Lo chiamano “l'oro di Storo”: graziosa rima a parte, è uno dei prodotti tipici della Valle del Chiese, ampia zona al confine tra il Trentino e la Valsabbia. Parliamo della farina di Storo, grazie alla quale è possibile cucinare l'altrettanto celebre polenta. Ma la regina del piatto è ancora la polenta. Un alimento così importante che nel passato la gente di montagna la usava anche nel parlato comune per fare riferimento ai vari momenti della giornata: prima di polenta era il mattino, dopo polenta invece il pomeriggio.
La polenta è un simbolo della cucina italiana, apprezzata per la sua semplicità e versatilità. Da piatto povero della tradizione contadina è oggi protagonista di ricette gourmet, adatta a ogni occasione, dall’inverno più freddo ai pranzi in famiglia. Come si fa la polenta? Vediamo passo dopo passo come preparare questo piatto alla perfezione.
Preparare la polenta fatta in casa è un rito che richiede pochi ingredienti ma grande attenzione ai dettagli.
La caratteristica più apprezzata oltre alla bontà, è il colore derivato direttamemente dai chicchi che tendono al rosso. È una polenta robusta, molto digeribile, dal sapore corposo e genuino. Un tempo era il pilastro portante dell’alimentazione nella Valle del Chiese e accompagnava ogni pasto.
La posizione marginale della Valle del Chiese ha permesso il mantenimento di un’agricoltura tradizionale a ridotto impatto ambientale, agevolando la salvaguardia di questa varietà di mais, molto più ricca dal punto di vista nutrizionale.
Immaginate una ricetta capace fin dal primo boccone di farvi vivere la sensazione di ritrovarsi immersi nella natura, con tanto di sole raggiante, uccellini che cinguettano e l’odore di erba fresca. Ecco, questo è possibile quando mangiate la polenta di Storo. Questa non è soltanto una ricetta tipica del Trentino, ma una vera e propria esperienza da fare se si ha voglia di provare il sapore vero di quella terra meravigliosa incastonata nel nord-est d’Italia.
La polenta di Storo è un piatto tipico del Trentino dove funge da accompagnamento a moltissimi piatti di formaggi e carne. Si prepara partendo dalla farina gialla di Storo ottenuta macinando a pietra i chicchi delle pannocchie coltivate nella valle del Chiese. Vi starete probabilmente chiedendo cosa c’è di diverso rispetto a una tradizionale polenta.
La farina di Storo è facilmente riconoscibile anche dal colore, dovuto alla colorazione dei chicchi della sue pannocchie (che tendono al rosso): altra nota interessante, è facilmente digeribile.
La farina gialla utilizzata per la preparazione della polenta di Storo si ottiene da pannocchie coltivate rispettando il naturale ciclo della natura, in un ambiente incontaminato e senza forzature chimiche di alcun tipo. La varietà di granoturco è denominata Nostrano di Storo o Marano ed è caratterizzata da pannocchie allungate e tendenti al rosso grazie all’elevata presenza di carotenoidi. Per preservarne le caratteristiche e le proprietà, i chicchi vengono fatti seccare al vento di montagna e poi macinati con un mulino a pietra.
Come ormai tutti saprete, la polenta di Storo con farina di mais macinata a pietra è uno dei prodotti tradizionali più conosciuti e ricercati del Trentino. Il mais era arrivato in Trentino nel Seicento, proveniente dal Veneto. La sua coltivazione si diffuse molto lentamente, sostituendo poco per volta il frumento, la segale, l’avena e il miglio.
La spiga è generalmente corta e sottile, la resa è molto bassa (circa 39,5 quintali per ettaro contro gli 89,5 della produzione media italiana di mais). La coltivazione avviene in piccoli appezzamenti di terreno a un’altitudine di 400 metri, nel pieno rispetto dei cicli della natura e senza alcun tipo di forzatura quantitativa. La semina, ancora oggi effettuata a mano, prevede l’impianto di 5-6 piante per metro quadro per garantire buona aerazione, luminosità e ridotta competizione. La raccolta, anch’essa manuale, avviene ai primi di ottobre, quando il tasso di umidità contenuto nella granella è inferiore al 32-33%. Nel giro di 24 ore, la granella viene poi fatta essiccare con aria calda, facendo ulteriormente scendere il tasso di umidità. Infine ci sono lo stoccaggio e la conservazione. Alla fine degli anni Ottanta i produttori della Valle del Chiese decisero di costituirsi in Consorzio per disciplinare e valorizzare il prodotto.
Ha sfamato generazioni di bresciani (e trentini): e anche se ormai non è più il piatto che non manca mai a tavola, ancora oggi evoca (ed evocherà per sempre) atmosfere familiari indelebili, cucinata e assaggiata soprattutto nei giorni di festa (la domenica) e compagna inossidabile dello spiedo.
Ecco un breve video con tutti i passaggi per realizzare questa delizia.
POLENTA - la RICETTA PERFETTA!😋💛
Se penso al mio ricordo più profumato, non ho dubbi: quello della polenta appena rovesciata sul tagliere, messa nella scodella con il latte freddo.
La polenta di Storo sta via via conquistano l’Italia con la sua consistenza rustica e sapore ricco.
