secca: Prendi il tagliere e sminuzza grossolanamente le noci, le mandorle e le nocciole. Non ridurle in polvere, vogliamo sentire i pezzi croccanti!
  2. Aromi: Scola bene l'uvetta dall'acqua, strizzala e aggiungila nella ciotola con la frutta secca.
  3. Il miele: Versa il miele in un pentolino e scaldalo a fiamma dolce. Deve diventare fluido e ben caldo (ma non bollire eccessivamente). Il segreto è scaldare il miele dolcemente senza portarlo a bollore.
  4. La farina: A questo punto unisci la farina setacciata poca alla volta. Continua a mescolare energicamente mentre la aggiungi: l'impasto diventerà sempre più duro e appiccicoso.
  5. In forno: Disponi i due panetti su una teglia foderata di carta forno e cuoci in forno statico preriscaldato a 170°C per circa 20 minuti. La cottura deve essere breve, giusto il tempo di compattare l'impasto. Potrebbe essere stato cotto per troppo tempo o a una temperatura troppo alta.
  6. Raffreddamento: Sforna il panpepato e lascialo raffreddare completamente su una gratella.

Formiamo delle pagnotte delle dimensioni che preferiamo e cuociamole in forno. Il dolce panpepato una volta sfornato non si può mangiare subito: dobbiamo pazientare e lasciarlo raffreddare a temperatura ambiente per almeno quattro o cinque ore. A quel punto, la nostra pazienza sarà premiata e potremo finalmente goderci il suo sapore unico, speziato e golosissimo!

Tritiamo grossolanamente i gherigli di noce con un coltello. Infine, aggiungiamo la farina e il cacao. Terminiamo versando il miele e mescoliamo un’ultima volta.

Varianti Regionali

Questo squisito dolce con frutta secca, come molti altri piatti tradizionali, è proposto in tante versioni a seconda delle regioni, dei paesi e delle famiglie. Il panpepato di Terni prevede frutta secca, canditi e mosto cotto per amalgamare tutti gli ingredienti. Il panpepato di Siena invece è ricoperto di zucchero a velo, mentre quello di Ferrara ha una glassa al cioccolato fondente. Il panpepato di Anagni è simile a quello di Ferrara, ma ha meno cioccolato e non è presente la glassa.

Consigli Utili

  • Conservazione: Il panpepato dolce si può conservare anche per 5-6 giorni, ben chiuso in un sacchetto per alimenti o un contenitore di latta, ed è perfetto anche da regalare a Natale.
  • Per i bambini: Il sapore del pepe e delle spezie potrebbe essere troppo intenso.

Assolutamente sì. La bellezza del pan pepato sta anche nella sua versatilità.

Il panpepato o pampepato è una ricetta tipica del Natale e della tradizione italiana. La mia versione è, come sempre, alternativa. Si tratta di un panpepato vegan senza glutine, una ricetta davvero golosa, ma soprattuto semplice e alla portata di tutti. Inoltre, mi sono concessa una divagazione sul tema, aggiungendo un ingrediente che non è presente nella ricetta originale: dei biscotti tritati.

Questo dolce tipico di Natale ha una forma a semicupola ed è a base di frutta secca e spezie. Come sempre, a monte di una buona ricetta ci sono le materie prime, che devono essere di qualità. Non ci sono particolari difficoltà nel procedimento.

Dopo aver fatto riposare l’impasto per qualche istante , potrai formare il panpepato. Trita grossolanamente la frutta secca e le albicocche disidratate.

Se vi piace l’accostamento cioccolato e frutta secca, vi consiglio di provare la ricetta delle mandorle e nocciole ricoperte di cioccolato, un’idea regalo originale e golosa!

Il "Panpepato" Ternano fa bene perchè...

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