Ingredienti e Preparazione della Polenta di Storo Tradizionale
La base di partenza è sempre la stessa: per otto persone serve un chilogrammo di farina, quattro litri d’acqua e sale grosso. La preparazione è molto semplice.
Ingredienti:
- Un chilo di farina gialla di Storo
- 4 litri d'acqua
- Sale grosso q.b.
Procedimento:
- Mettere a riscaldare in un paiolo 4 litri d’acqua sufficienti per un chilo di farina.
- Aggiungere due cucchiai di sale grosso.
- Quando l’acqua bolle, versare la farina a pioggia, avendo cura di mescolare velocemente, onde evitare i grumi nell’impasto.
- Portare a bollore e cucinare per tempo di circa 30/40 minuti.
- A cottura ultimata, si dà un unico energico colpo di mestolo e si versa la polenta fumante su di un tagliere di legno.

Varianti della Polenta di Storo
Esistono delle ricette “alternative” alla polenta di Storo che sono ormai diventate delle vere e proprie tradizioni esattamente come l’originale.
Polenta Carbonera (o Concia)
La polenta carbonera è una versione nostrana della polenta concia. Si prepara aggiungendo alla polenta formaggio fresco e formaggio stagionato e salsiccia. Un piatto ricco, perfetto dopo una lunga camminata sulle montagne.
Ingredienti:
- Un chilo di farina gialla di Storo
- 400 grammi di burro
- 200 grammi di formaggio Grana
- Mezzo chilo di Spressa stagionata
- Mezzo chilo di Spressa tenera
- Un chilo di salamella
- 2 bicchieri di vino rosso
- Cipolla
- Sale grosso
- Pepe nero
Procedimento:
- Si cuoce la polenta in modo tradizionale.
- A parte si fa un soffritto con il burro, la cipolla sfogliata, si aggiungono le salamelle sgranate, si bagna con abbondante vino rosso, si fa evaporare.
- A tre quarti di cottura si aggiunge il soffritto alla polenta, si trisa per qualche minuto, per ultimo si aggiungono i formaggi.
Polenta Macafana
La Polenta Macafana si prepara cuocendo contemporaneamente polenta e cicorie. Dieci minuti prima della fine si aggiunge formaggio di malga a cubetti. È un piatto dell’antica tradizione trentina della Valle del Chiese.
Ingredienti:
- Un chilo di farina gialla di Storo
- 250 grammi di farina di grano saracena
- Formaggio di malga (consigliata la Spressa)
- Erbette
- Castagne
- Sale grosso
Procedimento:
- Portare a ebollizione in una pentola un litro d’acqua e salare con sale grosso.
- Cuocere le erbette e versare le farine premescolate.
- A metà cottura versare il formaggio di montagna a dadini e verso la fine aggiungere le castagne (precedentemente cotte al forno).
Polenta con Cicoria e Spressa
Ingredienti:
- Un chilo di farina gialla di Storo
- 200 grammi di burro
- 200 grammi di formaggio Grana
- 500 grammi di Spressa tenera
- 500 grammi di cicoria
- Cipolla
- Sale grosso
- Pepe nero
Procedimento:
- Mettere a bollire in una pentola un litro d’acqua salata.
- Quando avrà raggiunto l’ebollizione aggiungere la cicoria lavata e tagliata finemente e dopo un paio di minuti unire la farina e proseguire la cottura per circa 25 minuti.
- Aggiungere quindi la Spressa tagliata a cubetti e continuare la cottura mescolando bene per altri 10 minuti.
- Toglierla dal fuoco, scucchiaiare tutto il contenuto in una pirofila, cospargere di grana grattugiato ed infine versare il burro fuso e la cipolla precedentemente rosolata.
Polenta delle Streghe (o delle Strie)
La polenta delle streghe (o delle strie in diletto locale) invece prevede l’aggiunta di castagne, formaggio di malga e una particolare pozione magica.
Consigli Utili per una Polenta Perfetta
Adesso che sapete come fare la polenta, andiamo a vedere insieme alcune curiosità e suggerimenti che possono esservi utili nella preparazione di questo piatto tradizionale.
- Il segreto è utilizzare una pentola antiaderente e mescolare continuamente durante la cottura. Se possibile, aggiungete un filo d’olio all’acqua iniziale.
- LIQUIDA: per addensare la polenta, verso fine cottura aggiungere del semolino o della farina di mais istantanea a pioggia.
- Aggiungere porcini secchi sminuzzati (sbriciolati o tagliuzzati) per il 4 - 5 % del peso totale della farina.
Abbinamenti con la Polenta
Come abbinare la polenta? La polenta tradizionale si sposa alla perfezione con condimenti saporiti come funghi porcini, salsiccia in umido o brasati di carne. Per un’alternativa a base di verdure, provatela con verdure grigliate o formaggio fuso.
Oltre ai classici abbinamenti, potete gustare la polenta fritta, tagliata a cubetti e dorata in padella, un’idea perfetta per aperitivi gustosi, oppure al forno, abbinata a prosciutto crudo, spinacino, pomodori secchi e scaglie di Grana Padano.
La polenta è più di un piatto: è un’esperienza che unisce tradizione e gusto. Provatela con le vostre combinazioni preferite e porta in tavola il sapore autentico della cucina italiana!
